Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto. Foto

Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto. Foto

Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto. Foto

/
/
Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto. Foto
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

Da domenica 2 a giovedì 6 giugno 2013, l’Arcivescovo si è recato in visita alla parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto. Il parroco è padre Jose Kurian Mecheril, VC. Vicario parrocchiale è padre Antony Biju, VC. Un territorio di oltre mille abitanti, sparsi nelle varie frazioni che compongono il Comune.

Domenica 2 giugno, apertura della visita pastorale a Cerreto di Spoleto. Si è aperta nella domenica in cui la Chiesa ricorda la solennità del Corpus Domini la Visita pastorale a Cerreto di Spoleto. Il 2 giugno l’Arcivescovo è stato accolto nella piazza principale della cittadina, alla presenza del parroco padre Jose Kurian Mecheril, il suo vicario padre Antony Biju, il sindaco Giovanna Forti, i rappresentanti delle forze militari e di tutte le confraternite che animano la vita delle frazioni. L’ingresso della chiesa di S. Maria e delle vie del paese sono state adornate da rappresentazioni floreali a tema, composte dal Sindaco e da altre signore del luogo. Mons. Boccardo ha presieduto la messa e, al termine, la processione del Corpus Domini per le strade di Cerreto.

Foto-gallery

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha ricordato l’identità del cristiano: colui che fa memoria della Parola di Gesù e impara a dare una dimensione alla propria vita. «Una vita richiusa su se stessa, autosufficiente – ha detto – prima o poi muore, si atrofizza. Solo quando è accogliente e quando si perdona si trova il vero senso delle cose, altrimenti si tratterebbe di un’esistenza sterile». Dall’ascolto della Parola, dalla partecipazione alla Messa domenicale, il cristiano trova alimento e forza nell’essere fedele e coerente; nella comunità radunata, esso trova il senso dell’unità. E la processione, al termine, è un voler dire, un proporre a tutti la strada per la salvezza. Mons. Boccardo ha così ribadito che proprio questo ‘richiamo’ al compito del cristiano è alla base della visita pastorale, un modo per rinnovare lo spirito che deve animare la comunità ma anche un’occasione di conoscenza reciproca.

Lunedì 3 giugno 2013, visita alle comunità di Nortosce, Rocchetta, Triponzo, Bugiano, Macchia e Ponte di Cerreto di Spoleto. In tutti i paesi, l’Arcivescovo ha fatto visita alle case dei malati e degli infermi, guidato dal parroco. Nortosce è abitata stabilmente da un solo abitante. All’incontro con l’Arcivescovo e con il parroco c’erano anche altre due persone, che solitamente vivono altrove, per via del lavoro, e che, come altri, tornano al paese per i fine settimana e per le vacanze estive. Questi si tengono comunque in contatto, durante l’anno, e hanno fondato un gruppo sul social-network Facebook degli “Amici di Nortosce”. La chiesa è intitolata a S. Pietro e non è in buono stato. Sopra, c’è la casa parrocchiale il cui tetto risulta, in parte, crollato. C’è però un luogo che funge ancora da “punto aggregativo” per chi viene in estate: una stanza sotto la chiesa con giochi e tv, probabilmente un ex oratorio. L’Arcivescovo è stato invitato a tornare per i festeggiamenti di S. Pietro che il paese ricorda non il 29 giugno ma in estate piena, per permettere la partecipazione e l’organizzazione da parte di tutti coloro che sono collegati a Nortosce. La seconda località visitata è stata Rocchetta dove vivono stabilmente poco più di trenta abitanti e, qui, mons. Boccardo ha incontrato la comunità per una preghiera nella chiesa al ciglio della strada, intitolata a S. Maria del Verde, dove attualmente vengono celebrate le funzioni. Qui, si può ammirare, sopra l’altare maggiore, una bella icone della Vergine e, in fondo, è posizionato il prezioso stendardo restaurato che rappresenta il paese (attualmente, ne è stata fatta una copia che esce per le processioni e i momenti rappresentativi, mentre l’originale resta custodito in una teca). La popolazione presente ha poi accompagnato il Vescovo nel castello di Rocchetta, dove è posta la chiesa principale, dedicata a S. Giacomo. Questa non verte in buono stato, come del resto i locali parrocchiali adiacenti. Mons. Boccardo è stato poi condotto presso un altro locale di proprietà ecclesiastica. Erano passate le 12, quando l’Arcivescovo e il Parroco sono giunti a Triponzo, dove sono stati accolti da una parte della popolazione nella chiesa della Madonna del Carmine per una preghiera insieme. Al termine, mons. Boccardo e padre Mecheril si sono recati nelle case degli anziani e dei malati, prima di ritrovarsi con tutto il paese insieme per il pranzo, un momento che è servito a conoscersi reciprocamente. A Triponzo vivono stabilmente una ventina di persone. Molta preoccupazione desta, tra la gente, la mancanza del rintocco delle campane che annuncia la festa e la celebrazione della Messa. Ma, ora, sono tutti in attesa della riapertura della chiesa principale, dedicata a S. Caterina i cui lavori, a quanto annunciato dalla ditta appaltatrice, dovrebbero concludersi per fine giugno 2013. A Triponzo c’è anche una casa parrocchiale, uno stabile inizialmente sorto come asilo ma che, sembra, non è stato mai destinato a questa funzione. La Comunanza vorrebbe poterlo ottenere come punto aggregativo per le feste del paese e l’Arcivescovo si è detto disponibile alla cessione, fatti tutti gli adempimenti e le valutazioni necessarie dagli uffici tecnici competenti. La visita è proseguita a Bugiano e, più precisamente, a Bugianpiccolo nella chiesa di S. Giovanni, completamente restaurata e ben tenuta. Accanto, c’è ancora la casetta di legno, usata a seguito del terremoto per le funzioni religiose e lasciata anche dopo il restauro della chiesa, per gli incontri. È stato chiesto all’Arcivescovo di tenerla per le attività della comunità. Il Presule ha accordato a patto di togliere la croce che identificherebbe il luogo di culto. Verrà inoltre tolta la vecchia struttura metallica che reggeva la campana provvisoria, che attira fulmini. Il Pastore si è complimentato per la conservazione della chiesa e, anche qui come a Rocchetta e Triponzo, ha ribadito che le chiese hanno ragione di continuare ad esserci se i cristiani le vivono. Penultima tappa del giorno di visita tra le frazioni cerretane, è stata Macchia. Nel paese vivono stabilmente sei famiglie ma la comunità ingloba altri paesini e vocaboli vicini. Nella chiesa a bordo strada della Madonna dell’Addolorata è stato accolto l’Arcivescovo per una preghiera e per un momento di convivialità, segnato da una bella presenza di bambini e giovani. Gli è stato così fatto notare il problema dell’umidità dei muri dovuti probabilmente al tetto. L’ultima comunità visitata è stata Ponte, anche questa una frazione giovane, dove risiedono stabilmente oltre cento persone. Qui, nella Pieve di S. Maria Assunta, mons. Boccardo è stato accolto dai bambini più piccoli con in mano ciotole contenenti sale e lumi, ad indicare il messaggio “Voi siete il sale della terra e la luce del mondo”. È stata così celebrata la liturgia della Parola, da cui è emerso il messaggio tradotto da mons. Boccardo: ognuno è chiamato a fare la sua parte e a farla bene. «Aspettiamo sempre che qualcun altro faccia», ha detto. «Se, invece, impariamo a darci da fare noi, ogni giorno, vivremo meglio, con la pace nel cuore. Siamo invece ormai così superficiali che qualsiasi cosa non ci basta mai. Proviamo a ritrovare un po’ di freschezza e semplicità, compiendo ognuno la propria missione, occupando ciascuno il proprio posto. Così la comunità continua. In tal senso, questo momento di preghiera vuole essere un incoraggiamento e una iniezione di speranza e di coraggio. Trovate la forza per seminare il bene, la vera ricchezza». Al termine, tutti si sono ritrovati presso i locali parrocchiali della frazione, per una cena di convivialità.

 

Martedì 4 giugno 2013, visita a Fergino. La giornata di martedì 4 giugno, si è aperta con la visita alla comunità di Fergino, altra frazione di Cerreto di Spoleto, dove stabilmente vivono otto persone. All’incontro con l’Arcivescovo erano presenti anche altri, venuti per l’occasione. La chiesina, dove è stata recitata la preghiera, è intitolata a S. Biagio e, intorno, c’è un bel prato da dove si può ammirare una bellissima vista sulle valli e i monti circostanti. Anche qui, gli abitanti hanno fatto notare a mons. Boccardo che ci sarebbe bisogno di lavori di ristrutturazione.

 

Martedì 4 giugno 2013, visita alle scuole. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco, si è recato presso la Scuola d’Infanzia delle Suore Oblate della Sacra Famiglia. La visita è stata per lui un’occasione per conoscere l’istituto, dove non era ancora stato dall’inizio del ministero nella Chiesa di Spoleto-Norcia. Qui, frequentano circa venti bambini. Uno di loro ha dato il benvenuto a mons. Boccardo e, con tutti gli altri, ha recitato le preghiere. Dopo l’incontro coi più piccoli, l’Arcivescovo è stato guidato nella visita a tutti i locali e ha potuto apprendere, da suor Cinzia, alcune informazioni: si vivono tempi duri in virtù del fatto che ci sono molte regole da seguire come istituto paritario a fronte di entrate che non costituiscono una vera e propria retta ma un contributo, secondo il volere de “la Mammina”, madre Lisa Salvadori, fondatrice della Congregazione. L’istituto è collegato alla sede di Roma, da cui provengono le insegnanti (suore consacrate e oblate esterne) che, in luglio per il campus estivo, vengono affiancati da persone del luogo. Mons. Boccardo e p. Mecheril si sono poi recati alla scuola pubblica di Cerreto, dove sono stati accolti dal dirigente scolastico, la prof.ssa Maria Franca Bologni. L’istituto è inglobato nel Comprensivo di Cascia ma, è stato spiegato, per l’Anno scolastico 2013/14, acquisterà l’autonomia e sarà unito a S. Anatolia di Narco, Scheggino, Vallo di Nera e Sellano. Poi, si vedrà se continuare su quest’onda, ma tutto dipende dai numeri. È un dato di fatto, infatti, che la realtà dei paesi sta cambiando: «La sopravvivenza di questi piccoli centri – ha detto la preside – è affidata alla scuola, alla Chiesa e all’apparato sanitario. Ma bisogna accettare il fatto che c’è un cambiamento e che è rapido». La scuola è su due edifici che accolgono: l’uno, trentaquattro alunni della Media inferiore, l’altro, sessanta bambini tra Primaria e scuola dell’Infanzia. L’Arcivescovo ha così incontrato prima i ragazzi della Media, che gli hanno rivolto domande, tra cui “cosa succede se si perde la fede”, poi i più piccoli, ai quali ha lasciato il messaggio «non dimenticate quello che imparate qui perché serve per la mente e per il cuore, fate tesoro di quanto state scoprendo».

 

Martedì 4 giugno 2013, incontro con il Consiglio per gli Affari economici e con il Consiglio pastorale parrocchiale. Nel pomeriggio di martedì 4 giugno, l’Arcivescovo si è riunito insieme al Consiglio per gli Affari economici e al Consiglio pastorale parrocchiale, per conoscere meglio la situazione della parrocchia di S. Maria in Cerreto di Spoleto.

 

Martedì 4 giugno 2013, incontro con i ragazzi dell’Oratorio. Mons. Boccardo ha assistito a un incontro coi bambini dell’Oratorio di Cerreto, molto partecipato. Le educatrici hanno proposto giochi (tra cui “la ragnatela dell’amicizia”) e, tra uno e l’altro, l’Arcivescovo ha conosciuto i piccoli, colloquiato con loro, cogliendo e facendo notare i tre punti che costituiscono l’essenza dell’oratorio, ovvero: imparare a stare insieme, a diventare amici divertendosi; imparare le regole e il rispetto reciproco; conoscere Gesù attraverso le preghiere. Hanno partecipato anche alcuni genitori.

 

Martedì 4 giugno 2013, incontro con la popolazione di Cerreto di Spoleto. Nella chiesa di S. Maria, l’Arcivescovo e il parroco hanno incontrato la popolazione del paese principale del Comune, Cerreto appunto. Alla liturgia della Parola, ha ribadito il concetto della vita cristiana come richiamo e spinta a seguire coerentemente Cristo. «La vostra parrocchia è un insieme di tante realtà che adesso sono state riunite tutte insieme in questa sede parrocchiale», ha detto. «Così ognuno ha il suo compito e la sua missione, nessuno è superfluo. Ciò che arricchisce la comunità cristiana è l’identità di ciascuno. Anche se non si vedono i frutti subito, nulla va perduto, tutto contribuisce al bene comune». Si tratta dunque di mettersi insieme per vivere l’autenticità della Chiesa. Padre Mecheril ha ringraziato, come in tutte le comunità visitate, la popolazione per la corale partecipazione all’accoglienza di mons. Boccardo, nel giorno del Corpus Domini. Ha poi calcato l’attenzione sull’importanza di questa presenza: «La mancanza o la poca conoscenza di una persona ci fa giudicare», ha spiegato. «Questo tempo, è per far conoscere la persona dell’Arcivescovo. Vi prego di incontrarlo, colloquiare con lui per condividere gioie e amarezze». Al termine, fuori dalla chiesa, c’è stato questo scambio di presentazioni, continuato, poi, durante la cena conviviale che ha concluso la giornata.

 

Mercoledì 5 giugno 2013, accoglienza in Comune. Nella mattinata di mercoledì 5 giugno, accompagnato dal parroco, l’Arcivescovo è stato accolto nel Palazzo Comunale di Cerreto di Spoleto dal sindaco Giovanna Forti. Presenti i componenti della Giunta, del Consiglio comunale e i dipendenti. «Benvenuto in questa sede dove l’abbiamo accolta all’indomani della sua nomina», ha iniziato il Sindaco. «Non abbiamo memoria storica di una Visita pastorale, almeno così capillare. Questa presenza ci dona speranza e ci fa sentire la sua vicinanza alle istituzioni. D’altronde, se non si conosce un territorio, non lo si può amare». Il Primo cittadino ha così fatto omaggio a mons. Boccardo di una stampa raffigurante la piazza principale di Cerreto. «La Visita pastorale è occasione di una conoscenza più approfondita», ha detto l’Arcivescovo, ringraziando per l’accoglienza. «Ho trovato una popolazione molto attenta al suo territorio, alle chiese: segno di una cultura cristiana e di una ricchezza, che sono proprie di questa terra. Sono ammirato di come gli ammalati sono accolti con attenzione e generosità. Al contempo, però, gli anziani raccontano l’abbandono, la rassegnazione per la fine di un’epoca. Da parte nostra possiamo tentare di assicurare una vicinanza a queste persone, non come accanimento terapeutico ma per dare una speranza, con il realismo di dire “quel che possiamo fare, lo facciamo”». Altro aspetto importante, ha sottolineato mons. Boccardo, è l’oratorio, una realtà dove i piccoli possono imparare a formarsi come persone. Tutto questo fa parte del contributo significativo della comunità cristiana. «Abbiamo una finalità comune, Amministrazione e Chiesa: aiutare le persone a vivere bene. Da parte nostri, c’è la massima disponibilità a lavorare insieme. Se è vero che l’unione fa la forza, qualcosa di significativo riusciremo a farlo. Questa “umanità” è il patrimonio più bello che non dobbiamo perdere». Al termine dell’incontro, sono state fatte vedere all’ospite tavole preziose, probabilmente appartenenti ad un tabernacolo, un esempio delle varie opere ecclesiali custodite nei locali comunali.

 

Mercoledì 5 giugno 2013, visita alla Casa di Riposo “Palazzo Nobili” e ai malati del paese di Cerreto. L’Arcivescovo ha fatto visita alla Casa di Riposo “Palazzo Nobili” di Cerreto, dove sono ospitati ventidue anziani. Presenti anche alcuni familiari. Mons. Boccardo ha recitato l’Ave Maria, prima di salutare, uno ad uno, gli anziani, dando loro una parola di conforto. Poi, si sono tutti riuniti nella terrazza che affaccia sulla Valnerina, per un momento conviviale. La mattinata si è conclusa con la visita nelle case dei malati e infermi del paese.

 

Mercoledì 5 giugno 2013, incontro con i giovani del Comune presso “Il Cedro” di Borgo Cerreto. All’invito del parroco padre Jose, hanno risposto una ventina di giovani che si sono ritrovati, nel pomeriggio di mercoledì 5 giugno, presso “Il Cedro” di Borgo Cerreto, sede della Pro-loco, per incontrare l’Arcivescovo. L’appuntamento è servito a conoscere la realtà del Comune, con gli occhi e le orecchie delle nuove generazioni, desiderose di un futuro che non faccia perdere l’identità e che possa essere basato su valori come l’amicizia. “Fondare un gruppo giovanile?”: questa la domanda che ha scaturito la riflessione sul come e su cosa fare, visto che ancora non è stato possibile. È emersa tanta voglia, da parte dei presenti, di costituire il gruppo allo scopo di dar vita a qualcosa insieme, facendo anche servizio agli altri. «Cosa vi aspettate dalla parrocchia?», ha chiesto loro l’Arcivescovo. «Che coinvolga di più i ragazzi», è stato risposto, che dia il “là”. Sul come fare, nessuno è stato in grado di rispondere. Allora, su proposta di mons. Boccardo, è stato stilato un elenco di coloro che vogliono mettersi in gioco e costruire qualcosa insieme, di chi dice “Io ci sto”, e poi consegnato al parroco. «Visto che avete questa sensibilità – ha suggerito mons. Boccardo – mettetela in pratica. Per esempio: in estate, perché non proponete attività per i ragazzi che rimangono a Cerreto?». È stata poi prospettata l’idea di mettersi in contatto con la Pastorale giovanile diocesana, per un supporto. Padre Jose ha concluso invitando a cominciare con piccole attività: «Da parte mia – ha detto – assicuro il 100% della disponibilità. È importante non fermarsi sempre alle prime difficoltà». Un incontro, dunque, pieno di aspettative, che ha lasciato la voglia di rivedersi presto.

 

Mercoledì 5 giugno 2013, momento di preghiera e incontro con le comunità di Collesoglio e Madonna di Costantinopoli presso la chiesa di S. Maria di Costantinopoli. Una chiesa gremita ha accolto l’arrivo dell’Arcivescovo per la celebrazione della liturgia della Parola, durante la quale si è soffermato nel messaggio di san Paolo ai primi cristiani, ai quali dice di essere attenti alle cose indispensabili: ognuno ha un proprio posto e trova la giusta collocazione nella Chiesa di Gesù, nessuno può essere spettatore nella comunità. Al termine dell’incontro, la popolazione si è ritrovata insieme per una cena di condivisione fraterna. Questa zona comprende le frazioni di Madonna di Costantinopoli, Collesoglio e Case Sparse e accoglie circa centosettanta abitanti.

 

Giovedì 6 giugno 2013, messa al cimitero di Borgo Cerreto. L’Arcivescovo ha celebrato, giovedì 6 giugno, la Messa nel cimitero di Borgo Cerreto. «Questa celebrazione è una festa della fede – ha detto – non perché la fede tolga il dolore, ma in quanto aiuta a portarlo». Ha poi aggiunto: «I nostri cari ci aiutano nello stile per imparare a vivere bene, ovvero li ricordiamo per ciò che hanno fatto e, a nostra volta, impariamo. Quindi non possiamo sprecare il tempo, non aspettare chissà quali occasioni ma cominciare subito e continuare con coerenza. Venire qui è anche un augurio di consolazione e speranza, quasi un appuntamento in cui i nostri cari sembrano dirci: “Ti aspetto, ti voglio bene e un giorno ci incontreremo di nuovo”». Prima di lasciare il cimitero, mons. Boccardo ha fatto una sosta nella cappella che ospita il corpo di don Guerrino Rota, fondatore del Centro di Solidarietà di Spoleto.

 

Giovedì 6 giugno 2013, visita alla comunità di Borgo Cerreto e conclusione della Visita pastorale. Dopo aver visitato i malati della frazione, nella chiesa di S. Lorenzo, mons. Boccardo ha incontrato la popolazione di Borgo Cerreto per la liturgia della Parola. Erano presenti una trentina di persone. Il messaggio che l’Arcivescovo ha lasciato è stato, anche in questo caso, quello di vivere con intelligenza e generosità la vita che si è scelto di fare; ci sono momenti più duri e altri più leggeri, ma fa parte della storia. Ha poi puntato l’accento sulla Messa domenicale, che rinsalda la comunione tra le persone e arricchisce la comunità cristiana. Anche qui, si è compiaciuto per l’attenzione agli anziani nelle famiglie: un “antiveleno nella vita sociale”, l’ha definita. La popolazione ha sottoposto delle domande a mons. Boccardo, alcune a livello di sacramenti, altre sui beni di proprietà della comunità cristiana, tra cui la domanda di recupero del rosone della chiesa, chiuso tra due supporti in legno che lo sorreggono a seguito del terremoto. Per il resto, il luogo è stato messo in sicurezza ed è perfettamente restaurato. Alcuni beni, però, dopo essere stati trasferiti a Cerreto per il sisma, non sono più tornati a S. Lorenzo. La frazione di Borgo Cerreto conta circa centosettanta abitanti e molti di loro si sono ritrovati per la cena presso “Il Cedro”, occasione in cui si è conclusa la Visita pastorale nella parrocchia. Il presidente della Pro-loco ha ringraziato l’Arcivescovo: «Mons. Boccardo – ha detto – è riuscito a cambiare qualcosa. C’è stato un passo avanti verso la conoscenza, l’amicizia». Il parroco ha speso una parola per la popolazione, verso cui, commosso, ha detto: «Mi avete accolto a cuore aperto, voi siete la mia famiglia. Cerco di comportarmi secondo questo principio, nonostante i miei limiti, dovuti soprattuto alla lingua». E a mons. Boccardo: «A nome di tutte le comunità di Cerreto, grazie per la sua presenza, la sua amicizia, soprattutto la sua condivisione. I grandi passi iniziano con i piccoli e un primo è stato fatto. Ora, camminiamo insieme, la Chiesa è la comunità dei cristiani».

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook