Prima Giornata Mondiale dei Poveri: a Spoleto celebrata con una veglia di preghiera in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo con tre gesti significativi: adorazione della croce, ceste di pane, profumo nelle mani. Foto

Prima Giornata Mondiale dei Poveri: a Spoleto celebrata con una veglia di preghiera in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo con tre gesti significativi: adorazione della croce, ceste di pane, profumo nelle mani. Foto

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Papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia ho offerto alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, «perché – scrive il Pontefice – in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi…Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste». Questa prima Giornata Mondiale dei Poveri, dal tema “Non amiamo a parole ma con i fatti”, è stata celebrata domenica 19 novembre 2017, XXXIII del tempo ordinario.

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La nostra Archidiocesi ha proposto per venerdì 17 novembre nella Basilica Cattedrale una veglia di preghiera in preparazione a questa Giornata. Insieme all’arcivescovo Renato Boccardo c’erano, in particolare, gli operatori delle Caritas parrocchiali o di Pievanie, i membri delle varie associazioni di volontariato presenti sul territorio e dei movimenti e gli animatori della liturgia.

Alcuni gesti hanno caratterizzato la veglia: la venerazione del Crocifisso (Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia); le ceste di pane portate al centro del presbiterio (Nel pane quotidiano Dio ci dà un segno della sua bontà e l’alimento essenziale della tavola di famiglia. Al termine della veglia, l’Arcivescovo ha consegnato ai presenti il pane, simbolo di fraternità); il profumo versato sulle mani del primo di ogni banco (Benedette le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli, sono mani che portano speranza).

«Con la preghiera – afferma l’arcivescovo Boccardo – ci siamo messi alla scuola di Cristo per chiedergli il dono di occhi per vedere le sofferenze di tanti nostri fratelli e sorelle, per divenire sempre più immagine del buon samaritano che si china su ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza».

Domenica 17 novembre, poi, c’è stato il pranzo con le persone che abitualmente frequentano la Mensa della Misercordia (generalmente la domenica è chiusa). 

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