Resoconto Visita Pastorale nelle parrocchie di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni

Resoconto Visita Pastorale nelle parrocchie di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni

Resoconto Visita Pastorale nelle parrocchie di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni

/
/
Resoconto Visita Pastorale nelle parrocchie di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

Dal 23 novembre al 1° dicembre 2013, l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Gregorio in Nido di Castel Ritaldi e di S. Giovanni Battista in Castel S. Giovanni di Castel Ritaldi. Parroco: don Fabrizio Maniezzo. Vicario parrocchiale: don Luigi Marchesi. Diacono permanente: Gianluca Filippetti. Persona impegnata a tempo pieno nell’attività pastorale: Piera Martore. Monastero presente: Benedettine Celestine a Castel Ritaldi. Nel territorio parrocchiale vive, con i familiari, don Guerrino Conti, parroco emerito di Giano dell’Umbria.

Foto-gallery

  

Castel Ritaldi, apertura Visita pastorale, 23 novembre 2013. Alle ore 18.00 del 23 novembre l’Arcivescovo è giunto nella piazza principale di Castel Ritaldi. Ad attenderlo, nonostante il freddo pungente e i primi fiocchi di neve della stagione invernale, c’erano il parroco don Fabrizio Maniezzo, il sindaco Andrea Reali e la Banda musicale del Comune. Quest’ultima ha salutato l’arrivo del Presule con alcuni brani. Terminato questo momento di accoglienza in piazza, ci si è trasferiti nella chiesa parrocchiale di S. Marina per la celebrazione eucaristica, nella solennità di Cristo Re dell’Universo, di inizio Visita pastorale alle parrocchie di Castel Ritaldi e Castel S. Giovanni in Castel Ritaldi. Con il Presule hanno concelebrato: il parroco e il vicario parrocchiale don Luigi Marchesi. Diacono in servizio: Gianluca Filippetti. Presenti al gran completo, con tanto di abito, i membri della confraternita del Santissimo Sacramento di Colle del Marchese. I canti sono stati eseguiti dalla corale parrocchiale. La grande bella chiesa di S. Marina era piena di fedeli, rappresentanti di tutte le comunità che compongono le due parrocchie. Molti i giovani e le giovani famiglie presenti. Nell’omelia mons. Boccardo ha esortato i fedeli a fondare la vita sulla gratuità e non sull’egoismo, sul dono e non sul possesso. «La vita – ha ricordato il Presule – vale quando è donata senza calcolo. E la vita si dona ogni giorno compiendo il proprio dovere nelle piccole cose, spesso monotone, di ogni giorno e non facendo chissà quali cose straordinarie. Questa è la via indicata da Gesù, colui che non ha trattenuto nulla per sé, ma ha donato tutto. La Visita pastorale che avviamo, allora, sarà un momento di ricerca, di ascolto e di preghiera comune. Insieme diremo: Signore ricordati di me, non mi abbandonare anche quando mi allontano da te». Al termine della Messa, sempre in chiesa, l’Arcivescovo ha incontrato e dialogato con gli abitanti di Castel Ritaldi. In serata, ha partecipato alla “Cena di solidarietà” organizzata ogni anno dalle parrocchie presso il ristorante “Grotta Azzurra” a Castel S. Giovanni.

Castel Ritaldi, incontro in Comune, 25 novembre 2013. Alle ore 11.00 don Fabrizio ha accompagnato l’Arcivescovo in Comune, dove è stato accolto dal Sindaco Andrea Reali, dal Presidente del Consiglio comunale, dagli Assessori, dai Consiglieri comunali e da alcuni dirigenti e dipendenti. Mons. Boccardo, per tale occasione, è stato nominato per un giorno Presidente del consiglio comunale di Castel Ritaldi. Il Presule nel suo saluto ha ricordato come la Chiesa e le istituzioni pubbliche, pur nel rispetto delle peculiarità di ciascuno, condividono la preoccupazione per la gente. «Insieme – ha detto – possiamo fare molto, in modo particolare per i giovani, i poveri e gli anziani». Dal canto suo il Sindaco ha ricordato la buona collaborazione tra il Comune e la parrocchia e tra il Comune e la Curia arcivescovile. «Ricordo con molto piacere la puntualità degli Uffici della Curia per la riapertura del Santuario della Madonna Bruna e non nego che invidiamo questo metodo preciso di lavoro. Non posso, poi, sottacere la buona intesa tra i Servizi sociali e la Caritas parrocchiale che, ad esempio, si è concretizzata nell’assegnazione da parte nostra di alloggi popolari su segnalazione degli operatori Caritas». Dopo il Sindaco, ha preso la parola l’assessore ai Servizi sociali Aura Di Tommaso: «La povertà a Castel Ritaldi è entrata anche in quelle famiglie che hanno una certa dignità, famiglie indigene che non hanno la forza di dire non ce la faccio. Spesso siamo impotenti dinanzi a quei bambini che a scuola non fanno colazione perché i genitori non possono prepararla o acquistarla o dinanzi a quelli che vanno a casa a piedi in quanto le famiglie non hanno i soldi per pagare il trasporto. E allora mi chiedo: come fare? Propongo di dar vita ad un tavolo comune quindicinale – Servizi sociali e Caritas – per leggere queste situazioni, evitando di far perdere la dignità a tanti nostri concittadini». A questo proposito è intervento don Fabrizio Maniezzo, dicendosi disponibile ad un tavolo di confronto più frequente e ricordando alcuni numeri della Caritas: 25 persone assistite al momento della Visita del Vescovo in Comune e una quindicina di famiglie hanno beneficiato del Fondo di Solidarietà della Chiese umbre.

Castel Ritaldi, visita al Centro di solidarietà “don G. Rota”, 25 novembre 2013. Dopo il Comune, intorno a mezzogiorno, l’Arcivescovo e don Fabrizio si sono recati alla struttura del Centro di Solidarietà “don Guerrino Rota” di Spoleto, qualche isolato oltre la chiesa parrocchiale di Castel Ritaldi. I graditi ospiti sono stati accolti dal Presidente del Centro mons. Eugenio Bartoli e dai responsabili della struttura, dove vivono donne dipendenti da sostanze (droga, alcool ecc…) o con disturbi alimentari. Alcune sono anche mamme. Al Presule hanno confidato le loro storie cariche di confusione, di fallimenti, di autolesionismo, ma anche di voglia di riprendere in mano la vita e cambiare rotta. Mons. Boccardo, come un padre fa con i figli, ha ascoltato e poi si è rivolto così alle donne: «Grazie per avermi raccontato le vostre storie, il vostro “santuario segreto”, grazie per aver riposto in me la vostra fiducia. Nella vita tutti abbiamo delle ferite e il nostro impegno è quello di far sì che diventino cicatrici, segno di una storia che viene superata ma non cancellata. Le ferite sono frutto di scelte sbagliate, come le vostre, e che spesso fanno battere violentemente la faccia. Il mio augurio è che riusciate qui al Centro di Solidarietà a chiudere le vostre ferite». Al termine, il Presule ha visitato l’intera struttura.

Castel S. Giovanni, celebrazione della Messa e incontro con la popolazione, 25 novembre 2013. Alle 15.30 l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa del cimitero di Castel S. Giovanni. Il mese di novembre, infatti, la Messa non si tiene nella chiesa parrocchiale all’interno del castello, ma in quella adiacente il campo santo. Nell’omelia il Presule ha detto che «pregare per i defunti ci ricorda che la vita vale per la ricchezza interiore e non per l’apparenza. È nel cuore che nascono la consolazione, il perdono, la bontà oppure la cattiveria e la violenza». Al termine della celebrazione c’è stato un dialogo tra l’Arcivescovo e la popolazione. Una signora ha chiesto al Presule ragione delle omelie troppo lunghe dei sacerdoti. Immediata la risposta di mons. Boccardo: «Se si viene in chiesa con l’orologio in mano è meglio stare a casa. Il tempo per il Signore non si può cronometrare».

Castel Ritaldi, incontro con il mondo del lavoro, 25 novembre 2013. Alle 21.00 nella chiesa di S. Marina l’Arcivescovo ha incontrato gli imprenditori, i commercianti e i liberi professionisti che lavorano sul territorio comunale di Castel Ritaldi. Sono state spedite 140 lettere di invito. Molto buona la risposta, nonostante la neve e il freddo pungente. Mons. Boccardo, nel rallegrarsi per l’elevato numero di presenti, ha ricordato come nella vita, e quindi anche nell’ambito professionale, soprattutto in questo momento di crisi economica, è indispensabile ritrovare le priorità, focalizzare l’attenzione solo su ciò che è veramente necessario. Poi, un invito ai presenti: «Il vostro lavoro sia onesto, a servizio dell’uomo e della comunità. Certo, questa sera non possiamo trovare le soluzioni per risolvere la crisi e io non ho, ma già il confronto, che andrebbe sempre più incentivato, è cosa positiva. Dobbiamo tornare a fidarci del prossimo, parametro fondamentale dello stare insieme». Sulla sollecitazione del Vescovo ad un maggior confronto è stata avanzata da uno dei presenti, l’avvocato Gaetano Puma, la seguente proposta: «Come prosieguo di questa iniziativa voluta da don Fabrizio all’interno della Visita pastorale del Vescovo, perché come imprenditori, commercianti e liberi professionisti non ci riuniamo più spesso, a cadenza regolare, ad esempio una volta al mese, per offrire aiuto a chi è nel bisogno? E per aiuto intendo anche un semplice sorriso, una stretta di mano, un dialogo. Anche perché una parola detta col cuore vale molto di più delle logiche economiche». La proposta è stata accolta positivamente sia dai presenti che dal parroco.

Morcicchia, Case Maggi, Moriano e Colle del Marchese, 26 novembre 2013. Alle 15.15 la prima tappa del Vescovo, accompagnato da don Fabrizio, è stata nel piccolo paese di Morcicchia, civilmente sotto il comune di Giano dell’Umbria, canonicamente sotto la parrocchia di Castel Ritaldi. Vi abitano solo due famiglie, assenti per lavoro. Mons. Boccardo ha visionato la casa canonica adiacente la chiesa di S. Silvestro: una parte è stata messa in sicurezza, un’altra è pericolante. Non è stato invece possibile visitare il luogo di culto, in quanto il freddo ha viziato la porta d’ingresso e non si è riusciti ad entrare. Comunque non versa in buone condizioni. Poi, ci è spostati a fare un sopralluogo nella chiesa della Madonna della Mercede a Case Maggi, altro piccolo paese – quindici gli abitanti – in comune di Giano dell’Umbria ma in parrocchia di Castel Ritaldi. La chiesa, costruita nella prima metà del ‘900 e per nulla interessante dal punto di vista artistico, sta crollando, in quanto edificata su terreno di riporto. Evidente il distaccamento dell’abside dal resto dell’edificio. L’Arcivescovo e il parroco hanno proposto agli abitanti, incontrati poi in una abitazione privata, di demolire la chiesa, recuperare i travi e le pietre e impegnarsi a trovare qualche finanziamento per edificare una piccola cappellina. Proposta accolta dagli abitanti, coscienti che l’attuale Madonna della Mercede è irrecuperabile. Poi, visita alla chiesa di S. Martino a Moriano, paesino sempre in comune di Giano e in parrocchia di Castel Ritaldi, che conta venti abitanti. La chiesa, non più pericolante, può essere nuovamente officiata. L’ultimo paese visitato è stato Colle del Marchese, in Comune e Parrocchia di Castel Ritaldi che conta circa 200 abitanti. Fino ad alcuni fa era parrocchia autonoma. L’ultimo parroco residente è stato don Italo Mariani, deceduto. Qui l’Arcivescovo, nella chiesa di S. Pancrazio, ha presieduto la Messa, animata dal coro della locale comunità. Molti i fedeli che vi hanno partecipato, al gran completo i membri della Confraternita del Santissimo Sacramento. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come Gesù invita a custodire i suoi insegnamenti e a non distrarsi: molti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! (Lc 21,5 -11). «Di persone che si atteggiano a maestri – ha detto il Presule – ce ne sono anche oggi. E Gesù ci ricorda di non andare dietro a loro, in quanto la vita non si edifica sui sogni. Manteniamo l’attenzione solo su colui che rimane, Gesù, mentre tutto il resto passa».

Castel Ritaldi, visita all’Istituto comprensivo “Melanzio-Parini”, 27 novembre 2013. Nella mattina di mercoledì 27 novembre, dopo aver celebrato la Messa nella chiesa del monastero delle Benedettine Celestine, l’Arcivescovo è stato accompagnato dal parroco nel complesso che ospita l’Istituto comprensivo di Castel Ritaldi. Ha iniziato incontrando i piccoli della Scuola dell’Infanzia, i quali lo hanno accolto con un caloroso «Buongiorno e benvenuto, Arcivescovo». A fare da cornice, una capanna della Natività, attaccata al muro, formata da tutti i ritagli delle mani dei bambini, come segno di accoglienza verso Gesù. Hanno eseguito due canti, tra cui la danza intorno all’ulivo posizionato al centro della stanza, dove è stato accolto mons. Boccardo. Prima di salutarlo, gli hanno donato un’immagine della Vergine, disegnata da alcuni di loro. Spostatisi nei locali che accolgono la Scuola Primaria, Vescovo e parroco sono stati accolti con il canto “Pace a te, fratello mio” e con un saluto dato da due alunni, a nome dei 174 che sono qui ospitati. Nella presentazione, anche l’auspicio di una visita con più calma, per avere il Pastore in tutte le classi. Sono seguite domande. Nella stanza, era stato posto un pannello con tutti disegni raffiguranti l’Arcivescovo, realizzati dai ragazzi. Nella sala delle proiezioni, mons. Boccardo ha incontrato l’ultimo gruppo, quello della Scuola Media inferiore, che conta 107 alunni. Il benvenuto è stato dato da una giovane della seconda classe:

«Ci fa piacere averla qui. In un momento così particolare, ci dà conforto». Anche qui, sono state poste a mons. Boccardo molte domande, tra cui anche alcune inerenti le apparizioni della Vergine, l’interpretazione della morte corporale e i Testimoni di Geova. L’Arcivescovo ha fatto ai ragazzi il discorso sull’importanza delle scelte, di prendere quelle giuste, non lasciandosi trascinare, ma ragionando. I ragazzi, prima della partenza del Presule, hanno chiesto a mons. Boccardo di scrivere una dedica, su un cartellone preparato nella lezione di Arte, raffigurante il Signore con le sue pecore. L’Arcivescovo ha così scritto: Ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Parini” di Castel Ritaldi, l’augurio di interpretare con sapienza il tempo della giovinezza per essere domani uomini e donne “in gamba”! In amicizia, la benedizione del Signore.

Bruna, celebrazione della Messa (con la partecipazione delle famiglie dei “figli in cielo”) e incontro con la comunità, 27 novembre 2013. L’Arcivescovo ha celebrato la Messa presso il santuario della Madonna Bruna, nel pomeriggio di mercoledì 27 novembre. Presenti anche le famiglie dei “figli in cielo”, ricordati uno ad uno da don Maniezzo durante la celebrazione. «Ci ritroviamo – ha detto il Presule all’inizio della celebrazione – nella casa della Madre che accoglie tutti i suoi figli, quelli pellegrini sulla terra e quelli che hanno terminato il loro pellegrinaggio. E, dunque, ci piace pensare che, accanto a questa assemblea ‘visibile’, ce ne è un’altra non meno presente». Ha così ricordato i talenti affidati dal Signore e che bisogna far fruttare nella vita. Vivere bene la vita cristiana che non sempre è semplice. «Sarete perseguitati – ha sottolineato – ed è una persecuzione più raffinata quella che il nostro mondo continua a infondere nel nostro cuore e nella nostra mente, col dire “ma chi telo fa fare?!”. Se non stiamo attenti, noi cristiani, rischiamo di fare come fanno tutti e di perdere l’essenza. Attenti a non lasciarvi trascinare dalla mondanità dell’animo». Al termine della celebrazione, la comunità de La Bruna ha avuto modo di dialogare con l’Arcivescovo. Si è parlato così di mancanza di locali e di recupero dell’identità e del senso di aggregazione, che porta inevitabilmente al recupero di un tessuto più umano: un progetto per il quale non è necessario il parroco, ma in cui ognuno è chiamato a fare la sua parte.

Castel Ritaldi, dialogo e cena con gli animatori e incontro coi ragazzi dell’Oratorio, 27 novembre 2013. Nei locali parrocchiali di S. Marina in Castel Ritaldi, l’Arcivescovo ha incontrato gli animatori dell’Oratorio “Gio & Greg”. Si tratta di giovani adulti, ma anche di alcuni padri e madri che si sono uniti, tre anni fa, a don Fabrizio per avviare il progetto dell’oratorio. Attualmente, infatti, molti sono i ragazzi che frequentano e sono divisi in tre gruppi. Si sta formando un nucleo pronto a passare dalla parte degli animatori, ma è necessario un cammino più approfondito nella conoscenza di Gesù. Per questo, fondamentale è il supporto degli operatori della Pastorale giovanile diocesana (presenti all’incontro suor Annamaria Lolli ed Elisa Ranucci), anche attraverso gli incontri periodici di formazione. Si nota un vuoto generazionale nei partecipanti che riguarda la fascia tra i 18 e i 24 anni. Una delle iniziative più riuscite è sicuramente il laboratorio teatrale, attraverso il quale, negli ultimi anni, sono state rappresentate le vite dei santi a cui sono dedicate le varie chiese della parrocchia. Molti ragazzi partecipano perché seguono gli amici ma, così, assistono ai momenti di crescita e tutto il resto. Meno partecipata è la Messa domenicale. Dopo questa presentazione, l’Arcivescovo ha raccomandato un percorso graduale per i nuovi. «Vorrei sottolineare – ha aggiunto – una preoccupazione: dare un’educazione cristiana a questi ragazzi. Anche perché per fare animazione sociale ci sono altri più specializzati di noi. L’oratorio deve coinvolgere le giovani generazioni nella conoscenza di Cristo e mi fa molto piacere che anche voi abbiate questa preoccupazione». Dall’incontro è poi scaturita anche l’idea di creare delle occasioni e delle azioni da proporre per zone pastorali al fine di aiutare i ragazzi a scoprire che non sono soli ma che altri vivono le loro stesse situazioni. Poi, l’importanza di creare appuntamenti studiati appositamente per gli animatori. Dopo una cena di convivialità, l’Arcivescovo ha avuto modo di confrontarsi, in chiesa, direttamente coi ragazzi. Una quarantina i presenti. «Mi fa piacere incontrarvi», ha detto, spiegando anche il senso della Visita pastorale. Il Presule ha ricordato che per essere al proprio posto da grandi, bisogna iniziare da giovanissimi e l’oratorio assume, in quest’ottica, importanza come luogo dove si sperimenta l’amicizia. «Qui, si impara a stare con gli altri, a scoprire la bellezza degli altri. Cresciamo portando dentro il desiderio dei rapporti belli, che riscaldano il cuore». Ha così chiesto cosa piace dell’oratorio: “Belle attività in un luogo sano”, “impariamo noi e gli animatori accumulano esperienza”, sono state alcune delle risposte. Poi, sono seguite domande e mons. Boccardo ha tenuto a sottolineare l’importanza di avere dei ‘chiodi’ stabili a cui appendersi (famiglia, animatori…) facendo attenzione a non vendere il cervello, ma pensando con la propria testa.

Mercatello, momento di preghiera con la popolazione, 28 novembre 2013. Alle 17.00 l’Arcivescovo, dopo una giornata vissuta a Cannaiola di Trevi con tutti i sacerdoti della Diocesi, si è recato a Mercatello, dove nella chiesa di S. Giuseppe, ha guidato un momento di preghiera con i fedeli presenti. Il Presule era accompagnato da don Fabrizio Maniezzo, parroco, e don Luigi Marchesi, vicario parrocchiale. Nel breve discorso mons. Boccardo ha molto insistito sull’importanza della preghiera: «Ci possiamo conoscere fin nel dettaglio – ha detto -, ma se non preghiamo insieme a poco servirebbe. Se manca la preghiera vissuta insieme la Chiesa rischia di diventare un’azienda o, come ha detto Papa Francesco avviando il suo ministero di Vescovo di Roma, una organizzazione non governativa. La nostra preghiera – ha proseguito il Vescovo – non è mai inutile, il Signore ci ascolta sempre anche se a volte sembra non realizzare nell’immediato le nostre suppliche, ma i suoi pensieri vanno molto più in profondo dei nostri». Al termine del momento di preghiera, dopo una bella foto di gruppo, mons. Boccardo si è recato a far visita a don Guerrino Conti, parroco emerito di Giano dell’Umbria, che vive con i familiari proprio a Mercatello. Il presbitero, in buona forma fisica ma con qualche amnesia, ha ricevuto l’Eucaristia dall’Arcivescovo.

Bruna, celebrazione della Messa con i membri dell’Associazione Anziani, 29 novembre 2013. Alle 17.00 l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nel santuario della Madonna Bruna nella omonima località. Hanno concelebrato: il parroco, don Fabrizio Maniezzo, e il vicario parrocchiale, don Luigi Marchesi. In modo particolare, la celebrazione è stata pensata per i membri dell’Associazione Anziani del luogo. Nell’omelia mons. Boccardo ha esortato i presenti, quasi tutti nonni, a trasmettere ai nipoti i veri valori della vita. «Il vostro esempio e la vostra fedeltà al progetto di vita serviranno alle nuove generazioni per non essere nella vita degli spettatori, ma persone capaci di riempirla di gesti di carità e di responsabilità». Al termine della celebrazione, c’è stato un breve dialogo tra il Vescovo e i presenti.

Castel Ritaldi, celebrazione della Messa di chiusura della Visita pastorale con amministrazione del sacramento del Battesimo, 1° dicembre 2013. Domenica 1° dicembre, prima d’Avvento, l’Arcivescovo ha celebrato nella chiesa parrocchiale di S. Marina, la Messa conclusiva della Visita pastorale. Essere vigilanti per cogliere la presenza di Dio nella propria vita, liberarsi da ciò che impedisce di essere veri uomini e rivestirsi di quelle cose che aiutano a vivere una vita piena (bontà, mitezza, perdono…): è stato il messaggio proposto dalla Liturgia del giorno. «È nell’appartenenza concreta e vitale ad una comunità che noi – ha detto l’Arcivescovo – esprimiamo la nostra fede cristiana e l’appartenenza al popolo di Dio. È nell’inserimento continuo e costante all’interno di questa famiglia che noi cresciamo nella fede e nella carità ed è per questo che è necessario quanto mai rinnovarsi per essere sempre fedeli a quanto il Signore ci domanda, senza disperdere le forze in molte iniziative, ma concentrandoci sull’unica visione che è quella propria della Chiesa, quella di annunciare e testimoniare il Vangelo di Gesù». Quindi, un invito alla riflessione più approfondita da parte di tutta la comunità e dei suoi organismi di partecipazione, per individuare quali sono gli elementi essenziali, che permettano di conservare e di approfondire il dono prezioso della fede, con grande apertura di mente e di cuore per andare incontro alle necessità del mondo di oggi, rinnovando continuamente l’annuncio della Buona Novella, che certo non può essere cambiato ma che può essere trasformato nelle forme e nelle modalità di trasmissione. «Anche l’annuncio che don Luigi Marchesi (Vicario parrocchiale) ha dato circa il suo possibile ritorno nella terra natia dopo tanti anni di servizio nella nostra Chiesa, richiederà – ha proseguito il Presule – una revisione dei tempi e dei modi delle celebrazioni eucaristiche nei diversi centri, nelle varie chiese della parrocchia». La Messa è stata anche un’occasione di gioia per l’accoglienza di una nuova persona nella comunità cristiana: Gaia, infatti, ha ricevuto il Battesimo e, presa in braccio da mons. Boccardo, è stata accompagnata di fronte alla tela raffigurante la Vergine, alla quale è stata presentata con l’invocazione, da parte di tutti, del “Salve, Regina”. Al termine della celebrazione, il parroco don Fabrizio ha ringraziato il Pastore diocesano, identificandolo col titolo di “padre Renato”: «Questo è il titolo che più le si confà. Dalle piccole comunità alle grandi, è stata una festa nata dal cuore, nella consapevolezza che dalla sua persona scaturisce la Grazia del Signore che raggiunge tutti noi. E questo è ciò che è avvenuto in mezzo alle nostre comunità. Siamo pieni di animo riconoscente verso di lei per tutto quello che ha fatto per noi, con le fatiche che si è sobbarcato, per le cose che ci ha detto». Dal canto suo, l’Arcivescovo ha ricambiato i ringraziamenti, sottolineando l’accoglienza familiare ricevuta: «È bello stare insieme, è bello conoscersi sempre di più, è bello volersi bene. E nel nostro mondo, che sta diventando sempre più rinchiuso in sé stesso, sempre più egoista e superficiale nello stesso tempo, è bello che i cristiani esperimentino un modo diverso di vivere, un modo diverso di stare e di lavorare insieme».

 

 

 

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook