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Assemblea Sinodale 2016-17

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Catechesi 2017-2018

Santi e Beati della Diocesi di Spoleto-Norcia

Santi e Beati della Diocesi

Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2018: ciclo di “Prediche” sulle virtù cristiane
05 Apr 2018 16:10Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2018: ciclo di “Prediche” sulle virtù cristiane

È ormai tradizione che il Festival di Spoleto proponga nel suo programma un ciclo di “Prediche” che, grazie ad interventi qualificati, offra a quanti le vogliano ascoltare qualche spunto di riflessione e approfondimento. Dopo le felici esperienze degli anni passati, nella 61ª edizione del 2018, in programma dal 29 giugno al 15 luglio, verrà affrontato il tema delle virtù cristiane. Le “Prediche” si terranno alle ore 17.00 nella Basilica di S. Gregorio Maggiore:   Sabato 30 giugno - La Prudenza - Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna Domenica 1° luglio - La [ ... ]

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Brevi dall'Archidiocesi

corpusdomini2017Domenica 18 giugno, la Chiesa ha fatto memoria della solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo Boccardo ha presieduto la celebrazione cittadina, con la santa Messa nella Cattedrale di S. Maria Assunta in Spoleto e, a seguire, la processione per le vie del centro storico cittadino. «È il mistero che fa memoria di tutti i prodigi di Dio, culminati nel dono del Figlio, il Verbo fatto carne, morto in croce e risorto per la nostra salvezza, per renderci partecipi della vita eterna, della vita d'amore trinitaria», ha detto mons. Boccardo, nel corso dell’omelia.

All’1.45 di mercoledì 31 maggio 2017, presso l’ospedale “Villa Scassi” di Genova, all’età di 59 anni, è deceduto padre Modesto Paris, dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi, parroco di Santa Rita in Spoleto dal 2000 al 2004. Dal 2015 era malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Padre Modesto è nato il 22 agosto 1957 a Rumo in Val di Non (TN), è stato ordinato sacerdote nel 1983 da S. Giovanni Paolo II. L’anno successivo ha fondato il primo gruppo del Movimento Rangers presso il santuario della Madonnetta di Genova, un gruppo di ragazzi basato su valori quali amicizia, responsabilità, accoglienza e, più di tutto, ispirato al Vangelo del “Buon Pastore”.

«Fra i nostri celesti amici, i Santi, in un posto molto distinto si trova la nostra cara Santa Rita. Essa ci accompagna con discrezione e generosità nelle necessità piccole e grandi della nostra vita. Che amica meravigliosa il Signore ci ha dato!». Con queste parole lunedì 22 maggio 2017 a Cascia il card. Giovanni Layolo, presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ha definito l’umile donna di Roccaporena, colei che è stata moglie e madre, che ha pianto la morte del marito e dei figli, che è stata religiosa agostiniana. Layolo ha presieduto il solenne pontificale sul sagrato della Basilica che accoglie il corpo di Rita, una delle Sante più popolari e venerate, definita avvocata dei casi impossibili.

Foto-gallery

«Ritroviamo l’entusiasmo di proporre con gioia il Vangelo della Famiglia! Non perdiamoci in tante analisi sociologiche sulle infinite disfunzioni familiari della nostra società. Non perdiamo energie preziose concentrandoci sempre sul negativo! Non rifugiamoci nell’alibi di dire che la cultura di oggi, che la legislazione di oggi, che la mentalità di oggi sono ostili alla famiglia. E con ciò rimaniamo paralizzati, timorosi e inattivi». È un passaggio dell’omelia che il card. Kevin Jospeh Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha tenuto nella Cattedrale di Spoleto domenica 14 maggio nella Messa di chiusura della V edizione della Festa della Famiglia promossa dall’Archidiocesi sul tema “Famiglia, Gioia, Vangelo”.

Foto-Gallery

L’annuncio pasquale è risuonato nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella “notte più chiara dei giorno” la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazaret, figlio di Dio e figlio di Maria. Pasqua è dunque annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome dei Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

Foto-gallery Veglia Pasquale

I cristiani dopo aver contemplato Gesù nei segni della Lavanda dei piedi e dell’ultima cena (il Giovedì Santo), il Venerdì Santo si sono raccolti nella meditazione della croce e della morte del Figlio di Dio. In questo giorno non si è celebrata l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il ricordo e motiva il suo digiuno: la morte di Cristo. L’azione liturgica è dominata dalla croce, manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia: lo spazio è riservato solo al silenzio e alla contemplazione. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto, venerdì 14 aprile 2017, questa liturgia nella Basilica Cattedrale di Spoleto con i fedeli delle parrocchie della Pievani di Santa Maria (Cattedrale, S. Gregorio, Santa Rita e Santi Pietro e Paolo) e con quanti hanno raggiunto il Duomo per il Triduo pasquale.  

Foto-Gallery Azione Liturgica in Duomo / Foto-Gallery Via Crucis al Giro della Rocca

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ArcivescovoSpo "Dove sei?" ci chiede il Signore ogni giorno. Quante volte è necessario sentirci "ri-cercati" da Dio per ri-centrar… https://t.co/5wvc3nUlXB
ArcivescovoSpo Di Dio, come di ogni esperienza d'amore, non si può tanto discutere o teorizzare, quanto di essa ci si deve nutrire… https://t.co/FtYzBcR2Oj
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ArcivescovoSpo Ripercorriamo idealmente la Via Crucis del Signore: per permettere a tutti di essere presenti, nonostante il tempo… https://t.co/Iz9unw8RIN
ArcivescovoSpo Tutto ciò che mettiamo in atto deve essere fondato sulla fede in Colui che tutto può (Messa Crismale) #Pasqua #Pasqua2018
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corpusdomini2017Domenica 18 giugno, la Chiesa ha fatto memoria della solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo Boccardo ha presieduto la celebrazione cittadina, con la santa Messa nella Cattedrale di S. Maria Assunta in Spoleto e, a seguire, la processione per le vie del centro storico cittadino. «È il mistero che fa memoria di tutti i prodigi di Dio, culminati nel dono del Figlio, il Verbo fatto carne, morto in croce e risorto per la nostra salvezza, per renderci partecipi della vita eterna, della vita d'amore trinitaria», ha detto mons. Boccardo, nel corso dell’omelia.

All’1.45 di mercoledì 31 maggio 2017, presso l’ospedale “Villa Scassi” di Genova, all’età di 59 anni, è deceduto padre Modesto Paris, dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi, parroco di Santa Rita in Spoleto dal 2000 al 2004. Dal 2015 era malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Padre Modesto è nato il 22 agosto 1957 a Rumo in Val di Non (TN), è stato ordinato sacerdote nel 1983 da S. Giovanni Paolo II. L’anno successivo ha fondato il primo gruppo del Movimento Rangers presso il santuario della Madonnetta di Genova, un gruppo di ragazzi basato su valori quali amicizia, responsabilità, accoglienza e, più di tutto, ispirato al Vangelo del “Buon Pastore”.

«Fra i nostri celesti amici, i Santi, in un posto molto distinto si trova la nostra cara Santa Rita. Essa ci accompagna con discrezione e generosità nelle necessità piccole e grandi della nostra vita. Che amica meravigliosa il Signore ci ha dato!». Con queste parole lunedì 22 maggio 2017 a Cascia il card. Giovanni Layolo, presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ha definito l’umile donna di Roccaporena, colei che è stata moglie e madre, che ha pianto la morte del marito e dei figli, che è stata religiosa agostiniana. Layolo ha presieduto il solenne pontificale sul sagrato della Basilica che accoglie il corpo di Rita, una delle Sante più popolari e venerate, definita avvocata dei casi impossibili.

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«Ritroviamo l’entusiasmo di proporre con gioia il Vangelo della Famiglia! Non perdiamoci in tante analisi sociologiche sulle infinite disfunzioni familiari della nostra società. Non perdiamo energie preziose concentrandoci sempre sul negativo! Non rifugiamoci nell’alibi di dire che la cultura di oggi, che la legislazione di oggi, che la mentalità di oggi sono ostili alla famiglia. E con ciò rimaniamo paralizzati, timorosi e inattivi». È un passaggio dell’omelia che il card. Kevin Jospeh Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha tenuto nella Cattedrale di Spoleto domenica 14 maggio nella Messa di chiusura della V edizione della Festa della Famiglia promossa dall’Archidiocesi sul tema “Famiglia, Gioia, Vangelo”.

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L’annuncio pasquale è risuonato nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella “notte più chiara dei giorno” la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazaret, figlio di Dio e figlio di Maria. Pasqua è dunque annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome dei Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

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I cristiani dopo aver contemplato Gesù nei segni della Lavanda dei piedi e dell’ultima cena (il Giovedì Santo), il Venerdì Santo si sono raccolti nella meditazione della croce e della morte del Figlio di Dio. In questo giorno non si è celebrata l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il ricordo e motiva il suo digiuno: la morte di Cristo. L’azione liturgica è dominata dalla croce, manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia: lo spazio è riservato solo al silenzio e alla contemplazione. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto, venerdì 14 aprile 2017, questa liturgia nella Basilica Cattedrale di Spoleto con i fedeli delle parrocchie della Pievani di Santa Maria (Cattedrale, S. Gregorio, Santa Rita e Santi Pietro e Paolo) e con quanti hanno raggiunto il Duomo per il Triduo pasquale.  

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corpusdomini2017Domenica 18 giugno, la Chiesa ha fatto memoria della solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo Boccardo ha presieduto la celebrazione cittadina, con la santa Messa nella Cattedrale di S. Maria Assunta in Spoleto e, a seguire, la processione per le vie del centro storico cittadino. «È il mistero che fa memoria di tutti i prodigi di Dio, culminati nel dono del Figlio, il Verbo fatto carne, morto in croce e risorto per la nostra salvezza, per renderci partecipi della vita eterna, della vita d'amore trinitaria», ha detto mons. Boccardo, nel corso dell’omelia.

All’1.45 di mercoledì 31 maggio 2017, presso l’ospedale “Villa Scassi” di Genova, all’età di 59 anni, è deceduto padre Modesto Paris, dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi, parroco di Santa Rita in Spoleto dal 2000 al 2004. Dal 2015 era malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Padre Modesto è nato il 22 agosto 1957 a Rumo in Val di Non (TN), è stato ordinato sacerdote nel 1983 da S. Giovanni Paolo II. L’anno successivo ha fondato il primo gruppo del Movimento Rangers presso il santuario della Madonnetta di Genova, un gruppo di ragazzi basato su valori quali amicizia, responsabilità, accoglienza e, più di tutto, ispirato al Vangelo del “Buon Pastore”.

«Fra i nostri celesti amici, i Santi, in un posto molto distinto si trova la nostra cara Santa Rita. Essa ci accompagna con discrezione e generosità nelle necessità piccole e grandi della nostra vita. Che amica meravigliosa il Signore ci ha dato!». Con queste parole lunedì 22 maggio 2017 a Cascia il card. Giovanni Layolo, presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ha definito l’umile donna di Roccaporena, colei che è stata moglie e madre, che ha pianto la morte del marito e dei figli, che è stata religiosa agostiniana. Layolo ha presieduto il solenne pontificale sul sagrato della Basilica che accoglie il corpo di Rita, una delle Sante più popolari e venerate, definita avvocata dei casi impossibili.

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«Ritroviamo l’entusiasmo di proporre con gioia il Vangelo della Famiglia! Non perdiamoci in tante analisi sociologiche sulle infinite disfunzioni familiari della nostra società. Non perdiamo energie preziose concentrandoci sempre sul negativo! Non rifugiamoci nell’alibi di dire che la cultura di oggi, che la legislazione di oggi, che la mentalità di oggi sono ostili alla famiglia. E con ciò rimaniamo paralizzati, timorosi e inattivi». È un passaggio dell’omelia che il card. Kevin Jospeh Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha tenuto nella Cattedrale di Spoleto domenica 14 maggio nella Messa di chiusura della V edizione della Festa della Famiglia promossa dall’Archidiocesi sul tema “Famiglia, Gioia, Vangelo”.

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L’annuncio pasquale è risuonato nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella “notte più chiara dei giorno” la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazaret, figlio di Dio e figlio di Maria. Pasqua è dunque annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome dei Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

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I cristiani dopo aver contemplato Gesù nei segni della Lavanda dei piedi e dell’ultima cena (il Giovedì Santo), il Venerdì Santo si sono raccolti nella meditazione della croce e della morte del Figlio di Dio. In questo giorno non si è celebrata l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il ricordo e motiva il suo digiuno: la morte di Cristo. L’azione liturgica è dominata dalla croce, manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia: lo spazio è riservato solo al silenzio e alla contemplazione. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto, venerdì 14 aprile 2017, questa liturgia nella Basilica Cattedrale di Spoleto con i fedeli delle parrocchie della Pievani di Santa Maria (Cattedrale, S. Gregorio, Santa Rita e Santi Pietro e Paolo) e con quanti hanno raggiunto il Duomo per il Triduo pasquale.  

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