Mercoledì delle Ceneri, celebrazione con l’Arcivescovo: «La Quaresima non è un periodo “triste”. È un tempo in cui il cuore torna abitabile». Domenica 8 marzo verranno raccolte le offerte per il sostegno della Locanda della Misericordia, dell’O.A.M.I. e della casa per bambini con bisogni speciali di Betlemme

Mercoledì delle Ceneri, celebrazione con l’Arcivescovo: «La Quaresima non è un periodo “triste”. È un tempo in cui il cuore torna abitabile». Domenica 8 marzo verranno raccolte le offerte per il sostegno della Locanda della Misericordia, dell’O.A.M.I. e della casa per bambini con bisogni speciali di Betlemme

Mercoledì delle Ceneri, celebrazione con l’Arcivescovo: «La Quaresima non è un periodo “triste”. È un tempo in cui il cuore torna abitabile». Domenica 8 marzo verranno raccolte le offerte per il sostegno della Locanda della Misericordia, dell’O.A.M.I. e della casa per bambini con bisogni speciali di Betlemme

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Mercoledì delle Ceneri, celebrazione con l’Arcivescovo: «La Quaresima non è un periodo “triste”. È un tempo in cui il cuore torna abitabile». Domenica 8 marzo verranno raccolte le offerte per il sostegno della Locanda della Misericordia, dell’O.A.M.I. e della casa per bambini con bisogni speciali di Betlemme

“Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro”. Così si è pregato con il Salmo responsoriale 50 (51) nella Messa del Mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio 2026, e che a Spoleto è stata presieduta dall’Arcivescovo nella Basilica di S. Gregorio con i presbiteri e i fedeli della Pievania di S. Ponziano. Questa liturgia ha aperto il tempo salutare della Quaresima.

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Nell’omelia mons. Boccardo ha proposto ai fedeli di riflettere su tre semplici parole che Papa Leone XIV ha consegnato ai fedeli nel messaggio per la Quaresima 2026: ascoltare la Parola di Dio in uno spazio vero e non in un angolino ritagliato tra mille cose; digiunare soprattutto dalle parole che feriscono il prossimo; insieme, in quanto la Quaresima non è un viaggio solitario, ma di popolo, di comunità.  «Cosa possiamo portarci a casa, allora, da questa sera?», si è chiesto l’Arcivescovo. Tre gesti: «Un gesto semplice: scegliere un tempo reale per l’ascolto della Parola. Non un ritaglio casuale, ma un appuntamento fisso; pochi minuti, ma fedeli. La costanza fa più della quantità. Un gesto concreto: un digiuno serio, senza teatro; chi può, dal cibo; tutti, dalla parola che ferisce. Prima di parlare, domandarsi se quello che sto per dire costruisce, chiarisce, salva, oppure soltanto scarica o crea tensione.  Un gesto comunitario: fare pace con qualcuno, ricucire un rapporto, smettere un giro di chiacchiere, scegliere un linguaggio più pulito. La Quaresima non è un periodo “triste”. È un tempo in cui il cuore torna abitabile».

La Quaresima di carità. Il tempo che ci conduce alla Pasqua è caratterizzato dall’elemosina, ossia condividere i propri beni e il proprio tempo con gli altri, mostrando compassione e generosità. La Caritas diocesana propone, per domenica 8 marzo p.v., di trasformare la preghiera in un gesto concreto. Ed allora: le offerte raccolte nelle Pievanie di Santa Maria di Campello, di S. Felice, della Madonna della Valle, di S. Brizio e dei Santi Erasmo e Fortunato saranno devolute al sostegno della Locanda della Misericordia “P. Benedetti”: le offerte raccolte nelle Pievanie dei Santi Benedetto e Scolastica, di Santa Rita, del Beato Giolo, dei Santi Felice e Mauro e di S. Bernardino saranno devolute al sostegno della Casa Famiglia O.A.M.I. di Baiano di Spoleto; infine, le offerte raccolte nelle Pievanie di S. Ponziano, di S. Giovanni Paolo II, di S. Giovanni Battista, di S. Giacomo Maggiore, di Santa Chiara della Croce e del Beato Pietro Bonilli saranno devolute alla casa per bambini con bisogno speciali di Betlemme.

 

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