Da 17 anni, ossia subito dopo l’ingresso in diocesi dell’arcivescovo Renato Boccardo, si tiene, ogni primo sabato del mese alle 7.30, la preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata con un pellegrinaggio a piedi, recitando il rosario, che parte da S. Luca di Montefalco e si conclude con la celebrazione della Messa al santuario della Madonna della Stella. Per l’anno pastorale 2026-2027 si è ripartiti la mattina di sabato 3 ottobre.
In questi oltre tre lustri la risposta dei preti e dei fedeli è stata costante e fedele, interrotta solo durante il periodo del Covid-19. A coloro che sono presenti fisicamente, poi, si uniscono da casa quanti per vari motivi non possono uscire. Tutti in atteggiamento orante, per chiedere alla Vergine di intercedere presso il Figlio affinché mandi operai per la sua messe. Ripete spesso mons. Renato Boccardo che «una Chiesa locale che non “genera” tra i suoi figli risposte generose alla chiamata di Dio è una Chiesa in qualche modo malata». In questi 17 anni il Signore ha ascoltato la preghiera dei suoi figli spoletani-nursini: diversi giovani sono entrati in seminario e diventati preti, alcune ragazze hanno abbracciato la vita religiosa attiva o claustrale. Ad oggi i giovani che si stanno formando al Seminario Maggiore di Assisi per la nostra Arcidiocesi sono 4 (Biagio, Emanuele, Tommaso e Gabriele), mentre 2 sono già diaconi (Paolo Massi, ordinato lo scorso 5 settembre, e Giacomo Santeramo, ordinato diacono l’11 maggio 2025 e che sarà ordinato presbitero il prossimo 7 dicembre alle ore 17.00 nel Duomo di Spoleto). Ma la preghiera continua perché c’è bisogno di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Soprattutto la Chiesa, come ha scritto il prete e teologo piemontese Emilio Rossero nel 1968, ha bisogno “di preti che abbiano il senso del loro ministero, che celebrino l’Eucaristia e distribuiscano a tutti l’alimento spirituale, che assolvano e purifichino le anime, che si rendano conto che la dignità divina della loro funzione implica un modo di vivere, che siano divorati dalla carità e dal tormento dell’unità, che siano coscienti della loro grandezza sacerdotale per non abbassarsi davanti ai ricchi e potenti della terra, che servano i poveri e non semplicemente i non ricchi, che non si diano arie da borghese e che non abbiano il complesso del laico, che diano testimonianza alla povertà, alla dolcezza evangelica e alla gratuità dell’amore, che siano pieni di gioia e felici nel loro sacerdozio”. Tutto ciò va chiesto, in semplicità, con le potenti “armi” della preghiera e della penitenza.
Nell’omelia alla Messa conclusiva della preghiera del 3 ottobre, mons. Boccardo ha detto: «Nel Vangelo abbiamo ascoltato Gesù dire ai settantadue: “Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Questa gioia regge anche agli scossoni dell’insuccesso e del fallimento perché c’è qualcuno in cielo che ci pensa e ci vuole bene, siamo conosciuti e amati perché figli. E le vocazioni fioriscono solo se è presente nelle comunità una vita cristiana autentica, seria e coerente. L’esempio più bello da dare ai nostri giovani è far vedere che vale la pena vivere da cristiani, ognuno secondo la propria vocazione – al sacerdozio, alla vita consacrata, alla famiglia -, rallegrandosi perché i nostri nomi sono scritti nei cieli».
Una bella caratteristica di questa preghiera è quando al termine del Rosario, prima della celebrazione della Messa, dinanzi all’immagine della Madonna della Stella, si pregano le litanie mariane della Chiesa di Spoleto-Norcia per chiedere l’intercessione della Vergine al Figlio per il dono di nuove vocazioni: Santa Maria in campis (Santa Maria in Campis di Spoleto), Santa Maria in rupis (Firenzuola di Acquasparta), Santa Maria di Reggiano (Santa Maria Reggiano a Spoleto), Santa Maria di Pietrarossa (Pietrarossa di Trevi), Madonna di Loreto (Spoleto), Madonna della Bruna (Bruna di Castel Ritaldi), Madonna della Bianca (Campello sul Clitunno), Madonna della Rosa (Valle S. Martino di Spoleto), Madonna della Piaggia (Spoleto), Madonna della Stella (Montefalco), Madonna del Fosco (Giano dell’Umbria), Madonna delle Grazie (Poreta di Spoleto), Madonna della Cona (Castelluccio di Norcia), Madonna della Valle (Bevagna), Madonna del Monte (Gualdo Cattaneo-Bevagna), Madonna di Costantinopoli (Cerreto di Spoleto), Madonna della Selvetta (Colle del Marchese di Castel Ritaldi), Madonna Addolorata (Norcia), Madonna della Peschiera (Preci), Madonna dell’Eremita (Campi di Norcia), Madonna di Panico (Alta Valle del Marroggia in Spoleto e Val Serra in Terni), Madonna della Quercia (Arrone), Madonna della Neve (Castel Santa Maria in Cascia), Santissima Icone (Spoleto). Santa Maria, che la tua preghiera – e la nostra – ottenga ai nostri giovani la capacità di rispondere all’appello del Signore e l’esempio dei nostri Santi (su tutti il martire Ponziano, Benedetto da Norcia, Rita da Cascia e Chiara della Croce) li sproni a donare la vita per una causa grande, Cristo. E come diceva Benedetto XVI, Lui “non toglie nulla ma dona tutto. Chi si dona a Lui riceve il centuplo“.



















