Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Campello sul Clitunno

Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Campello sul Clitunno
visitacampello2013

Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Campello sul Clitunno

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Da lunedì 30 settembre a domenica 6 ottobre 2013 l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nella parrocchia di S. Maria in Campello sul Clitunno, della quale è parroco don Stefano Sivilla Clary. La parrocchia comprende le seguenti località: Campello, Campello Alto, il Colle, Lenano e Pissignano. Altre frazioni del Comune ricadono nelle parrocchie di Silvignano di Spoleto (Acera, La Spina, Agliano) e Verchiano di Foligno (Pettino). Nel territorio della parrocchia sono presenti i Chierici Regolari di S. Paolo, detti Barnabiti, a Campello Alto, due eremite all’eremo della Trinità in località Le Cozze e le “allodole” nell’eremo Francescano di Campello.

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La storia di Campello si accentra sull’antico castello che si dice fondato, verso la metà del sec. X, da Rovero di Champeaux, da cui sarebbe derivata la famiglia dei conti di Campello, che ne ebbe la signoria. Il nobile feudatario sarebbe venuto in Italia da Reims, al seguito di Guido, duca di Spoleto, ottenendo di edificare una fortezza su di un colle (l’attuale Campello Alto); l’imperatore Lamberto avrebbe confermato l’investitura nel 921 circa, comprendendo nel feudo, denominato “Gualdi Ranieri”, otto ville (villaggi).

Lunedì 30 settembre 2013, incontro in Comune. Lunedì 30 settembre, si è aperta la visita pastorale dell’arcivescovo Renato Boccardo a Campello sul Clitunno con l’incontro istituzionale, presso il Palazzo comunale. A fianco del parroco, don Stefano Sivilla, è stato accolto dal sindaco Paolo Pacifici. E proprio il Primo cittadino, salutando e ringraziando il Pastore diocesano, ha esordito citando esempi di collaborazione già esistenti tra Curia e Amministrazione, come la riqualificazione della Madonna de La Bianca, iniziata con l’episcopato di mons. Fontana e poi continuata con l’attuale vescovo. “Sono stati investiti 600mila euro su questo edificio per noi molto importante – ha specificato Pacifici – rappresentativo anche dal punto di vista sociale, attorno al quale si è sviluppata la comunità. È un esempio di collaborazione che produce effetti concreti. Per quanto riguarda l’economia – ha poi aggiunto – questa Amministrazione si sta connotando come quella che ha raggiunto il record di investimenti dal secondo Dopoguerra, in fatto di riqualificazione di attività, tra cui la realizzazione dell’Auditorium e i progetti inerenti il settore fotovoltaico. Tutta una serie di azioni volte al risparmio delle risorse economiche ma anche riqualificazione all’avanguardia. A fronte di ciò, ci sono grandi difficoltà legate alla condizione socio-economica di molti nostri concittadini. Seppure Campello si sta impegnando, da molti anni ormai, non si sta investendo su nuove attività e questo si ripercuote sulle giovani generazioni”. Qui, si inserisce la collaborazione con la Caritas, che “tampona” con l’assistenza. Il Primo cittadino invita a lavora insieme con maggiore energia per interpretare nuove forme di interventi per aiutare nella vita quotidiana e non solo nelle emergenze. “La crisi economica – ha detto – diventa crisi sociale e la risposta può essere trovare forme di aggregazione soprattutto per le giovani generazioni”. Studiare luoghi di aggregazione e mezzi nuovi per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro e nella società perché “la solitudine potrebbe diventare strumento per problematiche ben peggiori”. In conclusione, ha richiamato la sensibilità sociale del Comune, espressa attraverso progetti di solidarietà internazionale, che pur non hanno tolto risorse al territorio, e l’attenzione alla pubblica sicurezza, messa in campo con la Protezione civile con momenti di socialità in un’area non sempre facile, vista la presenza di molte frazioni spesso distanti tra loro. L’Arcivescovo, ringraziando per l’accoglienza, ha spiegato il senso della visita pastorale, un incontri più solenne e formale, che dà maggiore incisività ed efficacia ai progetti già esistenti. Ha ribadito la finalità comune della Chiesa e delle istituzioni: aiutare le gente a vivere bene. “L’attuale situazione di crisi moltiplica i problemi che già normalmente si porrebbero – ha affermato – Dunque, ci si appella alla Caritas in modi diversi e questa ‘prevenzione’ diventa particolarmente significativa. È più che mai urgente cercare ancora di trovare nuove forme”. Per quanto riguarda le giovani generazioni, ha poi detto: “Per la crescita dei ragazzi è necessario che istituzioni, Chiesa e scuola si pongano al fianco della famiglia. Per accrescere valori quali la solidarietà, il rispetto. Ed è necessario domandarsi: quale sarà la società di domani se i valori fondamentali vengono a mancare? Quindi, chiederci come intervenire. Qui, a Campello, c’è la Casa della Gioventù che richiede ancora qualche sforzo. Anche la parrocchia può offrire qualcosa. Non possiamo restare a guardare, tenendo conto della dispersione creata dal territorio. La sfida importante è lavorare insieme perché credo che la grande povertà di oggi sia proprio quella di non riuscire più in questo”. Al termine dell’incontro, è stato donato un cesto a mons. Boccardo.

Lunedì 30 settembre 2013, incontro con la Caritas parrocchiale. Il parroco don Stefano Sivilla ha scortato l’Arcivescovo nei locali della chiesa parrocchiale di S. Maria, dove ha incontrato i volontari della Caritas parrocchiale che, dopo avergli illustrato le stanze dedicate alla distribuzione alimentare di viveri ai più bisognosi, hanno avuto un momento di confronto sui vari temi che riguardano l’intervento del gruppo sulle problematiche territoriali.

Lunedì 30 settembre 2013, visita al polo industriale. L’Arcivescovo ha fatto visita ai vari stabilimenti territoriali della Meccanotecnica Umbra. Presente anche il sindaco Paolo Pacifici, insieme ai dirigenti che hanno dato vita all’industria che produce componenti meccaniche e che attualmente conta oltre seicento dipendenti in tutto il mondo, di cui duecento sul territorio. Un’impresa all’avanguardia che anche nelle sedi all’estero e dove il costo del lavoro è minore, ha voluto assicurare ai dipendenti gli stessi benefit degli operai italiani, per assicurare la dignità dell’uomo. Mons. Boccardo, dopo aver osservato le varie fasi del processo produttivo, ha avuto modo di parlare ad alcuni degli operai. “Ognuno contribuisce alla crescita della società compiendo il proprio dovere – ha detto – La visita del vescovo porta una parola di speranza, anche se sembra difficile in questo momento particolare, con le minacce che ci sono, con la crisi che imperversa, con un futuro che facciamo fatica a desiderare e a individuare. Credo, però, che se ognuno di noi compie con serietà il proprio dovere, allora la speranza non si perde. Anche se è vero che, attorno, ci possono essere segnali contraddittori e quello che vediamo ai grandi livelli ci lascia un po’ disorientati. Però, se ognuno compie il suo dovere con responsabilità, qualche cosa rimane, diventa stabile. Su questi fondamenti, su queste basi, si può costruire. E, allora, mi piace pensare che con quello che voi fate qui, entrate in un progetto più grande per costruire una società che sia degna dell’uomo. Il lavoro è uno strumento, non può essere il fine. Lo scopo deve essere qualcosa di molto più grande: la serenità personale, della propria famiglia e di conseguenza della società. Il lavoro è uno strumento che è importante ma che deve ma che deve occupare il posto giusto, né di più né di meno. In una società che ci spinge a produrre sempre di più e a vivere in concorrenza, è importante non perdere di vista la centralità della persona. Nessuno di noi non ha dentro sogni, progetti, nostalgia di qualcosa di bello e di grande e non bisogna spegnere tutto questo; al contrario, bisogna continuare ad alimentare anche con il sacrificio quotidiano e con il compimento del proprio dovere. Vi auguro di continuare con determinazione in questa operazione e di avere successo. Successo materiale anzitutto, che è la garanzia del posto di lavoro che oggi sappiamo che non è poco con la situazione generale; ma anche un successo personale, cioè che permette delle persone realizzate, in pace con se stesse  e con gli altri”. In conclusione, ha assicurato la benedizione del Signore a tutti i presenti e alle rispettive famiglie.

Martedì 1° ottobre 2013, visita alla “Fondazione Giulio Loreti” e alle scuole. Alle 9.30 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco, si è recato in visita alla “Fondazione Giulio Loreti onlus”, nata il 4 dicembre 2000 per volontà della famiglia Loreti in ricordo del dott. Giulio Loreti, scomparso a soli 47 anni: nella sua breve vita ha seminato tanto amore, insegnando a coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo a vivere con semplicità e a rispettare il prossimo. La missione principale della Fondazione è aiutare con dedizione le persone fragili per malattia o indigenza, sostenendo i costi relativi a visite mediche specialistiche e diagnostiche. I pazienti che si rivolgono al Centro sono considerati soprattutto persone a cui viene prestata una speciale attenzione mediante l’accoglienza calorosa e l’ascolto. E proprio su questi aspetti si è soffermata nel suo intervento Olga Urbani, consigliere della Fondazione, in rappresentanza del presidente, prof. Valerio di Carlo, assente a causa di un incidente. L’Arcivescovo nel saluto alle numerose persone intervenute, tra cui i familiari di Giulio Loreti (mamma, moglie, figli e fratello) e le autorità civili e militari di Campello, ha sottolineato come il Centro sia portatore di un messaggio forte ed attuale, centrato sulla fragilità e gratuità. «La fragilità delle persone – ha detto mons. Boccardo – merita attenzione, sostegno, cure affettuose e tenere. Onorando l’uomo, infatti, si onora Dio». Poi, un passaggio sulla gratuità: «il bene si fa perché è bene e lo si fa gratis. Il volontariato (sono tanti i volontari del Centro, ndr) è una grande ricchezza; è un antidoto al tessuto sociale sempre più egoista». Rivolto al personale medico e paramedico del Centro, ma soprattutto ai tanti volontari, il Presule ha detto: «Quello che fate non va sprecato, è un segno di vita che ha sempre il sopravvento sulla morte. Non vergognatevi mai del bene che fate». Nel Centro sono ospitate le seguenti strutture: poliambulatorio specialistico, ambulatorio odontoiatrico, centro di salute di Campello (sede della Usl 2 Umbria per la zona campellina), farmacia eredi Giulio Loreti, ambulatorio veterinario, centro multidisciplinare per il disagio psichico “HETA”, affiliato alla F.I.D.A. (Federazione italiana disturbi alimentari), centro per l’epilessia infantile. Maggiori info sulla Fondazione: www.fondazionegiulioloreti.it. Dopo la visita alla “Fondazione Giulio Loreti onlus”, l’Arcivescovo, sempre accompagnato dal parroco don Stefano Sivilla Clary, si è recato in visita alle scuole del Comune: le elementari e medie a Campello, le elementari a Pissignano, la materna a Campello e Pissignano, la scuola dell’infanzia a Campello.

Mercoledì 2 ottobre 2013, visita ad alcune frazioni della parrocchia. Nel pomeriggio, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco, si è recato in visita a Campello Alto, nella località Il Colle, a Lenano, all’eremo della Santissima Trinità e a Pissignano. Nelle chiese delle prime tre frazioni, intitolate a S. Donato, alla Madonna “Rifugio dei peccatori” e a S. Lorenzo, mons. Boccardo ha pregato insieme ai fedeli presenti, ha colloquiato con loro ed ha ammirato le bellezze delle chiese, tutte curate con amore. Dopo un momento di preghiera ed una pausa tè con le due eremite (suor Alberta Nunzi e suor Nadia Pericolini) che vivono all’eremo della Santissima Trinità in località Le Cozze, il Presule si è recato nella chiesa di Pissignano per la celebrazione della Messa, cui hanno partecipato un cospicuo numero di fedeli. Al termine, momento di fraternità tra il Vescovo, il parroco e la popolazione.

Domenica 6 ottobre 2013, chiusura della visita pastorale a Campello sul Clitunno con la celebrazione eucaristica presso la chiesa di S. Maria de La Bianca. Nella mattina di domenica 6 ottobre, l’Arcivescovo ha celebrato la messa conclusiva della visita pastorale in Campello sul Clitunno, presso la chiesa della Madonna de La Bianca. È stata anche occasione per impartire il battesimo a due bimbe, Matilde e Giulia. Mons. Boccardo ha ricordato che la fede è come il lievito per la pasta: se muffisce, si rischia che ci sia qualcosa che non va nel prodotto finale. Ha poi riportato le parole pronunciate dal Papa ad Assisi, nella recente visita, in occasione della solennità del Patrono d’Italia: un invito a non essere “cristiani di pasticceria” e a fare attenzione a non essere “impermeabili” alla Parola di Dio. Arare continuamente il terreno affinché porti frutto e impegnarsi per una vita cristiana operosa che produca impegno, domandandosi continuamente cosa si può fare. Al termine della celebrazione, il parroco Sivilla ha ringraziato l’Arcivescovo per la visita, un forte “momento di grazia, che coincide con l’inizio dell’anno pastorale: dunque non solo occasione d’incontro ma anche rilancio dei progetti e delle attività”.

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