Nasce “Spoleto città della solidarietà”. Protocollo di intesa, per cure mediche agli indigenti, firmato da Comune di Spoleto, Caritas diocesana, Lions Club Spoleto e Azienda U.S.L. Umbria 2

Nasce “Spoleto città della solidarietà”. Protocollo di intesa, per cure mediche agli indigenti, firmato da Comune di Spoleto, Caritas diocesana, Lions Club Spoleto e Azienda U.S.L. Umbria 2

Nasce “Spoleto città della solidarietà”. Protocollo di intesa, per cure mediche agli indigenti, firmato da Comune di Spoleto, Caritas diocesana, Lions Club Spoleto e Azienda U.S.L. Umbria 2

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Nasce “Spoleto città della solidarietà”. Protocollo di intesa, per cure mediche agli indigenti, firmato da Comune di Spoleto, Caritas diocesana, Lions Club Spoleto e Azienda U.S.L. Umbria 2
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La mattina di martedì 13 gennaio, vigilia della festa di S. Ponziano, presso il Palazzo Municipale di Spoleto è stato presentato, in una conferenza stampa, il protocollo di intesa per la realizzazione del progetto-servizio “Spoleto città della solidarietà”. Quattro i soggetti costitutivi: il Comune di Spoleto nella persona del sindaco Fabrizio Cardarelli; l’Azienda U.S.L. Umbria 2 nella persona del direttore generale dott. Sandro Fratini; il Lions Club di Spoleto nella persona del presidente dott. Giuseppe Cerasuolo; la Caritas diocesana di Spoleto-Norcia nella persona dell’arcivescovo Renato Boccardo.

Questo progetto si prefigge di contrastare la povertà sanitaria sempre più presente come forma di povertà economica generata dal crollo dei redditi delle famiglie verificatosi nell’ultimo quinquennio; vuole, dunque, fornire un contributo per la riduzione dei tempi di attesa per coloro che non possono permettersi visite specialistiche ed accertamenti medico-diagnostici a pagamento, attraverso il sistema out of pocket. Gli attori del protocollo si assumono un ruolo concreto per la realizzazione del progetto: il Lions Club si attiva per reperire la disponibilità di medici ospedalieri e di medici liberi professionisti (angiologi, cardiologi, ginecologi, chirurghi, radiologi, dentisti) che, in forma volontaria e gratuita, presteranno la propria attività per un’ora alla settimana presso l’Ambulatorio Polispecialistico Flaminia o presso i propri studi privati; il Comune di Spoleto, attraverso i servizi sociali, e la Caritas diocesana, attraverso i Centri di ascolto, intercetteranno i bisogni di cura e, previa verifica della documentazione comprovante lo stato di assoluta indigenza, indirizzeranno i pazienti presso i medici curanti; l’Azienda U.S.L. Umbria 2 provvederà all’esito di una valutazione tecnica di fattibilità, ad estendere ai medici aderenti al progetto (già diversi che erano presenti all’esposizione del progetto in Comune, ndr) una adeguata tutela assicurativa della responsabilità civile. Il progetto, di natura sperimentale, avrà una durata di quattro mesi, fatta salva la possibilità di estenderne la durata con sottoscrizione di un nuovo protocollo di intesa.

«Spoleto – ha detto il sindaco Cardarelli, che ha fortemente voluto questo progetto – è capace di grande altruismo. Da quando sono stato eletto la cosa che più mi pesa e non mi fa dormire la notte è l’incapacità di rispondere alle esigenze di chi è in gravi difficoltà. Iniziative come questa, però, mi fanno guardare al futuro con più speranza. Mi auguro – ha concluso – che una tale iniziativa possa fiorire anche in altri ambiti professionali». A tal riguardo, il presidente del Rotary Club di Spoleto (che nel prossimo futuro sarà parte attiva del progetto), Roberto Calai, ha già anticipato la disponibilità di alcuni avvocati nel seguire pratiche di chi vive in difficoltà e non può permettersi un consulente legale. È stato anche ricordato, proprio dal primo cittadino Cardarelli, che è già attivo da tre anni il servizio di ripetizioni scolastiche pensato dalla Pastorale giovanile della Diocesi: un gruppo di docenti ogni settimana assicura ripetizione a quei giovani le cui famiglie non potrebbero mandarli a seguire lezioni a pagamento.

«Condivido l’orgoglio del Sindaco per questo progetto», ha affermato l’Arcivescovo. «Con questa iniziativa – ha proseguito mons. Boccardo – non risolveremo tutti i problemi, ma  immettiamo sicuramente più umanità in tante storie tristi e ridiamo fiducia a chi vive situazioni complesse. Ringrazio i medici che mettono a disposizione professionalità, tempo, spazi, strumenti, ma soprattutto mente e cuore. Spoleto con questi segni – ha chiosato il Presule –diventa sempre più città degna dell’uomo».

Il dott. Sandro Fratini, direttore generale dell’Azienda U.S.L. Umbria 2, ha plaudito la disponibilità dei suoi colleghi medici spoletini e ha confidato come questa proposta del sindaco Cardarelli lo abbia spiazzato per la novità. «È la prima volta – ha commentato soddisfatto – che si fa una cosa del genere».

Giuseppe Cerasuolo, presidente dei Lions di Spoleto, ha da sempre creduto nel progetto che, ha detto, «troverà nel tempo una risposta ampliata».

Il vice sindaco di Spoleto e assessore ai servizi sociali, Maria Elena Bececco, e il direttore della Caritas diocesana, Giorgio Pallucco, hanno fornito i dettagli tecnici del progetto. 

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