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LETTERA DI INDIZIONE

Ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli della Chiesa di Spoleto-Norcia

Carissimi fratelli e sorelle, «eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza» (1 Pt 1, 2).

Alla scuola di Gesù, «Colui che è, che era e che viene» (Ap 1, 8), intendo compiere la Visita pastorale alla nostra amata Chiesa diocesana. Continuatore della peregrinazione di Cristo, vengo a voi nel suo nome e con il suo mandato, quale «principio visibile e fondamento dell’unità nella Chiesa particolare, formata a immagine della Chiesa universale» (LG 23). Quando fui chiamato all’episcopato, ho scelto come motto e programma di azione pastorale le parole di san Paolo: “Non mi vergogno del Vangelo” (Rm 1, 16). La stessa affermazione mi spinge ora ad intraprendere questa Visita, con trepidazione e speranza, per esortare tutti a non vergognarsi del Vangelo di Gesù in questo nostro tempo, ma a testimoniarlo con semplicità e coraggio.

Vostro Vescovo ormai da tre anni, nei numerosi incontri con le comunità parrocchiali dell’Archidiocesi ne ho apprezzato la vita cristiana e l’accoglienza cordiale e sono stato fatto partecipe di gioie, sofferenze e speranze. La Visita pastorale viene ora ad offrire completezza alle altre visite, ne manifesta in modo più esplicito il significato e ad esse si unisce in ricchezza di modi e di spirito: è infatti compito primario del Vescovo stare con la sua gente, ascoltare il suo popolo, camminare insieme sulle vie che il Signore indica mediante la luce dello Spirito.

Il Beato Giovanni Paolo II definiva la Visita pastorale un «pellegrinaggio del Vescovo al santuario vivente del Popolo di Dio» (cf Udienza Generale, 17 ottobre 1979). Con questi sentimenti vengo a voi come messaggero del Vangelo, per meglio conoscervi, per dire a tutti – bambini, giovani, uomini, donne, operai, contadini, professionisti – che Dio li ama, che la Chiesa li ama, che il Vescovo li ama; e per ricevere altresì da voi l’incoraggiamento e l’esempio della vostra bontà e della vostra fede.

Vengo per guardare insieme con voi al Signore Gesù, maestro buono della nostra vita, per ridire le sue parole, rinnovare i suoi gesti, presentare la sua bellezza e la sua decisione irrevocabile di volerci bene fino alla fine (cf Gv 13, 1). Non il Vescovo, perciò, deve stare al centro della Visita, ma Cristo: a lui dobbiamo andare, per aprirgli l’esistenza quotidiana, il cuore, la vita, la porta delle nostre case, delle nostre parrocchie, degli ambienti di lavoro, di studio e di sofferenza.

Vengo per dirvi la gioia di essere con voi cristiano e per voi Vescovo, per invitarvi a operare sempre con fiducia, confidando non nelle nostre deboli forze, ma nel Signore e nella sua costante azione di grazia. Pregheremo insieme, ascolteremo insieme la Parola di Dio ed insieme guarderemo ai passi da compiere per imprimere alle nostre comunità e a tutta la Chiesa diocesana un rinnovato slancio di vita cristiana: annunciare Gesù Cristo e viverlo con una convinta ed efficace testimonianza di amore verso ogni uomo deve essere infatti nostro impegno e nostra gloria.

Insieme con me, ogni Vicariato ed ogni parrocchia prepari nella preghiera e nella riflessione la Visita pastorale: non si tratterà di un evento esigente da un punto di vista organizzativo, ma eccezionale come dono di grazia, straordinario nell’ordinario. Esorto i presbiteri, i diaconi, le persone consacrate, i fedeli laici a sostenere spiritualmente la Visita perché costituisca davvero un tempo di grazia e chiedo a tutti di assicurare una generosa collaborazione per la sua buona riuscita. Mi raccomando in particolare alle Claustrali, polmoni dello Spirito nella terra e nella Chiesa di Spoleto-Norcia, mentre rinnovo il grazie per la preghiera continua con la quale ne sostengono il pellegrinaggio nel tempo.

Chiedo alla Madonna, visitata nell’Annunciazione e visitatrice nel viaggio verso la casa di Elisabetta, di insegnarmi a portare Gesù alle vostre comunità; ai Santi Patroni Ponziano e Benedetto e ai Santi e Beati della nostra Chiesa chiedo di dare al pastore la forza del testimone e ai fedeli la generosità della risposta.

Per tutti e ciascuno invoco di cuore le più belle benedizioni del Signore.

+ Renato Boccardo
Arcivescovo

Spoleto, 8 settembre 2012
Natività della Beata Vergine Maria

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