Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie di Giano dell’Umbria e Bastardo

Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie di Giano dell’Umbria e Bastardo

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Dal 14 al 18 ottobre l’Arcivescovo si è recato in Visita Pastorale nelle parrocchie di S. Michele Arcangelo in Giano dell’Umbria e di S. Francesco d’Assisi in Bastardo di Giano dell’Umbria. La prima è guidata da don Giuseppe Iavarone e la seconda da don Emo Moretti, CPPS. La Visita Pastorale è stata pensata e vissuta insieme dalle due comunità parrocchiali, tra le quali è sempre più stretta la collaborazione.

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«Ci stiamo impegnando – ha detto in uno degli incontri don Giuseppe Iavarone – ad essere un’unica famiglia e alla nostra gente stiamo cercando di far passare il messaggio che il corpo mistico di Cristo che è la Chiesa è uno e senza campanili». Sul territorio della parrocchia sorge la bella abbazia di S. Felice, luogo dove S. Gaspare del Bufalo fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, che ancora vivono nell’Abbazia. Nella parrocchia di Bastardo sono presenti le Suore Missionarie del Sangue di Cristo. 

Celebrazione di apertura della visita pastorale nelle comunità di Giano dell’Umbria e di Bastardo, lunedì 14 ottobre 2013. Nella chiesa della Madonna delle Grazie a Giano dell’Umbria (quella parrocchiale è chiusa), si è celebrata la Messa che ha ufficialmente aperto la Visita Pastorale nelle parrocchie di S. Michele Arcangelo in Giano dell’Umbria e di S. Francesco d’Assisi in Bastardo. Pieno il luogo sacro che ha accolto l’Arcivescovo, nonostante il giorno feriale. A tutti, mons. Boccardo ha spiegato la presenza dell’immagine del volto del Cristo della croce di Alberto Sotio in ogni parrocchia in questo particolare tempo di grazia: Dio ha dato segno della Sua presenza attraverso il Suo Figlio Gesù e non ci sono altri messaggi dopo di Lui; da qui, poi, nasce il nostro modo di agire, di rispondere. «La visita pastorale è l’occasione per ricordare questa realtà fondamentale a me e a voi». Non possiamo dirci cristiani se condividiamo ogni tanto: no a rate, ma occorre essere seri e veri. «È importante fare le cose con onestà», ha ribadito l’Arcivescovo.

Momento di preghiera nei cimiteri di Giano dell’Umbria e Montecchio, lunedì 14 ottobre 2013. L’Arcivescovo, accompagnato dai due parroci, don Giuseppe Iavarone e don Emo Moretti, CPPS, ha fatto visita ai cimiteri di Formicaro, per quel che riguarda la parte di Giano dell’Umbria, e di Montecchio, dove sono custoditi i defunti della zona compresa tra la medesima località, Bastardo e Castagnola. Mons. Boccardo ha riconosciuto l’importanza di far visita “anche a questa casa”, che è sì un ricordo dei propri cari ma anche una scuola di vita. «Qui – ha detto – si impara a dare un senso a ciò che si fa, a dar valore alle cose importanti, quelle che rimangano. E, così, non c’è separazione e il distacco coi defunti diventa un’unione diversa», da quella intesa in chiave terrena. In entrambi i cimiteri, molti sono stati coloro che si sono radunati per l’occasione, unendosi al momento di preghiera proposto dall’Arcivescovo, che ha concluso con la benedizione delle tombe.

Celebrazione nella chiesa della Ss.ma Trinità in località Macciano e momento di preghiera e incontro con la comunità di Montecchio, martedì 15 ottobre 2013. L’Arcivescovo è stato accolto dalla comunità di Macciano nella chiesa della Ss.ma Trinità, dove ha celebrato la Messa, ricordando la solennità di santa Teresa d’Avila. Il messaggio che ha voluto lasciare ai fedeli, rifacendosi alla liturgia, è stato quello di lavorare su se stessi per andare d’accordo, sottolineando ciò che unisce e non ciò che divide. «Se non facciamo così, se non alimentiamo la vita cristiana – ha detto – prima o poi diventiamo sterili. Se non c’è la vitalità e il coinvolgimento, che fede è? Una fede di facciata. La Visita Pastorale serve a farsi scuotere insieme dall’urgenza di una vita cristiana autentica, che si alimenta continuamente». In serata, poi, l’appuntamento è stato presso i locali del circolo sportivo di Montecchio dove, a un primo momento di preghiera, è seguito un costruttivo dibattito con la comunità. Nel tempo della perdita dei valori, non farsi prendere dal vortice delle mode e delle statistiche ma usare la testa, stare attenti, rimanere vigilanti come cristiani: è stato questo, in sintesi, il messaggio dell’Arcivescovo. La conversazione si è particolarmente incentrata sullo stile del lavorare insieme: difficile per una comunità come Montecchio che ha una lunga storia di autonomia parrocchiale parlare di orizzonti più ampi, del cambiare, del creare un nucleo unico con un’altra località anche se, questa, è a pochi chilometri. Ma è uno sforzo necessario sia per la carenza di sacerdoti, che per l’elasticità richiesta dallo stesso andamento della società. «Stiamo vivendo un passaggio epocale», ha specificato mons. Boccardo. «La parrocchia come siamo stati abituati a pensarla non esiste più. Dobbiamo chiederci cosa è importante nella vita cristiana e cosa non lo è. Sono importanti i sacramenti, in particolar modo l’Eucaristia. Se dunque è vero che la Messa della domenica è fondamentale, ci vado ovunque sia celebrata. Come Chiesa diocesana stiamo andando sempre più verso “zone pastorali” (più parrocchie insieme) e ognuno deve fare la sua parte: preti e laici. Ci vuole pazienza e allo stesso tempo determinazione». L’applauso conclusivo ha dimostrato l’apprezzamento della popolazione per l’incontro con mons. Boccardo. Don Emo, dal canto suo, ha reso noto che a breve verrà rinnovato il Consiglio pastorale parrocchiale, dove saranno chiamate a partecipare persone di tutti i paesi della parrocchia di Bastardo.

Visita all’Istituto Omnicomprensivo di Giano dell’Umbria, mercoledì 16 ottobre 2013. La scuola gianese ha la particolarità di una forte presenza extracomunitaria, che rappresenta il 27%, una percentuale sopra la media nazionale, la seconda in Umbria. Ma, di pari passo, è cresciuta anche l’integrazione: si nota una maggiore vivacità da quindici anni a questa parte e, ora, si parla di ricchezza e opportunità. L’Arcivescovo è stato accolto dal dirigente scolastico, il prof. Giuseppe Sofia, nel complesso che ospita i bambini della Scuola Primaria e dell’Infanzia di Giano dell’Umbria. Il Dirigente ha presentato la scuola come il fiore all’occhiello di Giano, non solo per la struttura, ma anche per l’insegnamento personalizzato. Gli alunni delle elementari sono una cinquantina; la Materna ospita bimbi dai due anni e mezzo ai cinque, in sezione mista da circa trenta partecipanti. Il Comune ha investito molto, sia per la ristrutturazione dei locali, che risalgono agli anni ’60 del ‘900, sia per il cantiere, in corso a fianco, dove si sta facendo una palestra. «La scuola non è solo il luogo dell’istruzione – ha specificato il Dirigente – ma anche un punto di aggregazione per tutta la comunità gianese». I bambini hanno offerto l’ascolto di alcuni canti a mons. Boccardo, che poi ha cercato di conoscerli meglio. Presenti anche i Parroci e il Maresciallo dei Carabinieri di Giano. La seconda tappa è stata alla scuola d’Infanzia di Bastardo. Qui ci sono 85 alunni ed è alta la presenza degli extracomunitari. Nell’edificio a fianco, mons. Boccardo ha visitato i bambini della Primaria, circa 150. Qui la caratteristica principale è la continuità degli insegnanti, piuttosto giovani, negli anni di servizio presso la stessa struttura. La scuola partecipa a vari concorsi, come quello su S. Francesco promosso dalla Parrocchia e dalla Pro-loco. L’Arcivescovo ha poi incontrato i ragazzi delle Medie inferiori, circa 130, in due momenti: prima le terze, che hanno ringraziato il Presule per l’opportunità di partecipare all’incontro dei giovani umbri con Papa Francesco a Santa Maria degli; poi le prime e le seconde, che gli hanno posto delle domande. «Non si può fallire nella vita», ha detto loro mons. Boccardo. «Sappiate che non siete soli, ci sono persone che vi vogliono bene e che vi aiutano a diventare persone in gamba». Messaggio, questo, ancora più incisivo nell’ultimo incontro, quello con i ragazzi delle superiori. Due sono i corsi che ospita l’Istituto omnicomprensivo: il Tecnico commerciale e il Meccanico, per un totale di circa 150 alunni, che arrivano a 180 con coloro che frequentano i corsi serali. I giovani hanno posto una domanda sull’incognita dell’avvicinamento al mondo del lavoro. L’Arcivescovo ha così risposto: «Oggi c’è il rischio di addormentare l’intelligenza. Occorre usare la testa per pensare e, poi, per portare avanti le cose per le quali ci si è impegnati».

Celebrazione della Messa nella chiesa della Madonna della Valle a Bivio Moscatini, 16 ottobre 2013. Alle 18.00 l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella chiesa della Madonna della Valle a Bivio Moscatini, paese facente parte della parrocchia di Giano dell’Umbria. Con il Presule hanno concelebrato il parroco don Giuseppe Iavarone e il parroco di Bastardo don Emo Moretti, CPPS. Nonostante fosse un giorno feriale, alla celebrazione erano presenti una ottantina di persone. A Bivio Moscatini la Messa ordinariamente viene celebrata il venerdì e la domenica (quest’ultima presieduta da padre Adalberto Di Donato, CP, della comunità dei padri passionisti della Madonna della Stella). Nell’omelia mons. Boccardo ha riflettuto sulla figura di Gesù presentata dall’evangelista Luca (Lc 11, 42-46). Il Figlio di Dio era in mezzo a persone esperte di legge e frequentatrici del tempio alle quali dice. Le rimprovera dicendo: “Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze….Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!”. «Queste parole – ha detto il Vescovo nell’omelia – sono anche per noi. Spesso ci preoccupiamo di quello che gli altri pensano di noi, vogliamo sempre fare bella figura, curiamo molto di più l’aspetto esteriore della nostra vita che non quello interiore. Dal Vangelo, allora, raccogliamo l’invito ad essere persone serie e a professare la fede non solo con le labbra, ma anche con la vita. La fede deve suscitare in noi atteggiamenti nuovi che ci facciano essere persone perbene». Al termine della celebrazione, mons. Boccardo ha salutato le persone sul piazzale antistante la chiesa.

Incontro con i bambini e ragazzi della catechesi a Bastardo, 16 e 17 ottobre 2013. In questi due giorni, presso i locali parrocchiali di Bastardo, l’Arcivescovo ha incontrato i ragazzi (il 16) e i bambini (il 17) della catechesi delle due parrocchie. Presenti i parroci, le Suore Missionarie del Sangue di Cristo che vivono a Bastardo e i catechisti. Nonostante gli incontri fossero programmati nel bel mezzo del pomeriggio e in giorni feriali, molti i genitori che hanno accompagnato i figli. L’Arcivescovo, usando naturalmente linguaggi diversi in base all’età, ha chiarito come il catechismo è finalizzato alla conoscenza della storia di Gesù e non alle tappe sacramentali (Prima Comunione e Cresima). Ha illustrato il metodo di catechesi esperienziale dell’Azione Cattolica Ragazzi che sarà comune a tutta la Diocesi e che richiede, come del resto ogni novità, un grande sforzo da parte di tutti, preti, catechisti e genitori. «Vogliamo far sì – ha detto il Vescovo – che i nostri ragazzi dicano “che bello andare in parrocchia” e vogliamo fornire alle famiglie un sostegno nel percorso educativo dei figli». È seguito un breve dialogo tra il Vescovo e i genitori, che hanno molto apprezzato l’incontro.

Incontro con i ragazzi e gli operatori dell’Associazione italiana Assistenza agli spastici (Aias) di Bastardo e visita alla casa di riposo per anziani di Montecchio, giovedì 17 ottobre 2013. Nella mattinata di giovedì 17 ottobre, l’Arcivescovo è stato accompagnato, da don Emo e don Giuseppe, presso “l’Isola che c’è”, la struttura sita a Bastardo che accoglie l’Associazione italiana assistenza agli spastici (AIAS) per l’assistenza a persone con disabilità. Mons. Boccardo è stato accolto dal presidente Luciano Mattozzi, che ha presentato la struttura. Quindici le persone assistite provenienti prevalentemente dai territori di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria. Infatti, i due comuni contribuiscono alle spese rispettivamente per un terzo e per i due terzi, oltre ai contributi della Regione Umbria. L’organizzazione è gestita insieme alla cooperativa “Il Cerchio” che fornisce il personale specializzato e che, nel 2008, si è fatta carico di acquistare la struttura che attualmente ospita l’Aias. L’Associazione a Bastardo è nata nel 1995: il primo sogno, quello di un servizio diurno, è stato realizzato; ora, si pensa al secondo, quello del “dopo di noi”, ovvero la costruzione di una casa famiglia dove far vivere insieme i ‘ragazzi’ quando i genitori non ci saranno più. A questo proposito, l’Archidiocesi darà in comodato d’uso una parte del terreno destinato alla costruzione della nuova chiesa. Attualmente il servizio è attivo dal lunedì al venerdì. L’Arcivescovo ha visitato i laboratori e i prodotti dei lavori fatti dagli ospiti, prima di salutarli amichevolmente. Si è così recato alla casa di riposo a Montecchio, dove ha recitato una preghiera con gli anziani presenti. Gestita dalla signora Maria Lavagna e dal marito, la struttura funziona da vent’anni.

Non può accogliere più di otto persone (in genere oscillano tra i sei e gli otto) e, forse proprio per questo, si respira un clima familiare. Accanto alle camere, tutte con bagno, al piano terra e al secondo, c’è una sala estiva e un’altra invernale, più in stile taverna dove, tra le altre cose, si mangia tutti insieme, gestori e ospiti. Il parroco don Emo, di tanto in tanto va a far visita, anche per i sacramenti, e si ferma per momenti di convivialità con gli anziani, che l’attendono sempre con gioia.

Celebrazione della Messa nella chiesa di S. Lorenzo in San Sabino e recita del Rosario a Fabbri, 17 ottobre 2013. Nella bella e piccola chiesa di questo paesino della parrocchia di Giano dell’Umbria – stabilmente vi abitano un centinaio di persone – mons. Boccardo ha celebrato, insieme ai parroci, l’Eucaristia nella memoria liturgica di S. Ignazio di Antiochia (terzo Vescovo di Antiochia, martirizzato A Roma nell’anno 107). Erano presenti circa sessanta persone. Nell’omelia l’Arcivescovo ha ricordato la grande fede di S. Ignazio, fede per la quale ha dato la vita, sbranato dai leoni. «E noi?», si è chiesto il Presule. «Forse non ci è chiesto di dare la vita ma, sull’esempio dei martiri, siamo chiamati a rinunciare alla cattiveria e all’egoismo. Facciamo posto nella nostra vita a Gesù, non ricordiamoci di lui solo nella disperazione: solo così la nostra vita sarà piena e non sterile, quindi fallita». La sera, alle 21.00, l’Arcivescovo ha celebrato il rosario nella chiesa di Fabbri, comunità più popolosa e conseguentemente vitale della parrocchia di Giano dell’Umbria. Davvero numerosi i fedeli che si sono ritrovati in preghiera. Tra di essi, don Francesco Bartoloni, CPPS, nativo proprio di Fabbri, già Moderatore Generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

Celebrazione della Messa di chiusura della Visita pastorale a Bastardo, 18 ottobre 2013. Con una partecipata celebrazione eucaristica si è conclusa la Visita Pastorale nelle due parrocchie. Con mons. Boccardo hanno concelebrato i due parroci, don Giuseppe Iavarone e don Emo Moretti, CPPS, e don Francesco Bartoloni, CPPS, già Moderatore Generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. L’Arcivescovo si è così espresso sulla settimana trascorsa tra Giano e Bastardo: «Ho notato con piacere la vitalità e la generosità di queste due comunità, chiamate sempre più a crescere e camminare insieme». Al termine della Messa, il Presule ha salutato uno ad uno i fedeli sul piazzale antistante la chiesa.

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