Solennità dell’Epifania. Messa dell’Arcivescovo in Duomo. Programma festa di S. Ponziano modificato causa diffondersi Covid.

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Giovedì 6 gennaio 2022 la Chiesa ha celebrato la solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione di Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.

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La celebrazione nel Duomo di Spoleto è stata presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Hanno concelebrato: il Vicario generale e i parroci della Città di Spoleto (S. Gregorio, Santi Pietro e Paolo e Santa Rita). La liturgia è stata animata dalla corale della Pievania di Santa Maria. Il servizio all’altare è stato curato dai seminaristi e ministranti, coordinato dal cerimoniere don Pier Luigi Morlino.

Le parole dell’Arcivescovo nell’omelia. Il Presule ha condiviso tre caratteristiche di questa solennità: «L’Epifania – ha detto – è anzitutto la festa dell’incontro: il cammino di ogni uomo può sfociare nell’incontro con Dio; trova anzi in questo incontro il suo felicissimo epilogo. Tutto ciò avviene in una convergenza di argomenti che mostrano la ragionevolezza e insieme la provvidenzialità di un itinerario umano di ricerca. L’Epifania – ha poi proseguito – è anche la festa della fede, la festa che allarga i misteri del presepio al mondo intero, l’offerta universale di salvezza a quanti avranno la fortuna e il coraggio di accoglierla. Si tratta dunque di una fede dinamica, vigilante, creativa; ma anche del rischio di non avere il coraggio di accogliere questa fede, o di lasciarla svuotare del suo vero contenuto che è il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. L’Epifania è infine festa dell’apertura del cuore. “Per i cristiani – afferma ancora Papa Francesco – le parole di Gesù implicano il riconoscere Cristo stesso in ogni fratello abbandonato o escluso (cf Mt 25, 40. 45). In realtà, la fede colma di motivazioni inaudite il riconoscimento dell’altro, perché chi crede può arrivare a riconoscere che Dio ama ogni essere umano con un amore infinito e che gli conferisce con ciò una dignità infinita. A ciò si aggiunge che crediamo che Cristo ha versato il suo sangue per tutti e per ciascuno, e quindi nessuno resta fuori dal suo amore universale” (Fratelli tutti, 85)». Queste tre caratteristiche diventano messaggio per tutti: «Abbiamo bisogno – ha detto l’Arcivescovo – di leggere la nostra vita come un cammino verso una mèta, di leggere nell’incontro con Gesù il momento qualificante e rivelatore di ciò che siamo e di ciò che cerchiamo; abbiamo bisogno di riconoscere che tutti gli argomenti scientifici e filosofici riguardanti il senso del cammino umano hanno, nell’incontro col Signore, la loro piena giustificazione e il loro senso. Poi, la fede: abbiamo bisogno che lo Spirito Santo irrori con i suoi doni la virtù teologale della fede, per la quale ci si affida perdutamente a Dio e si vede ogni situazione e ogni rapporto nella luce del Trascendente. La fede dà il cuore nuovo per consentire alla Verità e dà occhi nuovi, capaci di discernere nelle parole e negli eventi della vita quotidiana i segni della presenza di Dio e della sua chiamata. Infine, l’apertura del cuore: abbiamo bisogno che lo Spirito Santo vivifichi con il dono della sapienza la virtù teologale della carità, affinché il nostro cuore diventi accogliente nei confronti degli altri, ne rispetti la diversità e la libertà, ne cerchi il bene vero e sia reso capace di sacrificarsi per questo bene; dobbiamo imparare a dare alla carità il primo posto nelle nostre scelte e nei nostri rapporti, in modo da non escludere nessuno, da non rifiutare nessuno, da non giudicare nessuno».

I Magi in Cattedrale. Al termine della Messa sono “giunti” in Duomo, dinanzi all’altare maggiore, i Magi: hanno consegnato ai ragazzi della catechesi presenti un piccolo dono. Questo momento, a ricordo dei doni (oro, incenso e mirra) che questi Re fecero al Bambino Gesù, è stato organizzato dalle parrocchie del centro di Spoleto guidate da don Bruno Molinari e da don Pier Luigi Morlino.

Sospesi alcuni momenti della festa di S. Ponziano. La Curia Arcivescovile comunica: «In considerazione della crescente diffusione del Coronavirus e della necessaria prudenza sanitaria non si terranno due momenti della festa del Santo patrono di Spoleto: il dialogo sul tema “La Chiesa che vorrei” di giovedì 13 gennaio alle ore 18.00 nella palestra del Sacro Cuore col Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, e l’On.  Luciano Violante, già Presidente della Camera dei Deputati; la processione del pomeriggio del 14 per il ritorno della Reliquia del Santo nella Basilica a lui dedicata. Confermate, nel rispetto delle norme vigenti anti Covid, le celebrazioni del 14 gennaio in Duomo: alle 9.00 Santa Messa e alle 11.30 Solenne Pontificale presieduto dall’Arcivescovo. Alle 16.00 celebrazione dei Secondi Vespri Pontificali durante i quali verrà invocata specialmente la protezione di San Ponziano sulla città e la diocesi, intercedendo la liberazione dalla pandemia e la sapienza per vivere questo momento di prova.

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