Professione solenne di suor Sara Letizia Fabis tra le Clarisse di Trevi. Foto.

Professione solenne di suor Sara Letizia Fabis tra le Clarisse di Trevi. Foto.

Professione solenne di suor Sara Letizia Fabis tra le Clarisse di Trevi. Foto.

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Professione solenne di suor Sara Letizia Fabis tra le Clarisse di Trevi. Foto.

“Figlia carissima, oggi ti è concesso di aderire per sempre a Cristo: che cosa chiedi a Dio e alla sua santa Chiesa?”. “Chiedo di essere ammessa alla professione dei voti solenni in questa fraternità di sorelle povere di Santa Chiara”. Con questo dialogo tra mons. Renato Boccardo e suor Sara Letizia Fabis si è avviato il rito della professione solenne di quest’ultima tra le Clarisse del monastero di S. Martino in Trevi. La celebrazione si è tenuta sabato 25 novembre 2023 ed è stata presieduta dall’Arcivescovo e concelebrata da mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, da sacerdoti legati in vario modo a suor Sara: presbiteri diocesani, francescani e della sua diocesi di origine, Milano. La neo professa è nata a Giussano, in provincia di Monza-Brianza 28 anni fa e il 24 novembre 2018 ha emesso la professione temporanea. Alla cerimonia c’era naturalmente la mamma, così come diversi parenti e amici.

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«Cara suor Sara – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – dal silenzio del monastero e alla scuola di Santa Chiara tu parlerai di Gesù con la tua stessa consacrazione. Essere consacrati significa appartenere a Dio solo, restituire a Dio una serie di dono molteplici di cui siamo come avvolti fin dall’eternità, unirsi a Cristo che si offre al Padre e agli uomini giorno dopo giorno. Ed è per questo che non basta il cuore di un uomo, il cuore di una donna, ci vuole il cuore del mondo per quelli che si consacrano al Signore. Con la professione solenne tu accetti di divenire segno dell’amore di Dio rivelato in Gesù Cristo, anche se sarai creduta pazza per il Vangelo, anche se sarai considerata nulla di fronte al mondo. Nella tua vita, cara suor Sara, inizia un capitolo nuovo. In questo momento più che mai ti senti debole e fragile, come la creta nelle mani del vasaio. Tuttavia, non contare sulla fermezza della tua volontà né delle tue convinzioni; conta unicamente sulla fedeltà di quel Signore che ti ha scelta. Sii serena, rimani disponibilmente aperta allo Spirito anche se non sai per quali strade concrete il Signore ti condurrà domani. Ma a cosa serve conoscere le strade della vita quando si conosce una strada che si chiama Cristo e quando si crede che Cristo è la vita?».

Dopo l’omelia dell’Arcivescovo ci sono state le interrogazioni dove suor Sara ha ripetuto più volte il suo “si lo voglio”; le litanie dei Santi con la candidata prostrata a terra dinanzi all’altare; e infine la professione. Suor Sara si è messa in ginocchio dinanzi alla madre Badessa, suor Ester Cristiana Bracchi, e ha letto la formula di professione. Poi, si è recata all’altare, ha firmato il foglio della professione e ve lo ha deposto. Ha ricevuto la solenne benedizione di mons. Boccardo, il quale poi le ha consegnato l’anello della consacrazione, segno della fedeltà a Cristo crocifisso. L’ultimo atto della professione è stato l’accoglienza di suor Sara nella fraternità delle nove Clarisse di Trevi: ha ricevuto l’abbraccio di ogni consorella. E alla fine l’Arcivescovo ha detto alla Badessa: “Ti affido, madre, suor Sara Letizia che ha emesso nelle tue mani la professione. Aiutala a custodire il dono della vocazione e sii per lei esempio di vita evangelica”.

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