Don Riccardo Scarcelli, parroco di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta, ha festeggiato il XXV di ordinazione sacerdotale. La Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo. Foto.

Don Riccardo Scarcelli, parroco di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta, ha festeggiato il XXV di ordinazione sacerdotale. La Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo. Foto.

Don Riccardo Scarcelli, parroco di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta, ha festeggiato il XXV di ordinazione sacerdotale. La Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo. Foto.

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“Il Signore mi ha chiamato, senza alcun merito, 
nel numero dei suoi ministri”. Con queste parole contenute nell’annuncio della Veglia Pasquale don Riccardo Scarcelli, parroco di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta, ha riassunto i suoi venticinque anni di sacerdozio. Il presbitero, infatti, è stato ordinato l’11 maggio 1991 ad Andria (BT), sua città natale. E mercoledì 11 maggio 2016 nella chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta in Cesi è stata ricordata tale circostanza con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Con il Presule e don Riccardo hanno concelebrato: mons. Vincenzo Alimenti canonico della Cattedrale (già parroco di Cesi), don Davide Travagli parroco di Arrone e Polino (anche lui già parroco di Cesi), don Rinaldo Cesarini parroco di Ferentillo, don Nolberto Cardenas Rosas parroco di Montefranco, don Sem Fioretti parroco di Cannaiola di Trevi, don Floribert Avonyima parroco di Cortaccione di Spoleto.

Moltissimi i fedeli presenti. Oltre agli abitanti di Cesi, Portaria e Macerino c’erano anche rappresentanze delle parrocchie dove don Riccardo ha svolto il suo servizio pastorale: Verchiano di Foligno, Savelli di Norcia e Cantalupo di Bevagna. La liturgia è stata animata dalla corale parrocchiale. Da ricordare che don Riccardo prima di essere accolto, nel 1996, nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia era Frate Minore Conventuale della Provincia di Puglia. Alla celebrazione erano presenti anche i membri della Confraternita del Ss.mo Sacramento di Cesi fondata nel 1564 e quelli della Pro-loco.

Nell’omelia mons. Boccardo ha parlato del prete come di una persona che dedica il suo tempo agli altri, a quelli che gli vogliono bene e anche a quelli che lo criticano. «Il sacerdote – ha detto – si prende cura della vita degli uomini e delle donne per aiutarli a scoprire la loro dignità di figli di Dio. Ogni prete viene da quel “seguimi” che non ammette titubanze o mezze misure ed è certo che il Signore lo sosterrà sempre». Rivolto a don Riccardo il Presule ha detto: «Venticinque anni sono una parte lunga della vita e noi ricordiamo felici il momento della tua ordinazione. Ringraziamo il Signore per questi cinque lustri trascorsi in mezzo alla gente quale strumento del Signore, prima tra i Frati Minori Conventuali e poi in varie comunità della nostra Archidiocesi. Tutta la nostra Chiesa ti ringrazia e prega il Signore affinché il tuo ministero possa far fiorire nel cuore di qualche giovane la vocazione al sacerdozio. Caro don Riccardo – ha concluso il Vescovo – il Signore sia sempre con te e ti insegni a rimanere con lui».

Dopo la comunione, il sacerdote ha ringraziato il Signore per quanto vissuto in questi venticinque anni, ha ricordato i suoi genitori (che dal cielo hanno partecipato a questo momento di preghiera e di festa) e i familiari, ha ringraziato quei Vescovi, preti e frati che lo hanno sostenuto, compreso e accolto. Poi, un grazie a tutte le persone incontrate a Verchiano, a Savelli, a Cantalupo, a Cesi e a Portaria. Su tutti, don Riccardo ha voluto ricordare un episodio che rimarrà per sempre nella sua mente: «Nel settembre del 1997, quando l’Umbria fu colpita dal terremoto, ero parroco a Verchiano e lì, con la mia gente, ho sperimentato la vera povertà. Alle due del mattino eravamo tutti tranquilli a dormire e dopo mezz’ora tutti nelle strade senza più nulla». Prima della benedizione, il presbitero ha voluto rinnovare nelle mani del Vescovo la promessa di obbedienza, accompagnata da un lungo applauso. A don Riccardo è giunta anche la benedizione di Papa Francesco. La serata è terminata con un momento di fraternità nei locali dell’Istituto “Madre Francesca Peticca” dove tutti hanno potuto salutare ed abbracciare il festeggiato. Ai presenti è stata consegnata un’immagine a ricordo del venticinquesimo dove sono riportate queste parole del Santo Curato d’Ars: “È gioia grande amare Dio, servirlo e poter fare qualcosa per la sua gloria”.     

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