Bevagna: conferimento del Lettorato al seminarista Paolo Massi. Foto.

Bevagna: conferimento del Lettorato al seminarista Paolo Massi. Foto.

Bevagna: conferimento del Lettorato al seminarista Paolo Massi. Foto.

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Bevagna: conferimento del Lettorato al seminarista Paolo Massi. Foto.

Nel pomeriggio di domenica 1° dicembre 2024, prima di Avvento, l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella chiesa di S. Michele Arcangelo a Bevagna ed ha conferito il ministero del Lettorato al seminarista Paolo Massi. Col Presule hanno concelebrato il Pievano della Madonna della Valle don Giovanni Cocianga, il Rettore del Pontificio Seminario Regionale di Assisi “Pio XI” don Francesco Verzini, gli altri presbiteri formatori del Seminario, alcuni sacerdoti giunti da altre Pievanie della Diocesi. Il servizio all’altare è stato curato dai seminaristi del regionale di Assisi e la liturgia è stata animata dalla corale della Pievania. Paolo Massi è nato (5 luglio 2000) e cresciuto a Roma, anche se le origini della sua famiglia, di parte materna, sono a Casa Maggi di Giano dell’Umbria, comunità facente parte della zona pastorale di Castel Ritaldi. Il legame della famiglia Massi con questa zona è sempre stato forte e infatti Paolo è stato battezzato nella chiesa di Colle del Marchese. Poi, dopo la maturità ha scelto di entrare in Seminario per la nostra Archidiocesi.

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Nell’omelia mons. Boccardo ha esortato i numerosi fedeli presenti a non vivere con superficialità i momenti della vita. «Nelle situazioni ordinarie dell’esistenza – ha detto il Presule – il Signore ci viene incontro e ci interpella. Ma se siamo superficiali, la visita del Signore non la cogliamo. Ma lui ci dà delle indicazioni: essere attenti a che i nostri cuori non si appesantiscano; essere vigilanti, cioè avere un occhio attento che sa andare oltre la facciata; pregare con forza, cioè custodire nel cuore un dialogo vivo col Signore. Lo strumento per rimanere vigilanti e per evitare l’appesantimento del cuore è la Parola di Dio. E questa sera – ha proseguito mons. Boccardo – siamo qui per conferire a Paolo il ministero del lettorato, che ha come specificità quella appunto di approfondire il tesoro della Scrittura». Rivolto a Paolo, il Presule ha detto: «Con il lettorato sei chiamato a frequentare assiduamente la Parola di Dio che oggi viene messa nelle tue mani: lasciati formare dalle sue pagine, conforma la tua vita ad essa».

Il Lettore è istituito per l’ufficio, a lui proprio, di proclamare la parola di Dio nell’assemblea liturgica (cf. Ministeria quaedam, n. 5). In particolare, a partire da un assiduo ascolto delle Scritture, richiama la Chiesa intera alla presenza di Gesù, Parola fatta carne, giacché come afferma la costituzione liturgica «è Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (cf. Sacrosanctum Concilium, n. 7). Il compito del Lettore si esplica in prima istanza nella celebrazione liturgica, in particolare quella eucaristica, perché sia evidente che la proclamazione della Parola è il luogo sorgivo e normativo dell’annuncio. Al Lettore è affidato il compito di preparare l’assemblea ad ascoltare e i lettori a proclamare con competenza e sobria dignità i passi scelti per la liturgia della Parola. Il Lettore/Lettrice potrà avere un ruolo anche nelle diverse forme liturgiche di celebrazione della Parola, della liturgia delle Ore e nelle iniziative di (primo) annuncio verso i lontani. A questo si aggiunge il compito più ampio di animare momenti di preghiera e di meditazione (lectio divina) sui testi biblici, con una particolare attenzione anche alla dimensione ecumenica. In generale, egli/ella è chiamato/a ad accompagnare i fedeli e quanti sono in ricerca all’incontro vivo con la Parola, fornendo chiavi e metodi di lettura per la sua retta interpretazione e la sua fecondità spirituale e pastorale.

 

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