L’Arcivescovo e il giornalista Renzo Agasso hanno pubblicato un libro dal titolo “Il «mio» Giovanni Paolo II”, uscito in vista della canonizzazione del Papa polacco

L’Arcivescovo e il giornalista Renzo Agasso hanno pubblicato un libro dal titolo “Il «mio» Giovanni Paolo II”, uscito in vista della canonizzazione del Papa polacco

L’Arcivescovo e il giornalista Renzo Agasso hanno pubblicato un libro dal titolo “Il «mio» Giovanni Paolo II”, uscito in vista della canonizzazione del Papa polacco

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“Il «mio» Giovanni Paolo II”. È questo il titolo del libro curato da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, e da Renzo Agasso, giornalista e scrittore. Il volume, edito dalla Paoline Editoriale Libri e stampato dalla Àncora Arti Grafiche di Milano, è in distribuzione in tutte le librerie italiane (147 pagine, 13,00 euro). La foto di copertina e quelle dell’inserto sono dell’archivio personale di mons. Renato Boccardo. «Raccontare ancora Giovanni Paolo II. I suoi gesti, le sue parole – scrive Renzo Agasso nella premessa al libro – tutti ne abbiamo qualche ricordo…Di un uomo così si parlerà, e si scriverà, ancora a lungo. Forse sempre. Ora che è santo (Papa Francesco lo canonizzerà il 27 aprile 2014 insieme ad un altro Vescovo di Roma, Giovanni XXIII, ndr) da ogni angolo del mondo si leveranno preghiera a lui perché interceda presso Dio, perché domandi miracoli, perché sia compagno nei giorni bui della disperazione umana…

Dunque – prosegue Agassi – c’è ancora da dire. Parla di lui mons. Renato Boccardo, oggi arcivescovo di Spoleto-Norcia, ma un tempo collaboratore di Karol Wojtyla in Vaticano e in giro per il mondo, organizzatore degli ultimi suoi viaggi nei luoghi impervi della terra e dell’anima».

Il libro è suddiviso in venti capitoli, così intitolati: Roccia, Preghiera, Operaio, Pellegrino, Fatica, Amici, Speranza, GMG, Sequela, Fuoco, Moltitudini, Affidamento, Misericordia, Perdono, Polonia, Curia, Umanità, Fragilità, Fine, Santo.

«È stato un tale privilegio servire Giovanni Paolo II, una tale grazia essergli vicino, che sento il dovere di parlarne, di farne parte agli altri». Così scrive mons. Renato Boccardo nella nota introduttiva al testo. Il Presule ricorda i momenti significativi, ricchi di aneddoti e curiosità, vissuti accanto al Papa polacco: da collaboratore nell’organizzare i viaggi apostolici presso l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche; da responsabile della sezione giovani del Consiglio per i Laici (che segue in particolare la pastorale giovanile e l’organizzazione delle Giornate Mondiali della Gioventù); da organizzatore dei viaggi del Papa; da segretario del pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; e da Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Così mons. Boccardo ricorda la sua nomina a responsabile della sezione giovani del Consiglio per i Laici: «Ricordo che la vigilia della Domenica delle Palme (era il 1992, ndr) mi chiamò il segretario del Papa, don Stanislao (oggi card. Stanislao Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ndr). Cominciò a spiegarmi l’importanza dell’apostolato giovanile, e quanto il Santo Padre tenesse alle Giornate Mondiali. Io mi domandavo perché mi raccontasse quelle cose. Terminò dicendo: “Il Papa mi ha detto di chiederti se accetti di assumere la responsabilità della sezione giovani del Consiglio per i Laici”. È stata una grande sorpresa, ero stupito, ho chiesto: “Ci posso pensare?”. “Sì, sì, pensaci”, ha risposto don Stanislao. Non potendo il Papa occuparsi di tutto, ho immaginato che la proposta non venisse direttamente da lui. L’indomani, finita la celebrazione delle Palme, don Stanislao mi ha chiamato: «Allora, cosa dici al Papa?”. E io: “Sto bene dove sono, mi piace quello che faccio”. Lui ha insistito: “Allora dici di no?”. “Se il Papa vuole, dico di sì”. “Allora accetti?”. “Sì, va bene, sono disponibile”. Tuttavia mantenevo dentro di me l’idea che la richiesta non venisse proprio da Giovanni Paolo II. Il mattino del giovedì santo, mentre si preparava la Messa crismale, il Papa mi ha detto: “La ringrazio che ha accettato il mio invito”, smentendo tutti i miei dubbi. Così ho cominciato l’avventura delle Giornate Mondiali, vissute da vicino, dal di dentro, anzi. La prima è stata Denver nel 1993, poi Manila nel 1995, Parigi nel 1997 e Roma nel 2000».


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