Resoconto Visita pastorale nelle parrocchie di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Santa Maria in Valle e Cannaiola

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Resoconto Visita pastorale nelle parrocchie di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Santa Maria in Valle e Cannaiola

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Dall’11 al 24 novembre, l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Emiliano in Trevi, della Sacra Famiglia in Borgo Trevi, di S. Pietro in Bovara di Trevi, del Beato Pietro Bonilli in Cannaiola di Trevi, dei Santi Antonino e Clemente in S. Maria in Valle di Trevi. Parroci: delle prime tre, mons. Oreste Baraffa; della quarta, don Sem Fioretti; e dell’ultima, padre Nicola Cianciotta, ofm. Vicari parrocchiali: di Trevi, Borgo Trevi e Bovara, don Mirco Boschi (e don Feliziano Luconi, quale collaboratore pastorale); dei Santi Antonino e Clemente in S. Maria in Valle di Trevi: padre Angelo Loconte, ofm.

Foto-gallery

Pigge, momento di preghiera nella chiesa, 11 novembre 2013. L’Arcivescovo ha incontrato i fedeli di La Pigge nella chiesa di S. Marco: dopo la preghiera e la foto di gruppo, Vescovo, preti e laici si sono incontranti nei locali adiacenti la chiesa per un momento di convivialità. Il Presule è stato accolto dal parroco mons. Oreste Baraffa e dal vicario parrocchiale don Mirko Boschi. «Vi porgo il mio più caloroso saluto per due ragioni: la prima perché mi avete atteso in chiesa (l’Arcivescovo è giunto con qualche minuto di ritardo in quanto era ad Assisi per la riunione della Conferenza Episcopale Umbra) e la seconda perché siete venuto sfidando il maltempo». Nei locali attigui la chiesa c’è il centro di distribuzione di alimenti e vestiario della Caritas inter-parrocchiale di Trevi. Una curiosità: per anni parroco di La Pigge è stato S. E. Mons. Giuseppe Chiaretti, oggi arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve.

Manciano, momento di preghiera in chiesa, 11 novembre 2013. Alle 18.00, sotto una pioggia battente, mons. Boccardo è giunto nella frazione di Manciano, facente parte della parrocchia dei Santi Antonino e Clemente. Nella piccola chiesa di S. Stefano è stato accolto dal parroco padre Nicola Cianciotta, ofm, e dal vicario parrocchiale padre Angelo Loconte, ofm. Un tempo Manciano, dopo Torre Matigge, era la zona più popolata della parte nord del Comune di Trevi: molti si sono trasferiti nella zona di S. Maria in Valle-Collecchio, prossima alle vie di comunicazione, dunque meno isolata.

Trevi, Messa al monastero delle Clarisse, 12 novembre 2013. Alle 7.30 mons. Boccardo, con don Mirko Boschi e don Feliziano Luconi, ha presieduto la Messa nella chiesa del monastero di S. Chiara, ove vivono otto monache Clarisse. Badessa è madre Milena Russo. Nell’omelia l’Arcivescovo ha detto come «il maligno si insinua in modo raffinato per ostacolare il cammino cristiano dell’uomo. Occorre, dunque, essere vigilanti per cogliere le tentazioni del demonio e sconfiggerle. Quando Gesù ci dice, “siamo servi inutili”, non vuole umiliarci, ma confermarci in un atteggiamento di vigilanza, ci invita a non abbassare la guardia.

Alla celebrazione erano presenti i coniugi Aldo ed Elena Rabellino della comunità Chemin Neuf, una comunità cattolica a vocazione ecumenica nata a Lione (Francia) nel 1973 per volontà di padre Laurent Fabre, gesuita. Oggi conta più di 1700 membri in 26 Paesi: Europa, Africa, America e Medio Oriente. È una Comunità apostolica che si ispira contemporaneamente alla spiritualità di Sant’Ignazio di Loyola (fondatore dei Gesuiti) e al Rinnovamento carismatico. Coppie, famiglie, celibi e nubili consacrati, uomini e donne hanno scelto l’avventura della vita comunitaria al seguito del Cristo povero e umile per mettersi al servizio della Chiesa, del Vangelo e del mondo. I membri vivono in piccole fraternità, secondo due modalità di vita: in fraternità di quartiere (alloggi raggruppati in uno stesso quartiere) o in fraternità di vita (abitazione comune). Questa comunità – per ora formata dai coniugi Rabellino – si è stabilita a Trevi, proprio presso il Monastero delle Clarisse. Poi, col tempo, la Comunità crescerà fino a raggiungere le 7-12 persone che, normalmente, compongono una Comunità Chemin Neuf. Al termine della Messa, mons. Boccardo ha incontrato in forma private le monache.

Trevi, visita alle scuole, 12 novembre 2013. Accompagnato da mons. Oreste Baraffa, da don Mirko Boschi e da padre Nicola Cianciotta, ofm, l’Arcivescovo si è recato in visita dalle 10.00 alle 11.00 al plesso scolastico di Trevi (elementari e medie) facente parte dell’Istituto Comprensivo “T. Valenti”. Mons. Boccardo, accolto dal Dirigente scolastico, ha incontrato solo agli alunni di tre classi (per scelta dell’Istituto), quelle ove era in corso l’ora di insegnamento della religione cattolica. Gli studenti hanno posto molte domande al Presule (come si fa a diventare Vescovo, come reagirono i suoi genitori quando decise di diventare prete, differenze tra Benedetto XVI e Francesco, cosa fa un Vescovo tutto il giorno e altro). Mons. Boccardo a ciascuna domanda ha risposto in maniera esaustiva e coinvolgente.

Trevi, visita all’ex ospedale convertito in centro per la riabilitazione di patologie neurologiche, 12 novembre 2013. Intorno alle 11.00 il Presule si è recato all’ex ospedale di Trevi, riconvertito in Unità Organica di Recupero e Rieducazione funzionale. Dotato di 45 posti letto distribuiti in tre moduli funzionali, è specializzato nella riabilitazione delle malattie del sistema nervoso, particolarmente nella riabilitazione delle persone con grave cerebro lesione acquista. L’Arcivescovo ha incontrato i pazienti meno gravi in una sala comune, mentre si è recato nelle camere di quelli più gravi. A tutti – malati, familiari, medici, infermieri e volontari – ha portato la vicinanza della Chiesa, assicurando un ricordo nella preghiera e invocando la benedizione del Signore.

Trevi, visita in Comune, 12 novembre 2013. A mezzogiorno l’Arcivescovo è stato accolto nel Palazzo del Municipio dal sindaco Bernardino Sperandio e da quasi tutti i Consiglieri comunali. L’incontro, informale e molto familiare, si è tenuto nella sala del Consiglio. Il primo cittadino nel ringraziare il Vescovo per l’attenzione mostrata all’istituzione civile nel corso della Visita pastorale, ha sottolineato come anche a Trevi la crisi si fa sentire. «Oltre a quella economica – ha detto – che ogni giorno ci vede impegnati nell’ascolto di persone che vivono nell’incertezza, a Trevi è molto presente quella sociale. Basti pensare – ha proseguito il Sindaco – che da gennaio ad ottobre 2013 sono state arrestate 25 persone, contro le 3 dello stesso periodo del 2012. La droga, ad esempio, viene vista come una risposta alla mancanza di futuro. Cara Eccellenza, dobbiamo proseguire, ove possibile e nel rispetto delle proprie competenze, la strada della collaborazione in ambito sociale per dare una speranza sempre maggiore ai trevani». Dal canto suo mons. Boccardo ha assicurato la disponibilità della Diocesi e delle parrocchie del trevano per alcuni progetti comuni, ricordando che il tempo dedicato al servizio della comunità non è mai sprecato.

Trevi, momento di preghiera al Cimitero, 12 novembre 2013. Nel pomeriggio di martedì 12 novembre, l’Arcivescovo ha visitato il cimitero di Trevi, accompagnato da don Oreste e don Mirco. Alle persone presenti, ha spiegato il senso dell’appuntamento in questo luogo, nell’arco della Visita pastorale: è la casa dove abitano i nostri cari che hanno lasciato questo mondo, ai quali, come cristiani, crediamo che ci ricongiungeremo. Allo stesso tempo, da loro ci viene l’esempio a condurre una vita ‘vera’, che possa permetterci, un giorno, di riabbracciarli. Dopo la recita di una decina del rosario, mons. Boccardo ha benedetto le tombe dei defunti.

Le Coste, momento di preghiera e incontro con la popolazione, 12 novembre 2013. L’Arcivescovo, accompagnato da don Oreste e don Mirco, si è recato presso la chiesa della Madonna del Carmine in località Le Coste, dove ha incontrato la popolazione locale. Le Coste è una frazione che conta sei agglomerati di case, sulle colline del Trevano (da qui questo nome), per un totale di circa centosettanta abitanti. Oltre la Madonna del Carmine, c’è un’altra chiesa, dedicata a san Paolo, presso l’omonima ‘costa’. Il popolo presente ha chiesto a mons. Boccardo delucidazioni in merito alla Messa domenicale. Come per altre località, il Presule ha ribadito che c’è scarsità di sacerdoti e, dunque, l’invito è quello di unirsi a tutta la comunità nella chiesa parrocchiale (per Le Coste il Duomo di S. Emiliano a Trevi), ma anche a creare momenti di preghiera e condivisione, presso il luogo sacro locale, come rosari o altre forme che non sono strettamente legate alla presenza del prete, per non perdere il senso di appartenenza e per evitare la dispersione. È stato altresì chiesto di poter suonare le campane per annunciare i lutti della popolazione locale e il parroco ha risposto prontamente che è già una pratica in uso. Dopo aver salutato tutti i presenti, l’Arcivescovo ha potuto verificare lo stato della chiesa, che peraltro ha subito atti di vandalismo, e della canonica ristrutturata.

Trevi, visita al Centro residenziale Carlo Amici e ad alcuni anziani di Trevi, 12 novembre 2013. L’Arcivescovo ha visitato il Centro residenziale Carlo Amici, ospitato presso la palazzina che accoglie anche la guardia medica e alcuni poliambulatori di Trevi. Qui, di tanto in tanto, i sacerdoti si recano per celebrare la Messa agli ospiti. Il Centro, gestito sotto forma di cooperativa, è una struttura per anziani e malati, per un massimo di venti; attualmente sono diciannove, seguiti con molta attenzione dal personale specializzato. I finanziamenti per la gestione provengono dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia. Come ha spiegato uno dei soci a mons. Boccardo, potrebbe cambiare qualcosa nei prossimi mesi, per la destinazione ad uso dello stabile: è in ballo, infatti, il progetto pilota per la costituzione di un Centro salute, e sarebbe unico per l’Umbria. Si tratta di una struttura destinata a quelle persone per cui “l’ospedale è troppo e le cure domestiche sono troppo poco”, con costi che rappresentano il 10% rispetto alla degenza in nosocomio. Ci sono per questo, al piano superiore, ben trenta posti letto, attualmente non utilizzati. Prima di lasciare il Centro, l’Arcivescovo ha portato una parola di conforto a tutti i degenti, anche quelli costretti a letto. Accompagnato da don Oreste e da don Mirco, mons. Boccardo si è recato nelle famiglie per salutare anziani e malati, tra cui l’avvocato Carlo Zenobi, che ha compiuto cento anni e una coppia che ha celebrato le nozze di diamante, che contano rispettivamente 98 e 99 anni.

Borgo Trevi, Messa presso la chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia, 12 novembre 2013. Nel tardo pomeriggio di martedì 12 novembre, l’Arcivescovo si è reso disponibile a incontrare i parrocchiani di Borgo Trevi, prima di celebrare la Messa per l’intera comunità nella chiesa della Sacra Famiglia. Presenti una cinquantina di persone. Durante l’omelia, mons. Boccardo ha richiamato alla responsabilità dell’essere cristiano, che implica un’esistenza seria, intensa e piena: «Non si è cristiani a intermittenza», ha detto. Ha così spiegato il senso della Visita pastorale: serve a ricordare di «metterci in atteggiamento docile e lasciarci educare e lasciarci anche provocare, se necessario. Il Signore ci accompagna con la Sua Grazia e noi ci poniamo come mendicanti di questa grazia».

 

 

Trevi, Messa dalle Benedettine di S. Lucia e visita alla chiesa del Ss.mo Crocifisso in località Piaggia, 13 novembre 2013. La mattina di mercoledì 13 novembre è iniziata con la Messa presso la cappella del monastero delle Benedettine di S. Lucia, in località Piaggia. Badessa è suor Maria Benedetta Pergolari. Nel riconoscere la fecondità dell’Ordine Benedettino, che continua a produrre Santi e Beati (da ultimo Maria Luisa Prosperi, ndr), l’Arcivescovo nell’omelia ha invitato i presenti a «riscoprire con sollecitudine come il Signore ci chiede di non accontentarci. Tutti siamo chiamati a diventare santi, seguendo il Signore Gesù». Dopo la Messa, mons. Boccardo si è intrattenuto con le monache, che lo hanno ufficialmente invitato a presiedere la celebrazione in occasione della festa di santa Lucia, il prossimo 13 dicembre. Accompagnato da don Mirco, si è poi recato presso l’adiacente chiesa del Ss.mo Crocifisso, recentemente restaurata. Tra i dipinti, interessante una pala raffigurante la Natività.

Trevi, visita alle aziende del territorio 13 novembre 2013. Il parroco don Oreste ha scelto di accompagnare l’Arcivescovo presso due aziende del territorio trevano che costituiscono, a livello industriale, due poli importanti dell’economia locale. La prima è stata l’OFT Pumps, che si occupa della costruzione di pompe sommerse. Il titolare ha condotto gli ospiti lungo tutta la catena di montaggio per mostrare i vari processi della produzione. Ha inoltre presentato il direttivo, costituito principalmente da familiari. L’azienda produce pompe particolari per acqua, gas, per l’alimentazione di pannelli solari, ecc. Attualmente, alcune sono destinate all’Iraq e all’Africa. Per quanto riguarda la produzione per l’Italia, si è risentito un po’ della crisi e della scarsità di norme che regolino il mercato. Tuttavia, si lavora, più che altro al Centro-Sud; al Nord, anche, ma attraverso partner con nomi più altisonanti. La OFT ha una storia lunga quarant’anni: fu fondata infatti dal padre dell’attuale titolare, nel garage di casa; poi, il business si è espanso. I punti forti dell’azienda sono inventiva, velocità nelle consegne e determinazione. Mons. Boccardo ha salutato, in laboratorio, i dipendenti, assicurando le sue preghiere per loro e per le rispettive famiglie. Questo è accaduto anche presso la seconda impresa, la Sulpol, attorno alla quale ruotano circa quaranta famiglie. Questa industria, anch’essa fondata dal padre degli attuali gestori, si occupa di produzione di polistirene espanso sintetizzato. Ha attraversato un periodo difficile a seguito di un’esplosione avvenuta nel 2006. È stato proprio grazie all’impegno intenso del fondatore, che ha voluto assicurare i posti di lavoro, che è ripartita la produzione.

Bovara, visita al complesso di S. Pietro in Bovara, agli anziani e al cimitero della frazione, 13 novembre 2013. L’Arcivescovo è stato guidato nella visita alla parte del complesso benedettino di S. Pietro in Bovara rimasto in proprietà della Diocesi. La maggior parte dell’abbazia è di privati. I vari terremoti hanno richiesto interventi di consolidamento e, ora, si pensa a come impegnare le strutture (casa canonica da restaurare e casa della gioventù) per una proficua attività pastorale. La chiesa, le sue opere e le reliquie ivi custodite sono state illustrate a mons. Boccardo da don Oreste e don Mirco. Poi, c’è stata la visita ai malati e agli anziani della frazione. Al termine, un momento di preghiera presso il cimitero di Bovara: una decina del Rosario, guidata dal parroco, e la benedizione. L’Arcivescovo è stato accompagnato a visitare le tombe che accolgono sacerdoti defunti e, in particolare: mons. Tommaso Chianella, mons. Gennaro Del Gaudio, don Sossio Fioretti e don Giovanni Principi.

Picciche, momento di preghiera alla chiesa del crocifisso e poi nella chiesa di S. Stefano, 13 novembre 2013. Alle 15.30 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Sem Fioretti, si è recato nella chiesa del Crocifisso a Picciche, situata in prossimità del cimitero. Dopo un breve momento di preghiera in chiesa, il Presule ha benedetto le tombe ed ha avviato la processione, con recita del rosario, fino alla chiesa di S. Stefano. Giunti nella chiesa principale di Picciche, comunità che è parte della parrocchia-santuario del beato Pietro Bonilli in Cannaiola, mons. Boccardo ha rivolto ai fedeli un breve pensiero. Un momento di fraternità nei locali attigui la chiesa ha permesso a Vescovo e fedeli di conoscersi meglio.

Borgo Trevi, visita alle scuole, ai malati e al cimitero, 14 novembre 2013. Nella mattina di giovedì 14 novembre, l’Arcivescovo si è dedicato al territorio di Borgo Trevi. Ha incontrato i ragazzi delle scuole e i malati. Al termine, si è recato presso il cimitero della frazione, dove è stata recitata una decina del rosario, prima della benedizione delle tombe. Mons. Boccardo ha spiegato, alle persone presenti, il senso della visita al campo santo, luogo dove sono custoditi i corpi dei cari, dove per loro è iniziata quella vita che tutti i cristiani auspicano, un giorno, dove si troverà ricongiungimento con il Signore e con i familiari.

S. Lorenzo, celebrazione della Messa, 14 novembre 2013. Alle ore 18.00, mons. Boccardo, con il parroco don Sem Fioretti, ha celebrato la Messa nella chiesa di S. Lorenzo in S. Lorenzo, paese natale del beato Pietro Bonilli. Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato come nella vita di un cristiano la carità è bussola imprescindibile. «Essa – ha ribadito – più che un gesto è uno stile di vita, un modo di essere». Alla celebrazione, ben animata nel canto da un gruppo di ragazzi della parrocchia, era presente anche un gruppo di Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, guidato dalla Delegata suor Andreilla Fioravanzo.

Cannaiola, incontro con gli operatori Caritas delle parrocchie, 14 novembre 2013. Un incontro davvero partecipato quello con gli operatori della Caritas interparrocchiale di Trevi, che si è tenuto nei locali parrocchiali di Cannaiola. C’erano anche tutti i parroci. Dalla Caritas diocesana è giunta la segretaria, Daniela Lucarini. Quella di Trevi è la prima Caritas interparrocchiale sorta in Diocesi per volontà delle comunità di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Cannaiola e S. Maria in Valle, consapevoli che insieme si garantisce un servizio migliore e più capillare. A Cannaiola, in una stanza della casa delle Suore della Sacra Famiglia, c’è il Centro di Ascolto, mentre a Pigge, nei locali adiacenti la chiesa di S. Marco, il centro distribuzione alimenti e vestiti. «Voi – ha detto mons. Boccardo agli operatori Caritas – siete persone conquistate da Gesù. Ciò è talmente bello che sentite l’esigenza di condividerlo con gli altri. La buona notizia, infatti, si annuncia anche con le opere, mettendosi al servizio di chi è nel bisogno». Al 12 novembre 2013 le famiglie aiutate mensilmente dalla Caritas sono 35, un numero elevato per un Comune piccolo come Trevi. Oltre alla consegna del pacco alimentare o dei vestiti, gli operatori – ed è questo che contraddistingue il servizio della Chiesa a chi è nel bisogno – aiutano le persone ad individuare percorsi di vita nuovi. La Caritas interparrocchiale di Trevi ha un sogno nel cassetto: creare in alcuni appezzamenti di terra (da individuare) degli orti sociali da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà. Prima di concludere la serata l’Arcivescovo ha comunicato ai parroci e agli operatori l’urgenza di trasferire il centro distribuzione alimenti e vestiti, in quanto – ha detto – «le stanze adiacenti la chiesa di S. Marco a Pigge, che ho visitato, sono anguste e per nulla accoglienti. Non è dignitoso che le persone facciano la fila lungo la strada, bagnandosi in caso di pioggia. Di locali sul territorio ne abbiamo tanti e alcuni devono essere messi a disposizione per questo servizio che, come prima cosa, deve salvaguardare la dignità delle persone che ne usufruiscono». Parroci e operatori hanno acconsentito, ora sta a loro individuare i nuovi locali e informare l’Arcivescovo.  

Cannaiola, apertura della Visita pastorale alla parrocchia, 18 novembre 2013. Alle 18.00 l’Arcivescovo ha avviato la Visita pastorale alla comunità di Cannaiola con la Liturgia della Parola tenutasi nel grande salone delle Suore della Sacra Famiglia. Il Presule è stato accolto dal parroco, don Sem Fioretti, sul sagrato della chiesa, al cui interno è custodito il corpo del beato Pietro Bonilli. Insieme si sono diretti nel piazzale antistante il salone, dove due bambine hanno consegnato a mons. Boccardo un mazzo di fiori. Altri bambini e alcuni adulti, disposti su due file, hanno creato un corridoio umano fino alla porta d’ingresso del salone: l’Arcivescovo vi è passato in mezzo, i bambini agitavano festosamente dei ramoscelli di ulivo, gli adulti innalzavano gli stendardi di comitati e associazioni del territorio. Nel salone il Presule è stato accolto dal canto Jesus Christ you are my life proposto dai bambini della parrocchia. Nel suo breve discorso mons. Boccardo ha ricordato le finalità della Visita pastorale e cioè un tempo per guardare insieme a Gesù che continua ad indicare il cammino. Poi, Alvaro Paggi, a nome di tutti gli abitanti della parrocchia, ha rivolto al Vescovo il seguente saluto: «Eccellenza Rev.ma,

a nome delle tre Comunità di Cannaiola, Picciche e S. Lorenzo le do il benvenuto nella Parrocchia-Santuario del Beato Pietro Bonilli, in questa porzione del territorio trevano che, per diverse ragioni e in diverso modo, esprime ancora oggi alcune problematiche come ai tempi del Parroco Bonilli. Ci troviamo come allora nella parte più periferica del territorio comunale, in mezzo alla campagna, anche se l’attività agricola è ormai marginale e non rappresenta più l’occupazione principale. La maggior parte della nostra gente, infatti, si sposta quotidianamente per andare a lavorare nei centri maggiori, in fabbrica o negli uffici o dove gestisce piccole imprese artigiane, di commercio o di servizi. Durante il giorno nelle nostre case molte persone anziane rimangono da sole e nel pomeriggio anche molti bambini e ragazzi rientrati da scuola. Nelle nostre comunità sono ormai presenti numerosi nuclei familiari provenienti da paesi stranieri che trovano qui alloggi a buon mercato, ma che manifestano chiaramente le loro difficoltà di inserimento all’interno di un tessuto sociale che non è loro familiare e che già di per se stesso è in crescente affanno. La conformazione dei nostri tre paesi non aiuta certo l’aggregazione e la socializzazione. Si tratta di abitazioni cresciute nel tempo senza un progetto urbanistico, ma inseguendo lo sviluppo longitudinale delle strade principali, con la conseguenza di avere notevoli distanze tra le diverse abitazioni. Dobbiamo prendere atto che sono ormai passati i tempi in cui le piazze antistanti le chiese di Picciche, S. Lorenzo e Cannaiola erano i luoghi di ritrovo e i Parroci delle tre Parrocchie da soli, o con l’aiuto prezioso delle Suore, svolgevano qui un’importante azione aggregante, educatrice e quindi anche sociale; oggi siamo noi laici a tentare di raccogliere la loro eredità. Fortunatamente, anche nella nostra Parrocchia, non mancano persone di buona volontà che raccogliendo le sollecitazioni che arrivano da più parti, non ultima quella della Chiesa, con pochissimi mezzi e tempo a disposizione e, purtroppo, tra crescenti difficoltà, si mettono in gioco per tenere vivo il tessuto sociale e per diffondere l’insegnamento di Cristo. Nelle nostre tre comunità ci sono gruppi, comitati e associazioni che promuovono diverse iniziative. La maggior parte di questi operano a contatto con la Parrocchia o si dedicano espressamente ad attività di catechesi programmate in Parrocchia. Volutamente in questa presentazione ho sottolineato più volte che la nostra Parrocchia, eretta recentemente nel Santuario del Beato Pietro Bonilli, è formata da tre comunità: non possiamo, però, nascondere che sono ancora molte le difficoltà che si incontrano quotidianamente per amalgamarle e costruire una sola realtà. Dobbiamo e vogliamo, al tempo stesso, essere anche consapevoli e realisti nel pensare che l’attuale organizzazione della nostra Parrocchia probabilmente non sarà quella definitiva di questi tempi in cui tutto è in veloce divenire e non c’è spazio per le nostalgie. Siamo sicuri che Lei, nel corso di questa visita, prendendo maggiore coscienza e conoscenza della nostra realtà, ci saprà consigliare e ci aiuterà in questo cammino di rinnovamento con concreta saggezza e divina ispirazione. Soprattutto noi laici abbiamo profondamente bisogno di guida, sostegno e aiuto». Al termine è stato regalato a mons. Boccardo un pastorale in legno realizzato ad un artigiano locale. La serata si è conclusa con un momento di fraternità.

Cannaiola, incontro con le famiglie della parrocchia, 19 novembre 2013. Nel pomeriggio di martedì 19 novembre, presso il salone delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, a Cannaiola, l’Arcivescovo ha incontrato le famiglie della parrocchia. Dopo la preghiera introduttiva, tre sono stati gli spunti dati all’assemblea, ricca di giovani sposi: l’unità a Cristo; la stabilità, ovvero la fedeltà, cioè l’amore che dura nel tempo e che non è un capriccio; il dare la vita che, nel caso della coppia, significa spendersi per la persona amata e per i figli. Così si è espresso mons. Boccardo: «Gesù dice “nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita” per i propri amici. Pensiamo a Lui che ha dato la vita sulla croce. Ma dare la vita – ha sottolineato il Presule – non si realizza unicamente facendosi ammazzare. Quello che voi nella vita matrimoniale vivete ogni giorno non è un dare la vita per la persona amata? E, attraverso questa, ai figlioli? L’impegno quotidiano, il lavoro, il sacrificio, il badare alla casa, lo stare insieme nonostante le difficoltà, l’affrontare insieme i problemi, la fatica, i fallimenti: non è un dare la vita? E Gesù lo dice chiaro: “nessuno ha un amore più grande di questo”, dare la vita per le persone a cui si vuole bene. Allora non bisogna andare a cercare chissà quale altro momento o quale altra circostanza particolare: basta fare bene le cose di ogni giorno, che si presentano da sole, senza andarle a cercare. Anche perché – ha proseguito l’Arcivescovo – sappiamo bene che le circostanze particolari, che renderebbero estremamente facile questo dare la vita forse non arriveranno mai o, se arrivano nell’arco dell’esistenza, saranno una o due. E invece è nella quotidianità che si realizza questo dare la vita. E quello diventa il cammino di santità della coppia che ha celebrato in Cristo il suo matrimonio. Non bisogna fare altre cose per diventare santi, bisogna occupare bene il proprio posto e bisogna dare valore alle piccole cose che costruiscono la storia quotidiana. Per gli sposi, il cammino di santità è il matrimonio, è la vita matrimoniale che è, nello stesso tempo, esaltante e crocifiggente». Al termine, Giuseppe Benedetti, in rappresentanza delle famiglie della parrocchia, ha presentato la situazione: «Nel preparare questa Visita pastorale si è pensato che nella parrocchia del beato Bonilli non dovesse mancare un’occasione particolare d’incontro tra lei e le famiglie, proprio quelle che tanto ebbe a cuore il nostro antico parroco. La famiglia è in forte crisi. È in crisi la fedeltà di vita stabile e duratura: le separazioni, i divorzi, i figli che qualche volta sono un impedimento alla propria libertà, all’affermazione di sé. È in crisi come comunione di vita: la ricerca del benessere spesso costringe marito e moglie a lavorare e a restare spesso fuori di casa e allora nei confronti dei figli è opportuno puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità delle relazioni. Una realtà questa a cui credo non sfuggono neppure le famiglie di questo territorio, le nostre famiglie. E questo – continua Giuseppe Benedetti – ci dovrebbe spiegare, almeno in parte, le molte assenze di questa sera. Le famiglie non sanno bene chi sono, dove vanno, cosa vogliono, rifiutano proposte d’impegno, restano isolate. Anche noi, però, abbiamo forse un ruolo in questa scarsa partecipazione. Noi che pensiamo di essere più vicini alla Chiesa, che alcune volte ci facciamo promotori di qualche invito, siamo forse percepiti come poco credibili». Quindi, un richiamo all’educazione all’accoglienza dell’altro.

L’Arcivescovo, riprendendo la parola dopo l’intervento di Benedetti, ha sottolineato come, indipendentemente dal momento storico, la famiglia merita ogni attenzione perché è il luogo nel quale l’amore di Dio si rende esperimentabile, palpabile, manifesto. Sono seguiti vari interventi dei presenti, su temi quali il matrimoni dopo un periodo di convivenza, il problema del mettere su famiglia senza la certezza del lavoro, la condivisione con altri nuclei di ciò che accade in casa. In parte, considerazioni a cui già nel prologo era stata offerta una risposta; per il resto, l’Arcivescovo ha racchiuso le risposte nelle conclusioni, invitando ad assumere l’atteggiamento del seminatore: «Quando depone nel solco il seme, sa che questo una strada la farà, qualche cosa verrà fuori: non sempre nasce la piantina come se l’era immaginata e l’ha sognata, però nasce. E, dunque, non solo i genitori, ma gli educatori tutti, sono chiamati a non perdere la dimensione di fondo, ovvero la fiducia: le cose fatte bene perché ci si crede, quelle fatte con coerenza e con impegno non vanno certamente sprecate. Porteranno frutto in qualche modo. Bisogna custodire davvero questa fiducia e questa speranza, essendo realisti, sapendo cioè che siamo in un contesto che certamente non favorisce una certa visione dell’esistenza».

Incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro, 19 novembre 2013. Nella serata di martedì 19 novembre, l’Arcivescovo ha incontrato, a Cannaiola, i rappresentanti del mondo del lavoro del territorio Trevano: erano presenti titolari di industrie e di aziende agricole, lavoratori pubblici e privati. Mons. Boccardo ha voluto, prima di tutto ascoltare dai presenti opinioni e sensazioni della situazione che vive oggi l’economia locale. Ne è uscito un quadro non troppo favorevole: scoraggiamento dovuto all’enorme pressione fiscale e, conseguentemente, il problema di assicurare posti di lavoro e la fuga dei cervelli all’estero; una formazione scolastica non all’altezza di ciò che serve; la velocità dei cambiamenti che impone un reinventarsi continuo; la questione delle banche che non reinvestono nelle imprese e l’assenza del rapporto personale con gli istituti di credito. Non solo aspetti negativi, però. I dati raccontano che, per quanto riguarda la morìa delle aziende, non si è ai livelli del Nord e questo è un dato che incoraggia. Poi, c’è il settore agricolo che risente meno della crisi: «forse perché quasi tutte le famiglie hanno ancora un pezzo di terra», spiega una giovane imprenditrice. Emerge il fatto che spesso non si sfruttano a pieno le potenzialità e che, in questo periodo di recessione, molta responsabilità è dovuta alla crisi di valori, prima che quella economica. Occorre dunque recuperare questi, a partire proprio dal valore del lavoro, dai rapporti umani e dal senso del sacrificio. Un discorso che, ovviamente, ha rimandato alla famiglia e alla necessità di reintrodurvi il senso della corresponsabilità, coinvolgendo anche i figli. L’Arcivescovo ha sottolineato come sia importante, in questa situazione, non farsi omologare. «Dobbiamo – ha detto – rimettere l’uomo al centro: è la sfida da attuare con sapienza in un tempo in cui è posto ai margini. Dobbiamo noi imparare a vivere, per dare ai figli delle chiavi per interpretare la vita. Dobbiamo reagire alla rassegnazione, combatterla, non assumere un atteggiamento remissivo, coltivare la speranza. Vale la pena – ha concluso mons. Boccardo – comunque investire sull’umanità».

Cannaiola, Messa per la chiusura della visita pastorale, 20 novembre 2013. Con la celebrazione di mercoledì 20 novembre, si è chiusa ufficialmente la Visita pastorale nella parrocchia del beato Pietro Bonilli in Cannaiola di Trevi. Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha illustrato la parabola dei talenti, suggerita dalla liturgia della Parola: «Gesù chiede di far fruttare i talenti che ci ha dato gratuitamente (es: la vita, la fede…). Dunque, il primo esercizio è dare un nome a quei doni e dire grazie; il secondo, farli fruttare condividendoli con gli altri, comunicandoli». Poi, l’invito a seguire l’esempio del beato Pietro Bonilli e del suo desiderio di andare incontro al Signore. Prima della benedizione finale, il parroco don Sem Fioretti ha voluto ringraziare mons. Boccardo. «Abbiamo gioia nel cuore, Eccellenza, per l’annuncio del Vangelo che ci ha portato. In un atteggiamento sobrio, ma colmo di parresia, abbiamo gustato il dono prezioso del Risorto, la pace. Tutti gli incontri che abbiamo avuto, a vario titolo e in vario modo, ci hanno lasciato una grande pace nel cuore. E, poi, anelavamo questo momento. C’eravamo anche, nei nostri limiti, preparati. Il Signore, bontà Sua, nella sua persona, ci ha dissetato da quelle arsure che la nostra vita ci fa sperimentare. Ma non solo: abbiamo sperimentato che cosa voglia dire stare tra le braccia di un padre. Grazie, Eccellenza, perché questo è stato un Kairos, un momento nuovo. Adesso, ci aspetta il prosieguo. Del resto, però, sappiamo tutti che siamo pellegrini, siamo in cammino, siamo sempre bisognosi di grazia, di benedizione, di rinnovati stimoli. Abbiamo accolto, credo, con semplicità quelli che ci ha dato in questi giorni, ma siamo aperti anche a quelli che ci vorrà dare. Abbiamo anche compreso qualche correzione: questo è lo stile del padre. Grazie a nome di tutti i miei parrocchiani. Sappia, Eccellenza, che in ogni momento della nostra vita comunitaria, nelle celebrazioni e nella vita di ogni giorno innalzeremo il calice della salvezza perché il Signore renda sempre più fecondo il suo ministero». Dal canto suo, l’Arcivescovo ha ringraziato tutti per l’accoglienza ricevuta. «Sono molto contento di aver passato questi giorni qui, in un clima familiare. Sono entrato in tante case per incontrare e salutare gli anziani e i malati. E ho incontrato i bambini nelle scuole e tante persone che, a titolo diverso, donano il loro tempo, la loro disponibilità per il bene della comunità parrocchiale. E da tutti ho esperimentato quella accoglienza cordiale che è sempre un dono ed è la ricchezza importante e significativa per ogni comunità cristiana».

Incontro con le associazioni e i comitati del Trevano, 20 novembre 2013. Nei locali di Cannaiola, la sera di mercoledì 20 novembre, si sono ritrovati i rappresentanti di associazioni e comitati del Trevano. Si sono dunque presentati, i responsabili de: la festa di S. Antonio Abate, quella della Sacra Famiglia di Borgo Trevi, gli Amici di S. Emiliano di Trevi, la festa di S. Rita alla Piaggia, il gruppo che sta ripartendo a Bovara, quello di Picciche, il gruppo Teatrale Oca (attualmente, con sede a S. Lorenzo), la festa della Trebbiatura di Cannaiola, l’Associazione S. Antonio di Cannaiola, la festa di S. Vincenzo di Parrano, la Pro Trevi. Tra le questioni sollevate: quella dell’anzianità e del non ricambio generazionale, i problemi economici e strutturali, i lavori di consolidamento di chiese, ecc. L’Arcivescovo ha dunque sottolineato come la presenza di diverse forme associative e gruppi di volontariato manifesta la presenza di una grande ricchezza sociale, la gratuità. Essa è uno degli elementi fondamentali del vivere comune e, dunque, un patrimonio da non perdere. Altro aspetto, poi, la radice cristiana di origine della maggior parte degli enti. Durante il dialogo, è emerso il punto sulla processione dell’Illuminata di S. Emiliano a Trevi che, lo scorso anno, ha suscitato qualche polemica dovuta alle modalità di svolgimento. Attraverso questo esempio, mons. Boccardo ha voluto rimarcare la differenza tra le processioni, che sono momenti di preghiera a tutti gli effetti (è richiesto silenzio, partecipazione di cuore e spirito, sobrietà ecc…), e i cortei storici, momenti importanti per la vita di una comunità che non vanno, però, confusi con la preghiera, né tanto meno si devono avviare e concludere nelle chiese. Dalle varie testimonianze, è uscita la chiara esigenza di ristudiare le forme attraverso le quali proporre le varie iniziative, per far sì che vengano accolte dalle comunità di oggi. L’Arcivescovo ha così sottolineato due punti: la necessità di porre attenzione alla famiglia; aiutare, attraverso queste feste, la gente a pensare.

Trevi, visita alla Casa per donne disabili “mons. Pietro Bonilli”, 21 novembre 2013. Alle ore 17.00 l’Arcivescovo si è recato in visita alla Casa “mons. Pietro Bonilli” che accoglie donne disabili, gestita dalle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto. La struttura è sorta nel 1935 accanto al Santuario della Madonna delle Lacrime per concretizzare il desiderio del beato Bonilli di realizzare una casa per accogliere bambine e ragazze con disabilità psico-fisica e intellettiva. L’Opera nel 1958, per rispondere alle esigenze del tempo e del territorio, si è trasformata in “Istituto Medico Psico-Pedagogico” con scuola specifica parificata. Nel 2006 è diventata Centro socio-riabilitativo ed educativo residenziale e diurno. Attualmente accoglie 33 ospiti. Otto sono le suore che vi abitano. Diciotto i collaboratori laici. Mons. Boccardo è stato accolto dalla superiora suor Annamaria Biagioli che così si è rivolta al Presule: «Eccellenza, siamo liete di accogliere Gesù nella sua persona. La Visita pastorale è per noi un evento eccezionale e siamo consapevoli di quanto sia importante. Accogliamo la sua parola per farne tesoro, parola che ci sprona a rafforzare la nostra fede e il nostro impegno e ci fa sentire più Chiesa. Non lasceremo passare inutilmente questo momento di grazia. Come vede la nostra è una grande famiglia, dove l’amore e l’accoglienza vanno sempre alimentate. La sua parola e la sua benedizione ci aiuteranno ad esprimere sempre meglio il carisma che il beato Pietro Bonilli ha affidato non solo alle suore ma anche a tutte le operatrici. Le ragazze che vivono con noi conoscono così bene il Beato che a volte sono loro stesse a ricordarci il valore del suo carisma. Grazie per averci dedicato un po’ del suo tempo prezioso, la ricorderemo al Signore perché benedica il suo lavoro e tutta la Diocesi di Spoleto-Norcia». L’Arcivescovo ha guidato un breve momento di preghiera, preferendo salutare ed abbracciare una ad una le ospiti della Casa.

Bovara, celebrazione della Messa nella chiesa di S. Pietro, 21 novembre 2013. Alle ore 19.00 nella bella chiesa di S. Pietro in Bovara, l’Arcivescovo ha presieduto la Messa, animata nel canto dal coro della parrocchia. Con il presule hanno concelebrato: mons. Oreste Baraffa, parroco; don Mirko Boschi, vicario parrocchiale; don Feliziano Luconi, collaboratore pastorale. Diacono: Fernando Masetti. In quel giorno la Chiesa ricordava la presentazione al tempio della Vergine Maria. «Gioacchino ed Anna – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – presentarono la loro figlia Maria per attirare su di lei lo sguardo di Dio creatore. Ricordare questo evento è per noi un invito a presentarci, a metterci dinanzi allo sguardo di Dio, che è sguardo di pazienza, di luce, di fedeltà, di amore. Solo questo sguardo – ha proseguito – è in grado di dare la vita: facciamolo, allora, entrare di dentro di noi. Diciamo: eccomi Signore dinanzi a te, così come sono, rinnovami con la tua misericordia, illumina con la tua luce il mio cammino».

Incontro con i giovani delle cinque parrocchie, 21 novembre 2013. Al termine della Messa nella chiesa parrocchiale di Bovara, il Vescovo si è trasferito nella vicina Casa della Gioventù per incontrare i ragazzi e le ragazze delle cinque parrocchie del trevano. Ne erano presenti una cinquantina. Dopo aver mangiato varie qualità di pizza, Vescovo, sacerdoti e giovani si sono trasferiti nel grande salone della Casa per un dialogo. Si è creata una discussione interessante, a tutto campo, schietta e libera. Mons. Boccardo ha risposto ad ogni quesito, invitando più volte i giovani ad avere il coraggio di non accontentarsi. «Pensate con la vostra testa, non affittate il cervello», ha detto. L’incontro si è concluso con un canto e un ballo, al quale ha preso parte anche l’Arcivescovo.

Santa Maria in Valle, celebrazione della Messa, 22 novembre 2013. Alle ore 16.30 l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella chiesa di S. Maria in Valle ed ha amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi ad alcuni fedeli della parrocchia dei Santi Antonino e Clemente. Concelebranti con il Presule: padre Nicola Cianciotta, ofm, parroco; padre Angelo Loconte, ofm, vicario parrocchiale; padre Antonio Rougeris, ofm. Il Vangelo del giorno, (Lc 19, 45-48) presentava Gesù nel tempio che scacciava da esso i mercanti. «Questo brano – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – ci consegna due messaggi. Primo: la chiesa è un luogo sacro, vi abita Dio e pertanto merita rispetto e venerazione. Non è una sala polivalente. È la casa di Dio in mezzo alle case degli uomini e va custodita come luogo santo. Secondo: noi cristiani siamo tempio di Dio. Ogni attentato a questa presenza di Dio nell’uomo dà origine al peccato. Siamo invitati, allora, ad allontanare dalla nostra vita tutto ciò che non dà lode a Dio, consapevoli che il tempio più bello e alto è il cuore di Dio». Poi, un pensiero alle persone che hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi: «È un incoraggiamento per continuare il cammino su questa terra fin quando il Signore vorrà».

Casco dell’Acqua, momento di preghiera in chiesa, 22 novembre 2013. Alle 18.00, l’Arcivescovo si è recato nella chiesa di S. Croce di Gerusalemme in Casco dell’Acqua per un momento di preghiera con la popolazione. Presenti il parroco padre Nicola Cianciotta, ofm, e il vicario parrocchiale padre Angelo Loconte, ofm. Nel breve saluto ai presenti mons. Boccardo ha detto: «Non vi scoraggiate di cercare nell’incontro con Dio il dono della grazia. Abbiamo bisogno di gente coerente al progetto di vita che Dio ha pensato per ciascuno». Dopo aver recitato il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gloria al Padre e l’Eterno riposo, Vescovo, presbiteri e fedeli si adunati per una foto di gruppo a ricordo della Visita.

Matigge, Messa per le famiglie della parrocchia dei SS. Antonino e Clemente in S. Maria in Valle, 22 novembre 2013. Nella chiesa di S. Clemente a Matigge, è stata celebrata, la sera di venerdì 22 novembre, la Messa per gli abitanti della zona, soprattutto per quelli che lavorano fino a tardo pomeriggio. L’Arcivescovo, nell’omelia, ha ricordato la solennità di santa Cecilia, nota come protettrice dei cori ma, ancor più, per la sua adorazione a Cristo, esercitata anche attraverso il canto. Riferendosi alla Liturgia, ha poi riassunto in due punti l’insegnamento cristiano: la preoccupazione per il luogo sacro, l’attenzione per la casa di Dio tra quelle degli uomini e, dunque, il rispetto; l’uomo come la vera opera d’arte, che custodisce il tesoro prezioso, Dio che abita in noi. Da qui, la responsabilità a non profanare questo tempio, che è la persona umana, con il peccato. Al termine della Messa, mons. Boccardo ha salutato la comunità nel teatrino parrocchiale e ha visitato tutti i locali, dove peraltro si svolge l’iniziazione cristiana. Questi luoghi, fino al 2005, ospitavano il parroco don Palmiero Bartoloni, tornato alla Casa del Padre, di cui si conserva ancora un buon ricordo.

Trevi, Messa di chiusura della Visita pastorale alle cinque parrocchie, 24 novembre 2013. Si è ufficialmente chiusa la Visita pastorale nel Trevano con la celebrazione eucaristica di domenica 24 novembre nel duomo di S. Emiliano in Trevi. Per l’Arcivescovo, è stata ancora l’occasione per deporre sull’altare del Signore quanto vissuto e quanti incontrati nei giorni di permanenza nelle parrocchie di Trevi, Borgo Trevi, Bovara, S. Maria in Valle e Cannaiola. Al termine della Messa, il priore di Trevi mons. Oreste Baraffa ha ringraziato, a nome di tutti gli altri parroci, l’Arcivescovo. «Grazie per la sua presenza, grazie per la preghiera che ha fatto con noi, per le benedizioni che ci ha dato. Grazie per i consigli, grazie per le visite nelle nostre comunità, nelle famiglie, con i malati, con i giovani, con tutti. Grazie per questa grande Grazia. Un secondo sentimento è il desidero, da parte mia e dei sacerdoti, di impegnarci di più, in questi momenti non facili di costruzione delle comunità, seguendo le sue direttive, ascoltando i segni dei tempi». Ringraziamento contraccambiato dall’Arcivescovo: “Grazie alle diverse comunità parrocchiali del trevano che mi hanno accolto e hanno condiviso con me il tempo dell’ascolto, della preghiera, della supplica. La Visita pastorale è sempre un dono di Grazia, che permette al Vescovo di conoscere più da vicino le comunità che gli sono affidate e di ricevere, da queste comunità, il dono dell’esempio della loro fede e del percorso della loro vita cristiana. Sono davvero grato e riconoscente a tutti e a ciascuno e chiedo, a voi che siete qui, di portare il mio ricordo, il mio ringraziamento, la mia benedizione alle diverse comunità parrocchiali dalle quali provenite. Il cammino non si conclude, non si ferma ma continua. Questa non è che una tappa benedetta dal Signore e resa feconda dalla sua grazia. Ma tocca a tutti continuare il percorso, fino alla meta che è il regno di Dio e che oggi abbiamo, in qualche modo, assaporato attraverso la festa di Gesù Re dell’universo. Continuiamo insieme, sostenendoci a vicenda, nel nome della comunione e della fraternità, per accogliere ora e sempre il dono della grazia del Signore, e testimoniarlo a chi ci sta vicino fino al giorno in cui potremo godere davvero della visione del volto glorioso di Dio nella Sua casa. È un pellegrinaggio che continua. Continuando insieme, diventa anche incoraggiamento e anche garanzia di forza».

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