Riaperta al culto la chiesa di S. Filippo Neri. L’Arcivescovo: «È un tesoro di arte e di fede». Foto.

Riaperta al culto la chiesa di S. Filippo Neri. L’Arcivescovo: «È un tesoro di arte e di fede». Foto.

Riaperta al culto la chiesa di S. Filippo Neri. L’Arcivescovo: «È un tesoro di arte e di fede». Foto.

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Lunedì 26 maggio 2014 alle ore 18.00 è stata riaperta ufficialmente al culto la chiesa di S. Filippo Neri a Spoleto, chiusa dal 1997. Con una solenne concelebrazione eucaristica mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, ha consacrato l’altare della chiesa. Con il Presule hanno concelebrato i sacerdoti della città e altri presbiteri della Diocesi. Moltissime le persone presenti, desiderose di tornare a pregare nell’antico luogo culto; cospicuo anche il numero di giovani che per la prima ha messo piede in S. Filippo.

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Ciascuno è stato accolto calorosamente dal parroco della Cattedrale mons. Luigi Piccioli e dagli altri sacerdoti suoi collaboratori; tutti sono congratulati per l’ottimo recupero della chiesa, molto più luminosa rispetto al passato. Il servizio all’altare è stato assicurato dal gruppo ministranti della Diocesi, coordinati da don Edoardo Rossi, cerimoniere arcivescovile. La liturgia è stata animata dalla corale congiunta delle parrocchie del Duomo, S. Gregorio, Santi Pietro e Paolo e S. Rita diretta dal maestro Francesco Corrias, con all’organo il maestro Paolo Sebastiani. Sopra l’altare maggiore, anch’esso restaurato, è ben visibile la statua di S. Filippo Neri che prima veniva esposta solo il giorno della festa del Santo (26 maggio): la grande tela che la copriva per i restanti giorni dell’anno è stata sistemata nella stanza adiacente la sacrestia. Da ricordare, invece, che l’altare dove verrà celebrata la Messa proviene dalla Basilica di S. Benedetto a Norcia: i benedettini hanno chiesto di sostituirlo con uno più funzionale alla preghiera corale monastica; l’importante opera, realizzata nel 2000 dall’artista Giuseppe Ducrot, in accordo con la Sovrintendenza, è stata trasferita in S. Filippo. Gli altari laterali, invece, sono stati restaurati grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto.

«Nel giorno dedicato alla memoria liturgica di San Filippo Neri – ha detto mons. Boccardo all’inizio dell’omelia – sono lieto di condividere con tutti voi questo momento così bello e significativo per la nostra Chiesa e la nostra città. Nel salutare cordialmente tutti i convenuti – sacerdoti, religiosi e fedeli laici -, il mio pensiero particolare va agli abitanti di questa zona della nostra città: so quanto avete atteso la riapertura di questo edificio sacro, interessato per diciassette anni da ingenti lavori di restauro, e mi rallegro con voi che oggi “ritrovate”, per così dire, la chiesa della vostra giovinezza, dove avete imparato a percorrere il cammino della vita cristiana. E questa sera, concludendo la Visita Pastorale alle parrocchie della “città alta”, con tanta fiducia affido al parroco (mons. Luigi Piccioli, ndr) e alla comunità parrocchiale questo tesoro di arte e di fede, con l’auspicio che esso torni ad essere il cuore pulsante della parrocchia di Santa Maria nella Cattedrale. La celebrazione di questa sera – ha concluso l’Arcivescovo – ci invita a porci risolutamente alla scuola di San Filippo: la sua adesione al Signore crocifisso e risorto l’ha reso capace di “portare frutto” nella gioia. Così sia anche per questa nostra assemblea liturgica che prega con fiducia e speranza: “Signore, rimani con noi! E insegnaci e aiutaci a rimanere con te”».

Nella presentazione dei lavori di restauro, che si è tenuta mercoledì 21 maggio scorso, è stato ricordato l’iter per il consolidamento e il restauro della chiesa. Sono intervenuti: il prof. Fabrizio Felice Bracco assessore alla Cultura della Regione dell’Umbria; la dott.ssa Margherita Romano, funzionario della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria; l’arch. Filippo Battoni, responsabile sezione salvaguardia dei Beni Culturali in emergenza della Regione; l’arch. Roberto Santarelli, direttore dei lavori; Rolando Ramaccini della COO.BE.C. Spoleto che ha curato la parte dei restauri. I lavori sono stati eseguiti in più stralci per un importo totale di 3.200.000 euro, ai quali va aggiunto il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto per il restauro degli altari laterali. L’Arcivescovo ha ringraziato tutte le maestranze coinvolte nel recupero della chiesa.

 

Breve storia della chiesa. La chiesa di S. Filippo Neri fu edificata su disegno dello spoletino Loreto Scelli, del quale è la sola opera di architettura superstite. Subito dopo la canonizzazione di S. Filippo (1622) si costituisce in città una confraternita che lo elegge a protettore e risiede presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Qualche anno dopo, il vescovo Castrucci concede ai devoti del Santo la chiesa di S. Sabinuccio presso la quale si allestisce un oratorio, ove si venera una sua immagine donata dal cantante Loreto Vittori. Ma ben presto la venerazione cresce a tal punto che si decide di acquistare, col contributo di Ugo Alberici, precettore spoletino residente a Roma, una vasta area attorno alla casa Gori per erigervi un grande tempio dedicato al Santo. Nel 1640 se ne poneva la prima pietra; nel 1653 la navata era compiuta e nel 1666 era ornata di stucchi; in quello stesso anno si abbattevano case e muri di orti per formare una piazza davanti alla chiesa; nel 1671, grazie ad un lascito del Vittori, s’incominciava ad innalzare la cupola e l’anno successivo si dava mano al convento dei Filippini, soppresso circa il 1860 e in seguito trasformato prima in Liceo Regio (1863) e poi in Tribunale (1871). La notevole facciata in travertino è ispirata, nonostante la data già avanzata, a chiese romane del primo Seicento piuttosto che a quelle pienamente barocche. Anche l’interno ripete lo schema romano delle chiese a tre navi con cappelle e transetto coperto da cupola; gli altari, di buoni marmi, furono eseguiti nei sec. XVII e XVIII. L’iscrizione sopra la porta ricorda la fondazione della chiesa e la consacrazione celebrata nel 1724 (Vescovo del tempo era Carlo Giacinto Lascaris). Dal 1988 al 1997 la chiesa ha custodito le spoglie mortali del beato Pietro Bonilli, che ora riposano nella chiesa di Cannaiola di Trevi, paese dove è stato parroco per oltre trentacinque anni e dove ha fondato le Suore della Sacra Famiglia di Spoleto.

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