Sisma 2016: riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo a Cortigno di Norcia. L’Arcivescovo: «É un bel segnale per dire che le comunità più piccole della nostra Archidiocesi non sono meno importanti di quelle che si trovano nelle città». Foto.

Sisma 2016: riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo a Cortigno di Norcia. L’Arcivescovo: «É un bel segnale per dire che le comunità più piccole della nostra Archidiocesi non sono meno importanti di quelle che si trovano nelle città». Foto.

Sisma 2016: riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo a Cortigno di Norcia. L’Arcivescovo: «É un bel segnale per dire che le comunità più piccole della nostra Archidiocesi non sono meno importanti di quelle che si trovano nelle città». Foto.

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Sisma 2016: riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo a Cortigno di Norcia. L’Arcivescovo: «É un bel segnale per dire che le comunità più piccole della nostra Archidiocesi non sono meno importanti di quelle che si trovano nelle città». Foto.

A Cortigno di Norcia – paese situato a 1200 metri di altitudine e 22 km di distanza dal capoluogo, denominato la “Terrazza sugli appennini” in quanto da esso si vedono le più importanti cime del Lazio, dell’Abruzzo, dell’Umbria e delle Marche – il 15 agosto 2023 è stata una bella giornata di festa. Dopo sette anni dai terremoti del 2016, infatti, è stata riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, accolto al suo arrivo a Cortigno da un prolungato applauso. Col Presule ha concelebrato il parroco della zona pastorale di Norcia don Marco Rufini. Presente il sindaco facente funzione di Norcia Giuliano Boccanera e molti fedeli. A Cortigno, stabilmente, vivono 12 persone; in estate, però, la frazione si riempie di quanti hanno lì le origini ma per motivi di lavoro vivono altrove. Da sottolineare che la chiesa di Cortigno è la prima nel territorio comunale di Norcia ad essere stata riaperta dopo i terremoti del 2016.

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I lavori. «Sono lieto di essere qui nel giorno dell’Assunta – ha detto mons. Boccardo all’inizio della Messa – in cui ritroviamo questa chiesa ricca di fede e di arte. Grazie a quanti hanno reso possibile questa operazione non semplice». E il pensiero è andato all’ufficio tecnico della Diocesi diretto dal geom. Simone Desantis, ai progettisti architetto Fabrizio Altieri e ingegnere Fabio Iambrenghi, alla ditta R.B. s.r.l. di Gualdo Cattaneo (subentrata in corso d’opera, per vari motivi, alla ditta Cricchi, ndr), alla restauratrice delle opere d’arte Emanuela D’Abbraccio, agli abitanti, in particolare a Triante Angeli, che sono stati un costante pungolo per la riapertura della chiesa. Per effettuare i lavori di consolidamento sono stati necessari circa 64.000,00 euro: 48.226,44 giunti dalla struttura del Commissario Straordinario alla Ricostruzione e circa 15.000,00 euro di cofinanziamento dell’Archidiocesi. L’Arcivescovo ha anche riconsegnato tutte le opere d’arte che si trovavano nella chiesa prima del terremoto e che erano ricoverate al deposito del Santo Chiodo di Spoleto: manca all’appello solo la statua di S. Michele Arcangelo che è in restauro a Venaria Reale (TO).

L’omelia dell’Arcivescovo. Mons. Boccardo ha sottolineato che la solennità dell’Assunta «ci ricorda che la nostra vita, per quanto bella e ricca di successi, arriverà alla fine. Questo non ci deve rendere mesti, ma pronti a fare i conti con la realtà. Perché verrà il giorno in cui le maschere, i titoli e le divise non serviranno. Quello sarà il giorno della verità. E dobbiamo prepararci a quel giorno essendo persone serie, valutando bene ciò per cui impegnarsi e sacrificarsi. Nulla nella vita è magico, ognuno è costruttore del suo presente e del suo futuro; nulla avviene gratuitamente, le grandi mete si raggiungono col sacrificio, cadendo e rialzandosi». Poi, un pensiero alla riapertura della chiesa: «Ci rallegriamo per questa chiesa che ritroviamo. É un bel segnale per dire che le comunità più piccole della nostra Archidiocesi non sono meno importanti di quelle che si trovano nelle città. È bello venire qui e raccontare al Signore la nostra storia e attingere da questo altare la forza per ripartire».

Il ringraziamento del parroco. Don Marco Rufini al termine della Messa ha ringraziato l’Arcivescovo: «Grazie a lei Eccellenza perché ha accolto pazientemente le “pungolature” della gente e molto si è adoperato per giungere a questa giornata. La riapertura della chiesa di Cortigno ci dice che la storia di questa terra ferita dal terremoto riparte dalle periferie. Il luogo che riapriamo al culto ci aiuti ad essere ogni giorno più comunità, consapevoli che ciò ci unisce, anche oltre le distanze, è la preghiera».

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