L’Arcivescovo in visita alla chiesa della Madonna di Panico, situata nella Parrocchia di Baiano, tra le frazioni spoletine di Fogliano e Castagnacupa. Foto.

L’Arcivescovo in visita alla chiesa della Madonna di Panico, situata nella Parrocchia di Baiano, tra le frazioni spoletine di Fogliano e Castagnacupa. Foto.

L’Arcivescovo in visita alla chiesa della Madonna di Panico, situata nella Parrocchia di Baiano, tra le frazioni spoletine di Fogliano e Castagnacupa. Foto.

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Lunedì 9 aprile, giorno in cui la Chiesa ha ricordato l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha visitato la chiesa della Madonna di Panico, situata nel territorio della parrocchia di S. Giovanni in Baiano, nella zona collinare compresa tra le frazioni spoletine di Fogliano e di Castagnacupa. Ogni anno, il giorno dopo Pasqua, in questo luogo di culto si ritrovano per la preghiera e per una scampagnata “fuori porta” molte persone provenienti dall’Alta Valle del Marroggia, dalla Val Serra, dallo spoletino e da altre parti.

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L’Arcivescovo – invitato dal parroco di Baiano don Canzio Scarabottini e dal suo vice don Nelson Abraham – ha celebrato la messa pomeridiana nel prato adiacente la chiesa (troppo piccola per accogliere le numerose persone giunte, ndr). Alla celebrazione eucaristica, tra gli altri, erano presenti: Daniele Benedetti, sindaco di Spoleto; Battistina Vargiu, assessore all’Istruzione del Comune di Spoleto; Dario Pompili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto; Ferdinando Novelli, presidente dell’Associazione Madonna di Panico.

All’Arcivescovo, al Sindaco e al Presidente Pompili i membri del Comitato hanno sottoposto l’urgenza di restaurare la chiesa e le stanze adiacenti, nonché il loro desiderio di erigere una Confraternita ecclesiastica che provveda alla formazione spirituale e umana della gente che si reca a Panico e che si prenda cura della gestione materiale del luogo di culto. Le autorità presenti – alle quali è stata consegnata una stampa del famoso trittico del XVI secolo della chiesa, conservato per ragioni di sicurezza nel Museo diocesano di Spoleto – hanno accolto l’invito della popolazione per gettare le basi di un possibile progetto di recupero del complesso. Nello specifico di una eventuale trasformazione del Comitato della Madonna di Panico in Confraternita ecclesiastica si è espresso mons. Boccardo: «non ho nessuna difficoltà alla costituzione di una Confraternita che abbia cura di questa piccola e bella chiesa della Diocesi. L’importante – ha sottolineato l’Arcivescovo – è che tutti i futuri membri partecipino alla vita della parrocchia, che trova il suo culmine nell’Eucaristia domenicale. La Confraternita non deve essere uno strumento per organizzare la festa a Panico una volta l’anno o per avere cura solo della stabilità dei muri della chiesa. Essa, dal momento della costituzione, avrà come scopo peculiare e caratterizzante quello dell’incremento del culto pubblico, oltreché, l’esercizio di opere di carità e di catechesi non disgiunta dalla cultura. Facendo bene queste cose – ha concluso Boccardo – si riuscirà a valorizzare e “custodire” meglio anche la chiesa e i locali ad essa adiacenti». I membri dell’attuale comitato hanno apprezzato, condividendole, le parole dell’Arcivescovo.

La chiesa della Madonna di Panico, probabilmente, fu edificata su una preesistente costruzione di origine pagana, come farebbe pensare il nome “Paganico” e vari reperti di epoca romana rinvenuti sul luogo, tra i quali un cippo con scolpito il nome della tribù Clustumina (popolo dell’Italia preromana). La chiesa è a navata unica, con massiccio campanile a vela e con la copertura a capriate lignee. Nell’abside c’è una copia dello stupendo trittico del XVI (l’originale, come detto sopra, è conservato al Museo diocesano di Spoleto): al centro c’è la Madonna con Bambino e ai lati S. Leonardo e S. Sebastiano. La facciata è preceduta da un portico costruito successivamente. All’interno c’è un affresco della Madonna di Loreto, sorretta dai cherubini e incoronata da due angeli. Ai suoi lati ci sono S. Barbara e un altro santo, probabilmente un martire, non identificabile.

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