Alle 18.15 di sabato 12 gennaio 2025 quando si è aperto il sipario del Teatro Nuovo “G. Menotti” di Spoleto le oltre settecento persone presenti hanno ammirato un gruppo di oltre cinquanta musicisti in elegante uniforme blu. Erano i membri della Banda del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, diretta dal maestro Stefano Iannilli ed affidata al Vice Commissario della Gendarmeria Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell’impiego.
La Banda si è esibita a Spoleto in occasione dei festeggiamenti del patrono S. Ponziano, nel 1850° anniversario dal suo martirio. Gli onori di casa sono stati fatti dall’arcivescovo Renato Boccardo che ha voluto questo concerto e che è stato l’artefice della costituzione della Banda nel 2007, quando era Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Come detto, oltre settecento le persone presenti, tra cui il sindaco di Spoleto Andrea Sisti, il consigliere regionale Stefano Lisci, membri della Giunta e del Consiglio comunale, altre autorità civili e militari. Il concerto si è aperto e chiuso con tutti i partecipanti in piedi per ascoltare gli inni nazioni del Vaticano e dell’Italia. Ricco e variegato il programma musicale: l’inno del Giubileo 2025 di Sequeri; la Gazza Ladra di Rossini; la Tregenda da Le Villi e Nessun dorma di Puccini; la cavalcata delle Valchirie di Wagner; Bugler’s holiday di Anderson; Viktor’s tale dal film The terminal di Williams; la colonna sonora di Metti una sera a cena di Morricone; Nel blu dipinto do blu di
Modugno. Tanti gli applausi dei presenti tra un brano e l’altro. E la Banda ha concesso pure un bis.
Prima dell’esecuzione dell’Inno d’Italia ha preso la parola l’arcivescovo Boccardo: «Forse qualcuno si sarà domandato cosa c’entra un concerto con la festa di S. Ponziano. Vorrei dare almeno due risposte. La prima: abbiamo voluto questo concerto come un omaggio alla Città di Spoleto che custodisce da 1850 anni la memoria di S. Ponziano. Non si può separare Ponziano da Spoleto e Spoleto da Ponziano: fa parte della nostra identità. E desidero ringraziarvi tutti che avete accolto il nostro invito per vivere insieme questo momento particolare. La seconda risposta: abbiamo bisogno, almeno di tanto in tanto, di qualche momento di bellezza, che ci rassereni e ci consoli. Nel nostro mondo, che è ferito dalla violenza, dall’odio, dalla prevaricazione e dalla guerra, abbiamo bisogno di qualche goccia di consolazione per poter custodire la speranza, che questo Anno Santo ci ripropone. La speranza ci permette di vedere che il bene è più forte del male, di vivere con pienezza e responsabilità il tempo che ci è dato di vivere. L’auspicio è che anche questo
momento di bellezza aiuti tutti noi a vivere bene». Poi, mons. Boccardo è passato ai ringraziamenti: «Al signor Sindaco e all’amministrazione comunale che hanno messo a disposizione questo bellissimo Teatro; al comm. Filippo Pupella e a tutta la segreteria della Curia Arcivescovile che hanno seguito con attenzione e precisione la preparazione e l’organizzazione di questo bel momento; alla Banda e al suo Maestro; alla presentatrice così gentile e precisa». Infine, il Presule ha aggiunto un dettaglio: «Per chi non lo sapesse, il Comandate del Corpo della Gendarmeria dello Stato del Vaticano è uno spoletino, l’ing. Gianluca Gauzzi. Questa sera non è qui perché occupato accanto al Papa; ci sono, però, i suoi genitori e chiedo a loro di trasmettergli il nostro saluto». La Banda, per mezzo del Vice Commissario della Gendarmeria Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell’impiego, ha donato a mons. Boccardo un quadro che ritrae la Banda, definita gli angeli cantanti del Papa e «che, ci permetta Eccellenza, è anche la “sua” Banda», ha detto Colaiacomo.


















