Celebrazione della Giornata del Malato al Santuario della Madonna della Stella: occasione per fermarsi e guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. Video clip. Foto.

Celebrazione della Giornata del Malato al Santuario della Madonna della Stella: occasione per fermarsi e guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. Video clip. Foto.

Celebrazione della Giornata del Malato al Santuario della Madonna della Stella: occasione per fermarsi e guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. Video clip. Foto.

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Celebrazione della Giornata del Malato al Santuario della Madonna della Stella: occasione per fermarsi e guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. Video clip. Foto.

La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”: è il tema della XXXIV Giornata Mondiale del Malato che si celebra l’11 febbraio, memoria liturgica della beata Vergine Maria di Lourdes. Nella nostra Archidiocesi la celebrazione, cui hanno partecipato molti anziani e malati, si è tenuta domenica 8 febbraio 2026 al Santuario della Madonna della Stella in Montefalco.

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È stata l’occasione per fermarci e guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano, cosa sempre più difficile perché, come ha scritto papa Leone XIV nel messaggio per questa Giornata, «viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza». Gli anziani e i malati sono stati accompagnati dai familiari o dai volontari delle associazioni del territorio e sono stati accolti in Santuario dall’equipe diocesana per il Servizio per la Pastorale della salute e della sofferenza, coordinata dai coniugi Maria Pia Bruscolotti e Terzilio Filippi Coccetta. È stata fatta esperienza di Chiesa che non è passata oltre, ma che, come il Samaritano, ha avuto uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù. L’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto la Messa, animata dalla corale del Santuario e concelebrata da diversi sacerdoti: don Bruno Molinari assistente ecclesiastico della sottosezione Unitalsi Spoleto-Norcia; padre Roberto Cecconi, cp, rettore del Santuario; don Sem Fioretti e don Luca Gentili in servizio nella Pievania di Santa Chiara della Croce; don Dino Pallucchi cappellano dell’ospedale di Spoleto; padre Alex Remolino Abellana, oad, degli agostiniani scalzi di Santa Rita in Spoleto; don Rinaldo Cesarini parroco emerito di Ferentillo. Il servizio all’altare è stato assicurato dai seminaristi della Diocesi. Alla celebrazione erano presenti anche il sindaco di Montefalco Alfredo Gentili e il presidente della sottosezione Unitalsi Spoleto-Norcia.

Il Vangelo proclamato era di Matteo (5, 13-16), avente come tema: Voi siete la luce del mondo e il sale della terra. «Gesù – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – quando dice ai discepoli “voi siete la luce del mondo e il sale della terra” si riferisce alle loro opere e al loro comportamento: sono esse che gli permettono di essere luce e non tenebra, di dare sapore e non essere insipidi. Anche noi – ha proseguito l’Arcivescovo – possiamo essere luce intorno a noi, verso coloro che vivono momenti di oscurità e di sofferenza; anche noi possiamo essere sale rendendo la nostra vita feconda di frutti attraverso l’onestà e la serietà». Poi, il Presule si è rivolto alle tante persone anziane e ammalate presenti in Santuario. «Cari amici, voi affrontate con fatica il peso della vita, vivete nell’oscurità e nel buio, siete dipendenti da qualcuno. Dove trovare, allora, la luce? Nei vostri familiari che con amore si prendono cura di voi, nelle diverse associazioni di volontariato che sono al vostro servizio, nei gesti di vicinanza e sollecitudine che tante persone fanno nei vostri confronti e che non trovano spazi nei mezzi di comunicazione. Di bene, ringraziando Dio, ce n’è tanto e noi siamo qui per prenderne coscienza, per celebrare questa gratuità e questa generosità. Tornando a casa – ha concluso mons. Boccardo – troviamo il modo di fare qualche gesto di luce e di sale: gratuitamente e senza pubblicità, semplicemente per il gusto di fare il bene. Questo è il tesoro più prezioso che manca nelle nostre vite frenetiche».

Prima della benedizione finale, la statua della Madonna di Lourdes è passata nelle tre navate del Santuario e i fedeli, con una candela accesa (flambeaux) hanno deposto nel cuore della Vergine le loro intenzioni di preghiera.

 

 

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