Veglia Pasquale 2025. L’Arcivescovo: «Il Risorto è il nuovo inizio di tutto; tutto in lui è restituito a Dio, tutto in lui è salvezza per noi». Due catecumene adulte, Cristina e Chiara, hanno ricevuto il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Omelia. Foto.

Veglia Pasquale 2025. L’Arcivescovo: «Il Risorto è il nuovo inizio di tutto; tutto in lui è restituito a Dio, tutto in lui è salvezza per noi». Due catecumene adulte, Cristina e Chiara, hanno ricevuto il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Omelia. Foto.

Veglia Pasquale 2025. L’Arcivescovo: «Il Risorto è il nuovo inizio di tutto; tutto in lui è restituito a Dio, tutto in lui è salvezza per noi». Due catecumene adulte, Cristina e Chiara, hanno ricevuto il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Omelia. Foto.

/
/
Veglia Pasquale 2025. L’Arcivescovo: «Il Risorto è il nuovo inizio di tutto; tutto in lui è restituito a Dio, tutto in lui è salvezza per noi». Due catecumene adulte, Cristina e Chiara, hanno ricevuto il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Omelia. Foto.

La notte di sabato 20 aprile 2025 nella Basilica Cattedrale di Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto la Veglia Pasquale. È il momento culminante del Triduo Sacro e dell’intera Settimana Santa. Essa è conosciuta come “la madre di tutte le Veglie”, in cui si celebra – secondo la nota espressione di S. Leone Magno – «totum paschale sacramentum». Questa celebrazione è caratterizzata da una ricca struttura rituale che affonda le sue origini nel VII secolo: la benedizione e la preparazione del cero pasquale in Piazza Duomo; la processione di ingresso in chiesa; il canto del preconio pasquale; la liturgia della Parola; la liturgia Battesimale; la liturgia Eucaristica. La Veglia è stata animata dalla corale della Pievania di S. Ponziano e nel corso di essa mons. Boccardo ha amministrato i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia a due donne adulte, Cristina e Chiara.

FOTO-GALLERY

Omelia dell’Arcivescovo. «Che cosa significa che Gesù, contemplato ieri nella sua morte di croce, è ritornato alla vita? Risurrezione – ha detto mons. Boccardo – vuol dire che l’irruzione potente di Dio, descritta nel primo capitolo della Genesi, mediante la quale il mondo è stato creato, ha dato una nuova vita a Cristo morto e sepolto e, in lui, ha ridato vita a tutto il mondo. Si tratta di un evento unico e definitivo, che risponde alle speranze umane che la morte non sia la parola ultima della nostra esistenza, che tale esistenza sia aperta ad un futuro perenne di gioia, di Iuce, di pace, di comunione tra noi e con Dio». «Gesù – ha proseguito il Presule – ha vinto la morte per me, per ciascuno di noi, per tutti gli uomini e le donne della terra; ha vinto le nostre negligenze, i nostri peccati, le nostre menzogne, le nostre fatiche, le nostre sofferenze e le nostre incredulità. Il Risorto è il nuovo inizio di tutto; tutto in lui è restituito a Dio, tutto in lui è salvezza per noi, in lui ci viene data la possibilità di vivere da figli di Dio».

OMELIA ARCIVESCOVO

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook