Ore 9.30 di domenica 8 giugno 2025: dalla Piazza Garibaldi di Trevi è partito il pellegrinaggio giubilare, presieduto dall’Arcivescovo, della Pievania del beato Pietro Bonilli fino al Santuario della Madonna di S. Arcangelo, che sorge su un colle a quota 500 metri, sopra la frazione di Pigge, da dove si ha una visuale ampia della valle spoletana. Con mons. Boccardo hanno camminato i presbiteri della Pievania (il pievano don Jozef Gercàk, don Kamil Ragan, don Luca Gentili, don Salvatore Ficarra e il diacono permanente Paolo Eleuteri), tanti fedeli e membri di associazioni locali.
La processione era aperta dagli stendardi della Madonna di S. Arcangelo e della Sacra Famiglia. Il Presule prima di avviare il pellegrinaggio ha detto: «Mettiamo a fuoco quelle persone che vogliamo affidare alla tenerezza di Maria: elenchiamole una per una, ricordando la loro storia, le loro fatiche e le loro speranze. Affidiamole all’abbraccio della Vergine». Lungo il tragitto è stato recitato il rosario, si è cantato e si sono condivise le esperienze di vita. In una delle
tappe l’Arcivescovo ha invitato i pellegrini a non dimenticare le opere di carità: «Non si tratta – ha detto – solo di mettere mano al portafogli, ma di mettersi al servizio di chi è meno fortunato, un servizio gratuito che non richiede esborso di soldi». Chi lo ha desiderato ha avuto la possibilità, lungo il cammino, di accostarsi al sacramento della confessione. L’ultimo tratta prima di giungere al Santuario è stato percorso in assoluto silenzio per ascoltare la voce della propria coscienza e per mettersi in sintonia con Dio. Sotto il portico della chiesa, ancora inagibile, mons. Boccardo ha celebrato la Messa, cui ha preso parte anche il sindaco Ferdinando Gemma.
Nell’omelia l’Arcivescovo, essendo la solennità di Pentecoste, si è soffermato sull’importanza dello Spirito Santo Paraclito: «È una sorta di avvocato che ci assolve anche quando siamo colpevoli. Tutti portiamo ombre e macchie, ma ciò non cancella l’essere figli di Dio conosciuti e amati. Per imparare a distinguere il bene dal male è necessario mettersi in sintonia con lo Spirito, ossia riconnettersi con la nostra ricchezza interiore che rende bella la vita. Lo Spirito non è una voce magica, ma una voce sottile e discreta: esso ci aiuta a ritrovare il dito di Dio nella nostra storia, Dio che sempre ci ha rimesso in piedi». Prima della benedizione finale è stata recitata la preghiera alla Madonna di S. Arcangelo.


















