Davide Tononi ordinato sacerdote. L’Arcivescovo: «Non è la preparazione teologica e nemmeno la bontà delle azioni che ti renderanno un valido prete, ma solo la tua consapevole e trepidante povertà». Omelia. Foto.

Davide Tononi ordinato sacerdote. L’Arcivescovo: «Non è la preparazione teologica e nemmeno la bontà delle azioni che ti renderanno un valido prete, ma solo la tua consapevole e trepidante povertà». Omelia. Foto.

Davide Tononi ordinato sacerdote. L’Arcivescovo: «Non è la preparazione teologica e nemmeno la bontà delle azioni che ti renderanno un valido prete, ma solo la tua consapevole e trepidante povertà». Omelia. Foto.

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Davide Tononi ordinato sacerdote. L’Arcivescovo: «Non è la preparazione teologica e nemmeno la bontà delle azioni che ti renderanno un valido prete, ma solo la tua consapevole e trepidante povertà». Omelia. Foto.
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«È un mistero di Dio quello al quale partecipiamo questa sera. È un mistero di Chiesa, di cui noi poniamo insieme il segno santificatore e operatore. È un mistero nel quale si concentra in tutta la sua grandezza e dinamicità la realtà stessa della nostra salvezza e il significato e il valore della presenza della Chiesa nel mondo». Con queste parole l’arcivescovo Renato Boccardo ha avviato l’omelia per l’ordinazione presbiterale di Davide Tononi, sabato 27 giugno nella Basilica Cattedrale di Spoleto.

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Con il Presule hanno concelebrato molti sacerdoti diocesani, i preti del Pontificio Seminario regionale “Pio XI” di Assisi dove Davide si è formato per sei anni, tra cui il rettore mons. Carlo Franzoni, il parroco del suo paese di origine, Desenzano sul Garda (BS). Il servizio liturgico è stato curato dai seminaristi umbri – coloro che fino ad oggi sono stati i “colleghi” del novello sacerdote nel percorso di formazione spirituale, umana e culturale -, coordinati dal cerimoniere arcivescovile don Edoardo Rossi. Presenti naturalmente i familiari di Davide, gli amici di sempre (quelli lombardi), quelli “acquisiti” (gli umbri) e tanti fedeli di Bevagna, la parrocchia dove da due anni presta servizio (da seminarista e poi come diacono), coadiuvando prima don Marco Rufini e ora l’attuale parroco della medievale città delle Gaite don Claudio Vergini. Presente anche il sindaco Analita Polticchia. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale di Bevagna. 

Davide era visibilmente commosso e non poteva essere altrimenti considerando che sabato 27 giugno 2015 è stato e rimarrà per sempre il giorno più significativo della sua vita, il giorno in cui ha detto definitivamente sì al Signore, divenendo un umile operaio della sua vigna. Nella maestosa Cattedrale spoletina il trentunenne originario del bresciano è giunto, come sottolineato dall’Arcivescovo, «con tutto il carico della sua povertà. Non è la sua preparazione – ha proseguito mons. Boccardo – che lo rende degno di questa iniziativa; non è la sua scienza teologica che lo rende capace del dono della sapienza dello Spirito Santo; non sono nemmeno le sue qualità umane e la sua bontà che lo abilitano ad accogliere e assumere la parola santificante e creatrice di Dio che ora sta per farlo diventare suo ministro per sempre. È solo la sua trepidante e consapevole povertà che può essere il terreno fecondo dell’abbraccio di Dio. Ed è solo nella misura in cui anche lui, come ogni sacerdote, come ogni Vescovo, come tutta la Chiesa, saprà di continuo riscoprire questa nudità dinnanzi al dono grandissimo e gratuito di Dio e saprà permanere in questo spirito di povertà, che sarà fecondo ed efficace il suo ministero».

Suggestiva e intensa la liturgia dell’ordinazione: la presentazione del candidato; gli impegni dell’eletto ad esercitare per tutta la vita il ministero sacerdotale nel servizio del popolo di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo; le litanie dei Santi, con il candidato steso a terra per ricevere i doni di Dio Padre Onnipotente; l’imposizione delle mani e preghiera di ordinazione; i riti esplicativi, ovvero il ricevere la stola al modo sacerdotale e la casula, l’unzione con il Crisma delle palme delle mani del candidato, la consegna del pane sulla patena e il calice con il vino, l’abbraccio di pace col Vescovo e con alcuni presbiteri.

Il dono di un nuovo sacerdote è un mistero incommensurabile per la Chiesa, in questa caso per quella di Spoleto-Norcia, per l’anima e la vita del neo presbitero cariche dell’amore di Dio che diventa amore dei fratelli, nella carità. «Caro Davide – ha detto ancora mons. Boccardo – solo nella misura in cui saprai essere sempre fedele  alla carità, che è amore di Cristo e si traduce nell’amore di comunione con la Chiesa tutta (dal Vescovo, al Presbiterio, al popolo di Dio), tu sarai fedele, umilmente, ma gioiosamente e costantemente, al mistero di povertà, di ricchezza e di amore che ora si compie dentro di te. Risuona dunque anche per te la domanda che Cristo ha rivolto quel giorno a Pietro, sulle rive del lago di Galilea: “Mi ami tu?”. E a noi pare di risentire da te in qualche modo l’esclamazione dell’apostolo: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene” (cfr Gv 21,15-17). Questa risposta, umile e trepidante, ti accompagni, come croce e come gloria, per tutta la vita e – ha concluso il Vescovo – faccia di te in mezzo a noi un segno credibile dell’amore di Dio».

Al termine della celebrazione don Davide ha salutato amici e familiari presso gli spazi della Basilica di S. Pietro extra moenia in Spoleto. Il neo sacerdote celebrerà la prima Messa nella parrocchia di Bevagna domenica 28 giugno alle ore 18.30 nel santuario della Madonna delle Grazie. 

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