Solennità del Corpus Domini e chiusura della Visita Pastorale dell’Arcivescovo. Resoconto, omelia mons. Boccardo, numeri della Visita Pastorale e foto.

Solennità del Corpus Domini e chiusura della Visita Pastorale dell’Arcivescovo. Resoconto, omelia mons. Boccardo, numeri della Visita Pastorale e foto.

Solennità del Corpus Domini e chiusura della Visita Pastorale dell’Arcivescovo. Resoconto, omelia mons. Boccardo, numeri della Visita Pastorale e foto.

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Con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo, nel pomeriggio di giovedì 19 giugno scorso, nella Basilica Cattedrale di Spoleto, è stata celebrata la solennità del Corpo e Sangue del Signore. Questa festa si tiene due volte nell’anno liturgico: il giovedì santo e, a conclusione del tempo pasquale, in questa festa del Corpus Domini. Il giovedì santo si medita sul mistero dell’Eucarestia soprattutto nel suo essere riassuntivo della Pasqua, cioè della passione, morte e resurrezione di Gesù. Nella solennità del Corpo e Sangue del Signore lo stesso mistero è celebrato in particolare nella sua funzione ecclesiale, come mistero che genera la Chiesa e costruisce la comunità dei fedeli.

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Tantissimi fedeli provenienti da ogni angolo dell’Archidiocesi, accompagnati dai rispettivi parroci, si sono ritrovati in Cattedrale per concludere in preghiera, in questa solennità del Corpus Domini, un evento di grazia quale è stato la Visita Pastorale dell’Arcivescovo, avviata il 12 ottobre 2012. In particolare erano presenti i membri dei Consigli pastorali parrocchiali e dei Consigli parrocchiali per gli affari economici, i catechisti, i ministri straordinari dell’Eucarestia, gli operatori Caritas, i membri dei Gruppi liturgici e dei vari Movimenti, Associazioni e Gruppi. Un posto speciale avevano le Confraternite (con i propri abiti e stendardi) e, accompagnati dai loro catechisti, i bambini che quest’anno hanno ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia (con la veste bianca e un cestino di petali di fiori) e gli adolescenti che hanno quello della Confermazione. La liturgia è stata animata dal coro diocesano diretto da Alessandra Natalini e composto da quelle persone che, pur appartenendo a più cori parrocchiali, nelle celebrazioni diocesane si mettono insieme per promuovere la partecipazione attiva dei fedeli nel canto. Il servizio all’altare è stato garantito, invece, dai seminaristi e dal gruppo ministranti della Diocesi, coordinati dal cerimoniere arcivescovile don Edoardo Rossi. I doni dell’offertorio sono stati presentati al Vescovo da una giovane coppia di fidanzati, da una coppia di sposi in attesa di un figlio, da una coppia di sposi con diversi anni di matrimonio sulle spalle, da due suore, e da due rappresentanti per ogni Vicariato della Diocesi (questi hanno portato cinque cesti di alimenti per la Mensa della Misericordia). Presente anche il neo sindaco della Città di Spoleto Fabrizio Cardarelli, accompagnato dal Comandante della Polizia Municipale dott. Vincenzo Russo.

«Il primo messaggio che raccogliamo dalla Visita Pastorale – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – sta nella parola “Ricordati”. Si tratta innanzitutto di “fare memoria”, di prendere cioè rinnovata coscienza del ricco patrimonio costituito dalla stessa vita quotidiana delle nostre comunità, sostenute dalla sapienza evangelica e guidate dalla provvidenza di Dio. In questi due anni, ho avuto modo di percorrere come pellegrino le strade della Valle spoletana e della Valnerina. Andando incontro ad un popolo dai mille volti, ho potuto constatare la fecondità di una lunga tradizione di fede, di cultura cristiana e di santità. Che meraviglia vedere e conoscere così, “dal di dentro”, la Chiesa che il Signore mi ha affidato per un servizio d’amore!». Mons. Boccardo ha ricordato altresì le diverse giornate condivise con i sacerdoti, i dialoghi avuti con i vari operatori pastorali, l’ingresso in tante case per salutare malati e anziani, gli incontri e l’ascolto con tante persone segnate dal peso della croce causato dalla perdita del lavoro e dalla precarietà economica, dalla malattia e dalla solitudine, dalle delusioni, dai fallimenti e dagli abbandoni, dai rifiuti e dalle mancanze d’amore.

Il secondo messaggio scaturito dalla Visita Pastorale è contenuto nel concetto di “Comunione”. «Siamo chiamati – ha affermato il Presule – a “fare uno”: cioè, da una parte, ad accogliere da Dio con stupore e gratitudine il dono misterioso dell’unità tra di noi che affonda le radici nel Battesimo ricevuto; dall’altra, a tessere e rinsaldare continuamente tra noi legami autentici di unità e fraternità e a crescere risolutamente nel “senso di appartenenza” a questa Chiesa diocesana…Sappiamo bene che potremo portare consolazione e speranza al mondo solo camminando umilmente dietro al Signore Gesù e rimanendo vitalmente uniti tra noi, con un vivo senso di appartenenza ecclesiale e con l’esercizio costante di una comunione affettiva ed effettiva con la Diocesi tutta».

La terza parola che l’Arcivescovo ha ricavato da questo suo pellegrinaggio al “santuario vivente del popolo di Dio” è “Missione”, tanto cara a papa Francesco. «Vogliamo accogliere – ha sottolineato il Presule – con concreta e serena disponibilità l’appello del Papa ad una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa e all’abbandono del comodo criterio pastorale “si è fatto sempre così”, impegnandoci ad una autentica “rigenerazione” nella fede e volgendoci con rinnovato slancio alla missione. Per realizzare questo compito, arduo ed entusiasmante ad un tempo, mi preme per ora rilevare che a tutti – sacerdoti, religiosi e fedeli laici – è richiesta una autentica “conversione pastorale”, che ci conduca ad individuare i percorsi e gli strumenti per aiutare gli uomini a «pensare secondo Dio» (cf Mt 16, 23) e a fare delle nostre comunità parrocchiali luoghi dove il Vangelo è interpretato e vissuto come sorgente di senso e germe di santità, che conduce i credenti a rendere sempre e dappertutto ragione della speranza che li abita (cf 1 Pt 3 15). Penso in particolare alla pastorale delle famiglie e dei giovani, alla grande opera della catechesi e della carità, e alla ormai prossima realizzazione delle Zone pastorali o Pievanie, che insieme con i sacerdoti abbiamo definito fino nell’Assemblea del Clero celebrata a Roccaporena di Cascia dal 17 al 18 giugno scorsi. Dobbiamo tutti formarci ad una “fede adulta”, che si manifesti come scelta personale, illuminata, convinta, testimoniante; dobbiamo seriamente impegnarci affinché la fede cristiana appaia non come nostalgia del passato ma come incarnazione nel presente, come apertura al futuro di Dio che si manifesta attraverso le vicende storiche, come assunzione di responsabilità personali e collettive. È questa la fede che nutre e fortifica la comunità dei discepoli del Signore e li edifica come Chiesa missionaria e profetica».

L’Arcivescovo, nel corso della celebrazione, ha deposto nel cuore materno della Vergine Maria ogni istante, ogni parola, ogni incontro, ogni celebrazione della Visita Pastorale.

Al termine della Messa, è stata avviata la processione eucaristica fino alla chiesa di S. Domenico: l’Arcivescovo ha solennemente portato per le vie della città il Corpo di Cristo, i presbiteri e i fedeli con preghiere e canti hanno reso pubblica testimonianza di fede e di venerazione verso il santissimo Sacramento.

 

Alcuni numeri della Visita Pastorale. L’Arcivescovo è stato impegnato nella Visita Pastorale dal 14 ottobre 2012 al 19 giugno 2014. Si ricorda che il territorio ecclesiale di Spoleto-Norcia è suddiviso in 73 parrocchie, ha una superficie di 1836 km quadrati e si estende nelle Provincie di Perugia e Terni. Gli abitanti sono 104.000, i sacerdoti (diocesani e religiosi) 138, le famiglie religiose maschili 10, quelle femminili 7, i monasteri di clausura femminili 12, quelli maschili 2, i diaconi permanenti 5, i seminaristi (uno è stato ordinato diacono lo scorso 8 giugno) 4 e gli eremiti 6. Alcuni numeri della Visita Pastorale: mons. Boccardo è stato impegnato complessivamente per 229 giorni (interi o parziali); 134 sono le Messe che il Presule ha celebrato nelle varie parrocchie; 236 i centri abitati (grandi, medi e piccoli) in cui si è recato; 64 le scuole visitate (dell’infanzia, materne, elementari, medie e superiori, pubbliche e private); 46 i cimiteri ove ha guidato momenti di preghiera per i defunti; 55 le associazioni di volontariato, opere di carità, associazioni culturali e di categoria visitate o incontrate; 48 le aziende (piccole, medie e grandi, pubbliche o private, a conduzione familiare o no, in crisi o in “salute”) delle quali ha varcato i cancelli e incontrato i proprietari e i lavoratori; moltissime le persone malate e anziane che l’Arcivescovo ha visitato nelle case, nei pensionati, nei centri di riabilitazione e negli ospedali; molti, naturalmente, gli incontri pastorali e i momenti di preghiera, tra cui molti con i giovani, speranza della società e della Chiesa; le prime parrocchie visitate sono state quelle di Baiano di Spoleto, Montemartano di Spoleto e Firenzuola di Acquasparta; le ultime quelle di Montebibico e di Monteluco a Spoleto; il Presule è stato accolto in tutti i Comuni presenti sul territorio della Diocesi (il primo Cascia, l’ultimo Spoleto); mons. Boccardo ha visitato tutti i monasteri di clausura, le case religiose maschili e femminili, così come ha incontrato gli eremiti. In ogni luogo e da chiunque l’Arcivescovo è stato accolto con cordialità e gioia.

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