Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie del casciano: Cascia, Poggioprimocaso, Avendita, Pian di Chiavano e Roccaporena. Foto.

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie del casciano: Cascia, Poggioprimocaso, Avendita, Pian di Chiavano e Roccaporena. Foto.

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie del casciano: Cascia, Poggioprimocaso, Avendita, Pian di Chiavano e Roccaporena. Foto.

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Da martedì 16 aprile a sabato 4 maggio 2013 l’Arcivescovo si è recato in visita alle parrocchie della zona di Cascia: S. Maria della Visitazione in Cascia, S. Fortunato in Poggioprimocaso, Santi Pietro e Paolo al Pian di Chiavano, Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo all’Altipiano di Avendita, S. Montano in Roccaporena. I parroci sono: don Renzo Persiani (Cascia e Pian di Chiavano), don Giuliano Medori (Poggioprimocaso e Avendita), mons. Vincenzo Alimenti (Roccaporena). Don Sebastian Urumbil è vicario parrocchiale di Cascia e del Pian di Chiavano.

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Sacerdoti in pensione che collaborano con i parroci: don Natale Rossi, don Giovanni Ferri, don Elio Zocchi, mons. Sante Quintiliani. Ricca anche la presenza della vita religiosa: i Padri Agostiniani che svolgono servizio al Santuario di S. Rita; le monache agostiniane del monastero S. Rita; le Sorelle Francescane Missionarie del Cuore di Gesù e di Maria Immacolata a Roccaporena; il noviziato dei Fratelli Francescani Missionari del Cuore di Gesù e di Maria Immacolata a Roccaporena; suor Cristina Zecca, eremita all’eremo della Madonna Appare a Collegiacone. Sono stati giorni intensi ed arricchenti, caratterizzati da una calorosa accoglienza degli abitanti dei vari centri visitati.

Martedì 16 aprile 2013, l’Arcivescovo è accolto dal Consiglio comunale di Cascia. Alle ore 18.00 mons. Boccardo è giunto nella piazza antistante il Palazzo Comunale, accolto dal sindaco, prof. Gino Emili, dai consiglieri comunali, dal parroco di Cascia, don Renzo Persiani, e da quello di Roccaporena, mons. Vincenzo Alimenti. Giunti nella Sala delle Adunanze del Consiglio, il primo cittadino ha ringraziato il Presule per aver pensato anche ad una visita in Comune. Il Sindaco e i consiglieri, poi, hanno presentato al Vescovo il territorio casciano, con le sue peculiarità, le sue eccellenze, ma anche le sue criticità. Il primo dato emerso è l’aumento delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese a causa della crisi economica: sono 40. E per un territorio piccolo come quello di Cascia sono davvero tante. Poi, si è affrontato il capitolo turismo religioso legato alla figura di S. Rita. I pellegrini continuano ad arrivare – hanno spiegato al Vescovo – ma non spendono più come in passato, non usufruiscono più dei ristoranti per i pasti, preferendo mangiare al sacco. Calati anche quelli che pernottano: molti giungono al mattino presto (partendo la sera intorno alle 22), poi vanno ad Assisi e tornano (sempre di notte, la successiva) alla città o paese di partenza. Da sottolineare, inoltre, che gli autobus con i quali giungono i pellegrini non sono più pieni. Ciò è un duro colpo per l’economia casciana, prevalentemente basata sul turismo. L’economia rurale è ancora presente, ma difficilmente potrà essere il volano del rilancio. Nessuna industria presente, pochi anche gli artigiani rimasti. I giovani, insomma, tolto il turismo, hanno poche opportunità di lavoro a Cascia e conseguentemente lasciano la terra natia. L’impegno per far fronte a questa situazione è massimo, tanto da parte dell’Amministrazione comunale, che degli albergatori, che delle numerose e qualificate associazioni presenti. Il Sindaco ha fatto presente che gli albergatori si stanno impegnando per intercettare nuovi potenziali turisti/pellegrini. Dopo questa fotografia della realtà, è seguito l’intervento dell’Arcivescovo. Da evidenziare che il Consiglio comunale di Cascia è il primo incontrato da mons. Boccardo nel corso della sua Visita pastorale alla Diocesi. «Per me – ha detto il Presule – è doveroso essere qui, è un segno di rispetto e attenzione per questo territorio casciano. In fondo abbiamo (Chiesa ed Istituzione civica, ndr) la stessa finalità, che è lavorare per il bene della gente, accompagnandone il cammino quotidiano. L’incertezza economica, le difficoltà di molti a trovare lavoro, la trepidazione per il futuro dei giovani e la povertà di ideali sono tutte sollecitazioni che pretendono un sussulto di responsabilità. Siamo chiamati a porre attenzione e vigilare, ad ascoltare e riflettere per realizzare qualcosa di concreto per il nostro popolo. Rinnovo – ha proseguito – la disponibilità e l’interesse per tutte quelle iniziative che possiamo realizzare insieme». E su quest’ultimo punto si è discusso delle modalità per accogliere ed educare i giovani (si è parlato dell’Oratorio) e della proficua collaborazione tra la Caritas e i Servizi sociali a favore dei più bisognosi.

Mercoledì 17 aprile 2013, visita alle scuole materna, elementare e media dell’Istituto comprensivo di Cascia. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Renzo Persiani, ha visitato i bambini della scuola materna, ospitati nell’edificio delle Acli. Sono circa settanta, provenienti da Cascia e da molte frazioni del Comune. Accolto dalla direttrice, dall’insegnante di religione e un genitore rappresentante, l’Arcivescovo ha potuto visitare i locali e i prodotti delle attività svolte dai piccoli, per poi ascoltare le canzoni preparate per l’occasione. Al termine, un dono: una letterina con l’immagine della Vergine al centro. Mons. Boccardo e don Persiani si sono, poi, diretti nel grande stabile che accoglie il resto dell’Istituto Comprensivo di Cascia. Qui, infatti, trovano spazio gli studenti della scuola primaria, delle medie e dell’Istituto professionale di Stato. Nello stesso edificio, insieme ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo, sono accolti anche quelli del distaccamento casciano del Liceo Scientifico “G. Marconi” di Foligno. I docenti hanno spiegato all’Arcivescovo come ci sia stato un forte calo di studenti nell’Anno scolastico 2012/13 ma come, in ogni caso, l’Istituto abbia potuto mantenere la propria autonomia: sono, infatti, presenti circa 450 studenti del Comprensivo e, per mantenere l’autonomia, è necessario non scendere sotto i quattrocento. Qui, risiede la segreteria scolastica di buona parte delle scuole primarie della Valnerina, quindi anche di Monteleone di Spoleto e di Avendita. L’Arcivescovo è stato accolto nell’aula magna – che funge anche da aula per la mensa – dove ha potuto incontrare prima i ragazzi della scuola primaria e, successivamente, quelli delle medie. I primi hanno suonato con flauti e percussioni e cantato. Per tutti, l’Arcivescovo ha fatto un saluto, spiegato il perché della visita Pastorale e risposto alle numerose domande degli studenti, affascinati dal conoscere più da vicino la figura del Vescovo.

Mercoledì 17 aprile 2013, visita all’Ospedale di Cascia e celebrazione della Messa nella Cappella interna alla struttura. Nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile, l’Arcivescovo ha fatto visita al nosocomio casciano, accompagnato dal parroco don Renzo Persiani e da fra’ Paolo Zecca (OSA). Sono stati accolti dal personale medico e dai volontari dell’Associazione Angela Paoletti, che collaborano anche per le attività ricreative con i degenti. È stata cura del dott. Franco Lanzi e del dott. Gino Capito illustrare la struttura e i reparti d’eccellenza, come quello in cui sono presenti ben due palestre per la riabilitazione dei malati colpiti da Sclerosi multipla. Qui, ogni anno, viene gente da tutta Italia e dall’estero per essere seguita nella terapia. Si parla di 450 accessi. In collaborazione con l’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), poi, vengono organizzate ogni anno delle giornate di sensibilizzazione e percorsi settimanali di riabilitazione. «Ci troviamo bene – spiega uno dei pazienti – non solo per l’attenzione dal punto di vista medico ma per quella umana, manifestata sia dal personale medico che paramedico; ci sentiamo veramente una bella famiglia, anche se ci si conosce da pochi giorni». L’Arcivescovo ha visitato poi gli altri pazienti dell’ospedale, offrendo a tutti una parola di conforto. Al termine della visita, nella cappella dell’Ospedale è stata celebrata la Messa. Il presule ha evocato la figura di Gesù buon pastore, che non risolve la malattia ma prende su di sé ogni sofferenza, non lasciando soli. «Questa iniziativa – ha detto mons. Boccardo – mi permette di dare visibilità e sollecitudine a quella preoccupazione della Chiesa che vede nelle sue membra sofferenti non un peso ma persone a pieno titolo, ricche della sofferenza di Gesù. Nulla va sprecato, tutto concorre al bene dell’umanità: la vostra sofferenza, il tempo dei volontari, le professionalità mediche. La banca di Dio funziona in maniera diversa rispetto a quelle che viviamo: è così che la sofferenza può diventare speranza». La celebrazione è stata affidata all’intercessione di santa Rita, lei che ha vissuto di una sofferenza anche fisica; al termine è stata recitata una preghiera per malati, familiari, medici e volontari.

Giovedì 18 aprile 2013, visita alle case per diversamente abili, a Sciedi e alle monache agostiniane. Al mattino l’Arcivescovo si è recato in visita a due case famiglia, una per diversamente abili (gestita dalla Cooperativa “L’incontro” in collaborazione con la Asl) e una per malati psichiatrici (gestita dalla Cooperativa “Seriana 2000”). Il pranzo, invece, l’ha condiviso con gli ospiti diversamente abili (sedici) che usufruiscono del solo servizio diurno della Casa “OASI”. Il Presule, accompagnato dal parroco don Renzo Persiani, ha salutato gli ospiti e si è complimentato con il personale che vi svolge servizio e con i preziosissimi e numerosi volontari. Tra una Casa famiglia ed un’altra, il parroco don Renzo Persiani ha accompagnato l’Arcivescovo nella casa della signora Maria Antonietta Petruzzelli Sisto di 102 anni, già direttore degli alberghi di Roccaporena. In un ritaglio di tempo, mons. Boccardo è andato in visita alla piccola frazione di Sciedi, dove stabilmente vivono cinque persone, per un totale di tre famiglie, tutte donne. Ha visionato la bella chiesa di S. Bartolomeo e la casa adiacente i cui lavori devono essere ultimati. Al pomeriggio, incontro con le monache agostiniane del monastero di S. Rita e alla sera incontro con le ragazze dell’Alveare.

Venerdì 19 aprile 2013, visita al Cimitero di Cascia, alla frazione di Palmaiolo e incontro con le associazioni del territorio. Partendo dall’edicola dei SS. Pietro e Paolo, l’Arcivescovo e il parroco hanno guidato la comunità casciana verso il Cimitero, recitando il Rosario. Raggiunta la chiesetta del campo santo, è stato recitato il vespro. «Siamo qui per affermare che Dio vince sulla morte e che noi vogliamo essere con Lui», ha detto l’Arcivescovo. «Siamo qui per ricordare con affetto e gratitudine i nostri defunti, la cui anima vive con Dio. Vogliamo così essere rinnovati anche a noi ma, per farlo, sta a noi riempire la vita con opere piene di verità e di giustizia. Solo così saremo degni di chiedere al Signore di ammetterci nella Sua casa». Al termine, mons. Boccardo e i presenti si sono recati presso la croce posta al centro del Cimitero per la benedizione a tutti i defunti. Dopo la visita al cimitero, l’Arcivescovo e il parroco don Persiani hanno fatto visita alla frazione di Palmaiolo, che conta circa trenta abitanti, di cui solo due originari del luogo; gli altri sono stranieri o comunque di altre regioni. Nove sono bambini, un segnale positivo e di rinascita; è così che, quest’anno, dopo molto tempo, è stato ripristinato il servizio navetta per accompagnare i giovani alle scuole di Cascia. La chiesa del paese è intitolata a S. Nicola ed è in attesa di essere intonacata; la Soprintendenza ha dato il via libera per il rifacimento della facciata, ma si è in attesa dei fondi e, per ora, si attiveranno gli abitanti. La chiesa è stata ristrutturata dopo il sisma del 1979 e riaperta dopo qualche anno. Intorno al 2000, ha subito furti che hanno portato, fra l’altro, alla perdita di una tela con la cornice e altro. L’interno della chiesa è da ripulire e risistemare e l’Arcivescovo ha dato il via libera ai paesani per procedere. Sopra, sorge la canonica, molto bassa per i parametri di legge attualmente vigenti, per cui sarà difficile renderla nuovamente abitabile. Si ricorda che, molto tempo fa, era abitata da laici, ma sono anni che è disabitata. Il tetto è stato più volte rifatto, ma avrebbe bisogno di altri interventi. A Palmaiolo c’è un’altra chiesa, ma di proprietà privata. Il paese è un po’ tutto in ristrutturazione, c’è gente che ha vissuto per anni in container con tetto in eternit. Il Comune si è preoccupato di rifare la pavimentazione intorno alla chiesa di S. Nicola ma, molte opere, sono possibili grazie anche all’impegno di paesani non residenti, che tornano per le vacanze estive, per la maggior parte romani. Nella settimana di Ferragosto si toccano le cento presenze. L’Arcivescovo si è soffermato a far visita in casa di due anziane.

Dopo Palmaiolo, mons. Boccardo è stato accolto di fronte al Palazzetto di Cascia dal gruppo dei Tamburini (tutti ragazzi molto giovani) e dalla Banda della Città. Poi, all’interno dello stabile, il consigliere comunale Piero Reali ha illustrato il quadro associativo presente nel Casciano. Proprio l’incontro, infatti, ha dato l’opportunità alle autorità di fare una verifica aggiornata dei gruppi attualmente operanti, da cui la proposta di un albo comunale delle associazioni: dalle onlus ai comitati e confraternite; dai circoli e pro loco, alle associazioni culturali (e di promozione dei prodotti) e sportive. Presenti la maggior parte delle associazioni, che si sono raccontante a mons. Boccardo, invitandolo alle numerose attività da loro portate in campo. E proprio l’Arcivescovo ha tracciato la sintesi di quanto emerso: «Questa vostra presenza è il segno di una comunità vivace e creativa – ha detto – che offre alla sua popolazione una scelta variegata. In una società che ci spinge all’individualismo, questi ‘esercizi’ di vita comune fanno bene all’umanità. È una ricchezza di talenti che, se messi insieme, aiutano a vivere meglio; è una ricchezza che nasce dalla diversità. Naturalmente, non è facile vivere insieme e, quindi, perché non pensare ai gruppi come ‘palestre’ per tale esercizio, come scuole di vita che aiutino a cementare questo lato più umano? Fare qualcosa gratuitamente e con passione – ha concluso – aiuta a vivere meglio». Le conclusioni dell’incontro sono toccate al sindaco Gino Emili che ha ringraziato, ancora una volta, l’Arcivescovo: attraverso la visita pastorale è stata offerta l’opportunità di incontrare tutti.

Le associazioni di Cascia

Onlus: Gruppo di Protezione Civile della Valnerina; Avis sezione comunale; Associazione Angela Paoletti; Amici del Presepe; L’Oasi; Centro Anziani. Comitati e Confraternite: Confraternita della
Cintura; Confraternita della Buona Morte; Comitato dei Santesi di S. Antonio; Comitato dei Santesi della Madonna Addolorata; Opera Pia lascito Gentili di Logna; Gruppo dei Carbonari; vari comitati delle feste nelle frazioni. Circoli e Pro loco: Pro loco di Cascia-Roccaporena; Roccaporena Viva. Associazioni di promozione del territorio e dei prodotti tipici: Promozione Zafferano; Promozione Slow food. Associazioni culturali, ricreative e sportive: Banda della Città di Cascia; Corale di Cascia; Gruppo Tamburini Medievali di Cascia; Gruppo Tamburini La Fortezza Medievale; Auto e moto d’epoca; Motogruppo Cascia; Associazione del Tiro a segno; I sentieri; UTS Cascia; VIS Valnerina; Amatori Cascia; GSP Cascia; Clitunno Cascia; Insieme per; La Fenice, sezione di Cascia; MOICA; FUPS. Associazioni venatorie: Federcaccia; Libera caccia.

Sabato 20 aprile 2013, visita ai paesi che compongono la parrocchia di S. Fortunato Confessore in Poggioprimocaso: Atri, Giappiedi, Piandoli, Cerasola, Poggioprimocaso. Il “tour” dell’Arcivescovo in queste piccole frazioni del Comune di Cascia (la più grande per numero di abitanti è Poggioprimocaso con 65 persone) è consistito in un momento di preghiera con la popolazione nella chiesa del paese – S. Gregorio presbitero spoletino ad Atri, S. Giovanni a Giappiedi – , con un dialogo tra Vescovo e fedeli, con un momento di fraternità e con una foto di gruppo. Ad Atri, si è recitata la preghiera alla Madonna della Sassa: in chiesa c’è una bella statua in terracotta della Madonna col Bambino trovata nel 1599 tra le macerie del convento e della chiesa di S. Andrea di Sassa, poco lontano da Atri. In ogni agglomerato urbano mons. Boccardo si è complimentato per la bellezza delle chiese e per la cura con la quale vengono custodite. Non è mancato un momento di preghiera al cimitero comune per i paesi di Piandoli e Cerasola (rispettivamente 10 e 17 abitanti). Poi, il Presule si è recato a visitare la nuova chiesa di Piandoli, che presto verrà consacrata e dedicata a S. Giovanni. Questo centro abitato è stato completamente distrutto dal terremoto degli anni ’60 del ‘900 e ricostruito poco sotto. Del vecchio centro rimangono dei ruderi, tra i quali quelli della vecchia chiesa. Attualmente la Messa viene celebrata in un container. La Visita pastorale è servita anche per fare il punto sulle piccole cose ancora da fare prima di consacrare la nuova chiesa. Dopo Piandoli, visita alla chiesa di S. Benedetto a Cerasola. Alle 18.00 le persone di questi paesi si sono ritrovate tutte nella chiesa parrocchiale di S. Fortunato confessore a Poggioprimocaso per partecipare alla Messa presieduta dall’Arcivescovo e concelebrata dal parroco don Giuliano Medori. Nell’omelia mons. Boccardo, approfondendo il Vangelo di Giovanni (10,27 – 30) “Le mie pecore ascoltano la mia voce”, ha detto: «Ad uno sguardo superficiale tutte le pecore sono uguali, ma il pastore le riconosce una ad una. Gesù è così, conosce la sua gente e la chiama per nome. Per essa dà la vita, così come il pastore difende le sue pecore dal pericolo del lupo». Al termine della Messa il Vescovo ha pubblicamente ringraziato don Giuliano Medori per la generosità con cui svolge il ministero nelle parrocchie di Poggioprimocaso e Avendita; poi, c’è stato un momento di confronto e di dialogo con i membri del Consiglio pastorale e di quello per gli affari economici.

Sabato 20 aprile 2013, visita a Fogliano di Cascia, comunità facente parte della parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo all’Altipiano di Avendita. Dopo la cena offerta dalla comunità parrocchiale nello spazio ricreativo della Comunanza, l’Arcivescovo accompagnato da don Giuliano si è recato in visita a Fogliano di Cascia, paese natale della beata Maria Luisa Prosperi. Mons. Boccardo si è riunito in preghiera con i fedeli nella splendida chiesa di S. Ippolito martire. «Cari foglianesi – ha detto il Presule nel suo breve discorso – imitate la vostra paesana Maria Luisa Prosperi, della quale dovete essere orgogliosi: lei si è fidata del Signore e non è rimasta delusa. Non sempre tutto si realizza come noi vorremmo, ma Gesù non ci lascia soli». Poi, un invito ad essere sempre più parte integrante della parrocchia dell’Altipiano di Avendita. Ciò non vuol dire rinunciare alle vostre tradizioni, ma adattarle all’oggi. Per far questo ci vuole la responsabilità e l’impegno di tutti. Coraggio, andate avanti, non fermatevi dinanzi alle delusioni e al fallimento. Mettete insieme i talenti e vedrete che riuscirete a fare cose belle». Al termine, momento conviviale nei locali adiacenti la chiesa.

Domenica 21 aprile 2013, visita alle comunità di Logna e di Avendita. Nel pomeriggio di domenica 21 aprile, l’Arcivescovo è stato accompagnato dal parroco don Giuliano Medori a visitare le comunità di Logna e di Avendita. Insieme, anche gli altri due sacerdoti che prestano servizio assieme al parroco: don Natale Rossi e don Elio Zocchi. A Logna, mons. Boccardo ha celebrato la santa messa nella chiesa di S. Giovenale, dove era presente una ventina di persone. Il Presule ha parlato di collaborazione ai presenti, ricordando poi la popolazione viva e defunta. Al termine della celebrazione, è stato accompagnato dal parroco nelle case dei malati. Logna aveva una sua scuola, molto tempo fa, adiacente la chiesa: sebbene sia uno dei paesi che ha subito l’emigrazione, tipica di molte zone della Valnerina, dove i ‘parenti’ tornano solo per le vacanze, alcuni anziani ricordano ancora con piacere questo istituto come altre realtà presenti nel passato. L’afflusso turistico estivo, qualche stagione fa, ha toccato le mille presenze. L’Arcivescovo e i sacerdoti sono poi andati ad Avendita e, nella chiesa dedicata a S. Procolo, è stata celebrata la Messa. I parrocchiani hanno voluto salutare l’Arcivescovo ricordando, tra le altre cose, le meraviglie custodite nel luogo sacro, tra cui l’organo del ‘500, recentemente restaurato e tornato a suonare. Mons. Boccardo ha ringraziato e incoraggiato a valorizzare quello che hanno costruito i padri: «è stata testimonianza della loro fede a generare le opere d’arte oggi presenti. Quindi – ha detto – ad esse come prima cosa va dato valore di fede». Al termine, l’Arcivescovo ha avuto un incontro nei locali adiacenti con i rappresentanti della parrocchia, provenienti da Avendita, Colle di Avendita, Fogliano e Aliena. La serata è stata poi allietata da un momento di convivialità fraterno.

Lunedì 29 aprile 2013, visita alle frazioni di Agriano e Aliena di Norcia, Colle di Avendita, Colforcella, Puro e S. Giorgio di Cascia. Nel pomeriggio di lunedì 29 aprile, l’Arcivescovo ha fatto visita ad alcune frazioni della Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo all’Altipiano di Avendita, accompagnato dal parroco don Giuliano Medori e da don Natale Rossi e don Elio Zocchi. Il primo momento di preghiera è stato quello ad Agriano, nella chiesa dedicata a S. Vito. Qui, la popolazione – che conta circa una quarantina di persone stabilmente presenti – custodisce gelosamente il patrimonio artistico tramandato dai padri e c’è molta riconoscenza a un benefattore vissuto tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, Giuseppe Ricci, per aver contribuito alla realizzazione di numerose opere e per i lasciti alla Comunanza. Nella chiesa, tra le altre cose, sono ancora conservate le ‘martorelle’, strumenti che venivano suonati anticamente nella via crucis del Venerdì santo e nei periodi per i quali era fatto divieto dell’uso delle campane. L’edificio presenta problemi legati al tetto, di cui è stato messo al corrente l’Arcivescovo. Il presule, ringraziando per l’accoglienza, ha ricordato che la frazione ha donato alla Chiesa ben due sacerdoti viventi: don Elio Zocchi, presente, e mons. Angelo Corona, canonico della Cattedrale. Il discorso ha inevitabilmente richiamato la carenza di vocazioni che porta alla celebrazione sporadica della Messa nelle varie località; da qui, il suggerimento ad aprile comunque la chiesa per un momento di aggregazione e di preghiera comune, magari per il rosario, cogliendo l’occasione alle porte del mese mariano. L’abbraccio alla comunità di Agriano si è concluso con un momento conviviale presso il ‘Capannone’ della Comunanza, dove è stato fatto dono a mons. Boccardo della pubblicazione delle “Memorie di Agriano”. È stata poi la volta di Aliena dove, nella chiesa di S. Eutizio, il giovane Valerio Moretti ha portato il saluto a nome della comunità. «Cerchiamo sempre di portare avanti le nostre tradizioni, la nostra identità», ha detto. Una comunità che si sente realmente popolo di Dio e dove vivono stabilmente undici abitanti. L’Arcivescovo ha ricordato che custodire le bellezze artistiche significa principalmente tramandare la fede dei padri che in quelle opere hanno così espresso il loro amore per Dio. È seguito un momento di festa per il quale è stata presentata anche la torta della visita pastorale. A Colle di Avendita, la signora Annarita Bucchi ha salutato l’arrivo dell’Arcivescovo, introducendo a quella che è la comunità che attualmente conta trenta persone ma che, in passato, ha toccato i minimi storici di 4/5 abitanti, tra l’emigrazione dei primi del ‘900 in America e, successivamente, di chi si è trasferito a Roma. La ripopolazione è in qualche modo un recupero della memoria. Non c’è un ricordo di altre visite pastorali nella chiesa di S. Felice, dove mons. Boccardo è stato accolto per un momento di preghiera, da almeno 35 anni. Il luogo sacro ha visto al suo interno opere del XIV secolo, alcune delle quali non sono ritornate dopo il trasferimento a seguito del terremoto del 1979 (la chiesa è stata riaperta nel 1983). Molti restauri sono stati finanziati dal Lions Club della Valnerina; per quest’anno, è già stato assegnato il contributo per far tornare all’antico splendore due tele raffiguranti S. Lazzaro e S. Gabriele, poste sopra le porte che conducono alla sagrestia. Tra le altre opere importanti tornate nell’edificio, il dipinto della Madonna del Carmine, copia di quello di Gaspare Celio custodito a Roma, perduto nel 2007 a seguito di un incendio. Antiche memorie parlano della presenza, nei pressi di S. Felice, del beato Pietro da Cesi. Colle di Avendita ha un’altra chiesa, la Madonna di Loreto, dove la popolazione si riunisce solitamente per la recita del vespro. L’Arcivescovo ha ringraziato per la dettagliata descrizione, rimarcando l’importanza delle opere come testimonianza di fede. Ha aggiunto: «È bello trovare giovani famiglie che tornano qui per mettere le proprie radici». Dopo un momento conviviale, mons. Boccardo è stato accompagnato dai sacerdoti nella frazione di Colforcella per una preghiera con la popolazione locale nella chiesa di S. Maria Assunta. Il paese conta attualmente venticinque residenti; in passato, sono arrivati a essere 120. Come per gli altri, si popola in estate con quanti hanno la casa di famiglia e tornano per le vacanze. Qui, il ringraziamento dell’Arcivescovo si è soffermato particolarmente sul servizio dei sacerdoti e di don Natale Rossi, il ‘patriarca’, così lo ha definito. È stata poi la volta di Puro, dove mons. Boccardo è stato accolto nella chiesa di S. Marco Evangelista. Nella frazione, che conta diciannove presenze stabili, c’è anche la chiesa di S. Lucia, piena di affreschi in attesa del benestare della Soprintendenza per il restauro. Dietro a S. Marco, c’è la canonica, attualmente non abitata, e un orto, custodito dai parrocchiani. La serata si è conclusa a S. Giorgio, dove l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nell’omonima chiesa, alla presenza di una vasta porzione di popolo. Anche qui, ha ricordato l’importanza di custodire i beni come opere che testimoniano la fede. Ha poi richiamato la figura di san Vincenzo Pallotti, concittadino se così si può dire (è nato a Roma da padre di S. Giorgio), un esempio che può far comprendere l’essenza, ciò che vale veramente la pena: “trovare il tesoro che fa tenere viva la lampada della propria esistenza”. Il paese conta circa sessanta abitanti, tutti pressoché presenti alla cena nei locali della Comunanza che ha concluso la visita, durante la quale organetti e canti hanno allietato con le “Pasquarelle”, intonate da don Natale Rossi.

Venerdì 26 aprile 2013, visita ad alcune comunità che compongono la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo al Pian di Chiavano con sede in Civita. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Renzo Persiani e dal vicario parrocchiale, don Sebastian Urumbil, ha visitato i seguenti paesi: Castel S. Giovanni, Fustagna, Villa S. Silvestro, Coronella, Chiavano, Opagna, Cascine di Opagna e Civita. Si tratta di paesi ricchi di storia e tradizioni, ma poco abitati durante l’anno (in estate, ma questo è comune a tutti i paesi della Valnerina, gli abitanti crescono in maniera notevole). Civita con i suoi quasi sessanta abitanti è il più popolato. Poi ne abbiamo sei a Castel S. Giovanni, uno a Fustagna, otto a Coronella, quindici a Villa S. Silvestro, ventidue a Chiavano, trenta tra Opagna e Cascine di Opagna. Ognuno di questi paesi fino al 2000 era parrocchia a sé. Ora sono stati riuniti e la sede giuridica della parrocchia, denominata dei Santi Pietro e Paolo, è a Civita. La Visita pastorale dell’Arcivescovo è servita anche per chiarire alcuni aspetti tecnici, come ad esempio i beni che ogni vecchia parrocchia ha. È stato chiarito che i terreni e le proprietà di ogni singolo paese saranno a servizio delle chiese di quel paese. In concreto, se ci fosse la necessità di sistemare la chiesa si potrà procedere all’alienazione di un appezzamento di terreno (ogni antica parrocchia ne ha almeno una cinquantina) e con il ricavato provvedere al necessario per l’edificio di culto. La vita pastorale di queste comunità, che è l’aspetto fondamentale, molto più importante delle singole proprietà, dovrà invece essere sempre più vissuta insieme. La celebrazione eucaristica festiva viene celebrata alternativamente nei maggiori centri. Anche qui mons. Boccardo ha ribadito il concetto che nessuno vieta agli abitanti di un paese di riunirsi in chiesa per recitare, ad esempio, il rosario. E per far questo non è indispensabile la presenza del sacerdote. I momenti comuni di preghiera si sono tenuti al cimitero di Corenella per la recita del rosario e nella chiesa di Civita per la celebrazione della Messa. Una curiosità: la frazione di Opagna è la più alta del Comune di Cascia e una tra le più distanti da centro.

Martedì 30 aprile 2013, visita alle scuole di Avendita e alle comunità di Manigi, Colmotino, Tazzo e Maltignano. La giornata è iniziata con la visita alla scuola elementare e materna di Avendita di Cascia. L’Arcivescovo era accompagnato dal parroco don Giuliano Medori. Questa frazione è l’unica del Comune ad avere ancora le scuole. Alla elementare ci sono dieci bambini, riuniti in un’interclasse; alla materna, otto. Gli alunni provengono dalle frazioni dell’altipiano: Avendita, S. Giorgio, Logna, Fogliano, Puro, Colforcella, Colle di Avendita, Agriano, Aliena, Ospedaletto. Le insegnanti hanno sottolineato come la visita dell’Arcivescovo sia importante per dare speranza a queste piccole scuole che ogni anno sono a rischio chiusura. I bambini delle elementari, dopo aver dialogato con mons. Boccardo, hanno dedicato al Presule la canzone “Emmanuel”, inno della Giornata mondiale dei giovani del 2000. Quelli dell’asilo hanno recitato insieme al Vescovo il Padre Nostro e gli hanno donato del pane da loro prodotto. Nel pomeriggio visita alle comunità di Manigi, Colmotino, Tazzo e Maltignano, nelle quali il Presule è stato accompagnato dal parroco don Renzo Persiani e dal parroco emerito don Elio Zocchi. Manigi: l’Arcivescovo è arrivato intorno alle 15.30 ed è stato accolto in maniera festosa dagli abitanti del luogo dinanzi alla chiesa di S. Nicola di Bari. In questa frazione stabilmente vivono dieci persone. Vescovo e popolo hanno pregato insieme nella bella chiesa. L’abitato di Manigi, posto a 933 metri sul livello del mare, è citato in un documento dell’Abbazia di Farfa risalente al 1050. Per l’occasione si sono ritrovati in chiesa anche alcune persone native di Manigi ma residenti a Roma. Colmotino: in questa frazione, dove vivono quindici persone, il Presule vi è giunto intorno alle 16.00 e si è riunito in preghiera con la popolazione nella chiesa di S. Maria Assunta. Qui c’è stata una bella sorpresa: la visita dell’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli. Il Presule campano ha approfittato di una sua breve permanenza in Umbria (ha partecipato a Trevi al convegno dell’Associazione laici bonilliani, ndr) per salutare mons. Boccardo. Una signora di Colmotino ha commentato: «E quando ci ricapita più di avere contemporaneamente due Arcivescovi!». Tazzo: intorno alle 16.40 tappa a Tazzo, nella chiesa di S. Leonardo. Nel piccolo centro vivono stabilmente sette persone, che hanno accolto con gioia l’Arcivescovo. Anche qui breve momento di preghiera in chiesa. In tutti e tre questi paesi, mons. Boccardo si è complimentato per come vengono custodite bene le chiese ed ha invitato gli abitanti a ritrovarsi in esse, oltre che per la celebrazione della Messa, che avviene a rotazione, anche per la recita del rosario almeno una volta a settimana. Alle 17.00 visita al cimitero che accoglie i defunti di tutte queste frazioni. Lì si è avviata la recita del rosario e, a piedi, si è partiti alla volta della chiesa di S. Martino a Maltignano, paese dove vivono 120 persone stabili. Giunti sulla piazza antistante la chiesa, Vescovo, sacerdoti e fedeli hanno sostato in preghiera dinanzi al monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Alle 18.00 è iniziata la concelebrazione eucaristica, animata dalla corale parrocchiale di Cascia. Al termine, è stata recitata la preghiera alla Madonna dei Monti, protettrice di Maltignano, scritta da don Ansano Fabbi.

Martedì 30 aprile 2013, visita ad Ospedaletto di Norcia, comunità facente parte della parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo all’Altipiano di Avendita. La sera, alle 21.00, mons. Boccardo insieme a don Giuliano Medori si è recato ad Ospedaletto di Norcia per pregare e dialogare insieme alla popolazione. L’incontro è avvenuto nella bella chiesa di S. Lorenzo.

Giovedì 2 maggio 2013, visita ad Onelli e Ocosce. Nel pomeriggio mons. Boccardo, accompagnato dal parroco don Renzo Persiani e dal parroco emerito di questi paesi don Giovanni Ferri, si è recato ad Onelli e nei Casali di Onelli – venticinque abitanti stabili in tutto – per far visita ad alcune persone malate. Lo stesso ha fatto nei Casali di Ocosce. Poi, alle 20.00 celebrazione eucaristica nella chiesa della Madonna di Loreto ad Ocosce. La liturgia è stata animata nel canto dalla corale parrocchiale di Cascia. Tra Ocosce e Casali di Ocosce vivono all’incirca centodieci persone. Al termine della Messa, momento di fraternità presso i locali della Comunanza.

Venerdì 3 maggio 2013, visita a Roccaporena e a Collegiacone. Sono state le ultime due comunità visitate dall’Arcivescovo. Alle 16.00 celebrazione eucaristica nel Santuario di S. Rita. Con il presule hanno concelebrato: mons. Vincenzo Alimenti, parroco di Roccaporena, e mons. Sante Quintiliani, già parroco di Collegiacone. Il servizio all’altare è stato assicurato dai novizi dei Fratelli Francescani Missionari del Cuore di Gesù e di Maria Immacolata. La liturgia è stata animata nel canto dalle Sorelle Francescane Missionarie del Cuore di Gesù e di Maria Immacolata. Presenti tutti i ragazzi del Centro Educativo, il personale dell’Opera e gli abitanti del paese natale di S. Rita. Nell’omelia mons. Boccardo ha invitato i presenti ad imitare Gesù, che non fece stregonerie ma fece del bene e si fece vicino a chi era nella sofferenza. «Imitiamolo nelle piccole cose di ogni giorno, impariamo da lui ad essere sempre più sinceri ed onesti, misericordiosi ed accoglienti. Sono a dire queste cose qui, nel luogo natale di Rita, da tutti definiti “Santa dei casi impossibili”. A me piace definirla, però, anche Santa della vita normale (è stata fidanzata, moglie, mamma, vedova, monaca, ndr), cioè che ha vissuto seriamente la vita quotidiana piena di gioie e sofferenze. Il suo esempio brilla davanti a noi». Al termine della celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha incontrato gli abitanti di Roccaporena e il personale dell’Opera. Mons. Boccardo ha sottolineato come i pellegrini che giungono da ogni parte d’Italia e del mondo devono trovare a Roccaporena accoglienza e devono portare via un buon ricordo spirituale e di preghiera e non solo souvenir o prodotti alimentari tipici. Alle 19.00, visita alla comunità di Collegiacone, recita del rosario in chiesa e momento di fraternità nei locali parrocchiali.

Sabato 4 maggio 2013, chiusura della visita pastorale nel territorio di Cascia. Nella chiesa parrocchiale di S. Maria della Visitazione in Cascia si è conclusa con una celebrazione eucaristica la Visita pastorale nelle parrocchie di Cascia, Roccaporena, Avendita, Pian di Chiavano e Poggioprimocaso. Non molto affollata la chiesa, ma presenti tutti gli operatori pastorali, il sindaco Gino Emili e altri rappresentanti istituzionali. Don Renzo Persiani, a nome di tutti i sacerdoti presenti, ha ringraziato l’Arcivescovo, tracciando un resoconto di quanto emerso. «Molti qui non ricordano una Visita pastorale», ha detto. «Grazie Eccellenza per averci incitati, sollecitati, rimproverati e incoraggiati. Le nostre comunità si sono ritrovate unite. Siamo in attesa della lettera che ci invierà a conclusione, pronti all’obbedienza», ha continuato don Persiani. Mons. Boccardo ha richiamato la figura del Buon Pastore con le sue pecore, spiegando ancora una volta cosa significa per il Vescovo compiere la Visita pastorale. «Sono stati per me quindici giorni di condivisione profonda, con gente di ogni età», ha affermato. «Ho conosciuto meglio un territorio che già conoscevo, ma non così approfonditamente. Ha visto il vostro tesoro, le vostre belle chiese, non monumenti ma luoghi di culto, ho parlato con molti di voi. E ho ammirato la generosità e l’impegno che accompagnano tante attività. Ho condiviso tutto questo coi miei fratelli sacerdoti, loro che continuano a donare il Vangelo in questi territori, facendo eco a quello che Gesù ha fatto e detto. Se qualcosa ho dato, tanto è stato ciò che ho ricevuto: una fede genuina. Grande accoglienza ho trovato nelle case dove abitano anziani, ammirando come sono accolti e aiutati dalle proprie famiglie; si tratta di un tesoro prezioso che deve essere custodito, un segno che contrasta la società individualista. Ho ottenuto, in sintesi, un’accoglienza ‘familiare’ e, nella lettera, scriverò parole di incoraggiamento ad andare avanti, non disperdendo il grande patrimonio di fede. Uno sprone, sapendo che la Chiesa non è del Vescovo e dei preti, ma di tutti. Nella comunità cristiana, nessuno può essere spettatore ma siamo tutti attori, ognuno ha il suo posto: nel momento in cui si diventa spettatori, si è immediatamente critici; da attori, invece, siamo in grado di condividere la gloria e i fallimenti». Un richiamo, infine, alla coerenza, cioè ciò che il Signore chiede: compiere ogni giorno il proprio dovere nella semplicità nella verità. Solo così potremmo essere luce del mondo e sale della terra. La visita a Cascia si è conclusa nel Roseto, dove il Sindaco ha chiesto all’Arcivescovo di piantare la “sua” rosa, a suggello del legame con la Città di S. Rita.

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