Moltissime persone in Duomo per celebrare San Ponziano. L’omelia di mons. Boccardo e la galleria fotografica del pontificale.

Moltissime persone in Duomo per celebrare San Ponziano. L’omelia di mons. Boccardo e la galleria fotografica del pontificale.
Celebrazione San Ponziano

Moltissime persone in Duomo per celebrare San Ponziano. L’omelia di mons. Boccardo e la galleria fotografica del pontificale.

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Moltissime persone in Duomo per celebrare San Ponziano. L’omelia di mons. Boccardo e la galleria fotografica del pontificale.
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Moltissime persone hanno partecipato al solenne pontificale e alla processione che l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto venerdì 14 gennaio nella Basilica Cattedrale nel giorno della solennità del martire Ponziano, patrono di Spoleto e dell’intera Chiesa diocesana. Ancora una volta, dunque, gli spoletini si sono riversati in massa – in duomo e nelle strade della città – per rendere omaggio a quel giovane diciottenne che per la fede diede la vita; ancora una volta il popolo ha cantato “Ponziano martire e santo patrono nostr’inno fervido sale al tuo trono. Alla tua supplice città fedel propizio chinati Ponzian da ciel”.

Omelia

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L’Arcivescovo nell’omelia ha ricordato come S. Ponziano assicuri protezione in caso di terremoto. “Spoleto tremerà, ma non crollerà”, si dice. «Certo – ha detto mons. Boccardo – quando la terra trema le conseguenze possono essere gravi. Ma ci sono terremoti silenziosi ben più gravi e pericolosi per la comunità civile e cristiana: si tratta di quei terremoti politici, sociali, economici, educativi e morali che provocano la caduta dei valori, devastano il nostro Paese e le nostre città, mortificano le famiglie, disorientano i giovani, rendono più incerto il domani e mettono a dura prova la speranza. Che cosa deve fare dunque il cristiano in questa situazione? Non è difficile saperlo, perché il Vangelo ci basta e ci suggerisce la via da percorrere: innanzitutto si tratta di cogliere l’ora attuale come la nostra ora, dalla quale non possiamo tirarci fuori sognando un altro tempo, un’altra situazione, oppure nutrendo nostalgie verso un passato di cristianità in cui le prove non erano assenti, ma erano semplicemente altre! L’ostilità, o addirittura la persecuzione nei confronti dei cristiani, li tempra, li rigenera, li sprona ad essere più conformi al loro Signore».

Il martirio di S. Ponziano ricorda al popolo spoletino l’importanza di scegliere il bene. «Vi sono – ha affermato l’Arcivescovo – comportamenti concreti che sono sempre sbagliati, perché la loro scelta comporta un disordine morale, che ha conseguenze gravi sul piano personale e sociale. Il nostro patrono ci insegna ancora che non tutto è contrattabile, che esistono valori che non hanno prezzo e non possono essere oggetto di scambio e di trattative. Mi riferisco ai beni della vita, della stabilità familiare, del diritto al lavoro, della giustizia e della pace, della libertà religiosa, nella sottovalutazione o nel misconoscimento dei quali risiede una delle cause più profonde della disintegrazione della comunità umana. Con il suo martirio, San Ponziano ci insegna infine il valore della vera libertà. Essere veramente liberi significa assoggettarsi alla Verità e dunque alla verità di Dio su cui poggia la verità della persona umana, di tutta la persona e di ogni persona. Il martire viene ucciso perché rifiuta di assoggettarsi a un potere diverso da quello che trova la sua giustificazione nel giudizio della coscienza morale».

Folta la presenza delle autorità civili e militari. Al termine della messa, animata nel canto dalla Cappella Musicale del Duomo, è stata consegnata ai fedeli la nuova immaginetta di S. Ponziano con dietro la preghiera composta dall’Arcivescovo Boccardo. «A te, giovane Ponziano, testimone fedele di Cristo, patrono della città e della diocesi, – scrive il Presule – la nostra lode ammirata e la nostra preghiera: guarda questo popolo che si affida alla tua protezione; insegnaci a seguire Gesù via, verità e vita; intercedi la pace e la prosperità per le nostre famiglie; proteggi i nostri giovani perché, come te, crescano forti e generosi sulla via del vangelo; preservarci dal male dell’anima e del corpo; difendici dalle catastrofi naturali; ottieni per tutti la grazia e benedizione di Dio».

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