Concluso il pellegrinaggio in Terra Santa dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Mons. Boccardo: «Ho deposto nel Santo Sepolcro tutte le persone della nostra Diocesi, in modo particolare quelle che soffrono e quelle colpite dalla crisi economica».

Concluso il pellegrinaggio in Terra Santa dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Mons. Boccardo: «Ho deposto nel Santo Sepolcro tutte le persone della nostra Diocesi, in modo particolare quelle che soffrono e quelle colpite dalla crisi economica».

Concluso il pellegrinaggio in Terra Santa dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Mons. Boccardo: «Ho deposto nel Santo Sepolcro tutte le persone della nostra Diocesi, in modo particolare quelle che soffrono e quelle colpite dalla crisi economica».

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Concluso il pellegrinaggio in Terra Santa dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Mons. Boccardo: «Ho deposto nel Santo Sepolcro tutte le persone della nostra Diocesi, in modo particolare quelle che soffrono e quelle colpite dalla crisi economica».
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Sabato 18 ottobre alle ore 18.30, all’aeroporto internazionale dell’Umbria “S. Francesco d’Assisi”, è atterrato il volo charter proveniente da Tel Aviv (Israele) con a bordo le 210 persone della diocesi di Spoleto-Norcia pellegrine in Terra Santa insieme all’arcivescovo Renato Boccardo. Giovani, famiglie, seminaristi, persone anziane e di mezza età, preti e suore hanno compiuto un percorso incontro al Signore, là “Dove Lui è passato ed ha visitato la nostra terra”. 

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Cronaca della prima giornata,domenica 12 ottobre.

Tabgha: I pellegrini, raccogliendo la tradizione dei cristiani che vissero ininterrottamente a Cafarnao fin dai tempi di Gesù, localizzarono a Tabgha tre ricordi evangelici: la moltiplicazione dei pani, l’apparizione di Gesù risorto agli Apostoli e le Beatitudini. La chiesetta del Primato, visitata da tutti i pellegrini, fu ricostruita sopra i resti antichi nel 1993 e restaurata nel 1982. Prima del pranzo, visita al santuario delle Beatitudini.

Monte Tabor: L’ultima tappa di domenica 12 ottobre è stata il Monte Tabor, luogo della trasfigurazione di Gesù. Con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, è stato ricordato l’episodio in cui Gesù, dopo aver dato ai discepoli l’annuncio della sua passione, porta Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto, manifesta la sua gloria e si prepara a salire verso Gerusalemme, dove dovrà affrontare la passione e la morte.

Nazaret, Basilica dell’Annunciazione e chiesa di S. Giuseppe: Il mistero dell’Incarnazione prende avvio in questo luogo con l’annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria, una giovane donna di Nazaret di Galilea. La moderna basilica racchiude i resti preziosi della “Casa di Maria”, insieme con altre testimonianze di una lunga storia di presenza cristiana. Qui i pellegrini hanno partecipato alla Messa celebrata dall’Arcivescovo e animata nel canto dai giovani della Pastorale giovanile. Al termine della celebrazione eucaristica, mons. Boccardo e i sacerdoti presenti hanno confessato gran parte dei 210 fedeli. Poco distante dalla basilica dell’Annunciazione sorge la chiesa di S. Giuseppe. Questo luogo, visitato dai pellegrini, è chiamato anche santuario della Nutrizione perché Gesù vi è cresciuto fino all’età adulta (trenta anni), imparando il mestiere del padre.

Acri: al termine della giornata i pellegrini si sono recati ad Acri, sul Mar Mediterraneo, per visitare la chiesa di S. Giovanni Battista. In questo luogo approdarono S. Paolo (al ritorno dal suo terzo viaggio) e S. Francesco d’Assisi nel 1220 dopo l’incontro con il Sultano.

Fiume Giordano: È il luogo dove Gesù fu battezzato da S. Giovanni Battista. Qui, l’Arcivescovo ha presieduto un breve ma intenso momento di preghiera per il rinnovo delle promesse battesimali di ciascun pellegrino, che ha trovato il suo culmine nell’aspersione, da parte di mons. Boccardo, con l’acqua del Giordano.  

Betania:  Attraversando la zona di Beit Sahur, luogo che ricorda il campo e la grotta dei pastori che si recarono ad adorare Gesù, i pellegrini sono giunti a Betania. In questo luogo la tradizione cristiana conserva la memoria di una famiglia assai cara al Signore: le sorelle Marta e Maria e il loro fratello Lazzaro, risuscitato da Gesù. L’Arcivescovo ha presieduto la Messa nel santuario di S. Lazzaro e, al termine, i pellegrini hanno potuto visitare il sepolcro di quest’ultimo. 

Beit Sahur: I pellegrini si sono raccolti in preghiera presso il campo e la grotta dei pastori. Questi, gente tra la più emarginata del popolo giudaico, si recarono ad adorare Gesù. Essi appresero della nascita del Salvatore da un angelo che gli apparve e udirono uno stuolo di angeli elevare un inno a Dio: Gloria a Dio nel più alto dei cieli…Il villaggio di Beit Sahur è anche il luogo natale del Re Davide.

Gerusalemme, Monte degli Ulivi. Il primo luogo visitato del Monte degli Ulivi è stato il santuario  di Betfage, detto delle palme. Qui si commemora l’inizio dell’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme tra l’esultanza dei discepoli e della folla osannante. Poi, l’Arcivescovo e i 210 pellegrini sono andati all’edicola dell’Ascensione, dove si ricorda l’ascensione di Gesù al cielo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione. Un’antica tradizione identifica l’impronta dei piedi di Gesù sulla cima più alta della montagna. Terza tappa al Monte degli Ulivi è stata la chiesa del Pater Noster, luogo in cui Gesù pronunciò la preghiera cristiana per eccellenza, il Padre Nostro. Ultima tappa della giornata è stato il Getsemani con la Basilica dell’Agonia di Gesù, dove l’Arcivescovo ha celebrato la Messa. Qui e nell’attiguo Orto degli Olivi sono ricordate la sofferenze e la preghiera di Gesù prima della sua passione: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”.   

Ain Karem: Dopo aver celebrato la Messa nella chiesa di S. Caterina a Betlemme, di fianco alla basilica della natività, Arcivescovo e pellegrini sono andati in visita al luogo della nascita di Giovanni Battista, precursore del Signore. Questo evento prodigioso, raccontato dall’evangelista Luca, è localizzato ad Ain Karem, nelle vicinanze di Gerusalemme. Subito dopo aver pregato in questo luogo, ove è stata edificata una chiesa, i pellegrini sono andati alla Basilica e cripta della Visitazione luogo dove, secondo la tradizione, Maria, dopo aver ricevuto la visita dell’angelo, si è recata per incontrare sua cugina Elisabetta. Qui Maria ha intonato il celebre canto di riconoscenza a Dio, Salvatore e Signore della storia, il Magnificat.

Gerusalemme, Santuari della flagellazione e della condanna: La tradizione cristiana colloca qui due momenti della passione di Gesù: la flagellazione e la condanna a morte. I due santuari sono annessi al convento francescano, sede dello Studium Biblicum Franciscanum. Nel pavimento della chiesa della Condanna sono conservate alcune pietre del Litostroto.

Cronaca della sesta giornata, venerdì 17 ottobre.

Gerusalemme, Muro del Pianto: Nome dato dagli europei al Muro occidentale, unico resto del tempio di Gerusalemme, costruito nel 10° secolo a.C. e distrutto nel 70 d.C. dai Romani. È il monumento più sacro per l’ebraismo; dopo la guerra del 1967, quando Gerusalemme fu posta sotto la sovranità israeliana, davanti al sito è stata creata una spianata, sede di raduni e manifestazioni religiose. Arcivescovo e pellegrini vi sono recati in visita.

 

Cronaca della settima giornata, sabato 18 ottobre 2014.

  

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