Festa di S. Emiliano. Dom Barban, priore dei Camaldolesi: «Sull’esempio dei martiri, siamo chiamati a una fede reale, profonda e responsabile». Foto

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s.emiliano2015

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È stata celebrata a Trevi, mercoledì 28 gennaio, la santa Messa per la solennità del patrono e martire sant’Emiliano. Accanto all’arcivescovo Renato Boccardo, hanno concelebrato numerosi sacerdoti del Clero diocesano, questa settimana impegnati negli esercizi spirituali presso il santuario della Madonna della Stella di Montefalco, guidati dal priore generale dei Padri Camaldolesi, dom Alessandro Barban, anch’egli presente.

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E proprio a lui, mons. Boccardo ha affidato l’omelia.  Commentando il Vangelo del Buon Pastore, ha detto: «Giovanni ci parla del Pastore buono, bello e vero pronto a dare la vita per il Suo gregge. Noi siamo lontani, ormai da secoli, da una mentalità simile. Dobbiamo avere la convinzione di ritornare, anche con un po’ di umiltà, a queste pagine». E ancora: «Abbiamo ricevuto la vita, siamo stati trovati e accompagnati, riposti dietro il gregge, siamo stati chiamati per il mondo, alla libertà, a uscire. Allora, partecipiamo alla Sua vita. Lui è morto per noi ma noi, adesso, dobbiamo imitare Lui, spendere la nostra vita, tutta, come i martiri». Donarsi per diventare un unico gregge, non essendo pecoroni ma le pecore chiamate da Lui. «Amare, servire, diventare responsabili, consegnarci, trasformare il mondo con la nostra vita: questo dobbiamo fare. Se noi, ogni anno, veniamo, celebriamo sant’Emiliano ma non comprendiamo il senso profondo della sua dedizione, del suo servizio, del suo martirio alla luce di quello della croce di Cristo, allora, forse facciamo soltanto una festa folkloristica. Ma noi non siamo qui per fare del folklore! Siamo qui per testimoniare la nostra fede più profonda». Ha così invocato sant’Emiliano affinché «la nostra fede sia reale, profonda, responsabile, matura».

Al termine dell’omelia, l’assessore Roberto Venturini – presente in rappresentanza del Comune di Trevi – ha offerto l’olio per l’accensione della lampada votiva, successivamente benedetta dall’Arcivescovo.

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