Visita dell’Arcivescovo di Milano mons. Delpini a Norcia. Foto e video.

Visita dell’Arcivescovo di Milano mons. Delpini a Norcia. Foto e video.

Visita dell’Arcivescovo di Milano mons. Delpini a Norcia. Foto e video.

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Visita dell’Arcivescovo di Milano mons. Delpini a Norcia. Foto e video.

I sacerdoti del primo decennio di ordinazione della Arcidiocesi di Milano, guidati dall’Arcivescovo Mario Enrico Delpini sono stati in visita a Norcia (8-12 aprile 2024), Amatrice, Rieti, Greccio, L’Aquila e Cascia: un territorio caratterizzato dalle figure di San Benedetto, Santa Rita e Celestino V e da presenze di vita monastica e religiosa, ma anche segnato dai terremoti del 2009 e del 2016 e dalla successiva ricostruzione. C’erano anche due vescovi ausiliari di Milano: mons. Giuseppe Vegezzi e mons. Giovanni Luca Raimondi.

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La mattina del 9 aprile l’arcivescovo Renato Boccardo li ha accolti in Piazza San Benedetto a Norcia e accompagnati in visita al cantiere della Basilica del Santo patrono d’Europa. Poi, nel Centro di Comunità della Madonna delle Grazie, ha illustrato la storia, i punti di forza e le criticità della Chiesa di Spoleto-Norcia e infine ha presieduto la Messa.

Le parole dell’Arcivescovo Delpini. «Con un centinaio di preti del primo decennio di ordinazione abbiamo scelto di venire qui perché questa è una terra di Santi quali Rita da Cascia, Benedetto da Norcia e Francesco d’Assisi: sono Santi a cui si rivolge il pensiero come a maestri di vita, maestri di vita anche per affrontare le tribolazioni e le prove della vita. E allora incontrare qui una Chiesa e una popolazione così duramente provate dal terremoto e private dei luoghi di preghiera, di lavoro e di abitazione diventa una domanda: ma come si fa a vivere quando la terra trema, quando la chiesa non può più essere luogo di preghiera, quando tutte le sicurezze sembrano abbattute? Questa domanda ci accompagna. Ci edifica, poi, incontrare persone che si sono messe a ricostruire, istituzioni che si sono impegnate per rendere ancora abitabile questa terra. Tutto questo è per noi istruttivo e ci esorta a non dimenticare la nostra fragilità e nello stesso tempo a non perdere la speranza e la tenacia nell’affrontare le prove. Questo è anzitutto il senso del nostro pellegrinaggio. Siamo di passaggio, avremo soltanto incontri occasionali con i Vescovi di queste Diocesi del cratere del sisma 2016, ma tuttavia vorremmo incoraggiare la speranza, dire una parola che stimoli la fiducia, dire di una solidarietà che non dovrebbe mai venir meno tra le diverse Regioni d’Italia, anche se il cammino della ricostruzione, per quel che vediamo, è ancora lungo e non mancano amarezze e delusioni. Ma per dar vita a un territorio ci vuole un popolo che abbia speranza».

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