San Ponziano 2024: celebrazione dei Secondi Vespri e processione. L’Arcivescovo: «È facile lamentarsi di quello che non funziona, delle cose che mancano, di quanto non ci è stato dato, di quello che non abbiamo, di quello che vorremmo avere. È sempre necessario porsi una domanda. Io cosa possa fare?». Foto.

San Ponziano 2024: celebrazione dei Secondi Vespri e processione. L’Arcivescovo: «È facile lamentarsi di quello che non funziona, delle cose che mancano, di quanto non ci è stato dato, di quello che non abbiamo, di quello che vorremmo avere. È sempre necessario porsi una domanda. Io cosa possa fare?». Foto.

San Ponziano 2024: celebrazione dei Secondi Vespri e processione. L’Arcivescovo: «È facile lamentarsi di quello che non funziona, delle cose che mancano, di quanto non ci è stato dato, di quello che non abbiamo, di quello che vorremmo avere. È sempre necessario porsi una domanda. Io cosa possa fare?». Foto.

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San Ponziano 2024: celebrazione dei Secondi Vespri e processione. L’Arcivescovo: «È facile lamentarsi di quello che non funziona, delle cose che mancano, di quanto non ci è stato dato, di quello che non abbiamo, di quello che vorremmo avere. È sempre necessario porsi una domanda. Io cosa possa fare?». Foto.

Alle ore 16.00 di domenica 14 gennaio nella Basilica Cattedrale di Spoleto si è tenuta la celebrazione dei Secondi Vespri di S. Ponziano presieduti dall’Arcivescovo. Col Presule c’erano diverse sacerdoti della Diocesi. Presente il vice sindaco di Spoleto Stefano Lisci e il Gonfalone della Città. Anche a questo momento di preghiera hanno preso parte tanti fedeli.

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La preghiera a S. Ponziano per la vita e le attività delle Pievanie. L’Arcivescovo all’inizio dei Vespri ha affidato alla protezione del Patrono le Pievanie della Diocesi con la seguente preghiera: «Glorioso San Ponziano, mentre la nostra Chiesa locale intraprende un cammino nuovo di presenza pastorale sul territorio per un rinnovato annuncio del Vangelo in un mondo che cambia, ti affidiamo la vita e l’attività delle Pievanie. Aiutale ad essere comunità vive, capaci di condividere le gioie e i dolori degli uomini e delle donne del nostro tempo e di custodire una cura particolare per quanti affrontano con fatica il peso della vita quotidiana. Con la tua intercessione, ottieni ad ogni Pievania di essere un luogo di grazia nel quale tutti possano scoprire ed esperimentare l’amore di Dio e la bellezza della vita cristiana. Chiedi per noi il dono della sapienza del cuore, perché impariamo a coltivare uno sguardo contemplativo ed accogliente sulle persone, sulle vicende e sul mondo; a trovare libertà nella attenzione all’essenziale; a riscoprire la bellezza della sobrietà che fa posto alle gioie dell’interiorità, quelle che purificano lo spirito e restituiscono lucentezza allo sguardo; a mettere in risalto il molto che ci unisce e non il poco che ci divide, per assaporare la grazia della fraternità e dello stare insieme; a coltivare relazioni gratuite, forti e durature, cementate dalla mutua accettazione e dal reciproco perdono; a scorgere il volto di Dio in ogni persona che avviciniamo e in ogni croce che incontriamo. Ispiraci sempre nuova fiducia e slancio perché non ci scoraggiamo di fronte ai fallimenti, alle debolezze e alle ingratitudini. Fa’ che ogni Pievania sia una vera comunità dove ognuno si sforzi di comprendere, perdonare, aiutare e condividere; dove l’unica legge che ci fa essere tuoi veri discepoli sia l’amore vicendevole; dove la luce e la gioia del Vangelo rendano feconde le relazioni e la testimonianza. Amen».

Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato come la «testimonianza di S. Paolo che, giunto ormai alle soglie della morte, traccia il bilancio della sua vita e sottolinea che cosa in essa ha costituito un vero tesoro, ci viene riproposta oggi dalla memoria di S Ponziano. Anche il nostro Patrono si è trovato nella possibilità di considerare tesoro prezioso altri “beni” e di preferirli alla sua identità di discepolo del Signore. Con la forza dello Spirito Santo, invece, è rimasto fedele, e questa sua  fedeltà ci interpella. Anche noi siamo posti continuamente di fronte ad una scelta fondamentale: seguire il Signore o seguire altri dei. Non sottraendosi al carnefice, S. Ponziano ha voluto “guadagnare Cristo”. Il guadagno di solito c’è quando aumenta qualcosa nella vita. Guadagnare Cristo per lui ha significato aprire l’animo ad uno stile di vita nuovo: quello dell’amore che non teme di essere fedele fino in fondo, senza indietreggiare di fronte alle lusinghe o alle minacce. Su questo “stile” lui ha avuto il coraggio di giocare tutta l’esistenza ed è diventato luminoso testimone del Vangelo. Vivere con coerenza e verità il nostro essere cristiani. È l’invito che accogliamo questa sera dal nostro Patrono: essere fedeli nella vita quotidiana, complessa, frenetica e, in tanti aspetti, seducente e tentatrice nella direzione opposta al Vangelo; fedeli alla nostra Chiesa diocesana e alle sue Pievanie, vivendone gioiosamente, anche quando costa fatica, la vocazione e la missione nella comunione, nel dialogo e nella corresponsabilità; fedeli nella famiglia, chiamata ad essere luogo di accoglienza, donazione, crescita e condivisione; fedeli nella vita sociale e politica, nell’onestà, nella ricerca del bene comune, superando gli interessi personali o di gruppo; fedeli al futuro di Dio dentro questo tempo che esige da tutti di fare la propria parte per costruire uno stile di vita più sobrio e più umano e per garantire un futuro più sicuro e più nobile alle nuove generazioni; in una parola: siamo chiamati alla fedeltà al bene e al rifiuto del male».

La processione. Al termine dei Vespri si è snodata la processione per riportare la reliquia di S. Ponziano nella Basilica a lui dedicata. Come da tradizione, il corteo è stato avviato da quasi cento cavalli e cavalieri, tra cui tanti bambini, di alcune società equestri del territorio e di privati cittadini.  Lungo le strade si è invocata la protezione del Santo Patrono sulle case e sulla Città, chiedendogli di ottenere da Dio il dono della fedeltà e la grazia e la sapienza necessarie per testimoniare nella vita quotidiana la gioia di essere cristiani: «Alla tua supplice città fedel propizio chinati, Ponzian, dal Ciel». Giunti sul piazzale della Basilica di S. Ponziano l’Arcivescovo ha ringraziato e benedetto i cavalieri e i cavalli, così come i membri di tante associazioni di volontariato che hanno sfilato in processione. Poi, mons. Boccardo ha preso in mano la reliquia ed è entrato in chiesa e si è rivolto così ai tanti fedeli presenti: «C’è stata una scena che mi ha particolarmente colpito durante la processione: ai lati della strada, ad un certo punto, un papà ha preso il suo bambino e se lo è messo sulle spalle perché potesse vedere. Possiamo raccogliere questo messaggio: aiutiamo gli altri, piccoli e grandi, a poter vedere. Proviamo a prenderci sulle spalle: ciò vuol dire fare in modo che chi ci sta vicino possa vedere. Non tratteniamo soltanto per noi quello che riusciamo a vedere, ma mettiamoci insieme e guardiamo insieme verso la stessa direzione. È facile lamentarsi di quello che non funziona, della cose che mancano, di quanto non ci è stato dato, di quello che non abbiamo, di quello che vorremmo avere. È sempre necessario porsi una domanda. Io cosa possa fare? Non aspettiamo che gli altri facciano qualcosa. Proviamo a prenderci sulle spalle e così avere uno sguardo dall’alto che non si ferma dinanzi agli ostacoli e che sa cogliere quel patrimonio di bene, di generosità, di impegno, di dedizione e di sacrificio che costituisce l’unica vera ricchezza che non patisce le scosse del terremoto, gli assalti del Covid, le crisi della finanza. Che S. Ponziano ci aiuti a guardare avanti». La serata si è conclusa con la Messa nella Basilica di S. Ponziano presieduta da don Claudio Vergini pievano della Pievania di S. Giovanni Paolo II.

 

 

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