Celebrato a Spoleto il Giubileo degli amministratori dei Comuni dell’Archidiocesi. Relazione del prof. Luigino Bruni e Messa con l’Arcivesvovo. Foto.

Celebrato a Spoleto il Giubileo degli amministratori dei Comuni dell’Archidiocesi. Relazione del prof. Luigino Bruni e Messa con l’Arcivesvovo. Foto.

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«Misericordia in politica è non avere come unico scopo di mandato i vincoli di bilancio, è non trasformare i Comuni in imprese manageriali, è far rivivere le piazze, è dedicare tempo all’ascolto profondo delle persone, è non ingabbiare pratiche e delibere dietro questioni personali». Sono alcune declinazioni di misericordia in politica che il prof. Luigino Bruni, ordinario di Economia politica alla LUMSA e all’Istituto Universitario Sophia ed editorialista del quotidiano Avvenire, ha consegnato ai Sindaci ed ai membri delle Giunte e dei Consigli Comunali dei Municipi che ricadono nel territorio dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia nel corso del Giubileo loro dedicato e che si è svolto sabato 24 settembre 2016 nel Palazzo arcivescovile. Quasi tutti i venticinque Comuni erano rappresentati.

Nel saluto iniziale l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha ringraziato il prof. Bruni per aver accolto l’invito e gli amministratori presenti per l’impegno che quotidianamente profondono a favore del bene comune. «Nella parola misericordia – ha detto Bruni – possiamo individuare tre movimenti. Primo: quello dello sguardo rivolto a chi ha commesso un errore. Secondo: quello delle viscere, simile ai dolori di un parto, che mi consente di indignarmi dinanzi alle ingiustizie. Terzo: quelle delle mani, cioè dell’agire dopo l’indignazione per recuperare rapporti spezzati. Misericordia allora è “un come”, un come parlo, un come mi comporto ecc…, e non “un cosa”, un cosa faccio, un cosa penso ecc… Essa permette ai nostri rapporti di durare, consente ai nostri “per sempre” pronunciati in gioventù di proseguire. La misericordia, però, va coltivata giorno dopo giorno». Al termine dell’incontro con Bruni, Vescovo e amministratori si sono recati in Cattedrale per il passaggio della Porta Santa della Misericordia e la celebrazione eucaristica nella Cappella del Santissimo Sacramento. Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato che quanti sono chiamati a governare «devono avere sempre l’orecchio teso per saper scegliere ciò che è bene per la collettività, soprattutto per quella parte di essa che soffre. Ciò a volte è frustrante, ma va fatto in piena libertà, senza calcoli di convenienza». Il Presule ha rivolto ai Sindaci, agli Assessori e ai Consiglieri tre consigli che papa Francesco ha recentemente indirizzato ai Vescovi. «A noi Pastori e mi permetto di aggiungere a voi amministratori è chiesto di stare dinanzi al popolo con la testimonianza della nostra vita, con coerenza, impegno e sacrificio. Poi, siamo chiamati a stare in mezzo alla gente, a lasciarsi interpellare da essa e indicare il massimo, che non vuol dire accontentare in ogni occasione e dire sempre di sì, ma coinvolgere le persone nel lavoro d’insieme, consapevoli che solo unendo le forze saremo in grado di costruire qualcosa che rimanga nel tempo. Infine – ha proseguito l’Arcivescovo – siamo chiamati a stare dietro al popolo per incoraggiare, sostenere, indirizzare affinché nessuno rimanga dietro. Siamo sollecitati a prendere in braccio gli ultimi e a non farli sentire lo scarto della società». Poi, un’esortazione: «Non piangiamoci addosso, non stiliamo solo l’elenco delle cose che non vanno e ci fanno soffrire, ma impegniamoci nel far sì che la nostra fantasia attui percorsi che possano veramente far cambiare qualcosa. Questo è il nostro tempo e questo dobbiamo abitare e governare secondo le capacità di ciascuno. Su ciascuno di voi – ha concluso mons. Boccardo – invoco il dono della sapienza interiore e della fortezza». La mattinata si è conclusa con un aperitivo alla Terrazza Frau.

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