Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di Montefalco, Casale e Turrita

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di Montefalco, Casale e Turrita

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Dal 28 ottobre al 10 novembre 2013 l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Bartolomeo in Montefalco, di S. Lorenzo in Casale di Montefalco e di S. Maria in Turrita di Montefalco. Delle prime due è parroco don Vito Stramaccia, della seconda don Kamil Ragan. Vicario parrocchiale per Montefalco e Casale è padre Evencio Herrera, ofm; collaboratore pastorale per Turrita è don Angelo Nizi.

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Nel territorio della parrocchia di Casale vive il parroco emerito di Eggi di Spoleto, don Gaetano Conocchia. Nel territorio della parrocchia di Montefalco sono presenti due monasteri di clausura e un convento maschile: le Agostiniane di S. Chiara della Croce, le Clarisse di S. Leonardo e i Frati Minori della Custodia di Terra Santa a S. Fortunato. Nella parrocchia di Turrita, invece, ci sono i padri Passionisti al Santuario della Madonna della Stella.

Turrita, inizio della visita pastorale alle tre parrocchie, 28 ottobre 2013. Si è aperta nel tardo pomeriggio a Turrita la Visita pastorale nelle parrocchie del territorio di Montefalco. Ad accogliere l’Arcivescovo fuori dalla chiesa di S. Maria i due parroci, don Vito Stramaccia e don Kamil Ragan. È stata così celebrata la Liturgia della Parola alla presenza di molta gente. Mons. Boccardo si è soffermato sulla spiegazione del Vangelo del Buon Pastore, richiamando la profonda conoscenza del Signore nei confronti del popolo allo stesso modo di come il pastore conosce le sue pecore. «Essere cristiani vuol dire essere destinatari della passione di Dio verso ciascuno di tutti noi», ha detto il Presule. «Dio è appassionato di tutti noi, ci vuol bene, ognuno di noi è unico, conosciuto personalmente. È il grande messaggio che sovente viene per scontato». Mons. Boccardo ha poi ricordato la dimensione umana dell’essere cristiano e il motivo presenza sul territorio: «Il vescovo non viene per dare le pagelle ma per essere incoraggiato e incoraggiare sulla strada buona. Si pone qui come un cartello indicatore che indica il Signore Gesù, che continua a raccogliere intorno a sé il popolo cristiano. Preghiamo – ha concluso – affinché questi momenti che vivremo siano incontri qualificanti. Insieme saremo consolati dalla bellezza dell’amore del Signore. Tutti. Anche i malati, quanti vivono una situazione difficile e hanno bisogno di essere ascoltati».

Visita alle scuole in località Madonna della Stella, 29 ottobre 2013. Accompagnato dal parroco don Kamil Ragan, martedì 29 ottobre, l’Arcivescovo ha fatto visita al plesso che ospita la scuola dell’Infanzia e la Primaria in località Madonna della Stella, facente parte dell’Istituto comprensivo di Montefalco e Castel Ritaldi e inaugurato nel 2001. I numeri vedono una trentina di presenze per ciascuna delle due ‘sezioni’ e c’è un’alta concentrazione di alunni di religione musulmana (tutto l’Istituto conta 840 alunni, seguiti da 86 docenti). Mons. Boccardo, accolto dal Dirigente scolastico, ha spiegato il senso della sua visita prima di rispondere alle domande dei bambini e di ascoltare, a conclusione, il canto popolare alla Madonna della Stella, studiato lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’apparizione.

Visita alla zona industriale di Cortignano, 29 ottobre 2013. Montefalco ha due zone industriali: Cortignano e Pietrauta. Nella mattina di martedì 29 ottobre, l’Arcivescovo è stato accompagnato da don Kamil a Cortignano, nelle due principali aziende, le falegnamerie di Scacaroni Enzo e Scacaroni Franco. Entrambe a gestione familiare, hanno espresso la preoccupazione per la crisi. La Falegnameria Scacaroni Enzo è attualmente passata nelle mani dei figli, dopo la morte del padre Armando. La seconda visitata è alla ricerca di nuove fette di mercato, per poter assicurare la continuazione i circa venti posti di lavoro che attualmente offre. Mons. Boccardo, incontrando tutti, ha portato una parola di conforto e ha impartito la benedizione anche per le rispettive famiglie.

Cimitero Madonna della Stella, momento di preghiera sulla tomba del Servo di Dio don Andrea Bonifazi, 29 ottobre 2013. Alle ore 16.00 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Kamil Ragan, si è recato al cimitero della Madonna della Stella per un momento di preghiera presso la tomba del Servo di Dio don Andrea Bonifazi. Era presente pure il parroco di Montefalco, don Vito Stramaccia, e il collaboratore pastorale di Turrita, don Angelo Nizi. C’era anche la mamma del compianto don Bonifazi, Luigina, la sorella Francesca, il nipote Claudio e un gruppetto di amici. «Chiediamo a don Andrea – ha detto mons. Boccardo – di prendersi cura della sua mamma, dei suoi familiari e della nostra Diocesi che ha tanto amato e servito. Sono ben vivi nella memoria i segni e gli insegnamenti di questo prete». Al termine il Vescovo ha benedetto la tomba del presbitero.

Fratta, recita dei Vespri, 29 ottobre 2013. Alle 17.00 mons. Boccardo si è recato al paese di Fratta per la recita dei vespri nella chiesa di S. Biagio. C’era il parroco don Kamil Ragan e il collaboratore pastorale don Angelo Nizi. Nella sua meditazione l’Arcivescovo ha ricordato come nella preghiera «parliamo con Dio, gli raccontiamo la nostra storia, ciò che ci sta a cuore. Da lui accogliamo il dono della sua grazia e della sua riconciliazione. In questo momento prego per voi, per le persone che portate nel cuore e per i vostri cari che già sono tornati nella casa di Dio». Al termine foto di gruppo e dialogo con la popolazione. Mons. Boccardo ha anche visitato la grande casa canonica, che necessita di essere restaurata.

San Luca, Messa nella chiesa di S. Luca, 29 ottobre 2013. Alle 19.00, insieme al parroco don Kamil Ragan, al collaboratore pastorale don Angelo Nizi e al religioso passionista della Madonna della Stella padre Adalberto di Donato, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa. Nell’omelia ha sottolineato come Gesù non appare come leader politico, ma colui che viene per dare all’uomo una dimensione spirituale superiore. Da ricordare che dalla chiesa di S. Luca, ogni primo sabato del mese, parte la processione guidata dall’Arcivescovo verso il Santuario della Madonna della Stella per chiedere al Signore il dono di nuove vocazioni al sacerdozio. Si tratta, dunque, di un territorio già noto al Presule. Al termine della celebrazione, c’è stato un momento di fraternità dinanzi la chiesa.

Fabbri, preghiera al cimitero e incontro con la popolazione, 30 ottobre 2013. Nel pomeriggio di mercoledì 30 ottobre, l’Arcivescovo ha presieduto la recita del rosario al cimitero della frazione di Fabbri, dove erano presenti una quarantina di persone. Ha così spiegato l’importanza della visita alla ‘casa’ dei defunti, non solo per mantenerne il ricordo ma anche perché è una scuola di vita per imparare a vivere bene. Al termine, è stato accompagnato a visitare la chiesa di S. Michele Arcangelo, attualmente inagibile. Uno stabile che probabilmente risale al 1200, tranne una parte aggiunta nei primi anni del ‘900 e la controsoffittatura della chiesa, tipica degli anni ’20 del ‘900. Viene spiegato a mons. Boccardo la necessità di intervenire partendo proprio dal soffitto e non dalle fondamenta, seppure il pavimento sembra cedevole. È stato fatto notare anche la posizione di due tavole ai lati dell’altare, attualmente custodite nelle sale del Museo diocesano e raffiguranti rispettivamente la crocifissione e la deposizione dalla croce. Si è così ragionato sull’opportunità di una richiesta di contributi, nonché di opere di autofinanziamento della comunità per la rimessa in sicurezza del luogo di culto. Poi, l’Arcivescovo è stato accompagnato presso l’ex asilo del paese, dove ad attenderlo c’era la popolazione riunita: di proprietà del Comune, all’interno una sala è stata adibita per la celebrazione della Messa.

Montefalco, visita in Comune, martedì 5 novembre. L’Arcivescovo è stato accolto in Municipio dal sindaco Donatella Tesei, dagli assessori e dai consiglieri, nonché dai dipendenti dell’Ente. Presenti anche alcuni rappresentanti dell’imprenditoria locale, tra cui vari viticoltori. La parola d’ordine del Sindaco è stata ‘collaborazione’: «È un momento complicato e difficile – ha detto – ma se si condivide e si rimane uniti si può fare molto. In tale ottica, quello di stamattina è un incontro che assume una particolare valenza. Dalla collaborazione si può venire a sapere cosa accade nelle famiglie, tra i giovani, tra gli anziani perché, spesso, chi non si rivolge in Comune bussa alla porta della Parrocchia. E così si può diventare più efficaci nell’intervento, per non lasciare nessuno solo». Mons. Boccardo ha condiviso l’opinione della Tesei, sottolineando l’intento comune: «Non siamo concorrenti ma abbiamo lo stesso fine, aiutare la gente a vivere bene a tutti i livelli e ciò non è sempre facile. L’attuale crisi ci porta a rispondere all’emergenza ma c’è anche l’esigenza di trovare un senso e un orientamento all’esistenza. Ecco perché è importante mettersi insieme: ciò permette una conoscenza più profonda e una scoperta del grande patrimonio di umanità che c’è, che ancora esiste tra le popolazioni di questo territorio. Dunque, un invito a mantenere la dimensione umana di ciò che si sta facendo. La comunità civile e quella cristiana sono realtà in cui la gente ripone una grande fiducia: sta a noi non tradirla». Un plauso, poi, alle aziende presenti, segno del ‘movimento’, del fermento che c’è a Montefalco e che scongiura il rischio di adagiarsi. «Le cose facili le sanno fare tutti», ha detto mons. Boccardo. «La sfida è quella di fare le difficili». Il priore di Montefalco, don Vito Stramaccia, ha sottolineato la presenza di tante belle persone che lavorano con responsabilità per il bene comune, incitando a continuare: «Ci sono opere belle, tesori che tutti vengono a vedere», ha affermato. «Bisogna impegnarci – ha proseguito don Stramaccia – per valorizzarle ancora di più e, attraverso queste, far trapelare la bellezza umana». In rappresentanza dei dipendenti, Gianfranco Zampolini ha sintetizzato come si cerca di dare il massimo per i cittadini. Poi, la parola è spettata agli imprenditori di due cantine, in rappresentanza di tutti gli altri: Marco Caprai, quale titolare di un’azienda che ha esportato il marchio di Montefalco nel mondo, e Paolo Bordoloni, l’ultima cantina nata. Entrambi hanno dato una ventata di ottimismo, testimoniando la volontà, che supera le difficoltà, ad andare avanti in maniera costruttiva. Al termine dell’incontro, è stato fatto omaggio all’Arcivescovo di una copia della lettera autografa di Benozzo Gozzoli del 1452, della guida di Montefalco e di un’altra pubblicazione sulla Ringhiera dell’Umbria, curata dagli storici locali; infine, una cassa con una bottiglia di vino di ciascuna cantina.

Pietrauta, visita alla zona industriale, 5 novembre 2013. Accompagnato dai parroci don Vito e don Kamil, l’Arcivescovo ha visitato la zona industriale di Pietrauta. Durante il tragitto, ha avuto anche modo di ammirare dall’alto i confini della parrocchia di Montefalco indicati dal priore don Vito Stramaccia. La prima azienda visitata è stata L.A.F.A.P. che si occupa, dal 1968, della lavorazione di alluminio e ferro per infissi e carpenteria. È stata così la volta della visita alla falegnameria di Alessandrini Ezio, a gestione familiare, che occupa undici persone. La produzione, avviata dal nonno dell’attuale gestore trentatré anni fa è maggiormente incentrata sulla costruzione di infissi. L’Atek, azienda che si occupa di assemblaggio di componenti elettroniche, è stata la terza tappa. Si tratta di semilavorati per fotovoltaico, radio, alimentatori, schede per elicotteri militari. Tra i clienti, anche Siemens e Power One. La produzione è maggiormente rivolta al Centro Italia (Lazio, Toscana e Umbria) ma, coloro che si servono dei semilavorati, producono per tutto il mondo. Dei diciannove dipendenti, molte sono donne perché, trattandosi di un lavoro di precisione, si reputano più adatte. L’Atek, nata nel 1985, risente anch’essa delle crisi: la metà del personale, infatti, è attualmente in cassa integrazione. L’ultima azienda visitata è stata la Italvest. A prevalenza di manodopera femminile, produce abbigliamento su commessa e, oggi, vive momenti di difficoltà, come molte altre realtà, a causa delle mancate riscossioni per le prestazioni offerte. Al termine del giro nella zona industriale, l’Arcivescovo ha fatto visita ad Antonio Proietti Rubeca: 86 anni, è ritenuto “il re del Sagrantino”, come denotano anche testimonianze su pubblicazioni che aggiudicano a lui l’inizio di questa particolare produzione vinicola. Ha iniziato nel 1948, al seguito del padre ed ha poi espanso le sue conoscenze, tanto che ha ricevuto anche molti premi, il primo nel 1978. Fino a qualche anno fa, trascorreva ancora la maggior parte del suo tempo nella cantina; oggi, dell’azienda si occupa la sua famiglia, ma “l’assaggio” del vino spetta ancora ad Antonio.

Camiano, Messa nella chiesa di S. Anna, 5 novembre 2013. Alle 17.00 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco di Montefalco don Vito Stramaccia, si è recato nella piccola e bella chiesa di S. Anna a Camiano per la celebrazione della Messa. Mons. Boccardo è stato accolto da un lungo applauso. Così si è rivolta una signora al Vescovo: «Questa è una giornata storica, non ne ricordo un’altra». Con il Presule e don Stramaccia ha concelebrato padre Evencio Herrera, ofm, vicario parrocchiale. Nell’omelia il Pastore della Chiesa di Spoleto-Norcia ha spiegato il motivo della Visita: «Vengo – ha detto – per conoscere più dettagliatamente le comunità, ma soprattutto vengo per pregare insieme alle persone. Ci incoraggiamo a vicenda nel cammino cristiano. Io, come voi, sono pellegrino ed ho bisogno di coraggio». Commentano, poi, la lettera di S. Paolo ai Romani (Rm 12,5 – 16a) dove l’apostolo scrive che “abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi”, l’Arcivescovo ha esortato i presenti a fare la propria parte in parrocchia: «Non si può fare tutto e tutti non possono fare tutto, però ciascuno è chiamato a portare il proprio contributo seconda la grazia data».

Montefalco, incontro con il Presidente dell’Accademia, 5 novembre 2013. Terminata la Messa a Camiano, l’Arcivescovo ha incontrato nel priorato di S. Bartolomeo il presidente dell’Accademia di Montefalco, Pietro Fabrizi, e il tesoriere della stessa, Giampaolo Covaccioli. A mons. Boccardo è stata brevemente illustrata la storia dell’Accademia, nata nel 1971 come Associazione dei Quartieri, nel 1991 trasformata in “Accademia culturale di Montefalco” ed oggi conosciuta come “Accademia di Montefalco per la Storia, l’Arte e la Cultura locale”. «Tra le principali attività che caratterizzano l’operato dell’Accademia, che attualmente annovera 340 soci, vi è – ha detto il presidente Fabrizi – la riscoperta e la valorizzazione della tradizione e della cultura montefalchese, nonché la salvaguardia e la rivalutazione del patrimonio ambientale, storico e artistico al fine di giungere ad una crescita culturale della cittadinanza». Il Presule nel ringraziare per l’attenzione che negli anni l’Accademia ha riservato anche ai beni storico-artistici della Chiesa, ha chiesto di pensare ad un progetto per il recupero delle tante maestà presenti nei crocicchi del Comune, testimonianza di fede e di arte che rimandano ad una dimensione religiosa e allo stesso tempo culturale. «Sarebbe un peccato – ha detto il Vescovo – se si dovessero perdere queste espressioni dell’identità di un popolo».

Montefalco, Messa nel Santuario di S. Chiara della Croce con le monache Agostiniane, 6 novembre 2013. Alle 7.45 l’Arcivescovo, insieme a don Vito Stramaccia, ha presieduto la Messa nel Santuario di S. Chiara della Croce, patrona di Montefalco. Naturalmente erano presenti le monache Agostiniane, dieci, delle quali è Badessa suor Maria Rosa Guerrini. Nell’omelia mons. Boccardo, commentando le Letture del giorno, ha detto come il cristiano debba essere «concreto, non vivere di illusioni ma con i piedi per terra, non lanciarsi in operazioni più grandi di lui, portare avanti la propria vocazione con fedeltà, serietà, costanza e anche fragilità. Andare dietro a Gesù richiede un cammino esigente, una conversione continua di mente e di cuore. E questo non lo si può fare a rate: o tutto o niente. S. Chiara della Croce ha interpretato così la sua vita, senza misure, dicendo sì al Signore e lui nel suo cuore ha piantato la croce». Al termine, l’Arcivescovo ha incontrato le monache.

Montefalco, incontro con la comunità dei Frati Minori della Custodia di Terra Santa a S. Fortunato, 6 novembre 2013. Alle 9.30 l’Arcivescovo si è recato in visita al Convento dei Frati Minori di S. Fortunato, casa di formazione della Custodia di Terra Santa. La Custodia ha un buon numero di vocazioni alla vita missionaria francescana. Essendo un’entità internazionale, riceve candidati da tutto il mondo, particolarmente dai paesi del Medio Oriente, dall’Europa, dall’America Latina e dagli Stati Uniti d’America. Ha tre luoghi di formazione ed uno di questi è proprio il convento di S. Fortunato, luogo del postulandato, dell’accoglienza e dell’animazione vocazionale. Mons. Boccardo è stato accolto dal padre guardiano Emilio Raffaello Tonelli, ofm, dagli altri frati della comunità e dagli attuali quindici giovani in formazione. Dopo un momento di preghiera nella bella chiesa dedicata al primo Santo di Montefalco, l’Arcivescovo ha incontrato la comunità dei frati.

Montefalco, visita alla Cantina Paolo Bea, 6 novembre 2013. Alle 11.00 don Vito Stramaccia ha accompagnato l’Arcivescovo in visita all’”Antica Azienda Agricola Paolo Bea – vignaiolo in Montefalco”. A mons. Boccardo è stato illustrato l’intero procedimento di produzione del vino: dall’arrivo dell’uva alla spedizione delle bottiglie per la vendita. I membri della famiglia Bea hanno altresì spiegato la loro filosofia: il vino è ricavato attraverso processi naturali e senza l’uso della chimica di sintesi. Ogni anno, dunque, la produzione può essere di quantità differente a causa delle condizioni meteorologiche. La famiglia Bea si è “ripresa” la libertà di fare il vino con i sapori della terra da cui proviene, secondo l’idea di assistere la natura e non di dominarla.

Cortignano, momento di preghiera, 6 novembre 2013. A mezzogiorno l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Kamil Ragan, si è recato a Cortignano (paese che fa parte della parrocchia di S. Maria in Turrita) per un momento di preghiera nella chiesa di S. Eurosia e per un incontro con la locale popolazione. L’edificio di culto è di privati, ma i proprietari lo lasciano a disposizione del paese. Negli anni ’90 del ‘900 fu restaurato e consacrato dall’arcivescovo Antonio Ambrosanio.

Casale, celebrazione della Messa e adorazione eucaristica, 6 novembre 2013. La chiesa di S. Lorenzo in Casale, che ha accolto l’Arcivescovo nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 novembre, era piena. Accanto a mons. Boccardo, hanno concelebrato il parroco, don Vito Stramaccia, il vicario parrocchiale, padre Evencio Herrera, ofm e don Gaetano Conocchia, parroco emerito di Eggi di Spoleto e nativo proprio di Casale. Due messaggi sono stati tratti dalla Liturgia: operare per il bene, ogni giorno; essere cristiani seri per accogliere la vita piena che il Signore ci dona. «Non accontentatevi di qualche pennellata di cristianesimo», ha detto l’Arcivescovo ribadendo la consapevolezza che ci vuole coraggio e che Dio stesso ci dice che la strada è in salita. Dopo l’adorazione eucaristica, che è seguita alla Messa, a nome della comunità di Casale, una ragazza ha ringraziato mons. Boccardo, in particolare per l’attenzione mostrata verso i nonni e gli anziani, segno di un pastore attento.

Cimitero di Montefalco, celebrazione della Messa, 7 novembre 2013. Giovedì 7 novembre, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa del cimitero di Montefalco. «È bello che, nel corso della Visita pastorale, ci sia anche una tappa a questa particolare comunità cristiana», ha affermato. «Se è vero che prima c’era un legame, è vero anche che quella comunione continua a vivere. Al ricordo, questa sera, dei nostri cari che parlano di noi al Signore, si unisce la preghiera per noi, affinché possiamo imparare da loro a vivere bene, per poterci un giorno ritrovare. Ciò però – ha sottolineato il Presule – non è automatico, bisogna comportarsi bene nella vita di oggi che, tradotto, significa: non parlare inutilmente, non disprezzare gli altri, ricercare il bene di tutti e aiutarci reciprocamente a stare insieme».

Montefalco, incontro con le associazioni presenti sul territorio, 7 novembre 2013. Nella sera di giovedì 7 novembre, presso i locali del priorato di Montefalco, si sono riuniti i rappresentanti di varie associazioni del territorio. Don Vito Stramaccia ha introdotto l’incontro voluto per una migliore conoscenza che possa portare a costruire insieme qualcosa per il bene della città. Si sono dunque presentati i vari gruppi: Combattenti e reduci di guerra, Ainet (per la ricerca e la divulgazione dei tumori neuroendocrini), Ringhiera dell’Umbria (proposte ludiche), Quartiere S. Fortunato (che, insieme agli altri rioni, organizza la Fuga del Bove e le taverne dell’Agosto montefalchese), Sbandieratori & Musici Città di Montefalco e il Comitato per le celebrazioni di S. Chiara della Croce. Durante la serata, sono emerse le problematiche che più sono a cuore tra chi opera per il sociale: la comunicazione legata alla conoscenza delle realtà sul territorio, la mancanza di sedi che porta alla difficoltà di fare comunione tra i soci tutto l’anno e dunque, spesso, l’attività part-time durante l’anno; il ricambio generazionale che, tranne in alcuni casi, vede una media alta dell’età dei partecipanti. È il caso, ad esempio, del Comitato per S. Chiara che vede pochi soci e piuttosto in età avanzata per l’organizzazione di una festa religiosa dalla quale, è stato ricordato, è partito tutto l’Agosto montefalchese, oggi una delle principali manifestazioni della Città.

L’Arcivescovo ha ringraziato i presenti che testimoniano «vitalità e interesse. Il volontariato – ha detto – si fa per passione, non si riceve nulla di stipendio: serve a rendere più umano il nostro mondo. Impedite che la società di Montefalco si richiuda su sé stessa e dia spazio all’autoreferenzialità». L’incontro si è concluso con idee propositive, quali: ritrovarsi per nuovi incontri tra associazioni per ragionare non in maniera privatistica ma su obiettivi comuni; studiare insieme qualcosa di diverso e innovativo, che possa suscitare interesse, in cui i gruppi non siano i destinatari ma gli organizzatori; puntare ad attività che possano aiutare ad alzare il livello, che stimolino il pensiero della gente.

Montefalco, visita al Monastero di S. Leonardo, 8 novembre 2013. L’Arcivescovo ha iniziato la giornata di venerdì 8 novembre con la Messa nel Monastero di S. Leonardo delle Clarisse. Dalla Liturgia, l’insegnamento della figura del cristiano, che si muove continuamente, prende iniziativa con quella furbizia che gli permette di non accontentarsi. Al termine, mons. Boccardo ha incontrato, in forma privata, le monache del S. Leonardo.

Montefalco, visita alle scuole, 8 novembre 2013. Nella mattina di venerdì 8 novembre, l’Arcivescovo ha fatto visita, accompagnato dal parroco, alle scuole della città di Montefalco, riunite nell’Istituto comprensivo “F. Melanzio”. Partendo dalla Primaria, che accoglie circa 170 alunni, è poi passato alle Medie inferiori, con circa 120-130 presenze, per concludere presso l’Infanzia, dove ci sono un’ottantina di bambini e, nello stesso plesso, il Nido con dodici infanti. Alle Elementari, mons. Boccardo è stato accolto nel piazzale con un canto e varie domande. Canti anche alla Materna, mentre alle Medie, divisi per fasce d’età, i ragazzi hanno offerto: poesie su santa Chiara della Croce (prime), domande generiche e sulla figura del pastore diocesano (seconde) e questioni su argomenti più forti e relativi alla crescita (terze). A tutti, l’Arcivescovo ha rivolto la richiesta di crescere come ragazzi in gamba, rassicurando la vicinanza degli educatori, e invitando a rispettare le diversità, scongiurando l’egoismo, spesso presente. «Non basta – ha detto – sapere cosa voler fare da grandi ma ‘come’ lo si vuole fare. Qual è l’orientamento che voi state dando a questa vita? Cos’è che vi riempie il cuore? Che cos’è che vi permette di dire, oggi, “ecco, sto bene… questo mi piace davvero, non perché ora mi entusiasma ma in quanto mi appassiona ‘dentro’? Queste sono le domande importanti che vi dovete fare. Se non vi fate queste domande adesso, sarete come dei molluschi, senza struttura, senza scheletro. E allora sarete ciondolanti, un po’ di qua e un po’ di là, persone a cui va bene tutto, quello che è vero e ciò che è falso, quello che è buono ma anche cos’è cattivo: una grande confusione in testa e, alla fine, non si sa più chi si è. Purtroppo, ce ne sono tanti che sono così oggi e, forse, è anche per questo che il nostro mondo è così malandato. Basta! Abbiamo bisogno di gente in gamba. E allora datevi da fare, così potete esserlo voi se, adesso, occupate bene il vostro tempo. Capite l’importanza del tempo che state vivendo? Questa età non torna più e, se non la occupate bene adesso, poi rimane un vuoto. La casa si costruisce dalle fondamenta al tetto: se non si fa questo, alla prima scossa di terremoto, la casa viene giù e si è fallito. Allora, state attenti!». Mons. Boccardo ha poi chiesto di non lasciarsi scoraggiare da ciò che dicono gli altri, imparando ognuno a ragionare con la propria testa. Alla domanda sulla visione dell’impiego della tecnologia per la comunicazione, ha infine risposto: «Mai come oggi, la gente si lamenta della solitudine e, mai come oggi, ci sono tutti questi strumenti di comunicazione. Dunque, la tecnologia può essere uno strumento utilissimo per comunicare, ma bisogna saperla utilizzare, non può essere il mio punto di riferimento altrimenti rischio di perdere la mia umanità, rischiamo di diventare degli automi anche noi e una vita da macchina non mi sembra interessante».

Montefalco, incontro con i catechisti delle tre parrocchie, 8 novembre 2013. Alle 15.30 l’Arcivescovo, nei locali del priorato di S. Bartolomeo, ha incontrato i catechisti delle tre parrocchie: Montefalco, Casale e Turrita. Presenti tre sacerdoti: don Vito Stramaccia parroco di Montefalco e Casale; don Kamil Ragan parroco di Turrita; don Gaetano Conocchia parroco emerito di Eggi di Spoleto, nativo di Casale e che a volte collabora nella zona pastorale di Montefalco. Dopo una breve presentazione di don Stramaccia, che ha sottolineato come i catechisti hanno in mano il futuro di Montefalco, ha preso la parola mons. Boccardo. «Ciò che i bambini ai quali fate catechesi saranno in futuro dipende anche da voi. E in questo – ha detto il Presule – valgono molto di più il vostro esempio e lo stile della vostra vita che non tante parole. Il catechismo si fa per imparare la vita cristiana e non in vista dei sacramenti. Ai genitori sta a cuore sapere la data della Comunione e della Cresima. Vostro compito, non facile lo so bene, è quello di veicolare il messaggio che il catechismo è un percorso utile alla vita cristiana, dove ci sono delle tappe belle come i sacramenti. A voi è chiesto di suscitare degli atteggiamenti e non di trasmettere un blocco di conoscenze: una fede intellettuale che poi non incide nella vita concreta a poco serve. Abbiate anche il coraggio di analizzare quanto succede negli incontri: non si deve avere paura di dire “è stato difficile” o “i bambini si sono appassionati”. Mi raccomando, permettete che i bambini si raccontino e voi, con la vostra sapienza, rileggete le loro storie alla luce del messaggio di Gesù.

Pietrauta, celebrazione della Messa, 8 novembre 2013. Alle ore 17.00 l’Arcivescovo si è recato nella chiesa dei Santi Atanasio e Silvestro in Pietrauta per la celebrazione della Messa. Con mons. Boccardo hanno concelebrato don Vito Stramaccia, parroco, e padre Evencio Herrera, ofm, vicario parrocchiale. Il Vescovo nell’omelia ha spiegato il senso della Visita pastorale: «Nel piccolo faccio quello che facevano gli Apostoli, incoraggiare i cristiani nel cammino quotidiano della fede. Vi invito a non sprecare la vita, riempitela di opere buone, anche perché un’altra non ce ne è data».

Montefalco, incontro con gli operatori Caritas, 8 novembre 2013. Alle 21.00 l’Arcivescovo ha incontrato gli operatori della Caritas parrocchiale di Montefalco, costituitasi da poco meno di un anno per animare la comunità affinché abbia a cuore il servizio per gli altri. Già tante cose realizzate in questo tempo e illustrate al Vescovo da don Vito Stramaccia: dall’aiuto nella costruzione di una casa in Kosovo (nell’estate 2013 un gruppo di persone si è recato nel campo della Caritas Umbria con don Stramaccia) alla raccolta di cibo l’ultima domenica di ogni mese, dal servizio mensile alla Mensa della Misericordia di Spoleto all’aiuto alle famiglie in difficoltà. «È significativo – ha detto il Vescovo nel suo intervento – che nella stessa giornata ho incontrato prima i catechisti e ora voi: catechesi e carità, che trovano poi sintesi nella liturgia, sono elementi fondamentali nella vita del cristiano. Infatti, una carità senza fede è pura filantropia e una catechesi senza carità è puro esercizio intellettuale. Il vostro servizio è svolto a nome della parrocchia di Montefalco e non a titolo personale. Un cristiano fa’ la carità in quanto è discepolo del Signore che ha detto: amatevi come io vi ho amato. L’invito che vi faccio è quello di dar vita ad una Caritas che coinvolga tutte le parrocchie del Comune di Montefalco e ad investire molto sulla vostra formazione spirituale e umana». Attualmente la Caritas ha sede nei locali di S. Maria dei Laici, visitati da mons. Boccardo. I prossimi obiettivi, illustrati da un operatore, sono: avere la disponibilità di un magazzino per i mobili, maggiore coordinamento con i due monasteri di clausura e con il convento di S. Fortunato che già molto si prodigano a favore dei più bisognosi, dar vita ad un centro di ascolto e rapportarsi costantemente con il mondo del lavoro».

Montepennino, celebrazione della Messa, 9 novembre 2013. Alle 17.00 l’Arcivescovo si è recato nella chiesa della Trinità a Montepennino per la celebrazione della Messa. Con mons. Boccardo hanno concelebrato don Vito Stramaccia, parroco, e padre Evencio Herrera, ofm, vicario parrocchiale. Presente il sindaco di Montefalco, Donatella Tesei, originaria proprio di Montepennino. Nell’omelia il Presule ha ricordato le parole di Gesù: Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui.

«Spesso – ha detto il Vescovo – la risurrezione dei morti si dà per scontata e non la si considera. Quando un giorno staremo con Dio tutte le nostre attese avranno risposta, saremo felici e ritroveremo tutti coloro ai quali abbiamo voluto bene: questo è il paradiso. Ci sarà solo luce e pace e non divisioni e violenza. Di ciò però non abbiamo prove: ecco allora la nostra fiducia in Dio, lasciamoci da lui condurre e lui non ci lascerà cadere». Al termine della Messa c’è stato un momento di fraternità tra il Vescovo e gli abitanti di Montepennino nei locali attigui la chiesa.

Montefalco, incontro con i giovani, 9 novembre 2013. Nei locali del priorato di Montefalco, sabato 9 novembre, gli animatori dell’oratorio parrocchiale hanno cenato e dialogato con l’Arcivescovo. I ragazzi hanno espresso le proprie perplessità: essere pochi e, spesso, scherniti perché si frequenta la Chiesa; non essere rispettati dai più piccoli; poca comunione tra i responsabili; la carenza di maschi nel gruppo. Mons. Boccardo ha così indicato la parrocchia come luogo dove si può riscoprire il patrimonio di umanità, stando insieme in maniera appassionante. Poi, i suggerimenti: per coinvolgere gli altri, avere il coraggio di invitare e mostrare e allo stesso tempo avere la capacità nell’accoglienza; per farsi rispettare, essere autorevoli; per aumentare la comunione, stabilire un calendario per gli incontri degli animatori, importantissimi per crescere nella progettualità e nell’amicizia.

Montefalco, celebrazione della Messa di chiusura della Visita pastorale, 10 novembre 2013. Con una solenne e partecipata concelebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale in Montefalco si è conclusa la Visita pastorale dell’Arcivescovo nelle parrocchie di Montefalco, Casale e Turrita. Tra i concelebranti c’erano: don Vito Stramaccia, parroco di Montefalco e Casale; don Kamil Ragan, parroco di Turrita; padre Evencio Herrera, ofm, vicario parrocchiale di Montefalco e Casale; don Angelo Nizi, collaboratore pastorale di Turrita; padre Adalberto di Donato, passionista; don Guido Mondi, parroco emerito di Turrita. Il servizio all’altare è stato svolto dai postulanti del convento di S. Fortunato. Presente il sindaco, Donatella Tesei. Durante la liturgia, animata dal coro parrocchiale, l’Arcivescovo ha battezzato il piccolo Tommaso. «Il mio pellegrinaggio in questo territorio di Montefalco – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – è stato bello e ricco; condividere con voi alcuni momenti della vita è stata una vera grazia di Dio. Affido a queste tre comunità di Montefalco, Casale e Turrita due impegni. Il primo: crescete nella comunione e nello stare insieme. Insieme, infatti, è più bello. Il secondo: crescete nella missione, cioè preoccupatevi degli altri. Se ciò non accade la comunità è monca. Gli altri devono essere il tormento quotidiano di noi cristiani, in quanto il dono ricevuto lo dobbiamo trasmettere e non conservare gelosamente. Dobbiamo essere, come ricorda spesso Papa Francesco, dei cristiani contagiosi non tanto con le parole ma con lo stile della vita. Al termine della Messa, l’Arcivescovo insieme ai parroci delle tre comunità, don Vito Stramaccia e don Kamil Ragan, ha salutato sul sagrato della chiesa i fedeli presenti alla Messa. Un momento di fraternità nei locali del priorato ha concluso la mattinata.

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