Don Bruno Molinari e don Pier Luigi Morlino hanno preso possesso delle parrocchie del centro di Spoleto. L’Arcivescovo: «Queste comunità, chiamate a lavorare insieme, siano casa e scuola di comunione, di reciproca accoglienza, di costante riconciliazione»

Don Bruno Molinari e don Pier Luigi Morlino hanno preso possesso delle parrocchie del centro di Spoleto. L’Arcivescovo: «Queste comunità, chiamate a lavorare insieme, siano casa e scuola di comunione, di reciproca accoglienza, di costante riconciliazione»

Don Bruno Molinari e don Pier Luigi Morlino hanno preso possesso delle parrocchie del centro di Spoleto. L’Arcivescovo: «Queste comunità, chiamate a lavorare insieme, siano casa e scuola di comunione, di reciproca accoglienza, di costante riconciliazione»

/
/
/
Don Bruno Molinari e don Pier Luigi Morlino hanno preso possesso delle parrocchie del centro di Spoleto. L’Arcivescovo: «Queste comunità, chiamate a lavorare insieme, siano casa e scuola di comunione, di reciproca accoglienza, di costante riconciliazione»
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

Sabato 3 ottobre 2020 nel Duomo di Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo ha celebrato la Messa per presentare alle tre comunità del centro storico di Spoleto e della zona appena fuori le mura urbiche – S. Gregorio Maggiore, Santa Maria nella Cattedrale con sede in S. Filippo e Santi Pietro e Paolo – i nuovi sacerdoti: don Bruno Molinari (parroco) e don Pier Luigi Morlino (Vicario parrocchiale). Il primo, negli ultimi dieci anni è stato parroco di Gualdo Cattaneo e di Pomonte di Gualdo Cattaneo; il secondo invece è alla prima esperienza pastorale, essendo stato ordinato presbitero lo scorso anno e avendo concluso da poco gli studi a Roma. Succedono a don Luigi Piccioli, don Edoardo Rossi e don Luis Vielman. La liturgia è stata animata nel canto dalla coro della Pievania di Santa Maria. Diversi i fedeli che hanno voluto pregare insieme ai loro nuovo pastori.

Foto-gallery

Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato e ringraziato don Luigi, don Edoardo e don Luis: «Li salutiamo con affetto. Hanno servito queste comunità e solo nel segreto del loro cuore è scritta l’avventura di questo tempo. Chissà quanta generosità, quanto impegno, quanto sacrificio e anche sicuramente quanta pena e amarezza hanno solcato questi anni. Ma tutto è annodato puntualmente nelle libro di Dio. E lui, che non si fa vincere in generosità, saprà fargli gustare la gratitudine di quanti sono stati destinatori del loro servizio».

Poi, l’Arcivescovo ha presentato i nuovi parroci, don Bruno e don Pier Luigi: «I preti – ha detto – sono i servi del Signore inviati per ripetere i suoi gesti, che edificano la comunità. I sacerdoti vengono non per fare da padroni, ma per essere i collaboratori della gioia. Vi affido, quindi, don Bruno e don Pier Luigi: custoditeli, accoglieteli, accompagnateli, vogliate loro bene, sappiate apprezzare le loro ricchezze e i loro doni, sappiate compatire le loro fragilità e le loro mancanze. Queste tre parrocchie – ha detto mons. Boccardo – hanno una lunga storia di fede, di testimonianza e di servizio. Ora c’è un nuovo progetto che si apre davanti: queste comunità sono chiamate, infatti, ad integrarsi sempre di più e a camminare insieme con fantasia e generosità, per riproporre la bellezza e la freschezza del Vangelo nella sua essenzialità, al di là e al di fuori di tutto ciò che può essere utile ma che non è necessario». «Ci vuole però anche vigilanza», ha chiarito il Presule. Perché è «possibile che si realizzano anche nelle parrocchie e nei preti (quelli che vanno e quelli che vengono) quei verbi negativi che abbiamo ascoltato nel Vangelo: prendere, bastonare, cacciare fuori, lapidare, uccidere. E come si declinano nelle comunità cristiane? Con chiacchere superficiali e cattive, con lettere anonime che sono la bassa manifestazione di mediocrità e di vigliaccheria, con faide tra gruppi che vogliono avere la supremazia su altri all’interno della comunità parrocchiale o nei confronti delle altre parrocchie, coi desideri di protagonismo, con le invidie e le gelosie. Tutti atteggiamenti – ha proseguito il Vescovo – che immettono dei veleni mortiferi nella vita quotidiana delle comunità. E allora noi dobbiamo essere attenti a non preparare la morte della nostra Chiesa e delle nostre parrocchie: se decliniamo questi verbi diventiamo sterili. E invece siamo tutti chiamati a fare nelle nostre comunità la casa e la scuola della comunione, della reciproca accoglienza e della costante riconciliazione, a farle diventare un luogo di relazioni autentiche e serene. Non rischiamo di tradire quella che è la missione di ciascuno: testimoniare quanto è bello essere discepoli di Cristo, quanto può dare senso alla vita l’aiutarsi reciprocamente superando le divisioni e coltivando l’unità».

Al termine della Messa don Bruno, anche a nome di don Pier Luigi, ha detto: «Iniziamo da questa sera un cammino che ci vede tutti responsabili e coinvolti, sacerdoti e popolo di Dio insieme, per crescere nel nostro viaggio di fede. Come i naviganti, anche noi siamo chiamati a coordinarci nello sforzo dell’itinerario, con gli occhi rivolti verso il faro e con le braccia sui remi pronte alla fatica. Ciascuno sarà responsabile dell’altro se riuscirà ad allinearsi senza strattonare la nave a destra o a sinistra, ma remando tutti insieme nella stessa direzione. La nostra è una flotta composta da tre grandi navi, tre grandi parrocchie che condividono lo stesso viaggio e che necessitano l’una delle altre per approdare alla felicità e alla salvezza. Ci saranno giorni di tempesta e di sole, ma insieme riusciremo sempre a vedere la luce che illumina la rotta comune. Vi assicuriamo tutto l’affetto e il nostro impegno. Grazie a lei Eccellenza per la paternità che ci dimostra nell’esercizio del ministero e ai confratelli che finora hanno tracciato la rotta di queste comunità».

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook