
Da lunedì 21 marzo a domenica 27 marzo 2022 l’Arcivescovo è stato in Visita Pastorale nella Pievania di Santa Chiara della Croce che comprende le parrocchie dei Comuni di Montefalco e Bevagna. Pievano è don Vito Stramaccia, parroco di Montefalco, Casale e Turrita. Parroco di Bevagna e Cantalupo è don Claudio Vergini.
Messa a Cantalupo di Bevagna, 21 marzo 2022. Alle ore 18.00 mons. Boccardo si è recato nella parrocchia di Cantalupo di Bevagna per la celebrazione della Messa in quella che è la parrocchia più a nord della Diocesi, ai confini con Cannara che è parte della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Della parrocchia di Cantalupo fanno parte anche le frazioni di Capro, Castelbuono, Limigiano e Torre del Colle, tutte in Comune di

Bevagna. Essendo la chiesa inagibile a causa del sima del 2016, l’Eucaristia si è tenuta nel teatrino parrocchiale. Col presule hanno concelebrato il parroco don Claudio Vergini e il collaboratore pastorale padre Giancarlo Lati, ofm. Ha animato il coro parrocchiale. Nell’omelia il Presule ha sottolineato come spesso siamo convinti che «per vivere bene ci vuole un evento straordinario. E invece il Signore – ha sottolineato – ci dice che è nelle
cose semplici che dobbiamo fare il bene e non aspettare chissà quale momento favorevole». Al termine della Messa don Claudio ha ringraziato il Vescovo: «Grazie per aver iniziato la Visita in questa Pievania dalla parrocchia ai margini della Diocesi. Grazie Eccellenza per quanto fa ogni giorno per la nostra Chiesa di Spoleto-Norcia». Mons. Boccardo prima della benedizione ha detto: «Cantalupo geograficamente è al confine della Diocesi, ma non lo è dal cuore della Chiesa diocesana né da quello del Vescovo. Don Claudio – ha proseguito – mi ha detto del vostro impegno anche nel reperire i fondi per il restauro della chiesa. Grazie! E a tal proposito vi dico che proprio venerdì scorso (18 marzo 2022, ndr) è giunto il parere favorevole della Soprintendenza. Quindi, possiamo avviare la fase dei lavori». La notizia è stata accolta da un applauso dei numerosi presenti. FOTO-GALLERY

Celebrazione dei Vespri a Montefalco e incontro col mondo del lavoro, 22 marzo 2002. Alle ore 17.00 mons. Boccardo ha presieduto la celebrazione dei Vespri nel Santuario di Santa Chiara della Croce a Montefalco. Oltre a un nutrito gruppo di fedeli e al parroco don Vito Stramaccia, c’erano naturalmente le monache agostiniane che vi abitano con la priora suor Maria Rosa Guerrini. Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato che «Dio guarda al cuore e non le apparenze, come invece fa l’uomo. E la presenza di Chiara della Croce ci ricorda la bellezza di una vita donata». Alle 21.00, nei locali del priorato di Montefalco, l’Arcivescovo e don Vito hanno incontrato alcuni rappresentanti del mondo del lavoro del territorio. Un incontro utile per avviare una riflessione anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico della città, di modo che i turisti che giungono a Montefalco oltre alle cantine e ai monumenti già visitabili possano scoprire anche alcuni gioielli artistici custoditi in luoghi di culto non aperti. Una prima proposta concreta scaturita dall’incontro è quella di realizzare una mappa dei luoghi della cristianità della città da consegnare ai turisti e avviare una progettazione, anche col coinvolgimento dei ragazzi dell’oratorio, per renderli fruibili almeno nel periodo estivo. FOTO-GALLERY

Messa a S. Luca di Montefalco e incontro con le Associazioni, 23 marzo 2022. Nel pomeriggio mons. Boccardo ha celebrato la Messa a S. Luca di Montefalco. La chiesa è inagibile a causa del terremoto del 2016 e le celebrazioni al momento si tengono in una tendo struttura. Hanno concelebrato il parroco don Vito Stramaccia e il collaboratore pastorale don Angelo Nizi. Nell’omelia il Presule ha sottolineato come «la legge di Dio più che un’affermazione è la risposta dell’uomo a Dio che si comunica. Non sempre è facile essere onesti e coerenti, fare posto al bene. Ma Gesù insiste: se voi sarete fedeli al progetto che vi ho indicato la vostra vita sarà piena. Solo questo ci chiede, null’altro. Stare al proprio posto e provare a vivere bene: questo ci garantisce la benevolenza del Signore». Al termine della Messa l’Arcivescovo si è così espresso sulla chiesa di S. Luca: «Il progetto finalmente è pronto, verrà presentato all’Ufficio ricostruzione nei prossimi giorni e speriamo che per l’estate possano partire i lavori e magari anche essere conclusi prima dell’autunno. Ci proviamo!”. Alle 21.00, poi, nei locali del priorato di Bevagna ha incontrato i membri delle associazioni di Bevagna e Montefalco. Erano presenti i rappresentanti: dei quartieri di Montefalco (S. Fortunato, S.

Bartolomeo, S. Francesco e S. Agostino), dei tamburini di Montefalco, del Mercato delle Gaite di Bevagna, della Banda musicale di Bevagna, dell’Auser di Montefalco, della Croce Rossa di Montefalco, della pro loco di Cantalupo-Castelbuono, del centro sociale di Capro, del Centro di Solidarietà APE di Cantalupo. Sia don Claudio Vergini che don Vito Stramaccia hanno sottolineato la buona collaborazione che c’è tra le parrocchie e queste realtà a favore del bene della gente. L’Arcivescovo, dopo aver ascoltato le presentazioni delle varie realtà, ha detto: «Grazie di essere venuti. Noto una grande vitalità che è segno di comunità non addormentate. Siamo qui per una chiacchierata in famiglia, per mettere insieme idee, per condividere». Nel dialogo seguente tutti hanno sottolineato la volontà di individuare delle maggiori sinergie con le parrocchie per essere ancor meglio incisivi nei territori. Don Claudio ha parlato di una «bella occasione, di un punto di partenza per significative collaborazioni; ci siamo guardati in faccia, ora iniziamo a lavorare insieme». FOTO-GALLERY

Messa dalle Agostiniane a Bevagna, al Santuario della Madonna della Stella, incontro con i catechisti e i membri dei Consigli affari economici, 24 marzo 2022. La giornata si è aperta con la Messa celebrata nella chiesa di Santa Margherita a Bevagna, nel cui attiguo monastero vive una piccola comunità claustrale di agostiniane di cui è priora madre Maria Rosa Guerrini (stessa priora delle agostiniane di Montefalco, ndr). Nell’omelia mons. Boccardo ha evidenziato come Dio chiami incessantemente il popolo di Israele e gli dice «venite a me, ritornate a me. Questa stessa storia la viviamo anche noi, cerchiamo altrove la felicità e Dio ci dice: torna a me. Spesso ci dichiariamo cristiani, ma non viviamo come tali. Dobbiamo impegnarci a percorrere con fermezza la strada buona e non cedere al compromesso. Il Signore ci dà la forza per fare le cose e farle bene, ci dona la sua grazia». Nel pomeriggio, poi, ha celebrato la Messa al Santuario della Madonna della Stella retto dai padri della Congregazione della Passione di Gesù, di cui è rettore padre Luciano Temperilli. Al termine della Messa, mons. Boccardo ha ringraziato i padri passionisti «per il prezioso servizio in questo Santuario ai tanti pellegrini che qui vengono». Alle 18.15 nel priorato di Montefalco, insieme ai parroci don Vito Stramaccia e don Claudio Vergini, ha incontrato i catechisti delle due comunità. «Grazie – ha detto mons. Boccardo – per il vostro servizio; avete in mano la parte più preziosa delle nostre comunità. So che a volte vi sentiti di essere soli, ma sappiate che siete a lì a nome della Chiesa. La formula magica non la ha nessuno, la catechesi in Italia è un grande cantiere. Dobbiamo provare a inventare qualcos’altro, senza avere però la garanzia che funzioni. Il nostro progetto diocesano è un tentativo collegato all’oratorio: vogliamo aiutare questi bambini a diventare grandi e non è nostra intenzione mettergli nella testa delle nozioni. Ci deve abitare sempre una domanda: mentre accogliamo i ragazzini, cosa possiamo offrire ai genitori? Dobbiamo intercettare la domanda, cosa si aspettano da noi: e allora provate ad organizzare, che so, un pic-nic, dei giochi e inserirci un messaggio formativo e un momento di preghiera. Fate vivere delle belle esperienze». La giornata si è chiusa con l’incontro con i membri dei Consigli per gli affari economici di Bevagna e Montefalco. Sia don Vito che don Claudio hanno fatto il punto della situazione per quanto riguarda la gestione dei beni delle parrocchie: ne è emerso un quadro complesso sotto vari aspetti, anche se alla fine la provvidenza riesce a rendere meno difficile la gestione. «La base economica – ha detto il Vescovo – è fondamentale per fare la pastorale. Su questo dobbiamo essere realisti e non idealisti. Il vostro ruolo è delicatissimo, partecipa direttamente dell’azione della Chiesa. Vi esorto a continuare con questa passione e ad intercettare i vari bandi che escono per il restauro dei beni e degli edifici». FOTO-GALLERY

Messa al Monastero di Santa Chiara a Montefalco, incontro gruppo ricamatrici, Messa a Casale, Vespri a S. Fortunato, incontro con i giovani, 25 marzo 2022. Al mattino l’Arcivescovo ha celebrato la Messa dalle monache agostiniane di Santa Chiara. Nel primo pomeriggio ha incontrato nel priorato di Montefalco le donne del laboratorio di cucito nato nel 2015. All’inizio era in cinque, oggi sono diciotto. Realizzano pezzi artigianali di ricamo e merletti che poi vendono nel periodo pasquale e il ricavato va per le necessità della parrocchia, in particolare delle persone in difficoltà. Per la Pasqua 2022 prepareranno anche dei sacchetti di biscotti fatti a mano. Uno sarà speciale: è il biscotto tipico dell’Ucraina prodotto grazie all’aiuto di una donna originaria del martoriato Paese alle prese con la guerra e che vive a Montefalco. «Al di là del lavoro manuale – ha detto una delle donne – il valore aggiunto è la solidarietà che riusciamo ad esprimere tra di noi e per gli altri. Ognuna ha delle peculiarità e capacità, riusciamo a fare delle cose magnifiche». L’Arcivescovo ha ringraziato queste donne e le ha incentivate a proseguire perché – ha detto – «il gusto per le cose belle si sta perdendo. Infatti, una cosa è acquistare una tovaglia standard, un’altra è prenderne una ricamata a mano: c’è quel di più artigianale che è educativo. La vostra passione, poi, è finalizzata per assicurare vicinanza a chi è nel bisogno e questo è molto bello». Alle 18.00 mons. Boccardo ha celebrato la Messa, nella festa dell’annunciazione a Maria, nella chiesa parrocchiale di S. Lorenzo in Casale di Montefalco, concelebrata dal parroco don Vito Stramaccia e dai Frati Minori di S. Fortunato, collaboratori pastorali. Nell’omelia l’Arcivescovo ha ricordato come «Maria ha saputo fare spazio all’opera di Dio, facendo nascere il Salvatore. Da quel sì iniziale dipende tutto un cammino lungo che ci conduce a quei sì che siamo chiamati a dire nella nostra vita. Maria ci invita a non perdere la fiducia e a custodire la speranza: si è fidata di Dio. Tutta la nostra vita, se ci pensiamo, è segnata dai quei sì che le hanno dato sapore e colore. Ma forse non ci pensiamo abbastanza. Sarebbe opportuno andare con la memoria a quei sì e riconoscere come negli alti e bassi

della vita la mano di Dio ci ha sempre sostenuto». Al termine della Messa c’è stato l’atto di consacrazione dell’umanità intera, in particolare Russia e Ucraina, al cuore Immacolato di Maria. Il Papa ha chiesto a tutti i Vescovi del mondo di unirsi a lui. Mons. Boccardo lo ha fatto dalla chiesa di S. Lorenzo in Casale di Montefalco. Alle 19.15 l’Arcivescovo ha presieduto la preghiera dei Vespri nel convento di S. Fortunato dei Frati Minori della Custodia di Terra Santa dove c’è il Postulato e una comunità dedicata all’animazione e alla formazione vocazionale. La giornata si è conclusa con l’incontro dei giovani nel priorato di Montefalco. Sono state illustrate al Vescovo le varie attività degli Oratori di Bevagna e Montefalco: dai grest per i più piccoli ai momenti di formazione per gli animatori. «L’oratorio – ha precisato mons. Boccardo – deve fornire gli strumenti per diventare dei bravi cristiani; questa è l’identità di tutta l’operazione che deve essere chiara fin dall’inizio». I ragazzi a loro volta si sono espressi sull’importanza di fare gruppo e della relazione con l’altro e con Dio. FOTO-GALLERY

Messa al Monastero di S. Leonardo in Montefalco, incontro con i sindaci e i Consigli comunali a Capro di Bevagna, Messa a Turrita, incontro con i gruppi della liturgia e con le Caritas, 26 marzo 2022. Alle 7.30 l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nel monastero delle Clarisse di S. Leonardo dove è badessa madre Maria Luce Gattuso. Nell’omelia ha esortato le religiose e i fedeli presenti a fare la verità su noi stessi. «Ci capita a volte di recitare e – ha detto – non sempre la facciata corrisponde a quello che siamo in verità. Chi nella semplicità riconosce le sue colpe è perdonato, ci dice il Signore: riconosciamo allora le nostre fragilità e le nostre mancanze. Anche le prove sono occasione per fare un salto di qualità». Alle 10.30 nel convento dell’Annunziata a Capro di Bevagna, dove vive una famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, c’è stato l’incontro del Vescovo con i sindaci di Bevagna (Anna Rita Falsacappa) e Montefalco (Luigi Titta) e con alcuni consiglieri comunali delle due municipalità. Don Claudio Vergini ha introdotto questo momento sottolineando come «tutti abbiamo a cuore il bene della gente. Il tempo del Covid ha stravolto le nostre vite, ma qui abbiamo tra le mani un territorio splendido dove è possibile lavorare insieme, anche al di sopra delle parti politiche». In tutti gli interventi è stata sottolineata la grande sinergia tra i Comuni e le parrocchie, specialmente nell’affrontare le situazioni di emergenza (famiglie in difficoltà, anziani soli, immigrati ecc…). Il Vescovo da parte sua ha ringraziato i primi cittadini per questa fattiva collaborazione, ribadendo che un obiettivo comune della Chiesa e delle Amministrazioni è aiutare la gente a vivere meglio. Don Vito Stramaccia ha tirato un po’ le conclusioni della mattinata, proponendo l’avvio di un tavolo di concertazione stabile tra Bevagna e Montefalco «consapevoli che abbiamo un patrimonio stupendo e che questa valle è benedetta. Insieme riusciremo ancora meglio a valorizzare le bellezze e perché no anche a creare lavoro per i nostri giovani». Proposta condivisa da tutti i presenti. Al pomeriggio l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella bella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Turrita di Montefalco. Hanno concelebrato il parroco don Vito Stramaccia e il collaboratore pastorale don Angelo Nizi.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha commentato il Vangelo del giorno, ossia la parabola del padre misericordioso, conosciuta come del figliol prodigo: «La nostalgia di casa – ha detto mons. Boccardo riferendosi proprio al figlio che aveva chiesto la sua parte di eredità e la aveva sperperata tutta – gli fa ricordare ciò che aveva lasciato. E allora torna indietro. I sentimenti di quel padre sono i sentimenti di tutti i genitori: viveva con trepidazione l’attesa anche se il figlio ne aveva fatte tante. Nel padre della parabola vediamo chiaramente Dio che continua ad aspettare il ritorno dei figli, anche di quelli che hanno sbattuto la porta». Poi, c’è stato l’incontro con i ministri straordinari dell’Eucaristia e dopo cena quello con i referenti delle Caritas. A tutti è andato il grazie dell’Arcivescovo per i preziosi servizi che assicurano alle comunità. Ai ministri straordinari, definiti ministri della consolazione, ha detto: «Il vostro è un servizio preziosissimo. Attenzione, però, a non diventarne i padroni: dovete essere coinvolgenti, ognuno si deve sentire accolto e non ospite. Nelle chiese dove non si celebra spesso l’Eucaristia voi potete aprirla e guidare un momento di preghiera come può essere la recita del rosario». Agli operatori Caritas ha ricordato che la loro missione è anche quella di educare la comunità cristiana alla carità, in quanto elemento costitutivo della vita cristiana. «Questo forse è il punto dove bisogna interrogarsi: come educhiamo la comunità cristiana ad una cultura della carità? Questo è il ministero degli operatori Caritas». FOTO-GALLERY

Messa a Fratta di Montefalco, a Montefalco e a Bevagna. Domenica 27 marzo l’Arcivescovo ha celebrato tre Messe: una a Fratta, una a Montefalco e una a Bevagna. Nell’omelia mons. Boccardo, commentando il Vangelo della parabola del padre misericordioso, ha sottolineato come «nessuno di noi può dire di essere a posto solo perché compie dei doveri, come il figlio della parabola che era rimasto a casa. Aveva rispettato tutte le leggi, ma aveva il cuore talmente indurito che non è stato capace di fare festa quando il fratello è tornato. Il Vangelo non dice poi se ha partecipato alla festa o se sia andato via anche lui. Dio ci spalanca sempre le braccia, ci aspetta, ci lascia liberi di scegliere, anche di sbagliare, poi però è pronto a riaccoglierci sempre». Pubblichiamo il video della Messa a Montefalco. FOTO-GALLERY



















