Pellegrinaggio giubilare della Pievania dei Santi Felice e Mauro. In processione sono stati portati gli stendardi dei Santi titolari delle chiese di Scheggino, Santa Anatolia e Vallo di Nera. Foto. Video clip.

Pellegrinaggio giubilare della Pievania dei Santi Felice e Mauro. In processione sono stati portati gli stendardi dei Santi titolari delle chiese di Scheggino, Santa Anatolia e Vallo di Nera. Foto. Video clip.

Pellegrinaggio giubilare della Pievania dei Santi Felice e Mauro. In processione sono stati portati gli stendardi dei Santi titolari delle chiese di Scheggino, Santa Anatolia e Vallo di Nera. Foto. Video clip.

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Pellegrinaggio giubilare della Pievania dei Santi Felice e Mauro. In processione sono stati portati gli stendardi dei Santi titolari delle chiese di Scheggino, Santa Anatolia e Vallo di Nera. Foto. Video clip.

Tanti stendardi quanti sono i Santi titolari delle chiese che si trovano nel territorio della Pievania dei Santi Felice e Mauro, che comprende i Comune di Scheggino, Santa Anatolia di Narco e Vallo di Nera. E gli stendardi, dopo la croce, hanno aperto il pellegrinaggio giubilare della Pievania dei Santi Felice e Mauro che si è tenuto domenica 15 giugno 2025 dalla chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Anatolia di Narco fino all’abbazia dei Santi Felice e Mauro a Castel S. Felice.

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Il caldo torrido non ha scoraggiato i fedeli, che numerosi si sono messi in cammino insieme all’Arcivescovo, al pievano don Luis Vielman, a don Sebastiana Urumbil e al sindaco di Santa Anatolia Tullio Fibraroli. A mons. Boccardo un bambino ha donato lo zaino del pellegrino del Giubileo 2025. «Camminare – ha detto il Presule all’avvio del pellegrinaggio – è l’immagine della nostra vita che è un andare verso Dio dal quale veniamo. Prendiamoci questo tempo per riflettere sulla nostra vita, fatti di luci e di ombre».

Per andare da Santa Anatolia all’Abbazia è stata percorsa la via della Madonna della Pia, dove si trova l’antica Pieve di S. Anatolia, chiusa a causa dei danni del terremoto. In una delle tappe, l’Arcivescovo ha invitato i presenti a pregare per le zone di guerra, da ultimo tra Israele e Iran: «Non possiamo cambiare queste cose, ma possiamo pregare il Signore affinché ispiri nei governanti delle Nazioni sentimenti di pace».

Nell’Abbazia, dove si sono aggiunti tanti altri fedeli, tra cui il sindaco di Scheggino Fabio Dottori, mons. Boccardo ha presieduto la Messa nella solennità della Santissima Trinità, animata dalla corale della Pievania. Nell’omelia il Presule ha sottolineato come «Dio riconosce qualcosa di suo in ciascuno di noi, creati a sua immagine e somiglianza. Poi il Padre si è voluto far riconoscere e ha mandato il Figlio, che con i suoi gesti ha reso presente il Padre, ricordandoci che mai ci abbandona. Infine, lo Spirito Santo ci suggerisce quello che è bello, buono e giusto per la nostra vita. Ci sentiamo avvolti dall’abbraccio della Trinità, essa ci esorta a guardarci dentro». Dopo la benedizione finale è stata scoperta una lapide in marmo, nella parete sinistra entrando in Abbazia, a ricordo di questa giornata memorabile. C’è scritto: “Giubileo della Speranza 2025. A perenne ricordo del fatto, la comunità cristiana di Santa Anatolia, Scheggino e Vallo di Nera, sotto la guida dell’Arcivescovo Renato Boccardo. Castel S. Felice, 15 giugno 2025”.

 

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