Statuto Curia – Parte Prima

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7. RAPPORTI CON L’ESTERNO

7.1  rapporti con l’archidiocesi, le parrocchie e gli altri enti

§ 1. Il servizio che la Curia assicura all’Archidiocesi si esplica attraverso lo svolgimento competente, puntuale e tempestivo dei propri compiti, l’accoglienza attenta e cordiale dei rappresentanti dei diversi Enti, la disponibilità al confronto e al dialogo, la chiarezza degli interventi e delle loro motivazioni.

§ 2. Il Moderatore della Curia e i Direttori degli Uffici sono chiamati a comunicare puntualmente agli Enti interessati le linee che, in coerenza con il piano pastorale diocesano, la Curia intende seguire per la sua attività. In tali sedi potrà instaurarsi un utile confronto per un miglioramento del servizio svolto dalla Curia.

§ 3. Spetta al Moderatore della Curia curare che i rapporti tra la Curia e le varie articolazioni dell’Archidiocesi siano sempre più puntuali ed efficaci. Particolare attenzione deve essere riservata anche agli aspetti pratici, quali ad esempio l’orario di disponibilità degli Uffici, la possibilità di individuare con chiarezza l’iter e lo status quæstionis di ciascuna pratica, la razionalizzazione delle comunicazioni alle parrocchie e agli altri Enti.   

7.2  rappresentanza dell’ente diocesi e degli altri enti e impegni verso terzi

§ 1. La rappresentanza legale dell’Ente “Diocesi di Spoleto-Norcia” e degli altri Enti ad essa collegati è riservata all’Arcivescovo e al Vicario Generale. Solo chi ha la rappresentanza legale o agisce legittimamente con apposito mandato può impegnare un Ente verso terzi, anche per quanto riguarda la richiesta di contributi. I Direttori e i Collaboratori dei vari Uffici di Curia, pertanto, devono evitare che si instauri qualsiasi confusione in merito.

§ 2. L’utilizzo della denominazione “Curia Arcivescovile di Spoleto-Norcia”, “Archidiocesi di Spoleto-Norcia” e similari, così come della carta intestata, dei timbri di Curia e di tutto quanto fa riferimento ad essa (compresi i mezzi elettronici, quali la posta elettronica), deve avvenire con criteri di prudenza e secondo le disposizioni del Vicario Generale.

§ 3. La presenza di personale della Curia in organismi di determinati Enti su incarico dell’Arcivescovo o dell’Autorità diocesana non coinvolge la responsabilità della Curia nel suo insieme. Spetta al Vicario Generale concordare tale partecipazione, anche sotto il profilo della sua compatibilità con gli incarichi rivestiti presso gli Uffici di Curia.

§ 4. Il personale della Curia, soprattutto se rivestito di compiti di responsabilità, è tenuto ad evitare che la propria partecipazione ad organismi di altri Enti anche riferiti alla realtà ecclesiale (Consigli di amministrazione di Fondazioni, Associazioni, Società, ..) possa far sorgere la convinzione o l’impressione di un coinvolgimento diretto della Curia nell’attività degli stessi.

7.3  rapporti con la stampa e i mezzi di comunicazione social

I Responsabili degli Uffici di Curia o i loro Collaboratori che ricevessero richieste di interviste o dichiarazioni su argomenti che riguardano la Curia o l’Archidiocesi o che dovessero emanare dichiarazioni o precisazioni dovranno necessariamente fare previo riferimento al Moderatore della Curia e al Direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni sociali ed attenersi alle loro indicazioni.

7.4  pubblicazioni

 

§ 1. Organo ufficiale per la pubblicazione degli atti dell’Arcivescovo e della Curia è il Bollettino periodico, diretto dal Direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni sociali.

§ 2. Nessun Ufficio di Curia proceda alla pubblicazione di periodici, volumi e sussidi senza previa autorizzazione del Vicario Generale.

§ 3. Spetta al Moderatore della Curia disciplinare la materia delle circolari e delle pubblicazioni di collegamento, a mezzo stampa o tramite strumenti elettronici, promosse dai singoli Uffici o dalla Curia nel suo insieme.

7.5  rapporti con uffici pubblici e autorità civili

§ 1. Ciascun Ufficio di Curia può intrattenere rapporti con Uffici pubblici, secondo la materia oggetto del proprio lavoro. Essi sono autorizzati dal Vicario Generale, soprattutto se presentano la possibilità di un’implicazione della Curia Arcivescovile e dell’Ente diocesi in quanto tale o quando eccedono le normali relazioni d’ufficio.

§ 2. Le relazioni con le Autorità civili spettano di norma all’Arcivescovo. Il Vicario Generale potrà affidarle, in determinate circostanze, a Organismi diversi o anche a singole persone.

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