La Città di Spoleto è entrata nel vivo dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono Ponziano: il pomeriggio del 13 gennaio 2026, nella basilica dedicata al Santo, l’Arcivescovo ha infatti presieduto una celebrazione vespertina nella memoria del martirio del giovane protettore. La liturgia si è aperta con la lettura di un breve testo di S. Giovanni Paolo II (da Incarnationis mysterium, n. 13): “Un segno perenne della verità dell’amore cristiano è la memoria dei martiri. Non sia dimenticata la loro testimonianza. Essi sono coloro che hanno annunciato il Vangelo dando la vita per amore. Il martire è segno di quell’amore più grande che compendia ogni altro valore”.
Arcivescovo e presbiteri sono entrati processionalmente in chiesa e mons. Boccardo ha infuso l’incenso in un braciere e nel mentre il coro cantava “Salga a te, Signore, l’inno della Chiesa, l’inno della fede che ci unisce a te. Sia gloria e lode alla Trinità: santo, santo, santo per l’eternità”. Poi, c’è stata la memoria dei martiri. Così si è espresso l’Arcivescovo: “La
Chiesa del primo millennio nacque dal sangue dei martiri e dal patrimonio di santità che ha caratterizzato le prime generazioni cristiane. Raccolti in questa Basilica nei primi vespri della festa del nostro patrono San Ponziano, facciamo memoria di quanti nel corso dei tempi hanno testimoniato con la vita la propria adesione a Cristo Signore. E preghiamo affinché, confermati nella fede e confortati nella speranza dall’esempio di tanti seguaci dell’Agnello immolato, possiamo vivere con coerenza il nostro impegno cristiano e co-sì essere riconosciuti come discepoli del Signore”. È stata fatta memoria di coloro che hanno testimoniato la fede fino al martirio proprio nella valle spoletana: Vincenzo,
vescovo di Bevagna, e Benigno, diacono, martirizzati dal proconsole Por fi rio il 6 giugno dell’anno 70; Saturnino, vescovo di Spoleto, martirizzato sotto Diocleziano nel 290; Felice, vescovo di Martana, decapitato dal proconsole Tarquinio il 30 ottobre 299; Sabino da Sulmona, vescovo di Spoleto, mandato a morte dal tribuno Lucio il 30 dicembre 301 insieme con Marcello, Esuperanzio e Venustiano; Emiliano, vescovo di Trevi, decapitato a Bovara il 28 gennaio 302 con i diaconi Ilariano, Dionisio ed Ermippo; Primiano, laico, martirizzato presso il Ponte Sanguinario il 31 agosto 302; Gregorio, presbitero di Spoleto, ucciso con altri 100 spoletini sotto il proconsole Flacco il 24 dicembre 303; Giovanni, arcivescovo di Spoleto, decapitato il 5 gennaio 304; Vitale, soldato, con Lorenzo presbitero, Mauro e Asello, uccisi a Terzo La Pieve nel 304; Serena, nobildonna, martirizzata il 30 gennaio 305. Tra loro, brilla il giovane Ponziano, decapitato presso il Ponte Sanguinario il 14 gennaio 175. Quindi, è stata letto il brano della passione del Santo.
Le preghiere dei fedeli e il Padre Nostro hanno preceduto la benedizione dell’assemblea da parte di mons. Boccardo. Al termine, il coro della Pievania di S. Ponziano ha intonato il popolare inno al martire.


















