Giornata diocesana dei catechisti col vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro. Prima uscita ufficiale per il neo direttore dell’ufficio catechistico don Canzio Scarabottini. Messa presieduta dall’Arcivescovo Boccardo. Relazione Semeraro e foto.

Giornata diocesana dei catechisti col vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro. Prima uscita ufficiale per il neo direttore dell’ufficio catechistico don Canzio Scarabottini. Messa presieduta dall’Arcivescovo Boccardo. Relazione Semeraro e foto.

Giornata diocesana dei catechisti col vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro. Prima uscita ufficiale per il neo direttore dell’ufficio catechistico don Canzio Scarabottini. Messa presieduta dall’Arcivescovo Boccardo. Relazione Semeraro e foto.

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Giornata diocesana dei catechisti col vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro. Prima uscita ufficiale per il neo direttore dell’ufficio catechistico don Canzio Scarabottini. Messa presieduta dall’Arcivescovo Boccardo. Relazione Semeraro e foto.
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Domenica 20 settembre 2015, a Roccaporena di Cascia, si è tenuto l’incontro diocesano dei catechisti in vista dell’avvio del nuovo anno pastorale. Dopo gli arrivi, un breve momento di preghiera e i saluti dell’arcivescovo Renato Boccardo c’è stato l’intervento di mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del gruppo di cardinali (il cosiddetto C9) chiamati a consigliare il Papa nel governo della Chiesa universale e a studiare un progetto di revisione della Curia romana, sul tema “Il Credo nella catechesi, verso il Giubileo Straordinario della Misericordia”.

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Il Presule – il cui intervento integrale è allegato a questo articolo – ha sottolineato due fattori che sfidano la pastorale dell’iniziazione cristiana. Primo, offrire una proposta di fede a chi cristiano lo è stato, ma di fatto non lo è più; a chi lo è per anagrafe e abitudine, a chi pensa di esserlo e anche a chi effettivamente lo è. Secondo, nelle parrocchie è sostanzialmente ancora alta la richiesta di riti che la toccano direttamente, ossia Battesimo, Confermazione ed Eucaristia. «Accade paradossalmente – ha detto Semeraro – che laddove c’è meno tradizione religiosa è più facile attivare una reale iniziazione; dove, al contrario, c’è più tradizione si fa più difficoltà a fare percorrere alle persone un vero cammino iniziatico di fede. L’intreccio di questi e di altri fattori mette in forte difficoltà il compito specifico della catechesi. Siamo come in mezzo a un guado: da una parte ci sono mentalità ancora segnate dai riflessi condizionati della cristianità, dall’altra queste stesse mentalità sono già profondamente e irreversibilmente secolarizzate. Chi lavora nella catechesi in Italia è chiamato a stare dentro questa faticosa transizione». Per il vescovo di Albano è necessario che l’ordine tradizionale della catechesi sul «Credo» conosca un’inversione, un capovolgimento. In altre parole, la catechesi si rivolge a chi è credente e segue l’ordine dell’esposizione: io Credo in Dio, Padre del Signore Gesù, che ci dona il suo Spirito, la sua vita fino al compimento. Amen. Il primo annuncio continua a dire tutto questo (ossia il contenuto della fede), ma lo fa per una via inversa. Non è la via dell’ordine dell’esposizione, ma la via della scoperta; è la via dell’attestazione, la via testimoniale. Tutto, in breve, comincia dall’Amen. Questa parola ebraica, che la nostra liturgia cristiana ha conservato, è il sigillo di ogni preghiera della Chiesa, di ogni suo atto di fede, di ogni suo gesto. Cominciare dall’Amen non significa per nulla trascurare il contenuto della fede, perché quando diciamo primo annuncio abbiamo a che fare proprio con il contenuto centrale del Simbolo della fede e non di qualcos’altro. Da questo centro simbolico (cioè del “Credo”), poi, tutto risale verso la paternità di Dio sino all’opera della creazione; da lì stesso tutto si diparte verso la “ri-creazione”, con la mediazione della Chiesa che del regno di Cristo e di Dio “costituisce in terra il germe e l’inizio».

Al termine della relazione di Semeraro, l’arcivescovo Boccardo ha presentato il nuovo direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano don Canzio Scarabottini, parroco di Baiano e Montemartano nel comune di Spoleto, di Firenzuola di Acquasparta e di Porzano di Terni. «Non avrei mai pensato di ricoprire questo ruolo», ha detto il neo direttore. «Sono contento per la stima e la fiducia accordatemi dal Vescovo. Anche io, cari catechisti, sono in formazione con voi. Assicuro il massimo impegno in questo servizio al quale sono chiamato dalla Chiesa, certo che il Signore illuminerà il nostro cammino». Un applauso dei presenti ha sugellato questo momento. La mattinata si è conclusa con la presentazione del tema, Il Viaggio, che verrà sviluppato durante l’anno seguendo la metodologia di catechesi proposta dall’Azione Cattolica Ragazzi, che la nostra Chiesa diocesana ha scelto oramai da tre anni. In particolare si parlerà del “viaggio verso la Chiesa casa della misericordia”, del “viaggio verso, te fratello e sorella” e del “viaggio te, Signore Gesù”.

Dopo il pranzo i catechisti si sono suddivisi in gruppi, in base alla fascia di età dei ragazzi che seguiranno durante l’anno, e hanno esaminato con stile laboratoriale il tema del Viaggio.

La giornata si è conclusa con la Messa celebrata dall’Arcivescovo. Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato come il Vangelo della XXV domenica del tempo ordinario presenti due scene contrastanti: da una parte Gesù che sale verso Gerusalemme e va incontro alla passione e alla morte; dall’altra i discepoli che discutono su chi tra loro è più importante. «Questi – ha detto il Presule – non avevano capito nulla, volevano il primo posto, cercavano considerazione. Non cerchiamo, forse, anche noi ciò? E Gesù con pazienza dice ai discepoli e dunque anche a noi: il metro di giudizio è il donare la vita e dunque chi vuole essere grande si faccia piccolo, cioè non ricerchi la gloria terrena, ma coltivi quella interiore. Gesù – ha proseguito il Vescovo – ci chiede di affidarci a Dio così come un bambino si affida ai genitori: così riusciremo ad oltrepassare il buio».  

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