L’arcivescovo Renato Boccardo, a nome e per conto di Papa Francesco, ha conferito a Remo Trabalza, capitano della Polizia Municipale di Spoleto, il titolo di Cavaliere dell’Ordine di S. Silvestro Papa. Foto.

L’arcivescovo Renato Boccardo, a nome e per conto di Papa Francesco, ha conferito a Remo Trabalza, capitano della Polizia Municipale di Spoleto, il titolo di Cavaliere dell’Ordine di S. Silvestro Papa. Foto.

L’arcivescovo Renato Boccardo, a nome e per conto di Papa Francesco, ha conferito a Remo Trabalza, capitano della Polizia Municipale di Spoleto, il titolo di Cavaliere dell’Ordine di S. Silvestro Papa. Foto.

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«Il Pontefice conferisce le onorificenze a quelle persone che nel mondo si rendono disponibili al servizio nella Chiesa. È il caso di Remo Trabalza che papa Francesco ha annoverato nell’Ordine dei Cavalieri di S. Silvestro Papa per la sua collaborazione attenta, generosa e professionale con la Curia Arcivescovile». Sono le parole che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha usato per illustrare, venerdì 26 febbraio nel Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile di Spoleto, le motivazioni dell’onorificenza pontifica al capitano della Polizia Municipale di Spoleto. Una cerimonia familiare, semplice e cordiale: c’erano i familiari di Trabalza (moglie, figli, mamma), il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, l’assessore all’ambiente, viabilità, traffico, trasporti, mobilità alternativa e sicurezza urbana del comune di Spoleto Vincenza Campagnani, il comandante della Polizia municipale di Spoleto Massimo Coccetta, altre autorità civili e militari.

 

Al neo Cavaliere mons. Boccardo ha consegnato la pergamena di nomina di papa Francesco e i distintivi da apporre alla divisa della Polizia municipale e agli abiti civili. «Per me è un giorno speciale – ha detto il neo Cavalier Trabalza – reso ancor più piacevole dalla vostra presenza. In primo luogo voglio ringraziare il Santo Padre che mi ha conferito questa onorificenza e l’arcivescovo Boccardo che mi ha presentato e che sempre mi ha manifestato stima e amicizia. Oltre all’onorificenza, un’altra grande gioia è vedere accanto a me tante persone, familiari e amici, che mi comprendono e non mi giudicano. Grazie ancora, e datemi una mano a non essere un cavaliere stralunato come il Don Chisciotte della Mancia che andava contro i mulini a vento, ma come il nostro patrono S. Ponziano che per promuovere il bene non ha esitato a dare tutto se stesso».

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