Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di S. Anatolia in S. Anatolia di Narco e S. Nicola in Scheggino. Foto

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di S. Anatolia in S. Anatolia di Narco e S. Nicola in Scheggino. Foto
visitasanatoliascheggino2013

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di S. Anatolia in S. Anatolia di Narco e S. Nicola in Scheggino. Foto

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Da domenica 30 giugno a domenica 7 luglio 2013, l’Arcivescovo si è recato in visita alle parrocchie di S. Anatolia in S. Anatolia di Narco e di S. Nicola in Scheggino. Il parroco è don Tomasz Grodzki. Un territorio che ingloba quattordici frazioni, suddivise in due Comuni.

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Venerdì 24 maggio 2013, visita alle scuole. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Tomasz Grodzki, ha fatto visita alla Scuola primaria di S. Anatolia di Narco (l’incontro si è tenuto prima dell’avvio ufficiale della Visita alle parrocchie che si è tenuto a scuole già chiuse. ndr). L’istituto è parte del Comprensivo che ingloba anche la Materna di Scheggino e la Media di Vallo di Nera. Gli alunni delle Elementari sono quarantasette. Mons. Boccardo ha spiegato loro il senso della visita pastorale, prima di lasciare spazio alle curiose domande dei piccoli. “Sono venuto per conoscervi – ha detto – per ascoltarvi e per dirvi che dovete essere dei ragazzi in gamba, per crescere bene nel cervello e nel cuore”. Più tardi, tutti si sono spostati presso la chiesa di S. Maria, dove i ragazzi hanno spiegato all’Arcivescovo gli elementi architettonici e gli affreschi del luogo, frutto di un progetto proposto in collaborazione con il Museo della Canapa, “Guide in erba”, che ha portato gli studenti a ricevere dal Sindaco del paese il patentino di guide turistiche. La visita è poi proseguita con la Scuola per l’Infanzia di Scheggino, dove ci sono trentacinque bambini. I piccoli hanno fatto ascoltare due canzoni all’ospite, consegnandogli poi, in dono, un loro elaborato.

Domenica 30 giugno 2013, avvio della Visita pastorale. Domenica 30 giugno l’Arcivescovo ha avviato la Visita pastorale nelle parrocchie di S. Anatolia in S. Anatolia di Narco e di S. Nicola in Scheggino. La chiesa di S. Anatolia, ove è stata celebrata la Messa, era piena di fedeli. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale. Presente anche il sindaco di S. Anatolia di Narco, Tullio Fibraroli, e le autorità militari del luogo (Carabinieri e Forestale). Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come Gesù invita a non esitare sulle cose da fare. «Spesso – ha detto – capita anche a noi di essere titubanti nella vita cristiana. A volte siamo tra il si e il no, non vorremmo mai prendere posizione, teniamo il piede su due staffe. Il Signore, invece, ci chiede di allontanare il compromesso e le situazioni di comodo e di perseguire la via della coerenza, della fedeltà e del rigore, che ci assicura la pace del cuore. Torniamo ad ascoltare attentamente la Parola di Dio e lasciamoci da essa scuotere, con la certezza che Gesù è pellegrino con noi». Al termine della celebrazione eucaristica c’è stato un momento di convivialità nei giardini pubblici di S. Anatolia di Narco.

Lunedì 1° luglio 2013, incontro in Comune a S. Anatolia di Narco. Accolto dal sindaco di S. Anatolia di Narco, Tullio Fibraroli, l’Arcivescovo ha visitato la struttura municipale e salutato dipendenti ed assessori presenti. Il Primo cittadino ha spiegato a mons. Boccardo che la popolazione è piuttosto giovane, rispetto ad altre realtà vicine: per quasi seicento abitanti, ottanta sono tra gli 0 e i 18 anni. In ciò, molto è stato merito dell’apertura della galleria che da Eggi conduce alla frazione di Palombara, che ha permesso un trend positivo di stabilizzazioni sul territorio di famiglie giovani, negli ultimi 15-20 anni. S. Anatolia di Narco condivide il Segretario comunale con Scheggino e Vallo di Nera. 

Lunedì 1° luglio 2013, visita alle aziende di S. Anatolia di Narco. L’arcivescovo ha visitato il Salumificio del Nera, dove è stato introdotto dal proprietario alla visita di tutte le fasi della produzione degli insaccati. Qui, la carne arriva fresca e viene lavorata, solo con aromi allo stato naturale, secondo l’antica ricetta; non si usano, dunque, composti. Ci sono due persone che sono impiegate nell’azienda, al fianco dei proprietari, e la vendita è soprattutto diretta alle macellerie, poco alla grande distribuzione. Una parte importante della produzione è destinata alla zona del Reatino. Don Grodzki ha poi accompagnato l’Arcivescovo alla Timotei Officine meccaniche srl, industria che si occupa di costruzioni metalliche da ben cinquantadue anni. L’azienda si avvale di una quindicina di dipendenti, tutti provenienti dal bacino compreso tra Terni, Spoleto e Norcia. La direzione è a conduzione familiare e la crisi, qui, ha inciso più per le riscossioni che per il resto. Una grande realtà, a dire il vero meno conosciuta sul territorio che altrove, che conta appalti in buona parte dell’Italia, tra gli altri anche per Enel e Terna Rete Italia. Una garanzia, questi, almeno per i prossimi tre anni, visto il rinnovo degli accordi.

Lunedì 1° luglio 2013, messa e incontro con la popolazione a Castel S. Felice. Presso l’Abbazia dei SS. Felice e Mauro, si è riunita la popolazione per partecipare alla messa presieduta dell’Arcivescovo. “Vi saluto cordialmente – ha introdotto mons. Boccardo – e mi fa piacere ricordare, in questa sede, tutti voi e le vostre famiglie”. Poi, nell’omelia, ha richiamato l’attenzione sul “prendere sul serio l’impegno della vita cristiana”. Che non consiste nel fare particolari sacrifici o gesti difficili, piuttosto nel vivere con onestà e con serietà quello che facciamo ogni giorno, mettendoci il cuore. “Non è forse vero che facciamo tanti gesti ripetitivi, che diventano un’abitudine, e non abbiamo quello slancio di passione, di generosità, di entusiasmo che li possono rendere fecondi di frutti buoni? Ecco, il Signore ci chiede di metter il cuore in quel che facciamo per farlo bene; è un’occasione per imparare a vivere bene, per crescere e per diffondere il bene attorno a noi”, così si è espresso mons. Boccardo. In tutto ciò, non si è soli, ma si sperimenta la compagnia di Dio, che ci si fa vicino, in particolare durante la messa. Dalla liturgia del giorno, poi, è stato tratto l’insegnamento a perseverare nella preghiera, che viene sempre ascoltata. “Certo, non sempre necessariamente per realizzare quel che noi vorremmo, anzi tutti facciamo l’esperienza nella nostra vita “ho chiesto, ho pregato, non mi è venuto”. Diciamo “il Signore mi ha deluso, si è dimenticato di me”, ma sappiamo che un padre non si dimentica mai dei suoi figli e che la paternità si esercita anche dicendo qualche no, in vista di un bene più grande. Allora occorre collocarsi nella prospettiva della sapienza di Dio che organizza, orienta le cose per il nostro vero bene, anche quando noi non ce ne rendiamo conto fino in fondo”. Dopo la celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo è stato accompagnato dal parroco a visitare il paese di Castel S. Felice, con una sosta alla chiesa dedicata a S. Sebastiano. Poi, il momento conviviale con la popolazione.

La sera di lunedì 1° luglio l’Arcivescovo si è recato in visita alla frazione di Grotti (60 abitanti stabili) e ha celebrato la Messa nella bella chiesa di S. Pietro, per la quale mons. Boccardo si è complimentato per come è custodita. Nell’omelia il Presule – analizzando la lettura proposta dalla liturgia, Genesi 18,16-33 “Davvero sterminerai il giusto con l’empio?”, nella quale Abramo con insistenza chiede a Dio il perdono per gli abitanti di Sodoma e Gomorra – ha ricordato ai presenti che Dio è sensibile alle nostre suppliche, dandoci ciò di cui abbiamo realmente bisogno e non ogni cosa che noi vogliamo. Al termine della Messa l’Arcivescovo, accompagnato da don Tomasz Grodzki, dal presidente della Comunanza agraria Franco Flavoni, e da Ubaldo Santi decente in pensione e storico del luogo, è stato accompagnato in visita alla chiesa di S. Lucia a Grotti, alla chiesa della Madonna delle Scentelle posta sulla strada denominata “Forca di Cerro” e alla chiesa di S. Lucia nella frazione di Tassinare, ove vive una sola persona. Tornati a Grotti, mons. Boccardo ha visionato la grande casa parrocchiale consolidata nelle sue strutture portanti ed ha cenato insieme agli abitanti del luogo.

Martedì 2 luglio, visita a Caso e Gavelli. Martedì 2 luglio l’Arcivescovo si è recato in visita alle due frazioni “montane” della parrocchia e del comune di S. Anatolia di Narco, Caso e Gavelli. Nella prima è stato accolto dinanzi alla chiesa principale dedicata a S. Maria Assunta. Entranti nel luogo di culto, il Presule ne ha ammirato le bellezze ed ha guidato un momento di preghiera con i presenti. A Caso vivono 22 persone e la loro speranza è che vi tornino delle famiglie giovani, in quanto come ha detto una signora «è triste non sentire più i vagiti dei neonati e il correre dei bambini per le vie del paese». Poi, mons. Boccardo e don Tomasz si sono recati in visita alle altre due chiese di Caso: quella della Madonna della Grazie adiacente il cimitero e quella di S. Cristina situata lungo la strada che conduce a Gavelli. Intorno alle 11.00 il Vescovo è giunto a Gavelli (una quindicina le persone che vi abitano), nella bella chiesa di S. Michele Arcangelo, dove sono presenti affreschi di Giovanni di Pietro detto lo Spagna. Il Presule ha celebrato la Messa e nell’omelia ha invitato i presenti a non aver paura di chiedere aiuto al Signore. Alla celebrazione era presente il sindaco di S. Anatolia Tullio Fibraroli e il vice Valerio de Angelis nativo proprio di Gavelli. Il servizio liturgico all’altare è stato curato da frà Raffaele Eleuteri, passionista al santuario della Madonna della Stella in Montefalco, originario anche lui di Gavelli. 

Mercoledì 3 luglio 2013, visita alle aziende di Scheggino. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco, ha visitato la Urbani tartufi, nella mattinata di mercoledì 3 luglio, azienda ‘regina’ del territorio di Scheggino. Mons. Boccardo è stato accolto dalla famiglia Urbani e accompagnato nel vari reparti, per rendersi conto delle varie fasi della lavorazione dei tuberi (attualmente solo quelli estivi) e salutare il personale. I più bei tartufi, grandi, vengono venduti interi ed esportati; gli altri sono utilizzati per la creazione di altre ricette, come per le salse. La crisi non è stata abbastanza forte per questo settore: lo ha riferito la dott.ssa Olga Urbani all’Arcivescovo che ha poi incontrato i dipendenti, riuniti insieme. “Le cose più buone sono quelle nascoste – ha detto mons. Boccardo – Così vale per il tartufo ma anche per la vostra vita. Per essere sempre così sensibili a ciò che si vede, forse dimentichiamo un pochino che quel che è nascosto merita più attenzione e maggiore impegno. Voi, che siete tutto il giorno a contatto con le cose buone nascoste, potete trarne un insegnamento per la vita, che fa bene a tutti: la vera ricchezza, la vera bontà è quello che si porta dentro”. Un saluto molto apprezzato. Ha poi visitato l’Accademia del Tartufo, una scuola voluta per lo scambio culturale e da cui sono state nate molte ricette. Nella sede di Scheggino, operano un centinaio di dipendenti, tutti del posto e dei paesini limitrofi. A questi, poi, si aggiungono coloro che lavorano nelle altre sedi della ditta, tra cui anche negli Stati uniti. Ultimamente, sono stati aperti altri due laboratori, in Bulgaria e in Macedonia. Non si parla solo di tartufi ma anche di altri prodotti, come i funghi. Per i quantitativi, infatti, è stato necessario appoggiarsi all’estero. La peculiarità di quest’azienda è quella di essere in campo da molto tempo, si parla di cinque generazioni. Nel centro di Scheggino, è ubicato il Museo del Tartufo, dove è stata ricostruita tutta la storia.

Mercoledì 3 luglio 2013, visita a Civitella, con sosta alla Madonna della Luce, presso il cimitero, e a Monte S. Vito. Erano presenti una ventina di persone presso la chiesetta di S. Maria della Luce, adiacente il cimitero di Civitella di Scheggino, dove l’Arcivescovo si è recato per una preghiera, seguita alla recita del rosario. “La luce, evocata accanto al nome di Maria in questo tempio – ha detto alla popolazione – ci fa pensare alla vita e sembrerebbe una contraddizione, qui al cimitero, dove ci sono i defunti. Ma per i cristiani è giusto perché sanno che la vita continua oltre la morte”. Al termine, accompagnato dal parroco, ha visitato la frazione di Civitella, dove vivono tredici persone. Qui, ci sono vari immobili legati alla Chiesa, in varie forme: in taluni casi, si tratta di strutture rimesse in piedi; in altri, di baracche inagibili o di terreni. Nel cuore del paese, sorge la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, che non verte in buonissimo stato. Molto, all’interno, è stato rubato. In parte, i parrocchiani hanno cercato di risistemare, anche attraverso i fondi ottenuti con le manifestazioni che si organizzano durante l’anno. La mattinata si è conclusa a Monte S. Vito, dove l’Arcivescovo ha celebrato la messa nella chiesa di S. Michele Arcangelo. “Mi fa piacere celebrare questo momento con voi – ha detto – anche per ringraziarvi di come tenete alla vostra chiesa”. Poi, nell’omelia, un messaggio di incoraggiamento per superare l’incredulità che colpisce tutti, come fu per san Tommaso. “La presenza fedele del Signore nella nostra vita, nei momenti belli come in quelli più bui, ci fona speranza nel pellegrinaggio della vita”. Durante la celebrazione, sono stati ricordati anche i defunti, tra cui Pietro Fedeli, il vigile di Scheggino recentemente scomparso, a causa di un incidente stradale, la cui famiglia vive nel paese; al termine, infatti, l’Arcivescovo ha fatto visita al piccolo cimitero, offrendo una preghiera anche per la recente perdita. Accanto al campo santo, altre due chiese, una più grande affrescata e l’altra molto più piccola. A Monte S. Vito vivono stabilmente, durante l’anno, sei o sette famiglie ma ci sono case di proprietà appartenenti a una trentina di nuclei. Il paese, come altri in Valnerina, si anima in estate e, per l’ultima domenica di luglio, c’è il pienone, nel giorno in cui si festeggia la Madonna del Buon Consiglio, per cui c’è grande devozione testimoniata dai voti presenti nella chiesa di S. Michele Arcangelo. Sembra che, all’epoca dello Stato Pontificio, i vescovi stazionavano a Monte S. Vito durante le visite alle terre circostanti. Infatti, nel luogo sacro principale, c’è una raffigurazione di Pio IX.

Il pomeriggio di mercoledì 3 luglio l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa di S. Michele Arcangelo a Ceselli di Scheggino, gremita di fedeli. Al termine della celebrazione eucaristica momento di convivialità con gli abitanti del luogo.

Giovedì 4 luglio 2013, visita a Pontuglia. L’Arcivescovo ha incontrato gli abitanti di Pontuglia presso la chiesa della Madonna del Rosario, per la recita della preghiera mariana. Un paese di una quindicina di abitanti ma che, per l’occasione, si è riempito di gente. La chiesina è stata recentemente ristrutturata, in buona parte con fondi dei cittadini e, per il resto, con un contributo. Dietro l’altare, è stato appeso un dipinto prodotto dalla signora Laura Sparamonti, presente all’incontro, raffigurante S. Maria, copia dell’originale, posto sulla facciata di una casa del paese. “Grazie a tutti quelli che si prodigano per tenere vivo questo monumento di fede – ha detto mons. Boccardo – È importante che però sia soprattutto luogo dove ci si ritrova per incontrare il Signore”. Ha così invitato a ritrovarsi anche in assenza del sacerdote per momenti di preghiera: “Anche per il rosario: a maggior ragione, voi che avete deciso di intitolare questa chiesa alla Madonna del Rosario”. Una pratica già in uso: assieme agli abitanti di Ceselli, infatti, si ritrovano spesso quelli del paese per la recita della preghiera mariana.

Venerdì 5 luglio, visita in Comune e al paese di Le Cese. L’Arcivescovo, al mattino, è stato accolto dal sindaco Carlo Valentini, dagli assessori e dai consiglieri comunali nella piazza Urbani del paese. A piedi, si sono recati in Municipio per la seduta straordinaria del Consiglio comunale. Il primo cittadino ha brevemente presentato i punti di forza e di debolezza di Scheggino, che ha 500 residenti. Nei primi: oltre alle bellezze storico-paesaggistiche, Scheggino, con i suoi 100 coperti a tavola e i 400 posto letto, è il punto di riferimento della Valle sud dell’Umbria per il turismo; è l’unico borgo della Valnerina ad aver avuto un incremento demografico, del 5%, negli ultimi tempi. I punti di debolezza: l’occupazione giovanile, alcuni squilibri sociali e la mancanza di case nel centro di Scheggino. Ce ne sono, ad esempio, a Ceselli, ma sono vuote per mancanza di richiesta. Anche un rappresentante dell’opposizione, Domenico Santini, ha salutato mons. Boccardo, ricordando i benefici che la Chiesa ha dato al territorio di Scheggino. L’Arcivescovo ha poi preso la parola e, dopo aver ringraziato Sindaco e Consiglieri, ha rinnovato la disponibilità della comunità cristiana a collaborare, ove possibile, per il bene della gente, sempre più bisognosa di speranza. Terminata la Visita in Comune, il Presule si è recato nella frazione di Le Cese, civilmente parte del Comune di Spoleto, pastoralmente parte della parrocchia di Scheggino. In queste paese vivono stabilmente 8 persone. Mons. Boccardo ha celebrato la Messa nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Nell’omelia il Vescovo ha ricordato come il Signore «ci vuole bene così come siamo e non ci chiede di trasformarci». Nella casa adiacente la chiesa, dove fino a poco tempo viveva come eremita suor Immacolata Vitale (ora vive nella casa parrocchiale di Beroide di Spoleto), una famiglia sta allestendo un’accoglienza per i pellegrini che passano per Le Cese: questo borgo, infatti, è situato lungo la via francigena.

 

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