Primo dialogo, venerdì 29 ottobre 2010: Padre Miguel Angel Ayuso Guixot

Primo dialogo, venerdì 29 ottobre 2010: Padre Miguel Angel Ayuso Guixot

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È ripartita l’iniziativa culturale “I dialoghi del venerdì” promossa dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e offerta alla città per una crescita comune, per un approfondimento di tematiche attuali, per ricercare una salda piattaforma di valori morali e spirituali sui quali edificare una società a misura d’uomo. Venerdì 29 ottobre 2010 l’argomento era il dialogo Islam-Cristianesimo e a parlarne è giunto all’auditorium della Scuola di Polizia di Spoleto uno dei massimi esperti del settore a livello mondiale: lo spagnolo padre Miguel Angel Ayuso Guixot, sacerdote comboniano, Preside del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica.

Dopo il saluto iniziale dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, padre Ayuso ha esordito affermando che in questi ultimi anni il dialogo interculturale e interreligioso con i musulmani ha portato innumerevoli frutti anche se questo processo, ha detto, «è spesso minacciato dall’ignoranza, dai sospetti e dai pregiudizi. Le condizioni politiche, sociali e culturali – e soprattutto l’escalation del terrorismo internazionale – non facilitano le cose. Spetta, pertanto, a cristiani e musulmani il dovere di scoprire e di promuovere, dall’interno delle proprie tradizioni religiose, i germi di fraternità e di pace. Abbiamo bisogno di un “dialogo critico” per preservare e promuovere la dignità umana». Ha richiamato le numerose persone presenti all’incontro a basare il dialogo con la religione islamica sulla conoscenza, sul rispetto, sulla fiducia, sull’amicizia. «Spetta a cristiani e musulmani – ha affermato – il dovere di scoprire e di promuovere, dall’interno delle proprie tradizioni religiose, i germi di fraternità e di pace. Abbiamo bisogno di un “dialogo critico” per preservare e promuovere la dignità umana». Le posizioni di padre Guixot sul dialogo Islam-Cristianesimo scaturiscono dagli studi Arabi che ha compiuto da giovane, ma anche e soprattutto dalle esperienze pastorali in Egitto e in Sudan dal 1982 al 2002. Nel primo Paese è stato parroco della parrocchia del Sacro Cuore al Cairo; nel secondo ha insegnato nel Seminario Maggiore e ha diretto il Centro Catechetico e Pastorale della diocesi di El Obeid, nella regione del Darfur. Questi venti anni trascorsi nel continente africano hanno portato padre Ayuso ad affermare che «l’apertura alla conoscenza dell’altro, quale elemento necessario per stabilire delle sane relazioni interreligiose, comporta in primo luogo la comprensione del mondo dell’altro con oggettività e onestà; da questa comprensione scaturiscono stima e simpatia che portano all’apertura e alla disponibilità; quindi si arriva alla riscoperta della propria identità, che permette di cogliere le differenze esistenti; e finalmente si scopre l’importanza della testimonianza di vita, vissuta in una doppia dimensione, e cioè, nell’apprezzamento dell’altro dalla propria prospettiva e nella libertà della testimonianza di fede dalla propria differenza».

È stato un incontro arricchente, partecipato, con molti interventi delle persone intervenute. Un dialogo che ha permesso di aprire mente e cuore alla differenza, che è un diritto e ci arricchisce reciprocamente. Padre Ayuso al termine dell’incontro ha confidato di essere stato molto contento di tornare a Spoleto, città e diocesi che conosceva, in quanto da giovane prete (anni 1980-1982) ha svolto il suo servizio presbiterale nelle parrocchie di Torre Orsina e Montefranco.

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