Trevi, festa di Santa Lucia. L’Arcivescovo: «Spesso osserviamo ma non vediamo la realtà». Foto.

Trevi, festa di Santa Lucia. L’Arcivescovo: «Spesso osserviamo ma non vediamo la realtà». Foto.

Trevi, festa di Santa Lucia. L’Arcivescovo: «Spesso osserviamo ma non vediamo la realtà». Foto.

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Il 13 dicembre, in quella che comunemente è definita la giornata più corta che ci sia, la Chiesa ha fatto memoria di Santa Lucia, vergine e martire, patrona dei ciechi, degli elettricisti, delle malattie degli occhi, degli oculisti. Nella nostra Archidiocesi la festa è particolarmente sentita nella comunità di Trevi, dove alla Santa nata a Siracusa è dedicato il monastero delle Benedettine. Ogni anno le religiose guidate da madre Maria Benedetta Pergolari organizzano alcuni momenti di preghiera che culminano nella celebrazione pomeridiana presieduta dall’Arcivescovo. E così è stato anche mercoledì 13 dicembre 2018. Da sottolineare che dal 30 ottobre 2016 a Trevi vivono anche le monache del monastero di S. Antonio in Norcia, guidata da madre Caterina Corona, gravemente lesionato dal terremoto.

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Con mons. Boccardo hanno concelebrato: don Jozef Gercàk parroco moderatore di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Santa Maria in Valle; don Bartolomeo Gladson Sagayaraj vicario parrocchiale di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Santa Maria in Valle; don Sem Fioretti parroco di Cannaiola di Trevi; don Canzio Scarabottini pro-rettore del Santuario di Santa Rita in Roccaporena di Cascia; altri sacerdoti provenienti da fuori Diocesi e legati in un qualche modo al monastero. Presenti anche alcune monache Benedettine Celestine di Castel Ritaldi.

Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come Santa Lucia sia generalmente raffigurata con in mano un piattino contenete gli occhi, cavati con violenza durante la persecuzione. «Fare memoria di questa Santa – ha detto – è allora un invito a pensare agli occhi. Dal mattino alla sera li usiamo per guardare e poi le immagini che cogliamo vanno nella mente e infine motivano anche alcune nostre scelte quotidiane. Il rischio è che non tutte le immagini che vediamo fanno scaturire azioni buone. Santa Lucia ci ricorda di essere prudenti e vigilanti al fine di custodire uno sguardo limpido. A volte – ha proseguito l’Arcivescovo – osserviamo ma non vediamo, cioè non riusciamo a capire i messaggi contenuti nelle immagini perché siamo distratti e superficiali, facciamo confusione e ci accontentiamo aspettando con apatia lo scorrere dei giorni. Lucia, invece, ci sprona ad essere ricchi dentro, a prenderci cura dei nostri occhi tutti i giorni per guardare bene la realtà, facendo nascere nella società semi di generosità e accoglienza». La serata si è conclusa con un momento di fraternità nel salone del monastero.       

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