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Anno 2010 - Sessione primaverile

Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha chiuso, il 4 giugno 2010, il primo ciclo di conferenze dei “Dialoghi del venerdì”, iniziativa culturale della Diocesi di Spoleto-Norcia offerta alla società civile per ricercare una salda piattaforma di valori morali e spirituali sui quali edificare una società a misura d’uomo. Il primo cittadino del capoluogo toscano, presso l’auditorium della Scuola di Polizia di Spoleto, ha parlato dell’impegno delle nuove generazioni nell’amministrazione della cosa pubblica.

Prima di lui l’Arcivescovo Renato Boccardo aveva chiamato il cardinale Camillo Ruini (23 aprile) presidente del Progetto Culturale della Chiesa italiana che ha affrontato la tematica della sfida educativa e il prof. Ettore Gotti Tedeschi (14 maggio) presidente dell’Istituto per le Opera Religiose (IOR) che ha tenuto una relazione sulla crisi economica alla luce dell’enciclica Caritas in veritate.

Matteo Renzi, 35 anni, sindaco di Firenze da un anno e prima presidente della Provincia di Firenze, con passione e coinvolgimento ha parlato della sua esperienza di primo cittadino in uno dei maggiori centri culturali del mondo. Cresciuto e formatosi tra gli Scout, conoscitore della dottrina sociale della Chiesa, ha esordito dicendo che la nuova generazione è chiamata a scrivere una nuova pagina della storia politica italiana. «Non è vero – ha detto Renzi – che i giovani oggi hanno meno bisogno di strare insieme, non sentono l’appartenenza ad una comunità. Sono solo cresciuti con parametri di riferimento diversi rispetto a quelli della generazione degli anni ’50 e ’60 del ‘900. La politica, allora, deve cominciare a parlare un linguaggio nuovo e i giovani dal canto loro non possono sempre lamentarsi di quello che non va». Raccontando che al sindaco di una città è chiesto di stare dentro il popolo, che non può fingere, che nulla gli deve essere estraneo, che è chiamato a non sprecare i talenti, ha indicato cosa dovrebbero fare i giovani per far sentire la loro voce.

«Come prima cosa – ha affermato – devono mettersi in gioco e rischiare. Non devono essere delle trote ma dei salmoni, cioè andare controcorrente, considerare la politica non una sistemazione personale. Devono, poi, prendere atto che il mondo è cambiato, che i partiti politici non sono più in grado di fare grandi pressioni psicologiche per manovrare completamente i giovani, che dunque hanno l’opportunità di ridare dignità a quella carità comunitaria che è la politica». Ai ragazzi spoletini presenti – alcuni già impegnati in politica, altri intenzionati a farlo in futuro – Renzi ha consegnato un piccolo manuale, una sorta di bussola da seguire per rivendicare spazio nella cosa pubblica. «Ci vuole coraggio e tanta positività nei messaggi che si lanciano. Solo così – ha detto – si possono vincere le paure e i sospetti. Ci vuole speranza, che è la virtù più difficile anche per i cristiani. È però necessaria contro la rassegnazione che c’è nei confronti della politica. Ci vuole libertà dai condizionamenti ed entusiasmo. Se non ami la città-popolo, ma ami la città-ammasso indistinto di gente non riuscirai mai a governare. È la strada da seguire per non lasciare il futuro sempre nelle mani delle stesse persone». Poi, un appassionato appello ai ragazzi di Spoleto: «se avete un sogno non fermatevi dinanzi alle normali difficoltà. Andate avanti e perseguitelo. Mettetevi in gioco e non pensate che la politica sia solo quella che i telegiornali ci presentano in un minuto».

All’incontro con Matteo Renzi erano presenti diverse autorità del territorio: la città di Spoleto era rappresentata dal Presidente del Consiglio Comunale Stefano Lisci, dal Vice Sindaco Dante Andrea Rossi – che ha portato al primo cittadino di Firenze i saluti del collega spoletino Daniele Benedetti – e dall’assessore all’istruzione Battistina Vargiu. Presenti, inoltre, consiglieri provinciali e comunali di entrambi gli schieramenti, sindacalisti e imprenditori.

Il prof. Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dell’Istituto per le Opere Religiose, meglio conosciuto come IOR, la banca che ha sede all’interno dello Stato della Città del Vaticano, è stato l’ospite, venerdì 14 maggio 2010, del secondo appuntamento dei “Dialoghi del venerdì”, la nuova iniziativa culturale dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia.

Il banchiere, che è anche consulente economico del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha proposto ai convenuti presso l’auditorium della Scuola di Polizia di Spoleto una lettura dell’attuale crisi economica alla luce dell’Enciclica di Papa Benedetto XVI Caritas in veritate.

Dopo i saluti dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, il Presidente dello IOR ha esposto alcuni criteri che dovrebbe avere l’economia di un Paese: non deve sprecare ma gestire le risorse; deve assicurare un vero sviluppo integrale; deve distribuire equamente la ricchezza. Solo così si può garantire uno sviluppo economico, sociale e politico autenticamente umano che, come scrive il Papa nell’enciclica, «deve fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità».

Per Gotti Tedeschi una delle principali cause della crisi economica fonda le sue radici verso la fine degli anni’60 del ‘900, quando nel mondo occidentale si è smesso di fare figli. Questi oltre alla grande gioia nelle famiglie, producono anche ricchezza per la collettività, sollecitano e garantiscono lo sviluppo economico della società. «La crisi finanziaria – ha affermato il presidente dello IOR – nasce da una crisi dei valori morali, dalla perdita della verità e dall’aver trasformato i mezzi in fini». Dunque, l’aver negato il senso della vita umana, l’aver ignorato il senso dell’economia e averla concepita solo come strumento senza un fine preciso e aver dato autonomia morale agli strumenti evoluti (economici e tecnologici) che sfuggono di mano ad un uomo poco maturo nella conoscenza, ha generato l’origine della crisi e ha prodotto il suo sviluppo.  

La mancanza di valori morali ed etici può avere, secondo Gotti Tedeschi, delle conseguenze molto gravi se la crisi economica non si risolve in tempi brevi, se le biotecnologie da opportunità diventano tentazione e rischio, se il contesto globale competitivo geopolitico e culturale relativizza moralmente ogni scelta per afferma la leadership. «Perciò è fondamentale – ha detto l’economista – che l’attenzione all’enciclica Caritas in veritate non si spenga. La soluzione alla crisi, quindi, sta nel praticare quanto scritto dal Papa nell’enciclica, che è il massimo della scientificità, perché la scienza è lo studio della creazione e osservanza delle leggi naturali».

La Caritas in veritate spiega in maniera chiara l’esigenza di responsabilità personale nell’uso dello strumento economico e che l’etica è nella persona e non nelle strutture o nei mezzi. Dunque, va usata secondo una gerarchia di fini per il bene comune. «E la Chiesa – ha sottolineato Gotti Tedeschi - ha responsabilità per il creato e per la tenuta morale della società. Per adempiere questo servizio i suoi uomini, i sacerdoti, devono tornare ad insegnare una sana dottrina cristiana, proponendo delle omelie basate sull’insegnamento di Gesù e non sulla politica, sulla sociologia e sull’economia. Il ruolo dei preti – ha detto – è fondamentale per uscire dalla crisi, solo se tornano a formare le coscienze delle persone».

Il Cardinale Camillo Ruini ha parlato della sfida educativa

Il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Progetto Culturale della Chiesa italiana, ha inaugurato a Spoleto, venerdì 23 aprile 2010, l’iniziativa dell’Archidiocesi i “Dialoghi del venerdì”. In un auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato “Rolando Lanari” gremito – la sala è da quasi 500 posti, tutti occupati – il porporato ha parlato della sfida educativa che la società è chiamata a compiere.