Montefalco: inaugurata a Montepennino la nuova sede della Caritas della Pievania. L’Arcivescovo: «Sia il luogo della benedizione dei credenti verso quanti portano il peso della vita quotidiana». Foto.

Montefalco: inaugurata a Montepennino la nuova sede della Caritas della Pievania. L’Arcivescovo: «Sia il luogo della benedizione dei credenti verso quanti portano il peso della vita quotidiana». Foto.

Montefalco: inaugurata a Montepennino la nuova sede della Caritas della Pievania. L’Arcivescovo: «Sia il luogo della benedizione dei credenti verso quanti portano il peso della vita quotidiana». Foto.

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Montefalco: inaugurata a Montepennino la nuova sede della Caritas della Pievania. L’Arcivescovo: «Sia il luogo della benedizione dei credenti verso quanti portano il peso della vita quotidiana». Foto.

«La carità resterà sempre per la Chiesa il banco di prova della sua credibilità nel mondo»: queste parole di S. Paolo VI, contenute nel discorso ai partecipanti al I incontro nazionale di studi della Caritas italiana (1972), sono la bussola che ancora oggi orienta l’azione della Chiesa a favore dei fratelli e sorelle che vivono situazioni di disagio e difficoltà. Queste stesse parole hanno mosso la Pievania di Santa Chiara della Croce, zona di Montefalco, nel dare alla locale Caritas degli spazi più adeguati rispetto a quelli usati finora nel centro storico della cittadina. Si tratta di quelli adiacenti la chiesa della Santissima Trinità a Montepennino, inaugurati martedì 23 dicembre 2025 al termine della Messa presieduta dall’arcivescovo mons. Renato Boccardo. Con il Presule hanno concelebrato i presbiteri della Pievania don Sem Fioretti e don Luca Gentili, il rettore del Santuario della Madonna della Stella padre Roberto Cecconi, cp, e il direttore della Caritas diocesana don Edoardo Rossi. Molti i fedeli che si sono adunati per partecipare all’Eucaristia: è infatti in questo sacramento, scriveva Benedetto XVI nella esortazione apostolica Sacramentum Caritatis, «che Gesù ci mostra in particolare la verità dell’amore, che è l’essenza stessa di Dio». Non potevano mancare le istituzioni civili e militari, ad iniziare dal sindaco Alfredo Gentili: l’azione della Caritas su un territorio si muove in collaborazione con le istituzioni e le associazioni presenti, con la consapevolezza che non va dato per carità ciò che è dovuto per giustizia. La presenza del direttore della Caritas diocesana, poi, ha assunto un significato chiaro: le Caritas di Pievania sono in relazione vitale con quella diocesana, da dove attingono formazione e linee guida, e grazie a questo mutuo rapporto si riesce a far sì che nell’azione della Caritas prevalga sempre la sua funzione pedagogica e non la pura distribuzione di aiuti.

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Nell’omelia mons. Boccardo si è soffermato sulla figura di Zaccaria, padre di Giovanni Battista. «Zaccaria – ha detto – ha avuto il tempo di comprendere quanto Dio gli aveva chiesto attraverso l’angelo», ossia che lui e sua moglie Elisabetta, oramai anziani, sarebbero divenuti i genitori del precursore di Cristo. «Dopo uno scetticismo iniziale, Zaccaria è entrato in un disegno che non era suo. E quando ha capito, la sua lingua si è sciolta (era stato reso muto fino all’adempimento della promessa, ndr)». «Quale insegnamento per noi?», si è chiesto mons. Boccardo. «Noi vogliamo gestire e prevedere tutto, ma non sempre le cose funzionano come noi vorremmo. Dio interviene negli eventi della nostra vita quotidiana e noi come Zaccaria siamo chiamati a dare un nome a questi eventi, collocandoli nell’orizzonte più ampio del progetto di Dio. Si tratta di un esercizio difficile, perché dobbiamo riconoscerci piccoli». L’Arcivescovo, poi, si è soffermato su un altro aspetto importante di Zaccaria: il suo parlare benedicendo Dio. «Il padre del Battista ha fatto un percorso di fede e quando la sua fede è diventata matura la parola non è stata di accusa ma di benedizione. Egli non ha spiegato ai suoi amici perché e come è successo il tutto, ma ha benedetto Dio perché ha visitato e redento il suo popolo. Anche noi, come Zaccaria, dobbiamo lavorare ogni giorno per crescere nella fede, benedicendo Dio. E questa sera chiediamo la sua benedizione sui nuovi locali della Caritas della Pievania di Santa Chiara della Croce. Questi locali diventano il luogo della benedizione dei credenti verso quanti portano il peso della vita quotidiana. La Caritas è vicinanza e condivisione, ricorda a tutti che non ci sono estranei, che nessuno è qui per estirpare i nostri successi, ma che ci sono solo fratelli e sorelle che devono affrontare fatica, paura, indigenza. Cari operatori di questa Caritas di Pievania vi suggerisco di riascoltare ogni giorno la domanda di Dio a Caino: “Dov’è tuo fratello?”. E che a nessuno accada si rispondere come Caino: “Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?”». Perché in fondo il servizio della carità in un territorio anima al senso di responsabilità fraterna, mette in guardia da atteggiamenti ipocriti, nelle sue azioni rivivono quelle di Gesù che “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (At 10, 38) e, infine, è «una forza che cambia la realtà, un’autentica potenza storica di cambiamento» (Leone XIV, Dilexi te).

Al termine della Messa ha preso la parola il Pievano don Sem Fioretti: «Grazie Eccellenza per questa celebrazione e per le parole con le quali ci ha ricordato la postura del servizio della Caritas. Grazie agli operatori della nostra Caritas di Pievania, coordinati dalla signora Gisella, che, in modo garbato e discreto, servono a nome della Chiesa i fratelli in difficoltà su questo territorio: che Dio vi benedica e vi accresca! Questa nostra nuova sede è posta sotto lo sguardo della Trinità, cui è dedicata questa chiesa: e il mio grazie va a quanti hanno messo braccia e offerte per dare alla Caritas una sede adeguata». Il pomeriggio si è concluso con la benedizione dei locali e un piccolo momento di fraternità.

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