Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie di Bevagna e Cantalupo

Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie di Bevagna e Cantalupo
bevagna2013

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Dal 7 al 13 ottobre l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Michele Arcangelo in Bevagna e di S. Maria Addolorata in Cantalupo di Bevagna. Della prima è parroco don Marco Rufini, della seconda don Artemio Bastianini. A Bevagna ci sono due sacerdoti anziani che tanto hanno fatto per il territorio bevanate: mons. Giovanni Marchetti e mons. Aldo Giovannelli. Nel territorio parrocchiale sono presenti due monasteri di clausura: le Agostiniane e le Benedettine. C’è una scuola materna gestita dalle Oblate della Sacra Famiglia. Due le Confraternite: quella del SS.mo Sacramento e S. Maria dei Laici e quella della Misericordia. C’è un bel gruppo Scout seguito con passione da mons. Aldo Giovannelli. A Capro c’è una Casa famiglia della comunità “Giovanni XXIII”. Si tratta di un territorio ricco di storia e tradizioni, ma soprattutto ricco di umanità e generosità.

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Lunedì 7 ottobre, apertura della Visita pastorale nelle parrocchie di S. Michele Arcangelo in Bevagna e di S. Maria Addolorata in Cantalupo e incontro con gli operatori pastorali. Nella sera di lunedì 7 ottobre, con la liturgia della Parola nella chiesa di S. Michele Arcangelo, si è aperta ufficialmente la visita pastorale nelle due parrocchie del comune di Bevagna. L’Arcivescovo ha spiegato il senso delle visita e della presenza dell’immagine del Cristo nelle chiese dell’Archidiocesi, in questo particolare momento di Grazia per la Chiesa particolare. «Siamo il popolo che guarda il Signore e che, allo stesso tempo, si lascia guardare da Lui, mettendosi nella traiettoria giusta. E in questo scambio di sguardi, qualcosa si muove, altrimenti non sarebbe amore». Mons. Boccardo ha parlato della gratuità dell’amore di Dio verso gli uomini e di quello che, in risposta, dovrebbero provare tutti verso di Lui, trovando la Sua presenza in chi ci sta accanto. «A volte è difficile star bene coi nostri vicini. Ma è proprio da questo impegno che nasce lo spirito del cristiano». E, ancora: «Il vescovo non porta la formula magica ma viene per condividere, ed è un modo di confortarci a vicenda nell’edificazione del popolo di Dio, per poter portare frutto. Può essere un tempo di Grazia per me e per voi. La visita pastorale vuole aiutare a essere cristiani seri: non si può esserlo senza impegno e non lo si diventa una volta per tutte ma con lo sforzo di ogni giorno». Al termine, nella chiesa di S. Filippo, si è tenuto l’incontro con gli operatori pastorali delle due parrocchie. La scelta di un unico appuntamento per tutti è stata dettata dal fatto che i vari ministri della comunità sono tutti concatenati. L’Arcivescovo ha richiamato alla ‘corresponsabilità’, che non è semplice collaborazione ma responsabilità condivisa per adempiere al bene della parrocchia. Come le pietre di un mosaico che da sole possono essere poca cosa ma insieme costituiscono una bella opera.

Visita al Monastero di S. Margherita, 8 ottobre 2013. Alle ore 8.00, l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella chiesa del Monastero di S. Margherita, dove vivono cinque anziane monache agostiniane, delle quali è Badessa madre Giuseppina Mastroleo. Con il Presule hanno concelebrato: don Marco Rufini, priore di Bevagna e mons. Giovanni Marchetti, priore emerito di Bevagna. Una cinquantina le persone presenti, tra cui il sindaco Analita Polticchia e il comandante della stazione dei Carabinieri della cittadina. Nell’omelia mons. Boccardo ha spiegato e attualizzato il Vangelo di Luca del giorno, quello delle sorelle Marta e Maria che ospitarono Gesù. «Marta – ha detto – era preoccupata per i molti servizi da fare affinché tutto fosse in ordine, rischiando però di dimenticare l’ospite. Anche noi a volte siamo come Marta, preoccupati di tante cose, ma non di quelle importanti. Diamo più attenzione alla periferia e non al centro. Maria, invece, sembra non preoccuparsi della casa: viene presentata come seduta ai piedi di Gesù, in ascolto della sua parola. Aveva capito la gerarchia dei valori, sapeva scegliere ciò che realmente è importante. Da Maria anche noi dobbiamo imparare a non fare confusione nelle nostre giornate, ricordandoci che tutto parte dal centro», (da Gesù, ndr). Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo ha incontrato le monache.

Inaugurazione dell’anno scolastico, 8 ottobre 2013. Dopo essersi recato a far visita ad alcune persone malate, alle 10.30 l’Arcivescovo ha partecipato – alle 10.30 nella centrale piazza Silvestri – all’inaugurazione dell’anno scolastico 2013-2014. C’erano, naturalmente, tutti gli alunni dell’Istituto comprensivo di Bevagna (430 in totale) accompagnati dal dirigente, prof.ssa Mirella Palmucci, e dal corpo docente. C’erano anche il sindaco, Analita Polticchia, altre autorità civili e militari, i genitori degli alunni, il priore di Bevagna don Marco Rufini e il parroco di Cantalupo don Artemio Bastianini. Il tema scelto per l’inaugurazione dell’anno scolastico era quello della pace: gli studenti hanno letto alcuni testi sulla pace del beato Giovanni Paolo II ed hanno ricordato la figura di S. Francesco, strumento di pace nelle mani di Dio. Sia il Dirigente scolastico che il Sindaco hanno sottolineato come l’inaugurazione di questo anno scolastico rimarrà nella storia per la presenza dell’Arcivescovo. Dal canto suo mons. Boccardo ha ricordato agli studenti come la pace e l’odio nascano dal cuore dell’uomo. Per far prevalere la pace è necessario – ha detto – che «abbiate cura del vostro cuore e allenatevi per farlo essere sano e non egoista o superbo. Fin da ora imparate ad ascoltare il prossimo e a non essere prepotenti. Il non dialogo e l’arroganza, infatti, sono le premesse per la guerra con le armi». La mattinata si è conclusa con il canto dell’Inno alla Gioia e dell’Inno di Mameli.

Martedì 8 ottobre 2013, incontro con il mondo del lavoro. Nella chiesa di S. Filippo in Bevagna, è stato promosso l’incontro col mondo del lavoro al quale, però, c’è stata una risposta al di sotto delle aspettative. L’occasione è stata comunque propizia per conoscere alcune persone che hanno attività intraprese sul territorio, in particolare nel Cantulupese.

Visita al Monastero di S. Maria del Monte e all’Asilo delle Oblate della Sacra Famiglia, 9 ottobre 2013. Alle 7.45 l’Arcivescovo ha presieduto le Lodi e la Messa nella chiesa del Monastero di S. Maria del Monte, dove vivono tre monache benedettine, delle quali è Badessa madre Adriana Pallotta. Con il Presule hanno concelebrato don Marco Rufini, priore di Bevagna, e mons. Aldo Giovannelli, già parroco di S. Agostino in Bevagna. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato la bontà e la misericordia di Dio che rimane fedele sempre, anche dinanzi ai nostri capricci e alle nostre infedeltà. Al termine, il Vescovo ha incontrato le monache. Alle 10.00 mons. Boccardo, accompagnato da don Rufini, si è recato alla scuola materna gestita dalle Oblate della Sacra Famiglia. È stato accolto dalla responsabile suor Giulia Remondini (superiora generale delle Oblate), dalle insegnanti e dal personale non docente. Cinquanta sono i bambini che frequentano la scuola materna; una quindicina quelli della sezione primavera, cioè i più piccoli. L’Arcivescovo è stato salutato con dei canti.

Visita a Castelbuono, 9 ottobre 2013. Intorno alle 11.00 l’Arcivescovo, accompagnato da don Artemio Bastianini, si è recato in visita alla frazione di Castelbuono, dove vive stabilmente solo un’anziana signora in compagnia della badante. La maggior parte delle case sono restaurate, ma i proprietari vivono chi a Cantalupo, chi a Bevagna, chi a Cannara, chi addirittura a Perugia. Tutti comunque sono attaccati al borgo natio e ciò è dimostrato dalla presenza (una trentina in una mattina di un giorno feriale) per la visita di mons. Boccardo. Il Presule ha condiviso con gli abitanti un momento di preghiera nella bella chiesa dedicata all’Assunta. Al termine, sono state poste alcune domande al Presule. La prima: “perché a Castelbuono non si celebra la Messa di domenica almeno una volta al mese?” Risposta del Vescovo: “la celebrazione eucaristica si celebra là dove vive la gente. Considerato che qui non ci abitate stabilmente, potete tranquillamente andare a Messa nella comunità ove avete la residenza”. Altra domanda: “vogliamo dei chiarimenti sulla chiesa della Madonna della Valle (anni ’30 del ‘900), chiuda da diciotto anni e alquanto pericolante”. Risposta del Vescovo: “per il recupero di quella chiesa non ci sono i soldi. Il complesso così com’è, è irrecuperabile. La Regione ha eseguito un sondaggio geologico sul terreno ove sorge la chiesa (sono stati investiti diversi soldi), dal quale è risultato che lo stesso terreno è in costante movimento. L’idea della Curia Arcivescovile, condivisa anche con il Comune, è quella di realizzare nelle vicinanze dell’attuale chiesa, in luogo ove il terreno sia stabile, una nuova edicola mariana”. La popolazione – che costantemente si reca in preghiera nella chiesa, oltrepassando le barriere di pericolo, esponendo il proprietario (la Chiesa) a rischi notevoli – ha apprezzato l’idea e si è detta disponibile ad organizzare eventi a sostegno di questo progetto. Mons. Boccardo ha visitato anche la chiesa diruta della Madonna delle Grazie, appena fuori il centro abitato, della quale non si conosce la proprietà.

Mercoledì 9 ottobre 2013, il Vescovo è ricevuto in Consiglio comunale. Mons. Boccardo è stato accolto dal sindaco Annalita Polticchia, nella sala del Consiglio comunale di Bevagna. Presenti anche il priore della Città, don Marco Rufini, e il parroco di Cantalupo, don Artemio Bastianini. Il sindaco Annalita Polticchia ha fatto dono al Vescovo della guida di Bevagna e dei simboli della città, insieme ai doni delle gaite e a quelli ‘culinari’ rappresentativi del territorio. Erano presenti i parroci don Marco Rufini e don Artemio Bastianini. Il Primo cittadino ha spiegato che il Consiglio è composto solitamente da tredici membri, sindaco incluso, di cui otto di maggioranza; alcuni, purtroppo, assenti per motivi di lavoro o di salute. Ha poi tenuto a sottolineare la condivisione degli scopi per cui si lavora. «Il nostro lavoro di rappresentanti e amministratori – ha poi affermato – è difficile, richiede un grande senso di responsabilità e impegno. Questa Amministrazione, da quando si è insediata, ha lavorato con grande serietà e senso di responsabilità». L’Arcivescovo ha ringraziato per l’accoglienza «in un luogo particolarmente significativo: dove, ogni giorno, si discutono le varie questioni che riguardano la gente». Ha così aggiunto: «È un momento particolarmente difficile, nel quale è necessaria la nostra collaborazione per aiutare le persone a vivere bene. E ciò non significa soltanto non avere difficoltà economiche ma è importante custodire la speranza noi e aiutare gli altri a farlo. Speranza che viene dalla responsabilità, propria e verso gli altri. Questo è il nostro ruolo in quanto istituzioni. Non possiamo stare lì ad aspettare. No, non aspettiamo: facciamo!». I compiti di Comune e parrocchie devono dunque convergere per guardare avanti. Mons. Boccardo ha assicurato la volontà e la disponibilità a lavorare insieme per quanto possibile, nel rispetto delle specifiche competenze. «Mi fa piacere che, in parte, già esiste tutto ciò – ha concluso – Il mio augurio è che il Consiglio comunale non perda di vista questa speranza possibile: non tanto per un futuro migliore quanto per un presente, che aiuti la gente ad andare avanti. Se ci mettiamo insieme, c’è possibilità di successo». Anche l’Assessore ai Servizi sociali ha sottolineato i momenti difficili che si stanno vivendo e ha ringraziato Archidiocesi e parrocchie per ciò che si sta facendo. Sulla sua scia, anche gli altri presenti hanno voluto rimarcare l’urgenza di sinergie e risposte concrete che portino la gente a non sentirsi abbandonata: un dovere per la dignità personale e lavorativa. È stato così auspicato un ritorno ai valori fondamentali che ha permesso all’Arcivescovo di sottolineare la ricchezza umana di questi territori, in cui ci si prende cura in casa di anziani e ammalati: un patrimonio che permette valori ancora veri e che va difeso. L’occasione dell’incontro in Comune è stato propizio anche per dar modo di discutere in merito alla Madonna della Valle, luogo di pellegrinaggio e di culto, attualmente non fruibile e che non può essere ricostruito nello stesso punto, dove la terra, secondo i geologi, è in movimento. La proposta di mons. Boccardo, già condivisa con alcune popolazioni visitate nella zona, è stata quella di costruire un’edicola più in basso, dove il terreno è fermo. Il Sindaco ha garantito l’appoggio, vista l’approvazione del popolo. Verranno comunque effettuati ulteriori controlli sull’attuale costruzione, da tecnici procurati dal Comune, alla presenza degli esperti della Curia. Al termine dell’incontro, sono stati donati all’Arcivescovo prodotti simbolici del territorio bevanate: le opere delle gaite (il tessuto della S. Maria, la carta della S. Giovanni e le candele della S. Pietro), che aiutano la comunità tutto l’anno; dolciumi, cioccolatini al Sagrantino e altri emblemi dell’arte culinaria; la guida della Città. Inoltre, la pergamena con una frase tratta dal Discorso 311 di sant’Agostino, particolarmente emblematica in questo periodo: «Voi dite che i tempi sono cattivi, siate voi migliori e i tempi saranno migliori: voi siete il tempo».

Mercoledì 9 ottobre 2013, preghiera mariana alla chiesa della Madonna delle Grazie. Nella sera di mercoledì 9 ottobre, il popolo si è radunato nella chiesa della Madonna delle Grazie per pregare Maria. «È bello che nella Visita pastorale ci si ritrovi nella casa della Madre che tutto accoglie – ha detto l’Arcivescovo – In questa settimana in cui stiamo approfondendo la conoscenza, chiediamo che la Madre di Dio accolga tutte le sofferenze e le preoccupazioni».

Giovedì 10 ottobre 2013, visita alla chiesa della Madonna della Pia, agli ammalati della parrocchia di S. Maria Addolorata in Cantalupo e alle comunità di Torre del Colle, Limigiano e Cantalupo. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Artemio Bastianini, ha visitato la chiesa dedicata alla Madonna della Pia, presso l’omonima frazione. Di origine romanica, è stata ristrutturata a seguito del terremoto del ’97, a cura degli abitanti che, è stato spiegato, andavano a prendere le pietre a Castelbuono. C’è una piccola ‘sagrestia’ annessa o, meglio, un locale più un altro per i servizi igienici, che per tempo ha ospitato una signora. Non si ha memoria di visite precedenti di vescovi: uno scritto pare ne abbia annunciato la venuta ma non ci sono testimonianze della effettiva presenza. Mons. Boccardo ha proseguito il pomeriggio con la visita ad anziani e ammalati, tra cui la signora Silvia Lanari che, proprio in questo giorno, ha compiuto cento anni. Si è poi recato nella parte alta di Torre del Colle dove, nella chiesa di S. Lorenzo, ha officiato la Liturgia della Parola e incontrato la popolazione. Un paese che dentro le mura conta otto abitanti stabili durante l’anno mentre la maggior parte è stanziata nella parte più a valle e nelle zone circostanti. Sono stati fatti vedere all’Arcivescovo, dall’esterno, i locali parrocchiali, dove sono stati ospitati in passato anche gruppi. Mons. Boccardo si è così spostato a S. Michele di Limigiano, per un momento di preghiera con la popolazione. Particolarmente interessante, nella chiesa piena, la presenza di un bel gruppetto di bambini. In serata, poi, nella sede parrocchiale di S. Maria Addolorata in Cantalupo, è stato il momento delle Liturgia della Parola. Presenti una cinquantina di persone. Alla comunità riunita, il vescovo ha spiegato, anche qui, il senso della Visita pastorale: aiutarsi nel volere essere amici di Gesù, cristiani non di facciata ma veri. Al termine, l’Arcivescovo si è fermato fuori dalla chiesa per salutare i convenuti.

Momento di preghiera al cimitero di Capro, 11 ottobre 2013. Sotto una pioggia torrenziale l’Arcivescovo, don Marco Rufini, don Artemio Bastianini e un cospicuo numero di persone si sono ritrovati nella chiesetta del cimitero di Capro (comune all’intero territorio Bevagna) per un momento di preghiera. «I nostri defunti – ha detto mons. Boccardo – ci guardano come abitanti della casa di Dio. Qui riposano solo le loro spoglie mortali, ma il vero tesoro, l’anima, sta in Dio. Custodire la memoria dei defunti, mettere in pratica i loro insegnamenti e pregare per loro sono i modi migliori per ricordarli, ben più efficaci dei fiori e dei vari oggetti che portiamo nelle tombe, espressione delle forme moderne di ateismo che dicono il non credere alla risurrezione».

Visita a Capro, 11 ottobre 2013. Dopo il cimitero, l’Arcivescovo si è recato per un momento di preghiera e di incontro con la popolazione nella chiesa della Madonna Annunziata a Capro. C’era il parroco, don Marco Rufini, e il collaboratore pastorale padre Enzo Mesolella, ofm. La presenza a Capro dei Frati Minori è significativa: adiacente la chiesa, infatti, c’è un convento dove fino ad alcuni anni viveva una comunità religiosa. Ora nella struttura è ospitata una casa famiglia della Comunità “Papa Giovanni XXIII”. A sottolineare questo legame tra Capro (che ora è parte della parrocchia di Bevagna) e i Frati Minori la domenica padre Enzo Mesolella vi sale da Santa Maria degli Angeli e, in accordo col parroco, celebra la Messa.

Visita alla “nuova” chiesa di S. Lorenzo a Torre del Colle, 11 ottobre 2013. Prima di recarsi a Bevagna per incontrare i giovani, accompagnato da don Artemio Bastianini il Vescovo è andato a vedere la “nuova” chiesa di Torre del Colle (edificata nel 1975 nella parte nuova del paese e abbandonata per 34 anni), chiesa che, grazie all’impegno del parroco e della popolazione, potrà nuovamente essere utilizzata per le celebrazioni eucaristiche della zona. La chiesa, infatti, è centrale al territorio parrocchiale, è facilmente raggiungibile ed è dotata di ampio spazio esterno per il parcheggio. A lavori ultimati, l’Arcivescovo la consacrerà.

Incontro con i giovani dell’Oratorio di Bevagna, 11 ottobre 2013. Alle 19.00, nei locali parrocchiali, il Vescovo ha incontrato i giovani dell’Oratorio. In tutto erano un trentina. Don Marco Rufini ha presentato il gruppo, sottolineando in modo particolare la crescita dei giovani in umanità e nelle relazioni interpersonali. Questi ragazzi sono impegnati in parrocchia in diverse attività, tra le quali il teatro: hanno già messo in scena il musical “Forza venite gente” sulla vita di S. Francesco e uno sulla storia di Pinocchio. L’incontro è stato un dialogo formato domanda-risposta tra i giovani e il Vescovo, che spesso li ha incoraggiati ad avere «poche idee ma chiare». Una ragazza ha chiesto come si deve reagire alla mancanza di lavoro. Risposta del Vescovo: «Oggi è facile scoraggiarsi per il lavoro che non si trova. Cosa fare? Posso suggerire di non attendere il passare del tempo, ma almeno di impegnarsi in qualcosa di utile per la società. So bene che non produce reddito, ma credo sia però un buon antidoto alla depressione. Non perdete mai la fiducia nelle vostre capacità». Non poteva, poi, mancare un dialogo sul Papa. «Francesco – ha detto mons. Boccardo – ha suscitato e continua a farlo tanta simpatia. La sua paternità, la sua prossimità e la sua umanità sono una risposta alle attese della gente». Un’altra domanda è stata quella del perché della fuga post-cresima. Risposta del Vescovo: «La fuga dalla Chiesa dopo la cresima, direi, avviene per un insieme di ragioni. Prima: i giovani sono bombardati da una serie di messaggi contrastanti. Sulla stessa questione i ragazzi ricevono – dalla scuola, in famiglia, in parrocchia, sul web – spiegazioni diverse, spesso in netto contrasto tra loro. Seconda: vengono in parrocchia e trovano una lezione noiosa. Il metodo esperienziale dell’Azione Cattolica Ragazzi che stiamo introducendo in Diocesi dovrebbe far star bene i ragazzi in Parrocchia e se uno sta bene da una parte, ci torna volentieri. Terzo: sono necessarie una comunità accogliente e una celebrazione eucaristica bella – bella non vuol dire teatrale – e vivace, dove ognuno ha il suo ruolo. Non scoraggiatevi e prendetevi a cuore la vita di questi giovani che vi sono affidati, fateli sentire a casa, dimostrategli il vostro bene e fate lavorare la fantasia».

Incontro con le Associazioni del territorio, 11 ottobre 2013. Alle 21.00, nella chiesa di S. Filippo, l’Arcivescovo ha incontrato i rappresentanti delle Associazioni attive nel territorio comunale di Bevagna. All’inizio don Marco Rufini, nell’introdurre la serata e nel ricordare il bene che le varie Associazioni fanno, ha sottolineato come la settimana precedente la Visita Pastorale le famiglie italiane aiutate dalla Caritas hanno superato quelle straniere. Erano rappresentate le seguenti Associazioni: una volta alla valorizzazione del territorio; “Solidali insieme”, nata nel 1998, allo scopo di aiutare i minori in difficoltà con progetti in loco (bambini di Chernobyl ospitati da famiglie bevanate) o a distanza (collegamento con alcune suore in Tanzania per adozioni a distanza o aiuti ad un centro per malati di HIV); Banda Musicale Città di Bevagna nata nel 1852; Bocciofila Città di Bevagna; ARCI di Bevagna; Centro Sociale “Madonna delle Grazie”; Gaita di S. Pietro; Gaita di S. Giovanni; Associazione che gestisce laboratori per disabili e non; Pro-loco Torre del Colle; Pro-loco Cantalupo-Castelbuono; Centro Sociale di Capro (sorta nel 1976, la seconda in Umbria). Mons. Boccardo così è espresso: «È bello vedere tanta vivacità e diversità. Ciò che fate sottolinea l’importanza del volontariato nella nostra società. Il vostro stare insieme è un efficace antidoto alla chiusura. Il vostro servizio reso nella gratuità si contrappone all’egoismo sfrenato di questo tempo».

Sabato 12 ottobre 2013, visita ai malati nelle case, alla Casa di Riposo di Bevagna e pranzo presso la Comunità “Giovanni XXIII” di Capro. La mattina di sabato 12 ottobre è stata impegnata dall’Arcivescovo per le visite ai malati di Bevagna. Accompagnato dal priore don Marco, si è anche recato alla Casa di Riposo presente nelle mura della cittadina, per salutare e portare una parola di conforto agli anziani. Una struttura gestita dalla Asl territoriale, che può accogliere una ventina di ospiti. Per il pranzo, mons. Boccardo è stato accolto nella Comunità “Giovanni XXIII” che si trova nella frazione di Capro, unica struttura del gruppo nazionale nell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. È stato ospite nella parte che accoglie, a oggi, undici persone: moglie e marito, che dirigono la casa, tre bambini e tre ragazzi provenienti da posti differenti, tra cui un senegalese. L’Arcivescovo è stato messo a conoscenza della vita ordinaria della struttura e della situazione personale di chi ci vive. Un’unica grande famiglia, dove ci si aiuta a vicenda.

Sabato 12 ottobre 2013, incontro coi genitori e i ragazzi dell’iniziazione cristiana di Cantalupo. Nel primo pomeriggio di sabato 12 ottobre, l’Arcivescovo ha incontrato i ragazzi dell’iniziazione cristiana della comunità di Cantalupo coi rispettivi genitori, presso i locali parrocchiali. Don Artemio ha introdotto la presenza di mons. Boccardo che ha poi preso la parola spiegando il senso della visita e aprendo un dibattito coi convenuti. Una realtà grande, a giudicare dalla vasta folla di bambini e adulti che hanno gremito il ‘teatro’ parrocchiale.

Sabato 12 ottobre 2013, incontro con gli Scout. L’Arcivescovo ha visitato la sede degli Scout di Bevagna, realtà molto viva del territorio. Ha così incontrato prima i Lupetti (bambini), poi i capi e, infine, il Reparto (ragazzi). A tutti ha chiesto: «Per cosa vale la pena giocare la vita?». Presente anche l’assistente spirituale don Aldo Giovannelli, che ha ricordato a mon. Boccardo come molte delle iniziative della Città sono nate da persone che si sono formate all’interno del gruppo. La sede è un’ex casa cantoniera di proprietà della Provincia di Perugia: tempo fa’, si era parlato di una messa in vendita – a causa dei problemi economici dell’Amministrazione – poi scongiurata. I capi rendono noto all’Arcivescovo delle difficoltà a portare avanti le attività dei ragazzi che subiscono il fatto di vedere possibili responsabili andare via dalla cittadina per via dello studio universitario o per il lavoro, soprattutto in questo particolare periodo di crisi. Altra difficoltà è la cultura che dilaga nella società e che non facilita l’avvicinamento alle realtà ecclesiali. Nonostante ciò, ci sono grandi soddisfazioni e molti bambini e giovani, di tutto il bacino circostante partecipano. Oggi, undici sono nel Clan, pronti a dare loro il proprio contributo al futuro del gruppo. Si parla di una realtà Scout che, fino a qualche tempo fa, era tra le prime dieci, a livello nazionale, per iscritti in rapporto agli abitanti. Mons. Boccardo, dal canto suo, sottolineando l’importanza del gruppo come agenzia educativa che si pone in alleanza con le famiglie, ha chiesto di mantenere viva la preoccupazione dell’ecclesialità, quale elemento fondante, e dell’appartenenza ecclesiale: «L’associazione non può essere qualcosa di parallelo alla parrocchia, deve essere inserita vitalmente in essa: non si sta nell’associazione tutta la vita ma quando la si lascia, l’esperienza cristiana continua. L’associazione non  è un’isola felice ma è inserita in un contesto molto più grande, nel quale ognuno trova il suo posto e la sua collocazione specifica che è soltanto la sua ma in relazione anche con altri, che fanno cammini diversi e che hanno la stessa finalità, quella di avere qualche chiave per interpretare la vita». La visita è terminata con alcuni canti del Reparto, tra cui l’inno ufficiale, al termine del quale don Aldo ha donato all’Arcivescovo il proprio fazzoletto.

Sabato 12 ottobre 2013, incontro con le famiglie di Bevagna. Presso i locali parrocchiali di Bevagna, si è tenuto l’incontro con il gruppo di famiglie che periodicamente si ritrova per condividere esperienze e discutere di temi attuali, inerenti la famiglia stessa e la società in cui si è inseriti. Il gruppo è nato sulla scia di un campeggio per famiglie a Campi di Norcia, chiesto dagli stessi genitori dei ragazzi che già avevano avuto esperienze simili. L’intento è quello di fare qualcosa insieme, come ha spiegato don Marco. Il gruppo si riunisce, di tanto in tanto, per vedere film a sfondo sociale sui quali confrontarsi. L’Arcivescovo ha sintetizzato in due punti il suo intervento: «Trovarsi insieme e incoraggiarsi a vicenda, condividere, aiuta a capire che la coppia non è solo “noi due” ma che ci sono altri con le stesse caratteristiche. Diventa comunicazione, che va al di là dello scambio di informazioni, e, quindi, sostegno». Continuando: «Quello che fate è anche richiamare le coppie a prendere coscienza di ciò che sono: per un cristiano, la famiglia non è qualcosa da trascinare ma è una chiamata che entra in un progetto di Dio, una vocazione primordiale. La via cristiana della coppia è la coppia stessa e il suo cammino cristiano è il santificarsi proprio attraverso la vita insieme. Questi sono i due pilastri della famiglia cristianamente intesa». La discussione è poi stata incentrata sul ruolo della parrocchia nella responsabilità per la crescita dei ragazzi: «Nell’avventura educativa – ha detto mons. Boccardo – nessuno si può sostituire alla famiglia. La parrocchia, come altri, può collaborare, porsi a fianco in quella che si chiama “alleanza educativa”, cioè avere la stessa preoccupazione per il bene dei ragazzi; più che mai oggi, che i giovani vivono una realtà ‘flou’ in cui si sentono disorientati. La parrocchia aiuta, educa. Ciò significa anche imparare a stare insieme, accoglienza della diversità. Nella nostra forma educativa, crediamo che la diversità sia ricchezza e non una minaccia. Questi luoghi sono di formazione. Non possiamo dare tutto, tutte le chiavi per riuscire ma almeno qualche punto di riferimento per non essere completamente disorientati».

Incontro con i membri della Confraternite del SS.mo Sacramento e di S. Maria dei Laici e della Confraternita della Misericordia, 13 ottobre 2013. Alle 16.00 nella chiesa di S. Filippo mons. Boccardo ha incontrato i membri delle due Confraternite presenti nella parrocchia di Bevagna: quella del Sacramento e di S. Maria dei Laici e quella della Misericordia. I confratelli e le consorelle, che riempivano la chiesa, indossavano il tradizionale abito: camice nero e mozzetta viola per i confratelli della Misericordia; camice bianco e mozzetta gialla per i confratelli del SS.mo Sacramento e di S. Maria dei Laici; camice bianco e mozzetta celeste per le consorelle del SS.mo Sacramento e di S. Maria dei Laici. Don Marco Rufini, nel presentare l’incontro, ha ricordato come le due Confraternite, al di là delle loro peculiari attività, si ritrovano insieme tre volte l’anno per degli incontri formativi: uno in Avvento, uno in Quaresima e uno in estate. L’Arcivescovo nel suo intervento ha ribadito quanto detto in altri incontri con le Confraternite: «Esse sono un’espressione della fede e non un apparato folkloristico. Dalla Confraternite mi aspetto due cose. Primo: che siano una scuola di vita cristiana per i membri. Secondo: la testimonianza delle opere (impegno dei membri in Caritas, in progetti di promozione delle adozioni a distanza, nell’assistenza agli anziani e ai malati ecc…)». Al termine dell’incontro si è parlato anche della grande statua di Padre Pio presente nella chiesa di S. Filippo e destinata ad essere collocata in un luogo esterno. Si era pensato di sistemarla a Porta Foligno, all’ingresso della città. Ma quel progetto è tramontato e da alcuni la statua è custodita nella chiesa. L’Arcivescovo e il parroco don Marco Rufini, in accordo con il Comune, hanno proposto di collocarla dinanzi alla Casa di Riposo. Proposta accettata dalla popolazione.

Celebrazione della Messa di chiusura della Visita Pastorale, 13 ottobre 2013. Alle 17.30 nella bella chiesa di S. Michele in Bevagna l’Arcivescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica a conclusione della Visita pastorale nelle parrocchie di Bevagna e Cantalupo. Con il Presule hanno concelebrato: don Marco Rufini priore di Bevagna; don Artemio Bastianini parroco di Cantalupo; padre Enzo Mesolella, ofm, collaboratore pastorale di Bevagna; mons. Giovanni Marchetti priore emerito di Bevagna; mons. Aldo Giovannelli già parroco di S. Agostino in Bevagna. Il servizio all’altare è stato curato dal seminarista Davide Tononi e da alcuni ministranti. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale. Molti i fedeli delle due parrocchie che riempivano la grande chiesa. C’erano in gran numero gli Scout di Bevagna e i membri delle due Confraternite. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come gli uomini siano importanti per Dio e di come Gesù moltiplichi i segni per rendere visibile questa vicinanza. Al termine della Messa mons. Boccardo così si è espresso sulla settimana trascorsa a Bevagna, Cantalupo e nelle varie frazioni: «In me ci sono sentimenti di meraviglia e sorpresa per l’intensità dei rapporti vissuti. Ho visto l’impegno e la generosità di queste comunità. Ringrazio Dio che opera al di là di tutto e ringrazio voi per l’accoglienza e l’ascolto che mi avete donato. Vi lascio questa esortazione: ricordatevi di Gesù Cristo»

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