Triduo pasquale 2023, Sabato Santo, Veglia. L’Arcivescovo: «La certezza del grido gioioso della notte di Pasqua proclama che ogni abisso di male nel mondo è stato già inghiottito da un abisso di bene». Omelia. Foto.

Triduo pasquale 2023, Sabato Santo, Veglia. L’Arcivescovo: «La certezza del grido gioioso della notte di Pasqua proclama che ogni abisso di male nel mondo è stato già inghiottito da un abisso di bene». Omelia. Foto.

Triduo pasquale 2023, Sabato Santo, Veglia. L’Arcivescovo: «La certezza del grido gioioso della notte di Pasqua proclama che ogni abisso di male nel mondo è stato già inghiottito da un abisso di bene». Omelia. Foto.

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Triduo pasquale 2023, Sabato Santo, Veglia. L’Arcivescovo: «La certezza del grido gioioso della notte di Pasqua proclama che ogni abisso di male nel mondo è stato già inghiottito da un abisso di bene». Omelia. Foto.
L’accensione del cero pasquale

La notte di Sabato Santo, 8 aprile 2023, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto la Veglia Pasquale nella Basilica Cattedrale di Spoleto con i parroci e i fedeli della Pievania di Santa Maria. La solenne liturgia è stata animata dalla corale della Pievania diretta da Loretta Carlini, con all’organo Angelo Rosati. Il Presule nel corso della Veglia ha amministrato i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia ad un adulto, Bernard.

Omelia / Foto-gallery

La celebrazione. Per antichissima tradizione questa è “la notte di veglia in onore dei Signore” (Es 12, 42), definita da S. Agostino «la veglia madre di tutte le veglie». Vegliare è un atteggiamento permanente della Chiesa che, pur consapevole della presenza viva del suo Signore, ne attende la venuta definitiva, quando la Pasqua si compirà nelle nozze eterne con lo Sposo (cf Ap 19, 7-9). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia ha espresso bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo:

  • L’ingresso in Duomo

    Liturgia della luce, con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero in Piazza Duomo: il mondo della tenebra è attraversato dalla Luce, il Cristo risorto, in cui Dio ha realizzato in modo definitivo il suo progetto di salvezza. In lui, primogenito di coloro che risorgono dai morti (Col 1, 18), si illumina il destino dell’uomo e la sua identità di “immagine e somiglianza di Dio” (Gn 1, 26-27).

  • Liturgia della parola: le 7 letture dell’Antico Testamento sono un compendio della storia della salvezza. Nella consapevolezza che la Pasqua di Cristo tutto adempie e ricapitola, la Chiesa medita ciò che Dio ha operato nella storia.
  • Liturgia battesimale: il popolo chiamato da Dio a libertà deve passare attraverso un’acqua che distrugge e rigenera. Con coloro che ricevono il battesimo, tutta la Chiesa fa me-moria del suo passaggio pasquale, e rinnova nelle promesse battesimali la propria fedeltà al dono ricevuto e agli impegni assunti in un continuo processo di rinnovamento, di conversione e di rinascita.
  • Liturgia eucaristica: il popolo cristiano, rigenerato nel battesimo per la potenza dello Spirito, è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di libertà e riconciliazione. Partecipando al corpo e al sangue del Signore, la Chiesa offre se stessa in sacrificio spirituale per essere sempre più inserita nella Pasqua di Cristo.
Il Battesimo di Bernard

Dentro la struttura e i simboli della celebrazione è possibile leggere il paradigma dell’esistenza credente nata dalla Pasqua: uscito dal mondo tenebroso del peccato, il cristiano è chiamato ad essere portatore di luce (cf Ef 5, 8; Col 1, 12.13); a perseverare nell’ascolto di Cristo morto e risorto; a vivere sotto la guida dello Spirito la vocazione battesimale; ad annunciare e testimoniare nel dono di sé quel mistero di cui l’Eucaristia celebra il memoriale.

La Pasqua è davvero una nuova creazione. «Nel corso di questa veglia – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – leggiamo dunque in Gesù risorto la nostra chiamata ad essere persone nuove e creature nuove. Perché la Pasqua è davvero una nuova creazione: dalla tenebra del male risorge una creatura libera che partecipa alla gloria eterna, germoglia una nuova creazione in cui tutto sarà redento, elevato, trasformato, pacificato e immerso in Dio. Il Risorto ci assicura un destino di vita. Non un ritorno alla vita di oggi, bensì una vera, piena, totale risurrezione della nostra carne, del nostro corpo, del mondo intero. Egli è la grande speranza dell’umanità. La certezza del grido gioioso della notte di Pasqua proclama che ogni abisso di male nel mondo è stato già inghiottito da un abisso di bene, che ogni morte ha già il suo contrappeso di vita; che ogni crisi ha già il suo superamento e ogni tristezza ha già la sua gioia preparata e sconvolgente.

 

 

 

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