Resoconto della Visita Pastorale nella Pievania di S. Giovanni. Foto. Video.

Resoconto della Visita Pastorale nella Pievania di S. Giovanni. Foto. Video.

Resoconto della Visita Pastorale nella Pievania di S. Giovanni. Foto. Video.

/
/
Resoconto della Visita Pastorale nella Pievania di S. Giovanni. Foto. Video.
Celebrazione della Messa a S. Giovanni di Baiano

Da giovedì 3 marzo a domenica 6 marzo 2022 l’Arcivescovo è stato in Visita Pastorale nella Pievania di S. Giovanni che comprende le parrocchie: di S. Angelo in S. Angelo in Mercole di Spoleto, di S. Martino in S. Martino in Trignano di Spoleto; dell’Ascensione di Nostro Signore in Montemartano di Spoleto; di S. Giovanni in Baiano di Spoleto; di Santa Maria in rupis in Firenzuola di Acquasparta; di S. Fortunato in Porzano di Terni. Pievano è don Gianfranco Formenton, parroco di S. Martino, S. Angelo e Montemartano. A Baiano, Firenzuola e Porzano ci sono don Nelson Abraham, CPPS (parroco) e don Selvaraj Selvanayagam, CPPS, vicario parrocchiale.

FOTO-GALLERY 

Mercoledì 2 marzo 2022, incontro con quanti desiderano parlare col Vescovo.
Nella chiesa parrocchiale di S. Martino in Trignano l’Arcivescovo ha incontrato un gruppo di persone, la maggior parte uomini, desiderosi di condividere una dialogo con lui. L’introduzione è stata fatta dal parroco e pievano don Gianfranco Formenton che, dopo aver il benvenuto al Presule – ha detto: «Con il consiglio pastorale di Pievania abbiamo deciso di concentrarci sul parlare di fede agli adulti. A cadenza mensile ci ritroveremo per approfondire il simbolo della nostra fede, il credo. In questa iniziativa concentreremo le nostre forze».
Un papà quarantenne ha detto di essersi riavvicinato molto alla Chiesa perché, ha detto, «credo sia un punto solido dal quale ripartire dopo questa emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Sto riscoprendo la paternità di Dio e di questo sono entusiasta». Una mamma di tre figli ha parlato dell’importanza di essere parte di una comunità parrocchiale: «Ciò ti aiuta anche nel parlare di Dio

ai propri figli. È bello mettersi continuamente in gioco». Un altro papà ha sottolineato come dopo aver vissuto tante esperienze nella Chiesa si rischia di non vivere più a pieno l’impegno nella comunità: «Come ristrutturarsi?», ha chiesto al Vescovo. «Da adulto ha proseguito – sono alla ricerca di un percorso più strutturato di fede. La pandemia ci ha ridato la voglia di relazione e la Chiesa deve saper cogliere questa opportunità».
Mons. Boccardo ha iniziato il suo intervento parlando dell’importanza dell’esperienza familiare che lascia il segno nei più piccoli. «La pandemia – ha detto – ci ha portato anche qualcosa di buono: la riscoperta dell’essenziale, della dimensione interiore anche da parte degli adulti. La parrocchia si pone accanto ai genitori perché ci sta a cuore che i ragazzini crescano bene. È la comunità che fa

Visita alla Casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano

crescere, non il singolo. Come cristiani dobbiamo sempre far vedere che c’è un modo di prendersi cura gli uni degli altri».

Giovedì 2 marzo 2022, visita alla casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano. Al mattino l’Arcivescovo si è recato in visita alla Casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano di Spoleto che accoglie persone diversamente abili. Il Presule e i sacerdoti sono statti accolti dalla presidente della struttura Egidia Patito. Al Presule è stata fatta presente l’enorme difficoltà vissuta dalle persone disabili nel non poter ricevere visite durante la pandemia.  Al Vescovo è stata letta una lettera di una ragazza disabile ospite, Sara: «Cosa abbiamo fatto per poter subire tutto questo. Da più di due anni siamo costretti a stare rinchiusi per porre a fine tutto questo; due anni senza vedere i nostri cari, i nostri amici, vivere la nostra vita. Ora che stavamo quasi alla fine, dopo tutta questa fatica, esce fuori la guerra. Non serve a nulla schierarsi contro chi è più debole. Non si possono vedere tutte quelle immagini in cui i padri lasciano la propria famiglia, vedere i bambini che si disperano per la loro partenza con il rischio che non li possono più vedere e abbracciare per causa di qualcuno che non sa cosa vuole. Abbiamo già sofferto abbastanza. Le minacce, i bombardamenti e le sparatorie non risolvono nulla. Il mondo ha bisogno di pace, di libertà. L’umanità deve porre fine alla guerra o sarà la guerra che porrà fine all’esistenza degli essere umani». Mons. Boccardo ha risposto: «Grazie Sara. Anche noi abbiamo un’arma che è la preghiera. Chiediamo al Signore che metta un po’ di sale in zucca a questi disgraziati che hanno scatenato la guerra. Vi affido questo compito: pregate ogni giorno affinché il Signore ci doni la pace».

Incontro col Consiglio Pastorale di Pievania a S. Martino in Trignano

Giovedì 3 marzo 2022, incontro con i membri del Consiglio di Pievania, 3 marzo 2022. Si è svolto nella chiesa parrocchiale di S. Martino in Trignano. È stato il Pievano don Gianfranco Formenton ad introdurre il dialogo. «Siamo qui – ha detto – per rappresentare al Vescovo il cammino fatto in questi ultimi due anni. Lui è qui per ascoltare, confermare, esortare. Dove eravamo due anni fa e di cosa discutevano? In questi due anni cosa abbiamo fatto? Dove vogliamo andare ora dopo aver fatto questo cammino? Nulla sarà più come prima: di cosa ci lamentavamo due anni fa nelle parrocchie? Si ha l’impressione che una parte della Chiesa sta aspettando la fine del green pass per fare tutto come prima. Noi – ha proseguito – abbiamo riconsegnato ai genitori il compito di trasmettere la fede che avevamo demandato solo ai catechisti e agli insegnanti religiosi. Molti genitori si sono rimessi a pregare con i figli: che bello!  Dobbiamo puntare su cosa è essenziale trasmette ai bambini, ad esempio, in Avvento e in Quaresima, riducendo le cose fatte in maniera dozzinale e che non sono servite a nulla perché la fede non è aumentata. Dobbiamo concentrarci sul fare le cose belle che hanno un senso. Per quelle che non lo hanno, è necessario avere il coraggio di abbandonarle». È seguito un tempo a disposizione dei membri del Consiglio per intervenire. Un signore di Ocenelli ha detto: «Dobbiamo essere cauti nel togliere le tradizioni, molte persone ancora ci tengono». Un giovane di S. Giovanni di Baiano: «Da un anno mi sono avvicinato alla Chiesa. Grazie a don Nelson ho trovato conforto, con don Gianfranco ho trovato confronto. Dobbiamo migliorare per trasmettere la fede ai ragazzi che vengono in Oratorio». Un signore di Porzano: «Abbiamo perso il senso della fede cristiana e buttiamo la colpa sempre sugli altri. Nelle processioni era più la chiacchiera che la preghiera». Un uomo di Crocemarroggia: «La pandemia ci ha allontanato, ma ci ha unito nella preghiera. Siamo legati alle tradizioni che abbiano trovato, è innegabile: i giovani però possono avviare nuovi percorsi, voglio essere ottimista».

L’Arcivescovo ha ringraziato i presenti per il loro prezioso servizio a favore delle comunità. «Siamo ancora tutti segnati dalla pandemia che ha messo in discussione tutto, a partire dalle relazioni personali. Abbiamo addirittura paura dei vicini, siamo diffidenti. Tutto ciò incide sulla nostra psicologia. Abbiano scoperto che ci sono cose che sembravano indispensabili: non le abbiamo avute e siamo ancora qui. Dobbiamo distinguere ciò che è importante da ciò che è necessario: ciò vale anche per la vita cristiana. Ereditiamo tante attività buone che hanno perso il loro contenuto. Dobbiamo allora domandarci: cosa è necessario oggi e cosa ci rende credibili? Cosa possiamo proporre ai nostri contemporanei? Non basta – ha proseguito mons. Boccardo – ripetere ciò che si è sempre fatto. Tante cose che nel tempo hanno dato buoni risultati forse oggi non rispondono più alle attese. Vi esorto ad avere il coraggio di lasciare da parte ciò che non produce più i frutti. Questa è la sfida da affrontare. Non possiamo fare tutto, non abbiamo più le forze, forse non ne siamo capaci. Allora dobbiamo discernere: scegliere quello che è giusto in questo momento».

Sabato 5 marzo 2022, preghiera del Lucernario. Alle ore 18.00 l’Arcivescovo ha presieduto il rito del Lucernario nella chiesa parrocchiale di S. Martino in Trignano. Da tempo don

Preghiera del Lucernario a S. Martino in Trignano

Gianfranco Formenton propone il sabato pomeriggio, come avvio della Domenica, questo rito che nella tradizione romana nasce come liturgia serale, che gode di dignità propria; è una celebrazione da compiere al tramonto, per inneggiare a Cristo, vera luce del mondo. L’introduzione di una lampada che rischiara le tenebre è richiamo alla figura di Cristo, che illumina e redime dal peccato, tradizionalmente con il buio. L’ispirazione biblica del Lucernario si può trovare in alcuni testi sia dell’Antico che del Nuovo Testamento.

Sabato 5 marzo 2022, incontro con quanti desiderano parlare col Vescovo. Nella chiesa di S. Giovanni di Baiano mons. Boccardo ha incontrato un gruppetto di fedeli desiderosi di parlare con lui. Il parroco don Nelson Abraham ha detto all’inizio: «Siamo qui per un momento di dialogo, il Vescovo è venuto per confermare la nostra fede, per incoraggiarci. Anche se siamo pochi, abbiamo del tempo per stare con lui». L’Arcivescovo ha detto: «Sono qui non per giudicare, ma prendere atto delle cose belle e delle fatiche che ci sono. Veniamo da un tempo difficile che ha inciso in maniera significativa e irreversibile anche nella vita delle comunità parrocchiali. Un signore di Baiano ha detto: «Non ci dobbiamo avvilire. Forse ci farebbe bene fermarci, tornare anche qualche abitudine desueta. Consideriamo dovute tante cose che abbiamo e dovute non sono. Non dobbiamo fare troppo proselitismo, dobbiamo parlare di più con l’esempio». Una signora di Baiano ha detto: «Il Covid ci ha consegnato la vera fotografia della nostra realtà. Sono rimasti in parrocchia solo coloro che sono consapevoli dell’importanza della fede». L’Arcivescovo ha concluso: «La presenza pastorale in questa vasta zona va calibrata con le forze che ci sono. Vi esorto a superare la nostalgia di alcune cose che possono essere accantonate. Ciò per fare sì che sul territorio ci sia una presenza qualificata della Chiesa. In questa parte di Diocesi avete anche l’O.A.M.I. come opera di carità: non è un’isola a sé, ma c’è intorno tutto un bel giro di solidarietà e di volontariato. È un segno della vitalità della comunità cristiana: avendo ottenuto misericordia, essa è capace di dare misericordia. Queste opere sono l’esempio della fecondità del Vangelo».

Messa a Porzano di Terni

Domenica 6 marzo 2022, Messa a Porzano e a S. Giovanni di Baiano. Al mattino l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa parrocchiale di Porzano di Terni. Ha concelebrato il parroco don Nelson Abraham. Il pomeriggio ha presieduto quella conclusiva della Visita Pastorale alla Pievania nella chiesa di S. Giovanni di Baiano: col Presule hanno concelebrato lo stesso don Nelson, parroco, don Selvaraj Selvanayagam vicario parrocchiale di Baiano e don Gianfranco Formenton pievano.  Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato come il mondo sembra indicarci cose buone e belle, ma a volte capita di scegliere altre strade con l’idea di inseguire il successo. «Gesù ci dice – ha affermato – che bisogna scegliere, non si può dire sì e no nello stesso tempo. Individuato un cammino, va percorso con fedeltà. Anche Gesù fu tentanto dal demonio che lo voleva portare sulla via del potere. Ma Gesù sceglie con coraggio. E anche noi siamo chiamati ogni giorno a scegliere: nelle piccole cose quotidiane e nel comportamento (con gli altri o con Dio). Cosa scelgo: sempre la strada più facile o anche quella che chiede più coraggio? La conversione che il tempo di Quaresima ci propone è ricercare quello che è di più, orientate la vita verso qualcosa di più bello e proficuo. Con l’aiuto di Dio è possibile avere luce e grazia per saper scegliere e non accontentarsi delle mezze sicure, camminando con passo sicuro nella strada del bene».

A Porzano al termine della Messa don Nelson ha detto: «Grazie Eccellenza per essere stato qui, in questa piccola comunità di 280 anime, ma molto viva e partecipe. Dopo tanti anni abbiamo nuovamente celebrato qui prime comunioni e cresima. E poi da qualche giorno una grande grazia in questa comunità: una famiglia ha adottato una bambina dalla Colombia, un segno di vita in un tempo di morte causato dalla guerra». Al termine della Messa, mons. Boccardo ha incontrato questa famiglia e parlato con la bambina in spagnolo. Un incontro molto bello e commovente.

Video della celebrazione conclusiva della Messa: al termine i ringraziamenti al Vescovo di don Nelson Abrham e don Gianfranco Formenton 

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook