Resoconto della Visita Pastorale alla Pievania del Beato Giolo. Foto e video.

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Messa a Scheggino

Da mercoledì 27 aprile a domenica 1° maggio 2022 l’Arcivescovo è stato in Visita Pastorale nella Pievania del beato Giolo che comprende le parrocchie di Scheggino e Santa Anatolia di Narco (parroco don Luis Vielman), Vallo di Nera (parroco don Sebastian Urumbil), Cerreto di Spoleto (parroco don Elvis Antony), Sellano (parroco don Nolberto Cardenas Rosas) e Verchiano di Foligno (parroco don Bartolomeo Gladson Sagayaraj). Pievano è don Nolberto Cardenas Rosas.

Santa Anatolia di Narco e Scheggino, mercoledì 27 aprile. Alle ore 16.30 l’Arcivescovo è stato accolto nella chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Anatolia di Narco da tutti i parroci della Pievania (i cinque presbiteri hanno partecipato a tutti i momenti che vengono raccontanti, ndr) e da tutti i Sindaci (Tullio Fibraroli di Santa Anatolia di Narco, Fabio Dottori di Scheggino, Agnese Benedetti di Vallo di Nera, Giandomenico Montesi di Cerreto di Spoleto e Attilio Gubbiotti di Sellano). Dopo l’aspersione dei presenti, mons. Boccardo ha rivolto un cordiale saluto a tutti, in particolare alle autorità civili e militari. Poi, ci si è spostati nell’aula magna dell’Istituto Agrario per un momento di confronto e dialogo con la cittadinanza, i membri delle associazioni e i sindaci. Il Pievano don Nolberto Cardenas Rosas si è così rivolto al Vescovo: «Eccellenza benvenuto nel nostro territorio accomunato dalla montagna e dalle tradizioni religiose e culturali. Ci conosce per nome e cognome e ci auguriamo che questa Visita possa incoraggiare il cammino della nostra fede». A nome dei sindaci il saluto al Presule è stato fatto da quello di Vallo di Nera Agnese Benedetti: «Eccellenza reverendissima, anzi carissima, benvenuto in questo territorio che lei conosce benissimo. Abbiamo una popolazione in costante calo, ma ben tenace e attaccata a questa terra. Ci sono tanti paesi ed è difficile garantire tutti i servizi, ma questa è la nostra scommessa: vogliamo riuscire a tenere le persone qui. Grazie per questa Visita, viene per conoscerci ancora meglio e soprattutto per sostenerci nel cammino della fede». Nel suo intervento mons. Boccardo si è così espresso: «Ci conosciamo bene è vero, però è sempre bello incontrarci e

Il Vescovo a Santa Anatolia di Narco

condividere. Credo che per conservare la vita in queste nostre belle aree interne, minacciate per la loro marginalizzazione che provoca nella gente la voglia di partire, è opportuno superare gli orizzonti che ognuno si porta dentro, consapevoli che aprirsi è sempre un arricchimento. È bello che in queste zone ci si metta insieme per il bene della gente». Al termine è intervenuto il sindaco di Santa Anatolia di Narco Tullio Fibraroli: «Grazie Eccellenza, è sempre un onore accoglierla. Come istituzioni ci siamo, pronti a lavorare insieme per il bene dei nostri cittadini».  Alle 19.00, poi, c’è stata la Messa nella chiesa parrocchiale di S. Nicola in Scheggino. All’inizio della celebrazione il parroco don Luis Vielman ha detto: «Siamo contenti di averla, la sua presenza è segno di unità nel nome di Gesù Cristo, è un sostegno nelle vicende umane di questa zona, è un segno di speranza. Benvenuto e grazie». Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato che «Dio ha mandato il Figlio per restituirci la nostra bellezza originaria, per darci la vita in pienezza; viene incontro a noi e ci accoglie così come siamo». Poi, l’invito ai fedeli: «Dobbiamo imparare sempre di nuovo a scegliere tra il bene e il male, il vero e il falso: un cristianesimo fatto di parole non serve a nessuno, ma dobbiamo mettere in pratica il messaggio di Gesù. Lui viene per salvarci e non per condannarci, ricordiamolo». Alla fine della Messa il sindaco Fabio Dottori ha espresso parole di ringraziamento al Vescovo. FOTO-GALLERY

Visita a Cerreto di Spoleto

Cerreto di Spoleto, giovedì 28 aprile. Alle 16.30 l’Arcivescovo ha incontrato nel prefabbricato di Borgo Cerreto adibito a chiesa i collaboratori pastorali delle parrocchie della Pievania. Mons. Boccardo li ha ringraziati per il loro servizio ricordando che sono l’espressione della comunità cristiana. Li ha esortati ad «acquisire sempre più una visione di territorio, a fare un discorso unitario perché quando ci mettiamo insieme siamo più forti. I primi a parlare di un lavoro pastorale comune a tutte le parrocchie dovete essere voi, siete chiamati a informare e formare l’opinione pubblica e spiegare il perché delle scelte pastorali unitarie». Una delle domande dei presenti, così come in altri centri della Valnerina, è la situazione delle chiese terremotate. Così ha risposto il Vescovo: «Con difficoltà si trovano tecnici e ditte. E poi c’è l’aumento dei prezzi dei materiali, anche se su questo aspetto attendiamo interventi del Commissario straordinario alla ricostruzione. Insomma – ha detto il Presule – è una macchina complessa, ma non ci fermiamo. Non possiamo fare tutti i cantieri insieme, non ce la facciamo. Il principio è dare almeno una chiesa per ogni comunità». Alle 19.00 l’Arcivescovo, dopo aver visitato una persona malata, è stato accolto nella piazza di Cerreto di Spoleto dal sindaco Giandomenico Montesi, dalla popolazione, dai parroci, dalle Confraternite e dalla Banda musicale. Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata c’è stata la celebrazione della Messa, introdotta da un saluto di benvenuto del parroco don Elvis Antony. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come «la legge di Dio, il Vangelo, è la regola di vita che non si può adattare alle pressioni o alle mode del momento. Non dobbiamo perdere l’esercizio libero della nostra intelligenza per capire che non tutto è allo stesso livello. Come diceva il beato Carlo Acutis: “nasciamo come originali e moriamo come fotocopie”». Poi, un pensiero alla guerra in Ucraina: «La cattiveria umana sta mettendo in subbuglio tante parti del mondo, da ultimo il popolo ucraino. Se non estirpiamo il male dal nostro cuore è inutile che protestiamo contro chi scatena le guerre». Alla fine della Messa il sindaco Montesi ha ringraziato il Vescovo: «Grazie per la Visita di oggi, ma soprattutto per tutto quello che fa per la nostra comunità. Stare ed essere tra la gente è importante e lei lo fa, così come i preti di questa zona». FOTO-GALLERY

Preghiera nella chiesa di Meggiano di Vallo di Nera

Vallo di Nera, venerdì 29 aprile. Alle ore 16.00 l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella bella chiesa di Santa Maria a Vallo di Nera, animata da coro parrocchiale alla sua prima “uscita” dopo la pandemia. All’inizio della celebrazione il parroco don Sebastian Urumbil ha ringraziato e dato il benvenuto al Vescovo. Nell’omelia quest’ultimo si è soffermato sulla figura di Santa Caterina da Siena (1347-1380) patrona d’Italia e d’Europa (era la festa liturgica, ndr): «Era una donna semplice e non aveva grande cultura; però ha avuto un ruolo fondamentale perché parlava con forza e con coraggio alle parti in guerra del suo tempo. È stata una donna di pace che ha richiamato a tutti la bellezza di una vita concorde. È andata fino ad Avignone per dire al Papa che era opportuno che tornasse a Roma e alla fine ci è riuscita. La grandezza di Caterina è stata la sua semplicità e l’essere stata onesta con se stessa. Ha mantenuto la purezza del cuore e non ha vissuto nella distrazione o nella superficialità. Anche a noi è chiesto di essere persone serie, di essere ogni giorno costruttori di pace e di vivere nell’onestà come Santa Caterina». Al termine della Messa il sindaco Agnese Benedetti a nome della comunità di Vallo di Nera ha salutato il Vescovo: «È sempre commovente accoglierla, è bello ascoltare la sua parola che viene a darci consolazione. La sua venuta ha un significato di rinnovamento, di spinta apostolica. Siamo gente di montagna, profondamente cattolica e troviamo nella Chiesa sempre braccia aperte e grande accoglienza». Al termine della Messa nella ex scuola di Piedipaterno mons. Boccardo ha incontrato alcune famiglie della Pievania e poi si è recato in visita alla chiesa di Meggiano. FOTO-GALLERY

Messa a Sellano

Sellano, sabato 30 aprile. Alle 15.30 mons. Boccardo ha incontrato i ragazzi della catechesi delle parrocchie della Pievania nella chiesa di Santa Maria dei Containers a Villamagina di Sellano. I ragazzi hanno fatto al Vescovo una serie di domande per conoscerlo meglio. Erano presenti anche due ragazze ucraine accolte, insieme ad altre tre signore, dal Comune in una delle casette del villaggio post terremoto a Villamagina. Hanno dialogato in inglese con Mons. Boccardo e gli hanno manifestato la loro voglia di tornare in Ucraina anche se, hanno detto, le notizie che ci giungono non sono buone e per ora non possiamo. Il Presule le ha ascoltate e incoraggiate a non perdere la speranza e ha manifestato loro tutta la vicinanza e il sostegno della comunità ecclesiale. Mons. Boccardo, poi, insieme al parroco di Sellano don Nolberto Cardenas Rosas, si è recato in visita ai paesi di Petrognano e Civitella. Alle 19.00, infine, ha presieduto la Messa nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Sellano. Nell’omelia l’Arcivescovo ha parlato dei discepoli che non riconoscono Gesù dopo la sua resurrezione, sono insicuri nonostante lui gli va incontro camminando sulle acque. «È la fotografia anche della nostra situazione: spesso ci troviamo nella paura, siamo disorientati, il buio ci rende insicuri. Ma in queste situazioni il Signore viene verso di noi e ci aiuta a superare le tempeste. Il credere, infatti, non allontana i problemi, ma i credenti vivono la prova consapevoli che non sono da soli, c’è il Signore. Chiediamogli allora il dono del collirio che ci permetta di vedere la sua presenza nella nostra vita. Nel silenzio e nei momenti di calma concentriamo la nostra attenzione per ascoltare il Signore che mi dice: non avere paura, sono io». Al termine della Messa il sindaco Attilio Gubbiotti ha salutato il Vescovo: «Questa Visita ci dà forza e speranza, ci invita all’unione delle nostre comunità e tra le persone. Grazie». FOTO-GALLERY

Messa a Verchiano, foto con i preti

Verchiano di Foligno, 1° maggio. Alle 15.00 l’Arcivescovo ha raggiunto Verchiano di Foligno e, accompagnato dal parroco don Bartolomeo Gladson Sagayaraj, si è recato in visita ad alcune realtà produttive e industriali del territorio. Poi, nei locali della parrocchia ha incontrato i membri del consiglio pastorale della Pievania: è stato un proficuo tempo di dialogo per cercare di riflettere su una forma di presenza pastorale che risponda a questo tempo e che sia adeguata alla morfologia del territorio della Pievania del Beato Giolo. «L’importante – ha detto il Vescovo – è mettersi insieme e superare i campanilismi. Dobbiamo allenarci a pensare in modo diverso dove la parrocchia è la comunità cristiana e non il prete. E anche se non ci dovesse essere un prete in ogni parrocchia ciò non vuol dire che la comunità cristiana non esiste e non può riunirsi in preghiera. Non è più pensabile che queste parrocchie facciano tutto quello che si faceva in passato: non hanno più le forze di garantirle e non c’è più nemmeno lo stesso numero di abitanti del passato. Vi esorto quindi a focalizzare la vostra attenzione su un aspetto e su quello lavorare in un anno pastorale, coscienti che, in questa zona ampia e non abbondante di abitanti, non è possibile fare tutto. Poche cose, ma qualificate: questo è la consegna che vi lascio e sulla quale vi invito a riflettere». Alle 19.00 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta mons. Boccardo ha presieduto la Messa di conclusione della Visita pastorale alla Pievania. Nell’omelia ha ricordato come «il Signore ci esorta a continuare a cercare il bene, a gettare sempre la rete. Pietro aveva avuto paura, aveva tradito il suo maestro: e Gesù per tre volte, tante quanti i suoi rinnegamenti, gli chiede di confermare il suo amore. Per tre volte cura le sue ferite. Viene riabilitato e lo invita a pascere il gregge. Lo stesso fa con noi». Della Messa conclusiva pubblichiamo l’intero video in cui riascoltare l’omelia, il saluto del parroco don Bartolomeo e il ringraziamento del pievano don Nolberto. FOTO-GALLERY

VIDEO MESSA A VERCHIANO DI FOLIGNO 

 

 

 

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