Messa della Notte di Natale 2024. L’Arcivescovo: Nel sonno dei popoli e nella notte del mondo, Dio viene ad abitare nella storia umana». Omelia. Video clip. Foto.

Messa della Notte di Natale 2024. L’Arcivescovo: Nel sonno dei popoli e nella notte del mondo, Dio viene ad abitare nella storia umana». Omelia. Video clip. Foto.

Messa della Notte di Natale 2024. L’Arcivescovo: Nel sonno dei popoli e nella notte del mondo, Dio viene ad abitare nella storia umana». Omelia. Video clip. Foto.

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Messa della Notte di Natale 2024. L’Arcivescovo: Nel sonno dei popoli e nella notte del mondo, Dio viene ad abitare nella storia umana». Omelia. Video clip. Foto.

La Notte di Natale l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella Basilica Cattedrale. Hanno concelebrato i presbiteri della Pievania di S. Ponziano e la liturgia è stata animata dalla corale della stessa Pievania. Il servizio all’altare è stato curato dai seminaristi e dai ministranti. Mons. Boccardo nella processione introitale  aveva in mano il Bambinello, che ha deposto in una “mangiatoia” al centro della navata centrale, ben visibile dai numerosi fedeli presenti. Nell’omelia il Presule ha ricordato che «nel sonno dei popoli e nella notte del mondo, Dio viene ad abitare nella storia umana.

OMELIA / FOTO-GALLERY

Si affida cioè alla cura delle nostre mani e del nostro cuore, con fiducia incrollabile nel fatto che davanti ad un bambino appena nato sapremo tirare fuori il meglio di noi». L’Arcivescovo ha ricordato i gesti di Maria dopo aver partorito Gesù: lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia. «Non ci sono parole, ci sono solo gesti di cura e di attenzione per il bambino che è nato. Anche noi – ha detto – possiamo festeggiare così: avvolgiamo in fasce il Dio che viene, prendiamocene cura, esercitiamo l’arte della tenerezza; non riduciamolo al bambino di cartapesta dei nostri presepi dimenticandoci dei bambini di carne che muoiono sotto le bombe degli adulti in Ucraina, in Palestina, in Libano, in Siria; non deponiamolo nei riti senza anima, nelle devozioni senza fede, nelle tradizioni senza vita. Accogliamolo nella Parola che Egli ci rivolge. Incontriamolo nella preghiera. Avvolgiamolo in fasce prendendoci cura di quanti incontriamo sul nostro cammino, specialmente dei più poveri, di coloro che sono segnati dalle ferite della vita, che attraversano il mare in cerca di pane e libertà, che si vedono negati i diritti fondamentali. E allora spunterà una nuova alba anche dalla notte oscura. E scopriremo che davvero è possibile ricominciare, ricostruire la speranza, edificare un mondo nuovo».

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